Villa Gazzotti

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Coordinate: 45°33′33″N 11°36′02″E / 45.559167°N 11.600556°E45.559167; 11.600556

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Villa Gazzotti Grimani
(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
VillaGazzotti 2007 07 18 3.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (i) (ii)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Villa Gazzotti (chiamata anche Gazzotti Grimani) è una villa veneta sita a Vicenza in località Bertésina progettata da Andrea Palladio fra il 1542 e il 1543. Soggetta nel tempo a diverse manomissioni legate all'uso agricolo e attualmente disabitata, quest'opera appare in stato di degrado e necessita di un complessivo restauro. È dal 1994 tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, assieme agli altri monumenti palladiani di Vicenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Taddeo Gazzotti, il committente di Palladio, non è di nascita aristocratica, ma è un uomo colto, appassionato di musica e legato da vincoli di parentela acquisita ad Antenore Pagello, elemento di spicco della nobiltà vicentina, e infine fautore — insieme a Giangiorgio Trissino — del rinnovamento architettonico della città. Una speculazione sbagliata sul dazio del sale porta Gazzotti alla rovina e nel 1550 è costretto a vendere la villa, ancora in costruzione, al patrizio veneziano Girolamo Grimani che la completa nel giro di alcuni anni.

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

Sezione (Ottavio Bertotti Scamozzi, 1778)
Villa Gazzotti a Bartesina (foto luglio 2007)

Nel progettare la villa, Palladio deve innanzi tutto fare i conti con la necessità di assorbire in un insieme aggiornato e coerente una casa a torre preesistente, citata nei documenti e ancora ben visibile all’angolo destro dell'edificio realizzato. Palladio la raddoppia all’altra estremità della pianta, creando due appartamenti simmetrici di tre stanze ciascuno, collegati da una loggia voltata a botte alla grande sala coperta a crociera. La struttura dell’edificio, lungo e poco profondo, con l’ordine composito che fascia l’intera altezza e la loggia centrale, risente fortemente dell’influsso di palazzo del Te di Giulio Romano a Mantova e della contemporanea progettazione della grande villa per i fratelli Thiene a Quinto. L’enfasi sulla sala a crociera e la presenza di appartamenti di tre unità fanno parte di un linguaggio che andrà poco a poco affinandosi.


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