Santiago Bernabéu
| Santiago Bernabéu | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Santiago Bernabéu Yeste | |
| Paese | ||
| Calcio |
||
| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex attaccante) | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1912-1927 | 80 (70) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1926-1927 | ||
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al 2 giugno 1978 | ||
Santiago Bernabéu Yeste (Almansa, 8 giugno 1895 – Madrid, 2 giugno 1978) è stato un calciatore e allenatore di calcio spagnolo, nonché presidente del Real Madrid dal 1943 al 1978[1].
A lui si deve gran parte del merito nella trasformazione del Real Madrid dalla seconda squadra cittadina alla squadra di maggior successo in Spagna e ad una delle prime in Europa.
Indice |
[modifica] Biografia
Nacque ad Almansa nella provincia di Albacete (Castiglia-La Mancia). La sua famiglia si trasferì a Madrid quando era molto giovane.
Dall’età di 14 anni cominciò a giocare nella squadra juniores del Real Madrid; passato nella prima squadra giocò come attaccante e fu capitano per molti anni prima di ritirarsi come giocatore nel 1927.
Rimase nel club fino allo scoppio della guerra civile spagnola, ricoprendo diversi incarichi gestionali e tecnici compreso quello di allenatore.
Nel 1939, alla fine della guerra in cui aveva combattuto con le forze nazionaliste di Franco, ritornò al Real Madrid che era, a tutti gli effetti, un club finito.
La vecchia amministrazione si era dispersa e, per di più, il club leader era l'Atlético Madrid (ribattezzato Athletic Aviación). Bernabeu passò molti mesi a cercare di contattare i vecchi giocatori, dirigenti e soci del club.
Il 15 settembre 1943, dopo le violenza dei tifosi a seguito di una vittoria del Real Madrid sul Barcelona,[2] il governo impose una soluzione salomonica costringendo i presidenti di entrambi i club a dimettersi e Bernabéu venne eletto presidente del Real Madrid, carica che ricoprirà per 35 anni fino alla sua morte.
Bernabéu ristrutturò il club a tutti i livelli, in quella che sarebbe diventata la normale struttura operativa dei club professionistici, dando ad ogni sezione e livello del club un team tecnico indipendente e reclutando persone che erano ambiziose e visionarie come Raimundo Saporta.
È stato il promotore della costruzione del nuovo stadio a Chamartín, terminato nel 1947, ribattezzato Stadio Santiago Bernabéu in suo onore il 4 gennaio 1955,[3] all'epoca il più grande stadio d’Europa. In quegli anni venne realizzata anche la Ciudad Deportiva, pensata affinché i giocatori potessero allenarsi senza logorare il manto dello stadio.
Infine, intraprese la strategia ambiziosa di acquistare giocatori di classe mondiale provenienti dall'estero, quali l'argentino Alfredo di Stéfano e l'ungherese Ferenc Puskás, costruendo la prima vera squadra multinazionale al mondo.
È morto nel 1978, mentre si stava disputando il campionato mondiale in Argentina. In suo onore la FIFA decretò tre giorni di lutto durante il torneo e un minuto di silenzio. È sepolto nel cimitero di Almansa.
Nei suoi 35 anni di presidenza, il Real Madrid ha vinto 71 trofei[2] fra cui, limitandosi alle competizioni ufficiali, 16 campionati nazionali, 6 Coppe del Re, 6 Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale, facendone il presidente di club calcistico con più titoli vinti al mondo (e lo è ancora nel 2011).
[modifica] La Coppa campioni
Nel 1955, prendendo spunto dall'idea proposta dal giornalista de L'Équipe Gabriel Hanot e basandosi sulle Coppa Latina (un torneo in cui giocavano squadre provenienti da Francia, Spagna, Portogallo e Italia), Bernabéu si incontrò all'Hotel Ambassador di Parigi con Bedrignan e Gusztáv Sebes e creò quello che è iniziato come un torneo informale fra squadre designate e che si è sviluppato nel tempo in quella che è oggi la Champions League.
[modifica] Riconoscimenti
- Gran croce al merito civile
- Legion d'onore
- FIFA Order of Merit (2002) alla memoria.
[modifica] Note
- ^ Dati anagrafici. (in spagnolo)
- ^ a b Profilo FIFA. (in inglese)
- ^ Delibera della Giunta del Real Madrid. (in spagnolo)
[modifica] Voci correlate