José Rizal

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José Protasio Rizal Mercado y Alonso Quintos

José Protasio Rizal Mercado y Alonso Quintos [1] (Calamba, 19 giugno 1861Manila, 30 dicembre 1896) è stato un medico, scrittore, poeta , scultore, pittore, oculista, linguista, nazionalista e rivoluzionario filippino.

La sua vita e le sue opere furono ispiratrici del movimento nazionalista filippino. L'esecuzione e la conseguente morte nel 1896 lo hanno reso uno dei martiri della rivoluzione filippina. È considerato il più grande eroe filippino[2] e de facto un eroe nazionale.[2] L'anniversario della sua morte è oggi considerato giorno di festa nazionale nelle Filippine.

Settimo di otto figli, Rizal studiò all'Università Ateneo de Manila, ottenendo un bachelor nelle arti. Si iscrisse in medicina e filosofia all'Università di Santo Tomas per poi andare a Madrid, dove continuò a studiare presso l'Universita Complutense di Madrid, ottenendo il titolo di licenziato in medicina. In seguito frequentò l'Università di Parigi e poi l'Università di Heidelberg. Si laureò in tre anni sia in medicina che in lettere e filosofia. Uomo d'ingegno e talento universale, oltre al tagalog sapeva parlare almeno altre dieci lingue.[3][4] Era anche un poeta lirico, tra le sue opere figurano i romanzi Noli me tangere ed El filibusterismo.

Come figura politica, era leader di un'associazione di riforma non violenta, la lega filippina. La sua morte e le sue attività politiche furono ispiratrici della rivoluzione filippina, guidata da Andres Bonifacio e poi da Emilio Aguinaldo.

Indice

Biografia [modifica]

È difficile descrivere la sua breve vita con precisione non solo per la molteplicità delle attività e dei luoghi, ma anche per l'autocensura che familiari ed amici si dovettero imporre, distruggendo ogni documento che lo riguardasse, per evitare guai con la polizia spagnola. Genio precoce e multiforme, spaziò con eccellenza in vari campi della letteratura, dell'arte, della scienza e della tecnica: basti dire che parlava venti lingue e dialetti e ne conosceva un'altra diecina e che ad otto anni compose in versi una commedia acquistata da un sindaco per la rappresentazione nelle feste locali.

I genitori di Rizal, Francisco Engracio Rizal Mercado y Alejandra II (1818–1898)[5] e Teodora Morales Alonso Realonda y Quintos (1827–1911),[5] erano due ricchi agricoltori e coltivatori di canna da zucchero e riso dell'isola di Luzón. Rizal era il settimo di nove figli: Saturnina (1850–1913), Paciano (1851–1930), Narcisa (1852–1939), Olympia (1855–1887), Lucia (1857–1919), Maria (1859–1945), José Protasio (1861–1896), Concepcion (1862–1865), Josefa (1865–1945), Trinidad (1868–1951) e Soledad (1870 – 1929).

José era di lontana ascendenza cinese-filippina: era un discendente di 6ª generazione di Domingo Lam-co, un imprenditore cinese arrivato nelle Filippine dalla regione di Jinjiang, Quanzhou verso la metà del XVII secolo.[6] Lam-co sposò Inez de la Rosa, una nativa di Luzon di origini cinesi. Per evitare una sinofobia delle autorità spagnole nei confronti dei suoi discendenti, Lam-co cambiò il suo cognome e decise di utilizzarne uno spagnolo. Scelse Mercado (mercato) per indicare le rotte commerciali cinesi.

Nel 1849 il Governatore-Generale Narciso Claveria ordinò a tutte le famiglie filippine di scegliere nuovi cognomi, da una lista di nomi di casati spagnoli. Il padre di José, Francisco, scelse "Rizal" (in origine Ricial, "campi verdi"), consigliatogli da un governatore provinciale e amico. Il cambiò causò molta confusione nei suoi affari di negozio, molti dei quali iniziati con il suo cognome originale. Dopo un paio di anni iniziò ad utilizzare "Rizal Mercado" come compromesso, ma spesso si fece identificare come "Mercado".

La madre di Rizal, Teodora Alonso Quintos, una delle donne più colte delle Filippine del suo tempo, esercitò una grande influenza sul suo sviluppo intellettuale. Dopo aver frequentato l'ateneo di Manila, diplomandosi in agraria e agrimensura, e l'Università di Santo Tomas a Manila, studiando lettere, filosofia e medicina, nel 1882 si recò in Europa a studiare medicina ed arti liberali a Madrid.

Rizal all'età di undici anni.
Rizal durante gli studi universitari.

Si laureò in tre anni sia in medicina che in lettere e filosofia. Studente brillante, divenne presto il leader della piccola comunità di studenti filippini in Spagna e si dedicò con passione alla riforma del dominio spagnolo nel suo paese. Di cultura occidentale, conscio dell'arretratezza tecnica e culturale del suo paese, mai propugnò l'indipendenza completa delle Filippine e tanto meno con mezzi violenti. I principali nemici delle riforme, ai suoi occhi, non erano la Spagna, che stava attraversando una profonda rivoluzione in senso liberale, ma i frati francescani, agostiniani e domenicani che tenevano la nazione in una condizione di paralisi culturale, economica e politica.

