Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Sigla LPS
Istituito 2001
da Governo Berlusconi II
Ministro Giuliano Poletti
Sottosegretario Franca Biondelli, Teresa Bellanova, Luigi Bobba, Massimo Cassano
Sede Roma
Indirizzo via Vittorio Veneto, 56 - 00187 Roma
Sito web www.lavoro.gov.it
Diritto della previdenza sociale in Italia









modifica

Categoria:Diritto della previdenza sociale
Portale: Diritto del lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (anche detto, nel linguaggio politico e giornalistico, Ministero del Welfare[1]) è il dicastero del Governo Italiano che si occupa delle funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'antesignano del dicastero del lavoro era nel Governo Boselli il Ministero per l'Industria, il Commercio ed il Lavoro, istituito il 22 giugno 1916. Poco dopo, il 3 giugno 1920 col Governo Nitti II, viene istituto il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, scorporandolo dal predetto dicastero. Con l'avvento del Fascismo, il ministero viene soppresso dal Governo Mussolini, e dal 27 aprile 1923 il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale viene accorpato insieme al Ministero dell'Industria e Commercio e con il Ministero dell'Agricoltura nel neo istituito Ministero dell'Economia Nazionale.

Con RD 27 settembre 1929, n. 1663, tale nuovo ministero fu tuttavia soppresso, e le sue attribuzioni vengono ripartite tra il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste e il Ministero delle Corporazioni, già istituito nel 1926. Con RD 9 agosto 1943, n. 718 il Ministero delle Corporazioni viene soppresso, e viene reistituito il Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro il quale, a sua volta, sotto il Governo Parri, con D.Lgt. 21 giugno 1945 n. 377, venne ripartito in due distinti dicasteri: Ministero dell'Industria e Commercio e nel Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Con D.Lgt. 10 agosto 1945 n. 474 si è provveduto a distribuire le attribuzioni fra i due citati Ministeri. Successivamente, l'organizzazione interna del dicastero viene profondamente rivista col DPR 19 marzo 1955 n. 520 e con la successiva legge n. 628/1961. Con la legge n. 537/1993 viene previsto l'accorpamento degli uffici periferici, effettuato con DM nel 1996. Nel 1997 parte delle funzioni sono investite dal processo di decentramento di poteri alle Regioni di cui al D. Lgs. n. 467/1997. Con il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, la cosiddetta riforma Bassanini durante il Governo D'Alema II, l'ordinamento del Governo viene modificato accorpando vari ministeri.
Proprio in tale occasione, viene prevista la costituzione di un nuovo dicastero che sarebbe entrata in vigore con la nuova legislatura nel 2001: tale dicastero viene denominato Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che avrebbe accorpato le funzioni del lavoro e della previdenza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, quelle sociali del Dipartimento della Solidarietà Sociale della Presidenza del Consiglio, nonché la materia della salute del Ministero della Sanità.
Tuttavia, nel 2001 il Governo Berlusconi II col D.L. 12 giugno 2001, n. 217 conv. nella legge 3 agosto 2001 n. 317, decise la separazione della componente afferente alla salute, con la reistituzione del dicastero che se ne occupava col nuovo nome Ministero della Salute, ed erigendo le competenze residue nel Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Col Governo Prodi II, nel 2006 il Ministero fu nuovamente diviso dando luogo a tre ministeri: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero della Solidarietà Sociale e il Ministero delle Politiche per la Famiglia.

La proliferazione dei dicasteri portò ben presto il Gabinetto Prodi a prevederne un accorpamento in 12 ministeri secondo quanto previsto dalla versione originaria del D. Lgs. n. 300/1999, la Riforma Bassanini, disponendolo con la Finanziaria per il 2008, la legge n. 244/2007, all'art. 1, comma 376, e pertanto viene prevista la reistituzione del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a far data dalla nuova legislatura. E proprio nel 2008, con la caduta del Governo Prodi II e la vittoria del PDL il Governo Berlusconi IV reistituì il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, nella sua versione originale. Per dare coerenza alla stratificazione normativa che era intervenuta dal 1999 al 2008, con il D.L. 16 maggio 2008 n. 85, conv. in Legge 14 luglio 2008 n. 121, recante Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il Governo adeguando le strutture di Governo mediante accorpamenti: il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali accorpò le funzioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, del Ministero della Solidarietà Sociale e del Ministero della Salute.

