Ponte Vecchio (Bassano del Grappa)

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Ponte Vecchio
PonteAlpini.jpg
Paese bandiera Italia
Città Bassano del Grappa
Coordinate 45°46′02″N 11°43′52″E / 45.767222222222225°N 11.731111111111112°E / 45.767222222222225; 11.731111111111112
Ponte Vecchio (Bassano del Grappa) è posizionata in Italia
Tipologia ponte a sbalzo
Materiale legno strutturale
Lunghezza 58 m
Progettista Andrea Palladio
Costruzione 1567-1569 (ricostruito nel 1748, nel 1813 e nel 1947)
 

Coordinate: 45°46′02″N 11°43′52″E / 45.767222222222225°N 11.731111111111112°E / 45.767222222222225; 11.731111111111112

Il ponte sul Brenta, detto Ponte Vecchio, Ponte di Bassano o Ponte degli Alpini, situato nella città di Bassano del Grappa, in Provincia di Vicenza, è considerato uno dei ponti più caratteristici d'Italia. Costruito interamente in legno e coperto, ha subito numerosi interventi e ricostruzioni dalla sua nascita, documentata nel 1209 da Gerardo Maurisio. L'attuale ponte è basato sul progetto di Andrea Palladio del 1569.

Indice

[modifica] Storia

Il ponte preesistente dal 1209 al 1569 era una struttura in legno su piloni e coperta da un tetto che costituisce la fondamentale via di comunicazione fra Bassano e Vicenza.

Vista a livello della carreggiata coperta con struttura lignea travata

[modifica] Progetto di Palladio

Il ponte ne I quattro libri dell'architettura (libro III) pubblicato da Palladio nel 1570
Il ponte in un rilievo di Ottavio Bertotti Scamozzi, 1773

Nell’ottobre del 1567 si ebbe una vigorosa piena del fiume Brenta che travolse lo storico ponte preesistente. L'architetto Andrea Palladio fu coinvolto nella ricostruzione sin dai mesi immediatamente successivi al crollo: egli progettò dapprima un ponte in pietra completamente diverso dal precedente, a tre arcate sul modello degli antichi ponti romani. Il Consiglio cittadino bocciò tuttavia il progetto, imponendo all’architetto di non discostarsi troppo dalla struttura tradizionale.

Nell’estate del 1569 Palladio presentò quindi un secondo progetto definitivo di un ponte in legno che richiamava in pratica la struttura precedente, sebbene radicalmente rinnovata quanto a soluzioni tecniche e strutturali, e di grande impatto visivo. Unico rimando a un linguaggio architettonico è l’uso di colonne tuscaniche come sostegni dell’architrave che regge la copertura.

[modifica] Demolizioni e ricostruzioni

Una testata del ponte

A conferma dell'efficienza tecnologica della struttura palladiana, il ponte resistette per quasi duecento anni, crollando a seguito della travolgente piena del Brenta del 19 agosto 1748. Il ponte fu ricostruito da Bartolomeo Ferracina seguendo fedelmente il disegno palladiano.

Nel 1813 il ponte fu poi incendiato dal viceré Eugenio di Beauharnais e successivamente riedificato nel 1821 da Angelo Casarotti, con le stesse forme precedenti.

Durante la prima guerra mondiale sul celebre ponte passarono le truppe italiane del generale Luigi Cadorna per affrontare la celere difesa dei territori dell'altopiano dei Sette Comuni (da questo evento è nato il soprannome di Ponte degli Alpini).

Il ponte fu poi raso al suolo per la terza volta il 17 febbraio 1945 appena passate le 19, ora in cui iniziava il coprifuoco, il Ponte Vecchio di Bassano veniva lacerato da una forte esplosione. L'azione di sabotaggio, che faceva parte di un piano più vasto voluto dagli Alleati contro i ponti della Pedemontana, fu eseguita da un gruppo di 15 partigiani tutti armati e in bicicletta, due dei quali trainavano ciascuno a rimorchio un carrettino carico di esplosivo innescato. I danni furono notevoli e ci furono anche due vittime

Il comandante del gruppo era Primo Visentin nome di battaglia "Masaccio", come ricorda la targa presente ancora oggi sul ponte.[1][2] Il ponte fu ricostruito nel 1947 secondo l'originale disegno di Palladio.

Il ponte infine fu gravemente danneggiato dalla eccezionale piena con alluvione del 4 novembre 1966, a seguito della quale venne effettuato un sistematico restauro strutturale.

[modifica] Il canto popolare

Il ponte visto dalla riva del Brenta
Lapidi in testa al ponte; quella in basso ricorda la ricostruzione di Bartolomeo Ferracina del XVIII secolo.

 
Sul ponte di Bassano
là ci darem la mano
là ci darem la mano
ed un bacin d'amor.

Per un bacin d'amore
successe tanti guai
non lo credevo mai
doverti abbandonar

Doverti abbandonare
volerti tanto bene
è un giro di catene
che m'incatena il cor

Che m'incatena il cuore
che m'incatena il fianco
non posso far di manco
di piangere e sospirar

[modifica] Note

  1. ^ Lapide sul ponte che ricorda l'evento. URL consultato il 24-3-2011.
  2. ^ ANPI Vicenza - FOZA. URL consultato il 24-3-2011.

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