Pier Paolo Capponi

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Pier Paolo Capponi nel film I sovversivi (1967)

Pier Paolo Capponi (Subiaco, 9 giugno 1938) è un attore e sceneggiatore italiano.

Come attore di cinema, di teatro e di televisione è stato particolarmente prolifico nella seconda metà degli anni settanta, spaziando a tutto campo dal genere di denuncia sociale al poliziesco, dalla commedia al drammatico, dal noir al giallo e infine dal film di guerra al biografico, prendendo parte anche a numerosi sceneggiati prodotti dalla Rai.
Negli anni '80 approda alla fiction tv. Nel 2003, giunto all'età pensionabile, ha chiuso una lunga carriera iniziata nel 1965 e si è dedicato ai progetti del DSE, "Dipartimento Scuola Educazione" della Rai poi convertito in Rai Educational. È anche sceneggiatore. Nei film degli anni settanta, seppur raramente, assumeva talvolta lo pseudonimo di Norman Clark. È sposato con Isabella Peretti e ha due figli, Paolo avuto dalla conduttrice Mara Venier, e Chiara.

Carriera d'attore[modifica | modifica sorgente]

Pier Paolo Capponi nel film I ragazzi del massacro, 1969
Pier Paolo Capponi nel film Il boss, 1973
Pier Paolo Capponi nel film Milano: il clan dei calabresi, 1974

Come attore cinematografico Pier Paolo Capponi esordisce a 27 anni con una piccola parte nel film Un uomo a metà (1965) di Vittorio De Seta, affiancando il protagonista Jacques Perrin. Mentre in televisione l'esordio avviene alcuni anni dopo nello sceneggiato Vino e pane (1973) dedicato al romanzo di Ignazio Silone.

Dopo il film dei fratelli Taviani I sovversivi (1967), al fianco di Lucio Dalla, diviene famoso nel 1969 grazie al regista e sceneggiatore Fernando Di Leo che lo vuole come protagonista del suo film I ragazzi del massacro, un noir tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco.

Il film gli vale una buona popolarità (molti considerano quella di Duca Lamberti la sua migliore interpretazione) e Di Leo tornerà a dirigerlo in altri due suoi film: nel 1973 nel noir Il boss, dove Capponi interpreta il ruolo da antagonista del malavitoso Cocchi; e infine nel 1978 in Diamanti sporchi di sangue, dove Capponi recita anche qui nel ruolo dell'antagonista, interpretando il rapinatore Tony. Dopo I ragazzi del massacro (1969), Capponi interpreta il tenente Santini, sotto la regia di Francesco Rosi, in Uomini contro, film di guerra al fianco di Gian Maria Volontè e Mark Frechette. Nello stesso anno recita anche nel noir Scacco alla mafia di Lorenzo Sabatini. Nel 1971 torna al ruolo del commissario per Dario Argento che lo dirige nel suo film Il gatto a nove code, ottenendo un ottimo successo di critica, e l'anno dopo recita contemporaneamente in due altri film,: il thriller di Umberto Lenzi Sette orchidee macchiate di rosso dove veste i panni dell'ispettore Vismara e il denuncia-drammatico Valeria dentro e fuori, al fianco di Barbara Bouchet, una pellicola molto discussa, che mischia erotismo e denuncia sociale, attraverso una grande analisi psicologica dei protagonisti.

Il 1973 è l'anno dell'epico, travolgente e già citato Il boss di Fernando Di Leo e di Diario di un italiano, dove Capponi dà ancora una volta prova di talento e di espressività nel ruolo di un patriota italiano. Nel 1974 torna al thriller con Delitto d'autore, oggi rarissimo, al fianco a Luigi Pistilli, e al noir con Milano: il clan dei calabresi di Giorgio Stegani, contrapponendosi nel ruolo di un commissario di polizia al malavitoso calabrese interpretato da Antonio Sabato. Nel 1977 recita nel biografico Antonio Gramsci - I giorni del carcere, al fianco del protagonista Riccardo Cucciolla e, l'anno dopo, torna nuovamente sotto la regia di Fernando Di Leo nel già citato Diamanti sporchi di sangue, una sorta di remake di Milano calibro 9. Verso gli anni ottanta, come abbiamo detto, approda alla fiction e lascia per un po' il cinema.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

In televisione il passaggio dagli sceneggiati a famose fiction, come in Io e il Duce (1985) e La Piovra VI (1992), mentre nel cinema continua a lavorare in film di spessore con grandi registi italiani, da i fratelli Taviani a Nelo Risi.

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Come sceneggiatore ha lavorato nel 1976 al film Don Milani di Alfredo Angeli.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Film tv[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiati[modifica | modifica sorgente]

  • 1973 - Vino e pane, sceneggiato della Rai tratto dal racconto di Ignazio Silone
  • 1974 - Il giovane Garibaldi
  • 1974 - Processo al generale Baratieri per la sconfitta di Adua, sceneggiato della Rai
  • 1976 - Dov'è Anna?, sceneggiato della Rai - interpreta il Commissario Bramante (numerosi episodi)
  • 1976 - Rosso veneziano
  • 1978 - Il delitto Paternò, sceneggiato della Rai di G.L. Calderone
  • 1979 - I racconti di fantascienza, di A. Blasetti (1º episodio)
  • 1979 - L'affare Stavisky, sceneggiato della Rai di L. Perelli
  • 1979 - Il camaleonte, sceneggiato della Rai di di M. Scaglione
  • 1980 - L'enigma delle due sorelle, sceneggiato della Rai
  • 1980 - L'assedio, sceneggiato della Rai
  • 1981 - La casa rossa, sceneggiato della Rai
  • 1981 - L'assassino ha le ore contate
  • 1981 - Senza tregua, sceneggiato della Rai
  • 1983 - Dramma d'amore, sceneggiato della Rai
  • 1983 - Incontrarsi e dirsi addio, sceneggiato della Rai

Fiction[modifica | modifica sorgente]

  • 1985 - Io e il Duce, di A. Negrin
  • 1987 - Il commissario Corso
  • 1989 - Champagne Charlie
  • 1991 - Il commissario Corso (1 episodio)
  • 1991 - Una stagione di giganti
  • 1992 - La Piovra 6 - L' ultimo segreto di L. Perelli;
  • 1993 - Pepita
  • 1995 - Lettre ouverte à Lili
  • 1996 - Il ritorno di Arsenio Lupin (1º episodio)
  • 1997 - Pepita, di D. Baron;
  • 1998 - Il cuore e la spada
  • 1998 - Tristano e Isotta, di F. Costa;
  • 1999 - Delitti e segreti (epis. Morte di una ragazza per bene) di L. Perelli.
  • 2001 - Il bello delle donne (2001-2002) (diversi episodi)
  • 2003 - La diga

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • I creditori di Strindberg, regia di N. Rossati
  • Il giardino dei ciliegi di Cechov, regia di A. Aglioti

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]