Sorelle Marinetti

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Sorelle Marinetti
Sorelle Marinetti  (foto di Michele Ercolani)
Sorelle Marinetti
(foto di Michele Ercolani)
Paese d'origine Italia Italia
Genere Swing
Pop
Jazz
Periodo di attività 2006 – in attività
Album pubblicati 2
Studio 2
Gruppi e artisti correlati Trio Lescano
Boswell Sisters
Puppini Sisters
Arisa
Sito web

Sorelle Marinetti è un trio maschile di travestiti. I loro nomi d'arte sono Turbinia, Mercuria, Scintilla (al secolo, rispettivamente, Nicola Olivieri, Andrea Allione e Marco Lugli).

Il gruppo - il cui nome si rifà a quello del caposcuola del futurismo, Filippo Tommaso Marinetti - ha in repertorio brani swing composti da noti autori degli anni trenta (ad esempio Giovanni D'Anzi) e divenuti nel tempo degli evergreen, come Il pinguino innamorato, Ma le gambe, Tulipan e La gelosia non è più di moda, eseguito originariamente dal Trio Lescano, e Non sei più la mia bambina, che fu lanciato a suo tempo da Delia Lodi.

Lo stile canoro del gruppo è ispirato a quello del trio Lescano, che fu il primo gruppo vocale femminile in Italia a cantare con la tecnica del "canto armonizzato", già utilizzata sin dagli anni venti dalle sorelle di New Orleans Boswell Sisters.

Repertorio[modifica | modifica sorgente]

Selezionati con un casting dal produttore Giorgio Bozzo, i cantanti/attori che oggi formano il gruppo delle Sorelle Marinetti sono stati introdotti nel mondo dello spettacolo come trasformisti per le parti recitate all'interno dello spettacolo di Gennaro Cosmo Parlato, prodotto dallo stesso Bozzo.

Successivamente, nel marzo 2006, con la nascita del progetto "Sorelle Marinetti" il trio è stato affidato, per la preparazione delle parti vocali, al maestro Christian Schmitz.

A differenza del gruppo italo-britannico The Puppini Sisters e delle Sorelle Bandiera - che cantavano a metà degli anni settanta la sigla della trasmissione televisiva di Renzo Arbore L'altra domenica - i cui repertori sono stati diretti a modernizzare o a enfatizzare in senso ironico le atmosfere di un'epoca, i curatori del progetto delle Sorelle Marinetti hanno basato la loro ricerca artistica su un recupero filologico, sia pure in chiave di cover, del suono di standard musicali degli anni trenta e quaranta, all'epoca eseguito da solisti e gruppi vocali di grande notorietà come, ad esempio, Silvana Fioresi, Delia Lodi e il Trio Lescano.

Rifiutando l'etichetta di Drag queen (o Drag singer) e definendosi piuttosto - in maniera decisamente autoironica - signorine perbene o suffragette della musica[1] - denotano una spiccata nostalgia per la musica jazz e swing, basata spesso su canzoni orecchiabili o comunque di facile ascolto e presa sul pubblico, su testi dal contenuto quanto mai semplice, valorizzato dall'uso dei vocalizzi in falsetto.

Nel febbraio 2008 hanno pubblicato un CD dal titolo Non ce ne importa niente.

Forti di un incisivo battage mediatico (internet inclusa) e di numerosi assaggi in televisione (Stella di Maurizio Costanzo per SKY Vivo, lo stesso Maurizio Costanzo Show e Markette di Piero Chiambretti) nel marzo 2008 hanno debuttato al Teatro Ciak di Milano con uno spettacolo che riprende il titolo del disco, Non ce ne importa niente, scritto da Giorgio Bozzo, con la regia di Max Croci.

Il gruppo che accompagna le loro performance sul palcoscenico e in disco è costituito da musicisti jazz: Christian Schmitz (pianoforte), Riccardo Tosi (batteria), Paolo Dassi (contrabbasso), Pierluigi Petris (chitarra); per la sezione fiati: Alberto Ferrari (clarinetto e sax contralto), Sergio Orlandi (tromba) e Federico Cumar (trombone). Insieme hanno poi dato vita ad una propria formazione - l'Orchestra Maniscalchi - che ha lavorato intorno ad un proprio repertorio per il CD "Blem blem fiu fiu dum dum" basato su brani strumentali originali degli anni trenta ma con contributi in alcune tracce delle stesse Sorelle Marinetti.

Nel febbraio 2010 sono state in gara al 60º Festival della canzone italiana di Sanremo cantando con Arisa il brano Malamorenò.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Cd[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista su Gay.tv

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito del gruppo [1]