Robert Young (attore)

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Robert Young in Journey for Margaret (1942)

Robert George Young (Chicago, 22 febbraio 1907Westlake Village, 21 luglio 1998) è stato un attore cinematografico e televisivo statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Chicago dall'immigrato irlandese Thomas E. Young e da Margaret Fife, Robert Young si trasferì con la famiglia prima a Seattle e, in seguito, a Los Angeles dove frequentò la Abraham Lincoln High School. Dopo la laurea, iniziò a calcare le scene con la Pasadena Playhouse, ottenendo le prime particine in film muti. Durante una tournée con il dramma The Ship, Young venne scoperto da un talent scout della MGM che gli fece ottenere un contratto a Hollywood e lo fece esordire ne Il cammello nero (1931), una delle pellicole della popolare serie incentrata sul detective Charlie Chan.

Durante gli anni trenta, Young lavorò intensamente per la MGM in numerose pellicole brillanti e sentimentali, accanto alle più famose dive dell'epoca, da Norma Shearer a Joan Crawford, da Helen Hayes a Luise Rainer, alla piccola Shirley Temple, guadagnandosi una solida reputazione professionale con ruoli di giovanotto affabile e simpatico. Costretto dal contratto per la potente casa produttrice a girare un film dopo l'altro, Young ebbe scarse possibilità di variare il proprio cliché, se non in rare occasioni quali nel film Amore e mistero (1936), diretto da Alfred Hitchcock, pellicola di spionaggio per la quale venne "prestato" alla Gaumont-British.

Young iniziò a ottenere ruoli più interessanti con Tre camerati (1938), adattamento dell'omonimo romanzo di Erich Maria Remarque. Il film, ambientato nella Germania del primo dopoguerra, venne diretto da Frank Borzage e cointerpretato dall'attrice Margaret Sullavan, con i quali Young lavorò nuovamente due anni più tardi in Bufera mortale (1940), una delle prime pellicole hollywoodiane di propaganda antinazista. Sempre all'iniziò degli anni anni quaranta, Young riuscì a spaziare anche in generi più avventurosi, come in Passaggio a Nord-Ovest (1940) di King Vidor, dove recitò con successo accanto a Spencer Tracy, e nel western Fred il ribelle (1941), diretto da Fritz Lang. Nello stesso anno Young venne scritturato per la commedia Il molto onorevole Mr. Pulham (1941) accanto a Hedy Lamarr, in cui fornì una delle sue migliori interpretazioni, ancora sotto la direzione di King Vidor.

« Bob Young è il sogno di ogni regista; accuratamente preparato per ogni singola scena nella quale deve recitare e dotato del massimo di entusiasmo e di intelligenza »
(King Vidor[1])

Scaduto il suo contratto con la MGM, Young lavorò per altre case di produzione durante il decennio, distinguendosi ancora come affidabile interprete di drammi sentimentali e commedie, e fornendo un'ottima prova di recitazione nel noir Odio implacabile (1947), un intenso dramma sull'antisemitismo, diretto da Edward Dmytryk e cointerpretato da Robert Mitchum e Robert Ryan. L'attore non riuscì comunque a evitare il declino della propria carriera cinematografica e, dopo alcuni altri film all'inizio degli anni cinquanta, decise di abbandonare il grande schermo e di passare alla televisione.

Dal 1954 al 1960, Young fu protagonista della popolare serie televisiva Papà ha ragione, accanto a Jane Wyatt, riprendendo il ruolo del pacato padre di famiglia Jim Anderson, già interpretato nella versione radiofonica andata in onda dal 1949 al 1954. La grande popolarità televisiva di Young è però legata al medical drama Marcus Welby, prodotto per la ABC dal 1969 al 1976 e andato in onda anche in Italia negli anni settanta. Il ruolo dell'anziano ed esperto medico californiano Marcus Welby, coadiuvato dal più giovane collega Steven Kiley (James Brolin), valse a Young un Emmy Award nel 1970 e un Golden Globe nel 1972.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dal matrimonio con Betty Henderson, celebrato nel 1933, Young ebbe due figlie. L'unione durà fino alla morte di lei, avvenuta nel 1994. Per diversi anni Young soffrì di alcolismo ed episodi di depressione che lo condussero a un tentativo di suicidio nel 1991, e che egli rese noti per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi legati alla salute mentale.

Robert Young morì nel 1998, all'età di 91 anni, per una crisi respiratoria. È sepolto al Forest Lawn Memorial Park Cemetery di Los Angeles.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Robert Young è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il chi è del Cinema, De Agostini, 1984, pag. 557

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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