Il Ministero delle Politiche per la Famiglia venne riassorbito presso Presidenza del Consiglio dei ministri come Dipartimento. Ben presto ci si rese conto della difficoltà nel fondere competenze così dissimili quali lavoro, previdenza, politiche sociali e salute, pur facenti tutte parti del settore definito welfare, e nel 2009 il Governo Berlusconi IV presentò un disegno di legge per la reistituzione del dicastero della salute.

Con la legge 13 novembre 2009 n. 172, recante Istituzione del Ministero della Salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato, il Ministero della Salute viene reistituito scorporandolo dal predetto Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e pertanto, dal 13 dicembre 2009, opera anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Competenze[modifica | modifica sorgente]

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è competente per tutte le funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie, la solidarietà, i flussi di immigrazione insieme alle Prefetture o con lo Sportello dell'immigrazione.

In particolare, il dicastero determina in materia di politiche sociali e previdenziali:

  • i principi ed obiettivi della politica sociale, i criteri generali per la programmazione della rete degli interventi di integrazione sociale; gli standard organizzativi delle strutture interessate;
  • gli standard dei servizi sociali essenziali; i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali, politica di tutela abitativa a favore delle fasce sociali deboli ed emarginate;
  • l'assistenza tecnica, a richiesta degli enti locali e territoriali;
  • cura i rapporti con gli organismi internazionali, coordinamento dei rapporti con gli organismi comunitari;
  • prevede i requisiti per la determinazione dei profili professionali degli operatori sociali e per la relativa formazione;
  • effettua il controllo e la vigilanza amministrativa e tecnico-finanziaria sugli enti di previdenza e assistenza obbligatoria e sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e sui patronati.

In materia di politiche del lavoro e dell'occupazione e tutela dei lavoratori:

  • stabilisce l'indirizzo, la programmazione, lo sviluppo, il coordinamento e la valutazione delle politiche del lavoro e dell'occupazione;
  • dispone la gestione degli incentivi alle persone a sostegno dell'occupabilità e della nuova occupazione;
  • determina le politiche della formazione professionale come strumento delle politiche attive del lavoro, nonché l'indirizzo, la promozione e il coordinamento in materia di collocamento e politiche attive del lavoro;
  • effettua la vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori esteri non comunitari; cura il raccordo con organismi internazionali, la conciliazione delle controversie di lavoro individuali e plurime e la risoluzione delle controversie collettive di rilevanza pluriregionale;
  • effettua la conduzione del sistema informativo del lavoro (SIL);
  • sorveglia le condizioni di sicurezza nei posti di lavoro e i profili di sicurezza dell'impiego sul lavoro di macchine, impianti e prodotti industriali, con esclusione di quelli destinati ad attività sanitarie e ospedaliere e dei mezzi di circolazione stradale;
  • dispone le ispezioni sul lavoro e il controllo sulla disciplina del rapporto di lavoro subordinato, autonomo o parasubordinato, a prescindere dal contratto di lavoro tipico od atipico di volta in volta utilizzato; cura l'assistenza e l'accertamento delle condizioni di lavoro degli italiani all'estero.

In materia di Fondi pensione bisogna ricordare l'attività dell'autorità amministrativa indipendente di settore, la Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione - COVIP, istituita ai sensi del D. Lgs. 21 aprile 1993 n. 124, e completamente autonoma dal Ministero, che ha il compitio di garantire ed assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell'amministrazione dei fondi pensione.

In materia di sciopero è presente la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che è un'autorità amministrativa indipendente, istituita dall'art. 12 della L. 12 giugno 1990, n. 146, quale garante dei servizi pubblici nei periodi in cui sono proclamati gli scioperi.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il dicastero è organizzato su uffici di staff dipendenti direttamente dal vertice politico e uffici propri del ministero. A seguito del Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2011, n. 144, recante "Regolamento recante la riorganizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali", in vigore dal 9-9-2011, l'organizzazione è stata riformata.

Questi gli uffici di staff:

  • il Ministro;
  • il Sottosegretari di Stato;
  • gli Uffici di diretta Collaborazione;
  • il Segretariato Generale.
  • Biblioteca;
  • Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale.