Rizal continuò i suoi studi medici a Parigi ed a Heidelberg, specializzandosi in oculistica. Nel 1887 scrisse il suo primo romanzo, Noli me tangere [2], un'appassionata esposizione dei misfatti della dominazione fratesca, paragonabile, nel suo effetto, alla denunzia dell'oppressione dei negri negli Stati Uniti de La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stove. Il seguito del primo romanzo, Il filibusterismo (La sovversione) [3], del 1891, confermò la sua reputazione di leader del movimento riformista delle Filippine.

Nel 1890 ampliò ed annotò, con ricerche storiche effettuate al British Museum di Londra, un'edizione dell'opera di Antonio de Morga, Avvenimenti delle isole filippine, che mostrava che i nativi delle Filippine avevano avuto una lunga storia prima dell'arrivo degli spagnoli. Divenne il capo del movimento di propaganda, contribuendo con numerosi articoli al suo giornale, La solidarietà, pubblicato a Barcellona. Il programma politico di Rizal, come esposto nelle colonne del giornale, includeva l'integrazione delle Filippine come provincia della Spagna, rappresentanza al parlamento spagnolo, sostituzione dei frati spagnoli con preti filippini, libertà di assemblea e di espressione, uguaglianza dei filippini e degli spagnoli di fronte alle leggi.

Contro il consiglio dei suoi genitori e dei suoi amici, ritornò nell Filippine nel 1892. Quando estese a Manila un'associazione di riforma non violenta, la lega filippina, già fondata a Hong Kong, gli spagnoli lo arrestarono e lo esiliarono a Dapitan nel nord-ovest dell'allora poco esplorata isola di Mindanao. Rimase al confino per quattro anni, dedicandosi a ricerche naturalistiche (alcune piante ed animali portano il suo nome), fondando una scuola ed un ospedale, esercitando la sua professione di medico e di oculista con gran successo, impegnandosi nell'insegnamento per provare le sue teorie didattiche, avviando coltivazioni moderne, progettando e realizzando, con l'aiuto degli scolari, una piccola diga per portare l'acqua al paese. Nel 1896, tuttavia, scoppiò a Manila una insurrezione condotta da un'associazione segreta nazionalista separatista, Katipunan; benché non avesse connessione con questa organizzazione né parte nella rivolta, fu arrestato e processato per sedizione dai militari. Giudicato colpevole, come ispiratore, fu pubblicamente fucilato alla schiena a Manila, ma riuscì a cadere con la faccia volta al cielo. Alla fine, il plotone di esecuzione, costituito da fucilieri filippini collaborazionisti inquadrati nell'esercito spagnolo, al suono di una marcia trionfale intonata dalla banda musicale, esplose nel grido più osceno, secondo Unamuno, che si possa immaginare nella situazione: Viva la Spagna! Il suo martirio convinse i nazionalisti filippini che non c'era alternativa all'indipendenza completa dalla Spagna (che perse le Filippine meno di due anni dopo).

L'esecuzione di Rizal (1896)

Durante la vigilia della sua fucilazione, detenuto nel Forte Santiago, Rizal scrisse L'ultimo addio [4], considerato un capolavoro della poesia spagnola del XIX secolo. Parte del testo è inciso sul bronzo nel memoriale in suo nome situato al centro del Parco Rizal (o Luneta) a Manila.

Viene ancora imparato a memoria dai giovani scolari, ma non più compreso. Tutti conoscono l'inglese, nessuno più usa il castigliano. Rizal risulta molto onorato in patria, ma non più letto. Così la Spagna, per non perdere materialmente la colonia, ne ha perso anche i profondi legami culturali che vi aveva stabilito in più di trecento anni di colonizzazione.

Un monumento a Rizal, a mezzo busto, è stato eretto nel 1999 anche in piazzale Manila a Roma. È stato sostituito, con una statua intera, a cura dell'Ambasciata Filippina presso il Vaticano, il 19 giugno 2011, in occasione del 150º anniversario della sua nascita.

Note [modifica]

  1. ^ The Project Gutenburg eBook BUHAY AT MG̃A GINAWÂ NI DR. JOSÉ RIZAL
  2. ^ a b * Selection and Proclamation of National Heroes and Laws Honoring Filipino Historical Figures (PDF). Reference and Research Bureau Legislative Research Service, House of Congress. URL consultato in data 8 settembre 2009.
  3. ^ Austin Craig, Lineage, Life and Labors of Rizal (Manila: Philippine Education Co., 1913) Rizal sapeva parlare spagnolo, francese, latino, greco, tedesco, portoghese, italiano, inglese, olandese e giapponese. Fece anche traduzioni dall'arabo, svedese, russo, cinese, greco, ebreo e sanscrito. Tradusse il poema di Schiller nella sua lingua natia, il tagalog. Inoltre aveva anche conoscenze di malese, chavacano, cebuano, ilocano e subanun.(Read etext at Project Gutenberg:[1] accessed 10 January 2007)
  4. ^ Frank Laubach, Rizal: Man and Martyr (Manila: Community Publishers, 1936)
  5. ^ a b National Historical Institute "...Francisco Mercado added “Rizal” to the family surname..."
  6. ^ Rizal's rags-to-riches ancestor from South China. Retrieved February 18 2007

http://www.rizal.it

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