SNAV Toscana

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SNAV Toscana
La SNAV Toscana in partenza da Genova
La SNAV Toscana in partenza da Genova
Descrizione generale
Flag of Sweden.svg Flag of Norway.svg Civil Ensign of Italy.svg
Tipo traghetto ro-ro passeggeri
Proprietà SNAV Spa
Registro navale RINA[1]
Porto di registrazione Napoli
Identificazione Numero IMO: 7826790
Ordinata ottobre 1978[2]
Costruttori Öresundsvarvet Ab
Cantiere Landskrona, Svezia Svezia
Impostata giugno 1980[2]
Varata 5 dicembre 1980
Completata 24 giugno 1981
Entrata in servizio 1º luglio 1981
Caratteristiche generali
Stazza lorda 29706 (14919 prima dell'allungamento) tsl
Lunghezza 168,50 (142,3 prima dell'allungamento) m
Larghezza 24,52 m
Pescaggio 5,51 m
Propulsione 4 Motori B&W 8K45GUC Diesel, 21476 kW
Capacità di carico 560 automobili 750 m.l.carico merci
Passeggeri 2.200 (2.072 prima dell'allungamento)

(DA) Gotland (1981), IMO 7826790, faergelejet.dk. URL consultato il 13 aprile 2013.

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La SNAV Toscana è una nave traghetto appartenente alla compagnia di navigazione SNAV dal 2008. Nel 2013 la stessa è passata a prestare servizio per conto di Grandi Navi Veloci[3], società che detiene il 50% del capitale di SNAV[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente la nave era lunga 142 metri e poteva trasportare circa 2000 passeggeri, dei quali 1142 in cabina, e 500 autovetture alla velocità di 21 nodi. Nel 1988 il traghetto fu sottoposto a degli importanti lavori di ristrutturazione, che comportarono l'aggiunta di un troncone di circa 25 metri e di tre ulteriori ponti di cabine. Questo aumentò la capacità di carico della nave, che passò a 2200 passeggeri e 650 autovetture, ma ne ridusse la velocità di servizio a 19 nodi. Nel 1999 la conversione di parte del garage in cabine diminuì il numero di autovetture trasportabili, che passò a 560, portando il numero di posti letto a 1786.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Rederi ab Gotland, Oy Vaasa-Umeå ab (1981 - 1983)[modifica | modifica wikitesto]

Al termine degli anni '70 la cantieristica svedese era in crisi per mancanza di commesse: il governo svedese decise quindi di spingere la Rederi ab Gotland, compagnia che gestiva collegamenti dall'omonima isola, all'acquisto di nuove unità, dietro la promessa di sovvenzioni per le linee servite[5]. La compagnia ordinò quindi due grandi traghetti, capaci di trasportare più di 2000 passeggeri, agli Öresundsvarvet Ab di Landskrona. La prima unità, battezzata Visby, entrò in servizio nell'autunno del 1980. Il volume di traffico tra l'isola e il continente non era però sufficiente a giustificare l'entrata in servizio della seconda nave, varata a fine 1980 come Gotland, che fu quindi noleggiata subito dopo la consegna alla finlandese Oy Vaasa-Umeå Ab, prendendo il nome di Wasa Star ed entrando in servizio tra Vaasa e Sundsvall.

Nel febbraio 1982 l'approdo in Svezia fu spostato a Umeå e il 14 dello stesso mese la nave si incagliò nei pressi di Holmsund, riportando danni ai serbatoi che la costrinsero a recarsi a Helsinki per le riparazioni: tuttavia, non essendoci bacini di carenaggio disponibili in quel momento, la nave dovette essere portata nei cantieri navali di Kiel, in Germania. La Wasa Star tornò in servizio tra Vaasa e Sundsvall il primo aprile, ma anche in questa occasione il numero di passeggeri trasportati si rivelò inferiore alle aspettative e a fine agosto la nave fu posta in disarmo.

Noleggio a Karageorgis (1983)[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1983 il traghetto fu noleggiato alla greca Karageorgis Lines per collegare Ancona con Patrasso e Igoumenitsa. L'operazione però si complicò perché a termine noleggio la compagnia greca si rifiutò di pagare: un equipaggio svedese fu mandato in tutta fretta ad Ancona per evitare il sequestro dell'imbarcazione, ma la vicenda fu resa ancora più difficile dalla presenza dell'equipaggio greco, al quale non veniva pagato lo stipendio da tre mesi e che si rifiutava di lasciare la nave. Nonostante tutto la Wasa Star riuscì a far ritorno in Svezia[6][2].

