Street Fighter - Sfida finale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Stub Questa voce di film è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
Street Fighter - Sfida finale

Titolo originale: Street Fighter
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA/Giappone
Anno: 1994
Durata: 102'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto:
Genere: azione
Regia: Steven E. de Souza
Soggetto:
Sceneggiatura: Steven E. de Souza
Produttore: Edward R. Pressman, Kenzo Tsujimoto
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
{{{nomedoppiatorioriginali}}}
Episodi:
Fotografia: William A. Fraker
Montaggio: Edward M. Abroms, Donn Aron, Dov Hoenig, Anthony Redman, Robert F. Shugrue
Effetti speciali: {{{nomeeffettispeciali}}}
Musiche: Graeme Revell
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: William J. Creber
Costumi: Deborah Kramer
Trucco: Maggie Fung, Margaret Stevenson
Sfondi:
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

Street Fighter - Sfida finale è un film statunitense e giapponese del 1994 diretto da Steven E. de Souza, basati sulla popolare serie di videogiochi Street Fighter.

É uscito in Italia il 13 aprile 1995


A Shadaloo, piccola cittadina costiera in un non ben precisato punto del Sud-Est Asiatico, il generale Bison (Raul Julia) regna come un dittatore. Dopo aver catturato un intero villaggio di contadini e tenuto i suoi abitanti come ostaggi, Bison pone un ultimatum alle Nazioni Alleate che lo stanno combattendo: o pagheranno un riscatto o gli ostaggi moriranno. Il colonnello William F. Guile (Jean-Claude Van Damme), comandante delle truppe delle Nazioni Alleate, non ci sta e promette agli ostaggi che li salverà. Ha un motivo in più per farlo: Bison ha preso come ostaggio un soldato, un certo Carlos Blanka, detto Charlie, che per Guile è come un fratello. Nel frattempo, in Thailandia, Ken Masters e Ryu Hoshi, il primo americano scavezzacollo, il secondo giapponese dal temperamento mite, si ritrovano al cospetto del boss della malavita thailandese Victor Sagat: gli stanno infatti vendendo armi potentissime che sono in realtà dei giocattoli, in quanto Ken e Ryu sono dei truffatori che operano a fin di bene. Il colpo fallisce e quindi Ken e Ryu sono obbligati a combattere contro il campione di Sagat, Vega, un bellimbusto agile che combatte con un'arma che ha tre artigli simili a quelli di Wolverine. Nel bel mezzo dell'incontro, le Nazioni Alleate fanno irruzione e arrestano tutti, compresi Sagat, Vega, Ryu e Ken. Il tempo stringe e gli ostaggi sono in fin di vita, ma chi ne sta facendo di più le spese è il povero Charlie: è stato infatti scelto come cavia umana per creare una bestia spietata che conosca solo odio e assassinio. Il dottor Dhalsim, un idealista pacifista, è però contrario al progetto e quindi modifica l'essere permettendogli di riconoscere il bene dal male. A Shadaloo arriva anche una troupe televisiva composta dalla giovane giornalista cinese Chun-Li Ziang e dai suoi cameramen Balrog, un ex pugile, ed Edmond Honda, un corpulento hawaiano ex lottatore di sumo la cui reputazione è stata infangata dalla setta di Shadaloo (era quasi uno yokozuna, o grande campione, di sumo). Anche Chun-Li ha un motivo per stare lì: Bison è responsabile dell'assassinio di suo padre, il giudice di pace di un villaggio cinese che si oppose alla tirannia del malvagio generale. Per una serie di circostanze, i protagonisti finiscono tutti nella fortezza di Bison, che tenterà in tutti i modi di difendere il suo impero con l'aiuto del suo braccio destro Zangief (un russo dal fisico possente ma dall'intelligenza non molto sviluppata) e Dee Jay (genio informatico giamaicano). Ma alla fine, le forze del male soccombono di fronte all'unione delle forze del bene.


[modifica] Curiosità

  • Molto probabilmente la lingua usata a Shadaloo, l'immaginaria città che fa da sfondo a tutta la vicenda, è l'esperanto. Lo si nota in un manifesto che raffigura Bison, chiamandolo "generalo Bison": infatti, "generalo" è il termine esperanto per dire "generale". In un'altra scena, si vede un altro manifesto con su scritto "teroristo", ossia il termine esperanto per dire "terrorista".
  • Nell'ultima scena, prima dei titoli di coda, i protagonisti assistono ad un'esplosione: è l'esplosione che segna la fine definitiva di Bison. Come la vedono, i personaggi esultano componendo la stessa immagine che appare alla fine del videogioco "Super Street Fighter", ossia mettendosi in posa nella loro posizione del vincitore. In questa scena, però, mancano Blanka, Dhalsim, Sagat, Dee Jay e Bison.
  • Prima di vedere i crediti finali c'è un omaggio alla memoria di Raul Julia, scomparso poco dopo aver terminato le riprese del film in seguito ad un attacco cardiaco. L'omaggio reca le parole: "For Raul - Vaya con Dios".
  • Nella scena in cui Chun Li è nella camera di Bison, si può notare un quadro che rappresenta il generale su un cavallo. L'immagine è ispirata al celebre dipinto su Napoleone di Jacques-Louis David.
  • La frase "Good Morning Shadaloo!" dello speaker militare ricorda quella di Robin Williams in "Good morning, Vietnam".
  • Nel doppiaggio Ryu viene pronunciato Raiu, probabilmente per via della pronuncia in inglese della Y

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali