Risata

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Persone che ridono.

La risata o riso è una reazione di carattere nervoso che si manifesta, nel comportamento umano, in più contesti. In genere, si tratta di una risposta emotiva di fronte all'esperienza del comico, o a sensazioni intense di allegria, piacere, benessere, ottimismo. Tuttavia, la risata può anche avere il ruolo di sfogo di emozioni di segno opposto, come la tristezza e la rabbia (in tal caso, nel linguaggio comune, si parla di risata nervosa). Ci sono anche cause fisiche che possono stimolare la risata a prescindere da qualunque contesto emotivo: per esempio il solletico o l'inalazione di ossido di diazoto (detto proprio per questo motivo "gas esilarante").

Il fenomeno della risata si presenta come una modificazione del ritmo respiratorio, sospensione dell'aspirazione, scosse che si ripercuotono nella laringe, contrazioni concatenate di molti muscoli (in particolare facciali e addominali), scopertura dei denti, e talvolta lacrimazione.

Il riso è una manifestazione tipicamente umana, che fin dall'antichità ha sollevato interrogativi concettuali di natura filosofica, psicologica, fisiologica e comportamentale. Ciononostante recenti studi dimostrano che alcuni primati e alcuni roditori reagiscono a stimoli tattili (solletico) con una specie di risata.

Natura della risata[modifica | modifica wikitesto]

I bambini tipicamente cominciano a ridere verso i quattro mesi d'età

È stato appurato che i bambini ridono molto di più rispetto agli adulti: un bambino ride in media circa 300 volte al giorno rispetto ad un adulto medio, che ride solo circa 20 volte al giorno; tuttavia questo può dipendere dal carattere di una persona. Secondo alcuni studi, l'inizio dell'età adulta provoca un graduale cambiamento caratterizzato da una maggiore serietà e una minore propensità alla risata.[1] La risata è una espressione udibile o mostra di eccitazione, una sensazione interiore di gioia e felicità. Può derivare da una barzelletta o da solletico e altri stimoli. Alcuni ricercatori hanno dimostrato che i neonati già a 17 giorni di età emettono i suoni vocali del ridere o risate.[2] Ciò contrasta con studi precedenti che indicano che i bambini di solito iniziano a ridere a circa quattro mesi di età. Il ricercatore Robert Provine ha dichiarato: "La risata è un meccanismo che ognuno di noi ha; la risata fa parte del vocabolario umano universale. Ci sono migliaia di lingue, centinaia di migliaia di dialetti, ma tutti ridono più o meno allo stesso modo". I bambini hanno la capacità di ridere prima ancora di parlare; quei bambini che nascono ciechi e sordi conservano tuttavia la capacità di ridere.[3]

Provine sostiene che "La risata è una vocalizzazione primitiva ed inconscia" e afferma che è probabilmente genetica. In uno studio delle "Giggle Twins (gemelle ridacchianti)", due gemelle "felici" che furono separate alla nascita e riunite solo 43 anni dopo, Provine riporta che "fino a quando non si rincontrarono, nessuna di queste due signore eccezionalmente felici aveva conosciuto qualcuno che ridesse tanto quanto loro"; hanno riferito questo nonostante i loro genitori adottivi fossero "poco espansivi e austeri." Il ricercatore asserisce che i gemelli "avevano ereditato [geneticamente] alcuni aspetti del proprio modo di ridere, di prontezza alla risata e forse anche il particolare tipo di umorismo."[4]

Norman Cousins ha sviluppato un programma di recupero che incorpora megadosi di vitamina C, insieme con un atteggiamento positivo, amore, fede, speranza e risate indotte dai film dei Fratelli Marx. "Ho fatto la gioiosa scoperta che dieci minuti di genuine risate a crepapelle hanno avuto su di me un effetto anestetico e mi hanno dato almeno due ore di sonno senza dolori", ha affermato Cousins, continuando "Quando l'effetto antidolorifico della risata mi è passato, abbiamo di nuovo acceso il proiettore cinematografico e, non di rado, acquisivo un altro intervallo dal dolore."[5][6]

Gli scienziati hanno notato delle somiglianze nelle forme di risata indotte da solletico tra vari primati, suggerendo che la risata derivi da una comune origine tra le specie dei primati.[7][8]

Una condizione neurologica molto rara è stata osservata in certi malati che non sono in grado di ridere ad alta voce - condizione nota come "afonogelia".[9]

La risata ed il cervello[modifica | modifica wikitesto]

Posizione della corteccia cerebrale

La neurofisiologia indica che la risata è collegata all'attivazione della corteccia prefrontale ventromediale che produce le endorfine.[10] Gli scienziati hanno dimostrato che parti del sistema limbico sono coinvolti nella risata. Tale sistema partecipa alle emozioni e ci aiuta nelle funzioni necessarie per la sopravvivenza degli esseri umani. Le strutture del sistema limbico che sono coinvolti nella risata sono l'ippocampo e l'amigdala.[11]

Rappresentazione tridimensionale del Diencefalo (in rosso) nel cervello umano.

Il bollettino della American Medical Association del 7 dicembre 1984, descrive le cause neurologiche della risata come segue:

Sebbene non si conosca un "centro del ridere" nel cervello, il suo meccanismo neurale è stato oggetto di molte speculazioni, anche se inconcludenti. È evidente che la sua espressione dipende da percorsi neurali derivanti da una stretta associazione con i centri telencefalici e diencefalici coinvolti nella respirazione. Wilson considera che il meccanismo sia nella regione del talamo mediale, l'ipotalamo e il subtalamo. Kelly e colleghi a loro volta hanno postulato che il tegmentum vicino alla sostanza grigia periacqueduttale contenga il meccanismo di integrazione dell'espressione emotiva. Quindi i percorsi supranucleari, tra cui quelli del sistema limbico che Papez ipotizzò mediassero le espressioni emotive come la risata, probabilmente sono entrate in relazione sinaptica nel nucleo reticolare del tronco cerebrale. Così, mentre le reazioni puramente emotive come la risata sono mediate da strutture subcorticali, in particolare l'ipotalamo, e sono stereotipate, la corteccia cerebrale può modularle o sopprimerle."

La risata e la salute[modifica | modifica wikitesto]

Le risate di Totò, qui nei panni di Felice Sciosciammocca nella trasposizione cinematografica di Miseria e nobiltà (1954)

Un legame tra risate e una sana funzione dei vasi sanguigni è stata riportata nel 2005 da ricercatori presso il Centro Medico dell'Università del Maryland, con il fatto che la risata provoca la dilatazione del rivestimento interno dei vasi sanguigni, il tessuto endoteliale, e aumenta il flusso sanguigno.[12] I dottori Michael Miller (Università del Maryland) e William Fry (Stanford University), teorizzano che le beta-endorfine come composti rilasciati dall'ipotalamo attivano i recettori nella superficie endoteliale che rilasciano ossido nitrico, con la conseguente dilatazione dei vasi. Altre proprietà cardioprotettive del monossido di azoto includono la riduzione di infiammazioni e diminuiscono l'aggregazione piastrinica.[13][14]

È stato anche dimostrato che la risata ha effetti benefici su vari altri aspetti della biochimica. Ad esempio, la risata porta a riduzioni degli ormoni dello stress, come il cortisolo e l'adrenalina. Quando si ride il cervello rilascia anche quelle endorfine che possono alleviare qualche dolore fisico.[15] La risata inoltre aumenta il numero di cellule produttrici di anticorpi e migliora l'efficacia delle cellule T, creando un sistema immunitario più forte.[16]

Cause[modifica | modifica wikitesto]

La risata è una reazione comune al solletico

Le cause più comuni della risata sono sensazioni di gioia e umorismo, ma anche altre situazioni possono provocare risate.

Una teoria generale che spiega la risata è chiamata la teoria del sollievo. Sigmund Freud riassunse nella sua teoria che il riso rilascia tensione ed "energia psichica". Questa teoria è una delle giustificazioni delle affermazioni che la risata è benefica per la salute.[17] Tale teoria spiega il perché la risata possa essere usata come "meccanismo di sopportazione" quando uno è triste o agitato.

Il filosofo John Morreall, fondatore della Società Internazionale di Studi sull'Umorismo (ISHS), asserisce che la risata umana potrebbe avere le sue origini biologiche come una sorta di espressione condivisa di sollievo al superamento di pericolo. Friedrich Nietzsche, al contrario, suggeriva che la risata era una reazione al senso di solitudine esistenziale e alla mortalità che solo gli esseri umani sentono.

Per esempio: una barzelletta crea un'incoerenza e il pubblico cerca automaticamente di capire che cosa significa tale incoerenza; se gli spettatori riescono a risolvere questo "indovinello cognitivo" e si rendono conto che la sorpresa non era pericolosa, allora ridono di sollievo. Altrimenti, se l'incongruenza non è risolta, non c'è risata, come Mack Sennett ha sottolineato: "Quando il pubblico è confuso, non ride". Questa è una delle leggi fondamentali del comico, denominata "esattezza". È importante notare che a volte l'incoerenza può essere risolta, ma potrebbe non esserci lo stesso nessuna risata. Poiché la risata è un meccanismo sociale, il pubblico potrebbe non percepire di "essere in pericolo" e la risata non si verificherebbe. Inoltre, la misura dell'incoerenza (e gli aspetti di tempo e ritmo) ha a che fare con la quantità di pericolo che il pubblico avverte e quanto a lungo e forte ridano.

La risata può anche essere provocata dal solletico. Sebbene la maggior parte delle persone lo trovi sgradevole, il solletico è spesso causa di forti risate, reputato di essere un riflesso fisico spesso incontrollabile.[18][19]

Tipi di risata[modifica | modifica wikitesto]

Risata maligna

La risata può essere classificata in vari modi. In base all'intensità: il ridacchiare, il cachinno, la risatina, il riso represso, lo sghignazzamento, la risata di pancia (a crepapelle), lo scoppio di risa.[20][21] Secondo l'apertura di bocca: risolino, sogghigno, sghignazzo. Secondo il modo respiratorio: sbuffata ilare. Secondo l'emozione, si esprime con: sollievo, allegria, gioia, felicità, imbarazzo, scuse, confusione, risata nervosa, risata paradossale, risata di cortesia, risata malvagia. Le risate possono essere classificate anche in base alla sequenza di note o tonalità che produce.

È stato anche determinato che gli occhi si inumidiscono durante la risata, come riflesso delle ghiandole lacrimali.[16]

Aspetti negativi[modifica | modifica wikitesto]

La risata non è sempre un'esperienza piacevole ed è associata a diversi fenomeni negativi. L'eccessivo ridere può portare a cataplessia e a spiacevoli attacchi di risa, esaltazione eccessiva e colpi ricorrenti di sghignazzate - da considersi tutti aspetti negativi del ridere. Attacchi sgradevoli di risate, o "farsa allegria", di solito si verificano in persone che hanno una condizione neurologica, tra cui i pazienti con sindrome pseudobulbare, sclerosi multipla e malattia di Parkinson. Questi pazienti sembrano ridere di divertimento, ma poi riferiscono che sentono sensazioni indesiderate "al momento della battuta". L'esaltazione eccessiva è un sintomo comune associato con psicosi maniaco-depressiva e mania/ipomania. Coloro che soffrono di psicosi schizofreniche sembrano soffrire il contrario — non capiscono l'umorismo o non ottengono nessuna gioia da esso. Un accesso di risa descrive un momento anomalo quando non si può controllare la risata o il proprio corpo, a volte causando convulsioni o un breve periodo di incoscienza. Alcuni credono che eccessi di risate rappresentino una forma di epilessia.[22]

La risata nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Sciocco che ride, dipinto olandese del 1500 ca.

Le risate in letteratura, sebbene considerate poco studiate da alcuni,[23] sono un argomento che ha ricevuto l'attenzione in letteratura per millenni. L'uso dell'umorismo e della risata in opere letterarie è stato studiato e analizzato da molti pensatori e scrittori, dagli antichi filosofi greci in poi. Il riso. Saggio sul significato del comico (1900 di Henri Bergson) è un notevole contributo del XX secolo.

La risata per i greci[modifica | modifica wikitesto]

Erodoto[modifica | modifica wikitesto]

Per Erodoto, si può distinguere il ridere in tre tipi:[24]

  • Coloro che sono innocenti da misfatti, ma ignoranti della propria vulnerabilità.
  • Coloro che sono pazzi.
  • Coloro che sono troppo sicuri di sé.

Secondo l'accademico americano Donald Lateiner, Erodoto scrive sul ridere per valide ragioni letterarie e storiologiche. "Erodoto crede che la natura (o meglio, la sua direzione da parte degli dei) e la natura umana coincidano sufficientemente, oppure che quest'ultima non è che un aspetto o analogia della prima, cosicché l'esito viene suggerito al destinatorio."[25] Nell'esaminare la risata, Erodoto lo fa nella convinzione che essa dica al lettore qualcosa sul futuro e/o carattere della persona che ride. È anche in questo senso che non è un caso che in circa l'ottanta per cento delle volte in cui Erodoto parla della risata, essa sia seguita da una punizione. "Gli uomini la cui risata merita un riscontro, sono segnati, perché la risata connota sdegno sprezzante, un senso arrogante di superiorità, e questo sentimento e le azioni che ne derivano attirano l'ira degli dei."[26]

La risata moderna e l'umorismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Umorismo e gelotologia.