Larvik Frederikshavn Lines (1984 - 1996)[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, il 29 agosto 1983 la nave era stata acquistata dalla norvegese Larvik Frederikshavn Line, per la quale entrò in servizio tra Larvik e Frederikshavn (Danimarca) nel marzo 1984 con il nome di Peter Wessel. Il 27 giugno 1986 la nave ebbe una collisione a causa della densa nebbia con il piccolo cargo battente bandiera panamense Sydfjord, che affondò rapidamente; otto membri dell'equipaggio del cargo morirono, mentre gli altri tre furono portati in salvo dal traghetto[7][8].

Nell'autunno 1988 la nave fu sottoposta ad un intervento di allungamento nel cantiere Blohm + Voss di Amburgo, durante il quale al traghetto furono aggiunti un troncone di venticinque metri e tre ulteriori ponti di cabine. Questi importanti lavori aumentarono la capacità di carico della nave, ma ne ridussero considerevolmente la velocità di servizio. Rientrata in servizio a fine ottobre, la nave rimase alla Larvik Frederikshavn Lines fino al 1996, quando la compagnia entrò a far parte della Color Line.

Color Line (1997 - 2008)[modifica | modifica wikitesto]

Il traghetto con i colori della Color Line

Il passaggio alla Color Line non portò conseguenze immediate per la nave, che rimase in servizio tra Larvik e Frederikshavn. Nel 1999 alcune parti del garage furono trasformate in cabine, con conseguente riduzione delle capacità di carico di autoveicoli[6]. Nel marzo 2003 la nave fu nuovamente sottoposta a dei lavori, che comprendevano l'aggiunta di due controcarene laterali per aumentarne la stabilità, rientrando in servizio nell'aprile dello stesso anno. Nel 2006, dopo ventidue anni di servizio tra Larvik e Frederikshavn, la Peter Wessel fu spostata sul collegamento Larvik - Hirtshals.

Il 22 marzo 2007, durante un viaggio verso Hirtshals, alcuni pannelli elettrici presero fuoco e la nave fu costretta a entrare in porto a Frederikshavn; tornò in servizio un mese dopo, una volta completate le riparazioni[6]. Dopo un breve ritorno sulla sua linea "storica" tra agosto e settembre per lavori nel porto di Hirtshals, nell'ottobre 2007 il traghetto fu venduto all'italiana SNAV con consegna nell'aprile successivo.

SNAV - GNV (2008 - ...)[modifica | modifica wikitesto]

La Peter Wessel continuò a collegare Larvik e Hirtshals fino al 6 aprile 2008, quando fu avviata verso l'Italia per essere consegnata ai nuovi proprietari. Rinominata SNAV Toscana, la nave entrò in servizio tra Civitavecchia e Palermo, venendo impiegata anche nei collegamenti tra il porto laziale e Olbia. Tra gennaio e febbraio 2011 fu noleggiata per un breve periodo a Grandi Navi Veloci, prestando servizio tra Genova e Porto Torres. Venne poi inserita sulla Civitavecchia - Olbia in sostituzione della SNAV Lazio e della SNAV Sardegna, a loro volta spostate sul collegamento Napoli - Palermo in seguito alla vendita per demolizione della SNAV Campania e della SNAV Sicilia nell'ottobre 2010.

Per la stagione estiva 2012 la nave non tornò regolarmente in linea tra Olbia e Civitavecchia ma fu noleggiata alla Grandi Navi Veloci per collegare Genova e Porto Torres in coppia con la Moby Corse. Allo scadere del contratto con la GNV la SNAV Toscana fu posta in disarmo nel porto di Palermo, rientrando in servizio nell'aprile 2013, prima sulla Napoli - Palermo e poi, in estate, sulla Genova - Porto Torres sempre per conto di Grandi Navi Veloci.

Dopo aver affrontato un lungo viaggio per Sochi, ove venne usata come Hotel in coincidenza delle olimpiadi, la nave è ritornata in italia e posta in disarmo a Napoli. Nella stagione estiva 2014 ha fatto la rotta Genova-Porto Torres per poi essere messa in disarmo a Palermo.

Navi gemelle[modifica | modifica wikitesto]

  • Scandinavia (ex Visby)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ equasis.org. URL consultato il 13 aprile 2013.
  2. ^ a b c Storia della nave su vasabatarna.se
  3. ^ La flotta GNV - SNAV Toscana. URL visitato nel giugno 2013.
  4. ^ snav e grandi navi veloci: insieme più forti. URL visitato nel giugno 2013.
  5. ^ (SV) Historik, visby1980.se. URL consultato il 13 aprile 2013.
  6. ^ a b c (SV) M/S GOTLAND (1981), faktaomfartyg.se. URL consultato il 3 agosto 2013.
  7. ^ (DA) Scheda del relitto del Sydfjord su vragguiden.dk
  8. ^ (EN) Freighter, Ferry Hit

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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