Ottavio Bertotti Scamozzi

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Facciata di Villa Capra a Sarcedo, progettata da Ottavio Bertotti Scamozzi.

Ottavio Bertotti Scamozzi (Vicenza, 5 aprile 1719Vicenza, 25 ottobre 1790) è stato un architetto italiano.

Architetto e studioso vicentino, ha curato e valorizzato l'opera di Andrea Palladio con pubblicazioni prestigiose quali Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio (1776-1783) e Le Terme dei Romani, disegnate da A. Palladio (1785). Tali pubblicazioni hanno avuto la conseguenza di oscurare la sua importanza come architetto esponente del Neoclassicismo nel Veneto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Facciata della chiesa di Ognissanti a Roncade

Era di umilissimi origini, figlio di Antonio Bertotti, barbiere, e Vittoria Scabora. Il padre lo aveva avviato alla sua professione, ma grazie al mecenatismo del marchese Mario Capra poté ricevere una buona formazione. Partecipò quindi al concorso per l'eredità di Vincenzo Scamozzi, il celebre architetto che oltre un secolo prima (1616) aveva disposto un lascito per permettere di studiare l'architettura a un giovane vicentino purché assumesse il suo cognome[1]. Appoggiato dal marchese Capra, il Bertotti ottenne il lascito in data imprecisata, sicuramente prima del 1761.

Per il resto, poco si sa della sua vita. Visse sempre a Vicenza, nei dintorni del teatro Olimpico (era custode del teatro stesso) e pare non abbia mai effettuato alcun viaggio fuori dalla sua città, o almeno dal suo territorio, fatto salvo un soggiorno a Casale Monferrato nel 1789 per motivi professionali. La sua esistenza non fu segnata da episodi rilevanti, se si esclude l'incontro che ebbe la sera del 21 settembre 1786 con Goethe, che passava per Vicenza nel corso il suo viaggio in Italia: definendolo "artista valente ed appassionato", il letterato ricorda come gli avesse dato "alcune indicazioni, mostrandosi contento dell'interesse".

Per quanto riguarda la sua formazione, inizialmente fu discepolo di Domenico Cerato, legato alla tradizione di Andrea Palladio e dello Scamozzi. Successivamente si avvicinò a Tommaso Temanza, rappresentante del neoclassicismo, quindi all'intellettuale Francesco Algarotti.

Contribuì alla conoscenza e alla diffusione del palladianesimo; eseguì il rilievo quotato di tutte le opere di Andrea Palladio. Ogni edificio fu rappresentato in pianta, prospetto e sezione attraverso tavole nitidissime. L'unità di misura utilizzata fu il piede vicentino pari a m. 0,356. Queste tavole rappresentano da sempre una utile guida per quanti intendono progettare un edificio in stile palladiano.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Franceschini Folco Vicenza
Villa Franceschini Pasini Canera di Salasco (1770), Arcugnano

Fu inoltre artefice di interventi su ville palladiane tra le quali villa Almerico Capra detta "La Rotonda", nella quale modificò la scalinata riportandola alla forma originariamente progettata da Palladio.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Da Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio raccolti ed illustrati da Ottavio Bertotti Scamozzi, Vicenza, Giovanni Rossi, 1796 - Teatro Olimpico di Vicenza, proscenio
  • Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio, raccolti ed illustrati da Ottavio Bertotti Scamozzi, Vicenza 1796. ediz. del 1968, A. Tiranti, Londra
  • Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio e le terme., ediz. del 1845, Editore Giovanni Decamilli (Genova)
  • Le terme dei Romani: disegnate da Andrea Palladio e ripubblicate con l'aggiunta di alcune osservazioni da Ottavio Bertotti Scamozzi giusta l'esemplare del Lord Conte di Burlingthon, stampato in Londra l'anno 1732.
  • L'origine dell'Accademia Olimpica di Vicenza con una breve descrizione del suo teatro, Vicenza 1842. Tip. di Gaetano Longo.
  • The buildings and the designs of Andrea Palladio. Pubblicato nel 1976, La Roccia, Trento
  • Il forestiere istruito delle cose più rare di architettura, e di alcune pitture della città di Vicenza. Nella Stamperia di Giovambattista Vendramini Mosca ..., 1761. Ripubblicato nel 1965 dal Comune di Vicenza

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Milizia riporta a questo proposito:
    « Quel bell'umore di Vincenzo Scamozzi, Architetto di prima classe, non avendo stretti congiunti dispose del suo patrimonio in maniera, che se lo godesse vitaliziamente chiunque della sua patria riuscisse il più eccellente nell'Architettura, coll'obbligo di assumere il cognome del benefattore. Ecco il Bertotti divenuto anco Scamozzi per giudizio degli Esecutori testamentari i marchesi Capra, giusti stimatori del merito. Ma non si avrebbe mai Io Scamozzi aspettato, che il suo beneficato Bertotti Scamozzi avesse da rendersi celebre col maggiormente celebrare la gloria di Palladio. Il principale studio del Bertotti è stato sopra Palladio; e non poteva impiegar meglio i suoi talenti, e i proventi Scamozziani: lo stesso avrebbe fatto Scamozzi medesimo, spassionato, e in cerca del bello. Dopo d'avere il Bertotti Scamozzi esaminate, confrontate , e misurate esattamente le opere di Palladio, separandole da quelle, che si attribuiscono a questo Valentuomo, ne ha data una magnifica edizione, che fa onore agli Artisti Vicentini , e a tutta l'Italia. »
    (Francesco Milizia, Memorie degli architetti antichi e moderni, Stamperia reale, 1781)
  2. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  3. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  4. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  5. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  6. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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