Hobbes[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Hobbes intende la superiorità della risata in un senso molto più ampio di quello estetico e quasi-morale di Aristotele: le basi della teoria di superiorità sono sicuramente greche.[27] Con le parole di Hobbes: "La passione della risata non è altro che la gloria improvvisa derivante dal concepimento improvviso di una qualche eminenza in noi stessi, in confronto con l'infermità di altri, o con la nostra precedente."[28]

Schopenhauer[modifica | modifica wikitesto]

Schopenhauer dedica alla risata il 13º capitolo della prima parte della sua opera principale, Il mondo come volontà e rappresentazione.

Nietzsche[modifica | modifica wikitesto]

Friedrich Nietzsche distingue due scopi differenti per l'utilizzo delle risate. In senso positivo, "l'uomo utilizza il comico come terapia contro la veste restrittiva della moralità logica e della ragione. Ha bisogno di tanto in tanto di una retrocessione innocua dalla ragione e dal disagio, e in questo senso la risata per Nietzsche ha un carattere positivo."[29] La risata può tuttavia avere anche una connotazione negativa quando viene utilizzata per l'espressione di un conflitto sociale. Ciò viene espresso, per esempio, in La gaia scienza: "Risata - Ridere significa essere schadenfroh, ma con la coscienza pulita."[30][31]

"Forse le opere di Nietzsche avrebbero avuto un effetto totalmente diverso, se il giocoso, l'ironico e lo scherzoso nei suoi scritti fossero stati inseriti meglio."[32]

Bergson[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Umorismo#Il riso di Bergson.

Nel suo Il riso. Saggio sul significato del comico, il filosofo francese Henri Bergson, rinomato per i suoi studi filosofici sul materialismo, la memoria, la vita e la coscienza, cercò di determinare le leggi del comico e capire le cause fondamentali delle situazioni umoristiche.[33] Il suo metodo consiste nel determinare le cause del comico invece di analizzarn gli effetti. Affronta inoltre la risata in relazione alla vita umana, all'immaginazione collettiva e all'arte, per avere una migliore conoscenza della società.[34] Una delle teorie del saggio è che la risata, come attività collettiva, ha un ruolo sociale e morale; costringe le persone ad eliminare i loro vizi. È un fattore di uniformità dei comportamenti, condanna i comportamenti ridicoli ed eccentrici.[35]

In questo saggio, Bergson ha anche affermato che vi è una causa centrale per tutte le situazioni comiche, che sono derivate da una meccanizzazione applicata alla vita. La fonte basilare del comico è la presenza di inflessibilità e rigidità nella vita. In effetti, per Bergson l'essenza della vita è movimento, elasticità e flessibilità, e ogni situazione comica è dovuta alla presenza di rigidità e di scarsa elasticità di vita. Quindi per Bergson la fonte del comico non è la bruttezza ma la rigidità.[36] Tutti gli esempi presi da Bergson (un uomo che cade per strada, i cartoni animati, l'imitazione, l'applicazione automatica di convenzioni e regole, la distrazione, i gesti ripetitivi di un oratore, la somiglianza tra due facce...) sono situazioni comiche perché danno l'impressione che la vita sia soggetta a rigidità, automatismo e meccanizzazione.