Sono strutture proprie del Ministero, le 10 Direzioni Generali in cui è diviso:

  1. D.G. per le Politiche del Personale, l'Innovazione, il Bilancio e la Logistica;
  2. D.G. per l'Attività Ispettiva;
  3. D.G. per la Comunicazione e l'Informazione in Materia di Lavoro e Politiche Sociali;
  4. D.G. per le Politiche Attive e Passive del Lavoro;
  5. D.G. delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro;
  6. D.G. per le Politiche dei Servizi per il Lavoro;
  7. D.G. per le Politiche Previdenziali e Assicurative;
  8. D.G. per l'Inclusione e le Politiche Sociali;
  9. D.G. per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali;
  10. D.G. dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione.

Uffici Periferici[modifica | modifica sorgente]

Il dicastero a livello territoriale è organizzato nei seguenti uffici:

Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro.

Dal Ministero del Lavoro dipendono funzionalmente anche il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con una presenza capillare in tutte le Direzioni Regionali e Terriroriali del Lavoro, ed esattamente 101 Nuclei Ispettorato del Lavoro presso le Direzioni Territoriali del Lavoro - Servizio Ispezione del Lavoro, in ogni capoluogo di provincia.

In Sicilia, non essendo presenti le DTL o la DRL, è presente un Nucleo di Coordinamento Regionale della Regione Siciliana, che sovrintende all'attività dei 9 Nuclei presenti nell'isola, mentre non vi è alcun alcuna sezione in Trentino-Alto Adige. Tale assetto lo si deve alle forme di ampia autonomia di cui godono le predette Regioni a statuto speciale.

Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità[modifica | modifica sorgente]

Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è ubicato l'Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, regolato dal Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al D. Lgs. 11 aprile 2006, n. 198. L'Ufficio è funzionalmente autonomo nonché dotato del personale e delle strutture necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.

La Consigliera viene nominata d'intesa tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Ministro per le Pari Opportunità.

Enti vigilati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Previdenza sociale.

L'ISTAT ogni anno compila l'elenco delle pubbliche amministrazioni.[2]

Tale elenco individua le pubbliche amministrazioni ai sensi dell'art. 5 c. 7 del D.L. 12/2012 che sostituisce il c. 2 dell'art. 1 della L.196/2009.[3]

In applicazione del Sistema Europeo dei Conti (Sec95) per l'ISTAT, "indipendentemente dal regime giuridico (pubblico o privato) che la regola, una Unità istituzionale è classificata nel settore delle Amministrazioni Pubbliche (Settore S13) se":

  • è di proprietà o amministrata o controllata da Amministrazioni pubbliche;
  • non deve vendere sul mercato o, in caso contrario, deve vendere a prezzi non economicamente rilevanti (cioè i ricavi non devono eccedere il 50% dei costi di produzione dei servizi). Nel caso in cui i ricavi fossero superiori al 50% dei costi di produzione si sarebbe in presenza di enti “market” (di mercato) e non di Amministrazioni Pubbliche.

Anche le casse di previdenza dei liberi professionisti ai sensi del D.Lgs. 509/1994 e 103/1996 ancorché con personalità giuridica privata quali sono le associazioni o le fondazioni, sono quindi pubbliche amministrazioni.

Enti di diritto pubblico ovvero enti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pone sotto la propria vigilanza gli enti previdenziali, in cui nomina componenti, revisori o eventualmente commissari. Essi sono:

  • l'INPS, l'istituto di previdenza dei lavoratori pubblici o privati subordinati, parasubordinati od autonomi che non abbiano una propria cassa tra quelle sotto elencate;
  • l'INAIL, l'ente assicurativo per gli infortuni sui luoghi di lavoro, compreso il mare.

Si sottilinea che, sino al 2011, vi erano inoltre l'INPDAP, l'istituto di previdenza dei lavoratori del settore pubblico e l'ENPALS, l'ente di previdenza per i soli lavoratori dello spettacolo, entrambi soppressi ed accorpati all'INPS ex art. 21 d.l. 201/2011, convertito nella l. 214/2011.


Pubbliche amministrazioni con personalità giuridica di diritto privato[modifica | modifica sorgente]

Il Ministero vigila sugli enti e fondazioni previdenziali di professionisti o lavoratori autonomi, riordinate ai sensi della legge delega 24 dicembre 1993 n. 537 e del D. Lgs. 30 giugno 1994 n. 509 di attuazione, relativi alla privatizzazione della loro organizzazione, mediante trasformazione in associazione o fondazione quindi con persona giuridica di diritto privato, ma comunque pubblica amministrazione e su quelli di nuova istituzione ai sensi del D.Lgs.10 febbraio 1996, n. 103.

