Villa Piovene

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Coordinate: 45°44′50.61″N 11°32′00.12″E / 45.747392°N 11.533366°E45.747392; 11.533366

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Villa Piovene
(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
VillaPiovene20070707-1 rect.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (i) (ii)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Villa Piovene a Lonedo di Lugo di Vicenza è una villa veneta del Cinquecento, per la quale si è ipotizzato un intervento dell'architetto Andrea Palladio nel 1539 circa, con interventi successivi di Francesco Muttoni.

È stata inserita nel 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, assieme alle altre ville palladiane del Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prospetto (Ottavio Bertotti Scamozzi, 1778)

Villa Piovene, costruita a partire dal 1539 - 1540 nell'immediata prossimità (a poche centinaia di metri) di villa Godi Malinverni, è un progetto concorrente di quest'ultimo. Un certo antagonismo e la concorrenza tra le due famiglie Piovene e Godi infatti può avere stimolò l'ambizione di Battista Piovene in tal senso, ma il committente è probabilmente suo figlio Tommaso. Piovene ha tuttavia voluto fare concorrenza meno nelle dimensioni della villa che con la scelta dell'artigiano, il vicentino Giovanni di Giacomo da Porlezza, responsabile anche dell'esecuzione di villa Godi, nonché ex datore di lavoro di Palladio.

Sono più i dubbi che le certezze in merito al coinvolgimento di Palladio nella realizzazione di quest'opera. Innanzi tutto l’edificio non risulta inserito nei Quattro libri dell'architettura pubblicati da Palladio nel 1570, anche se tale esclusione avviene per altre ville certamente autografe come villa Gazzotti o villa Valmarana a Vigardolo. Ma sono soprattutto le caratteristiche dell’edificio a destare le maggiori perplessità: la planimetria è poco significativa, le finestre forano il prospetto senza un particolare ordine, il pronao si innesta con durezza sul corpo dell’edificio.

Sicuramente la villa è frutto di almeno tre campagne di lavori: i documenti certificano la presenza di una casa dominicale più piccola dell’attuale certamente realizzata entro il 1541, la quale viene ingrandita in un secondo tempo con l’inserimento del pronao, che reca incisa la data 1587. Infine, nella prima metà del Settecento, l’architetto Francesco Muttoni costruisce le attuali barchesse laterali, sistema il giardino e probabilmente realizza la scala a doppia rampa che conduce alla loggia. La scenografica scalinata che dà accesso alla villa viene invece realizzata alcuni anni prima, con il bel cancello del 1703.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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