Bergson ha effettivamente avuto questa idea da Schopenhauer, che spiega come la risata emerga dalla collisione tra intuizione e ragione. Infine, Bergson osserva che la maggior parte delle situazioni comiche non sono risibili perché fanno parte delle abitudini collettive.[37] Quindi definisce la risata come un'attività intellettuale che richiede un approccio immediato a una situazione comica, totalmente distaccato da una qualsiasi forma di emozione o sensibilità. Ibid[38] Una situazione diventa risibile, quando l'attenzione e l'immaginazione sono concentrate sulla resistenza e la rigidità del corpo. Così qualcuno diventa risibile ogni volta che dia l'impressione di essere una cosa o una macchina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Do Children Laugh Much More Often than Adults Do?. URL consultato l'11/06.2013.
  2. ^ [1] DOI: 10.1016/j.earlhumdev.2005.07.011
  3. ^ Matthew Gervais & David Sloan Wilson, “The Evolution and Functions of Laughter and Humor: A Synthetic Approach”, Quarterly Review of Biology 80.4 (2005): 395-430.
  4. ^ WebMD 2002, Men.webmd.com. URL consultato l'11 giugno 2013.
  5. ^ Giornalista, accademico e promotore internazionale della pace, Cousins ha inoltre tenuto una cattedra presso la Scuola di Medicina dell'Università della California, Los Angeles, dove ha condotto ricerche nella biochimica delle emozioni umane, sostenendo che queste sono la chiave del successo sul controllo delle malattie. Affermava ciò nonostante fosse gravemente malato di cuore, che combatteva ingerendo dose massicce di Vitamina C e "addestrandosi a ridere" - cfr. Norman Cousins, The Healing Heart : Antidotes to Panic and Helplessness, New York : Norton, 1983. ISBN 0-393-01816-4.
  6. ^ Norman Cousins, Anatomy of an illness as perceived by the patient: reflections on healing and regeneration, introd. di René Dubos, New York : Norton, 1979. ISBN 0-393-01252-2.
  7. ^ "Tickled apes yield laughter clue", News.BBC.co.uk, June 4, 2009.
  8. ^ Articolo su Science Direct - DOI: 10.1016/j.cub.2009.05.028, "Reconstructing the evolution of laughter in great apes and humans".
  9. ^ 16 luglio 1930, DOI:10.1001/archneurpsyc.1931.02230010169012, http://archneurpsyc.ama-assn.org/cgi/content/summary/25/1/157. URL consultato l'11 giugno 2013.
  10. ^ "Why Laughter Feels So Good", sezione scientifica del New York Times 13/09/2011.
  11. ^ "The Laughing Brain", serie di articoli della Dana Foundation
  12. ^ M. Miller, C. Mangano, Y. Park, R. Goel, G.D. Plotnick, R.A. Vogel, "Impact of cinematic viewing on endothelial function", Heart, febbraio 2005, 92(2):261-2.PMID.
  13. ^ M. Miller & W. Fry, Medical Hypothesis, nov. 2009, 73(5):636-9.PMID.
  14. ^ Vlachopoulos C, Xaplanteris P, Alexopoulos N, Aznaouridis K, Vasiliadou C, Baou K, Stefanadi E, Stefanadis C., "Divergent effects of laughter and mental stress on arterial stiffness and central hemodynamics", Psychosom Med., maggio 2009;71(4):446-53.PMID 19251872.
  15. ^ Why Laughter May Be the Best Pain Killer, Scientific American. URL consultato l'11 giugno 2013.
  16. ^ a b B. Smith Lee, "Humor relations for nurse managers", Nursing Management, 1990, 21, 86.
  17. ^ M.P. Mulder, A. Nijholt "Humor Research: State of the Art", (2002) su citeseer.ist.psu.edu
  18. ^ Physiology of laughter and tickling, www.tomveatch.com. URL consultato l'11 giugno 2013.
  19. ^ Robert R. Provine, Provine, Laughter, Cogweb.ucla.edu, 9 settembre 1950. URL consultato l'11 giugno 2013.
  20. ^ Drewniany & Jewler, Creative Strategy in Advertising, 9ª ed., 2007, cap.1 p. 17.
  21. ^ Judith Andreyev,Wondering about Words: D'où Viennent Les Mots Anglais ? p.56
  22. ^ W.F. Fry, Sweet Madness: A Study of Humor, Pacific Books Publishers, 1963.
  23. ^ John Morreall, Taking Laughter Seriously (1983) p.ix
  24. ^ Donald Lateiner, No laughing matter: a literary tactic in Herodotus, documenti della American Philological Association (1974-), Vol. 107. (1977), pp. 173-182.
  25. ^ Donald Lateiner, loc. cit., p. 180.
  26. ^ Donald Lateiner, loc. cit., p. 181.
  27. ^ David Heyd, "The Place of Laughter in Hobbes's Theory of Emotions", Journal of the History of Ideas, Vol. 43, Nr. 2. (apr.-giu. 1982), pp. 285-295.
  28. ^ Cit. in David Heyd, loc. cit.
  29. ^ Tarmo Kunnas, Nietzsches lachen: Eine studie über das Komische bei Nietzsche, ed. Wissenschaft & Literatur, 1982, p. 42.
  30. ^ Nietzsche, KSA 3, p. 506
  31. ^ Vedi anche Paul E. Kirkland, "Nietzsche's Honest Masks: From Truth to Nobility 'Beyond Good and Evil'", The Review of Politics, Vol. 66, Nr. 4. (autunno 2004), pp. 575-604 [2]
  32. ^ Tarmo Kunnas, Nietzsches lachen, cit., p. 149.
  33. ^ Henri Bergson, Le Rire, Avant-Propos su Wikisource (FR)
  34. ^ Henri Bergson, Le Rire, Préface su Wikisource (FR)
  35. ^ Henri Bergson, Laughter: An Essay on the Meaning of the Comic Cap. I (II) - versione online su Project Gutenberg.
  36. ^ Bergson, loc. cit., Cap. I (III).
  37. ^ Bergson, loc. cit., Cap. I (V).
  38. ^ Bergson, loc. cit., Cap. I (I).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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