Essi sono:

Le casse trasformate con il D.Lgs. 509/1994 sono indicate nell'Elenco A[4] dello stesso decreto legislativo (v. all. A):


Le casse nate con il D.Lgs. 103/1996[5] sono indicate nel Primo Rapporto ADEPP:[6]

  • l'ENPAB, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza a favore dei biologi;
  • l'ENPAPI, l'Ente di previdenza e assistenza in favore degli infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia;
  • l'ENPAP, l'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi;
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura (ENPAIA - gestione separata periti agrari e gestione separata per gli agrotecnici)
  • l'EPPI, l'Ente di previdenza dei periti industriali;
  • Istituto nazionale di previdenza ed assistenza dei giornalisti italiani "Giovanni Amendola" (INPGI - gestione separata)
  • l'EPAP, l'Ente di previdenza ed assistenza pluricategoriale per dottori agronomi, dottori forestali, attuari, chimici e geologi;

Il Ministero del Lavoro vigila anche su ulteriori organismi. Essi sono:

  • Italia Lavoro S.p.a., società di capitale interamente in mano pubblica per la promozione e per la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale;
  • ISFOL, l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, quale ente pubblico di ricerca. L'istituto svolge e promuove attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, valutazione, informazione, consulenza e assistenza tecnica per lo sviluppo della formazione professionale, delle politiche sociali e del lavoro; con l'art. 7 del Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010 (convertito nella legge n. 122 del 30 luglio 2010), all'ISFOL viene accorpato l'Istituto per gli Affari Sociali - IAS, già denominato Istituto Italiano di Medicina Sociale - IIMS, ente di diritto pubblico di ricerca e formazione che svolgeva attività di ricerca, di consulenza strategica, di assistenza tecnica e di formazione in materia di politiche sociali, compreso l'ambito delle professioni e del lavoro nel campo sociale. Lo svolgimento delle attività di ricerca a supporto dell'elaborazione delle politiche sociali dello IAS confluisce nell'ambito dell'organizzazione dell'ISFOL in una delle macroaree già esistenti.

Commissioni ed Organi Consultivi[modifica | modifica sorgente]

Presso il Ministero avevano la sede alcuni organi consultivi, comitati e gruppi di lavoro:

  • Consulta Nazionale sull'alcol e sui problemi alcol-correlati;
  • Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie;
  • Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze;
  • Centro Nazionale di documentazione e analisi per l'Infanzia e l'adolescenza;
  • Commissione di indagine sull’esclusione sociale;
  • ChildONEurope;
  • L'Europe de l'Enfance;
  • Osservatorio Nazionale dell'Associazionismo;
  • Osservatorio Nazionale per il Volontariato;
  • Osservatorio Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza;
  • Osservatorio per il disagio giovanile legato alle dipendenze.

Elenco dei Ministri del Lavoro[modifica | modifica sorgente]

L'elenco indica i nomi dei Ministri che ressero il dicastero sin dalla sua istituzione nel 1920, nelle sue varie denominazioni ossia: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (1920-2001 e 2006-2008), Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (2008-2009) e quello attuale di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2001-2006 e dal 2009).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana, al lemma “welfare”.
  2. ^ ElencoISTAT, op. cit., v. ISTAT 2012 Enti nazionali di previdenza e assistenza
  3. ^ D.L. 16/2012, op. cit., art. 5 c. 7 - Ai fini della applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica, per amministrazioni pubbliche si intendono, ... a decorrere dall'anno 2012 gli enti e i soggetti indicati a fini statistici dal predetto Istituto nell'elenco oggetto del comunicato del medesimo Istituto in data 30 settembre 2011, pubblicato in pari data nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 228,
  4. ^ D.Lgs.509/1994, op. cit.
  5. ^ D.Lgs.103/1996, op. cit.
  6. ^ PrimoRapportoAdEPP2011, op. cit.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Leggi[modifica | modifica sorgente]

Sentenze[modifica | modifica sorgente]

News[modifica | modifica sorgente]

Web[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]