Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense (Cassa forense) è l'ente previdenziale italiano, presso cui debbono essere obbligatoriamente assicurati tutti gli avvocati che esercitano la professione con carattere di continuità. La Cassa forense è sottoposta alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Cassa quindi paga le pensioni e le altre prestazioni previdenziali con le imposte che riscuote.

La gestione avviene secondo il classico schema pensionistico a prestazioni previdenziali definite, ciò significa che le uscite per le prestazioni previdenziali sono stabilite per legge a prescindere dai contributi previdenziali effettivamente versati. La gestione finanziaria è invece a ripartizione.

Legge istitutiva[modifica | modifica wikitesto]

La Cassa forense, istituita nel 1952[1], ha natura legale di fondazione con personalità giuridica di diritto privato[2], in seguito alla privatizzazione del 1993-1994. È una pubblica amministrazione che gestisce forme di previdenza obbligatoria (assistenza sociale) correntemente detta previdenza di primo pilastro.

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

La Cassa forense gode di autonomia regolamentare e gestionale sottoposta ai Ministeri Vigilanti. È retta da un comitato dei delegati formato da 80 componenti, eletti dagli avvocati iscritti alla Cassa che mantengano l'iscrizione ad un albo e dai praticanti iscritti. Il sistema ha una gestione finanziaria a ripartizione con debito latente di 25 miliardi di euro a fronte di un patrimonio di 5 miliardi di euro.[3]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

La Cassa ha quale scopo principale quello di assicurare agli avvocati che hanno esercitato la professione con carattere di continuità ed ai loro superstiti un trattamento previdenziale. Rientrano, inoltre, fra le funzioni della Cassa l'erogazione di trattamenti assistenziali a favore degli iscritti e dei loro congiunti e la gestione di forme di previdenza integrativa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge n.6 dell'8 gennaio 1952.
  2. ^ Ai sensi dell'articolo 1, comma 33, lettera a, n. 4 della legge n.537 del 24 dicembre 1993 e dell'articolo 1 del decreto legislativo n.509 del 30 giugno 1994.
  3. ^ DirittoeGiustizia20130308, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Leggi[modifica | modifica wikitesto]

Web[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]