Jazz (Queen)

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Jazz
Artista Queen
Tipo album Studio
Pubblicazione 14 novembre 1978
Durata 44:43
Dischi 1
Tracce 13
Genere Hard rock[1]
Pop rock[1]
Glam rock[1]
Art rock[1]
Heavy metal[1]
Arena rock[1]
Dance rock[1]
Album-oriented rock[1]
Etichetta EMI Records
Parlophone
Elektra Records
Hollywood Records
Produttore Queen, Roy Thomas Baker
Registrazione Mountain Studios, Montreux, Svizzera, e Super Bear Studios, Berre-les-Alpes, Nizza, Francia, luglio - ottobre 1978
Certificazioni
Dischi d'oro Austria Austria (1)[2]
(vendite: 25 000+)

Francia Francia (1)[3]
(vendite: 176.300 [4])

Germania Germania (1)[5]
(vendite: 250 000+)
Dischi di platino Paesi Bassi Paesi Bassi (1)[6]
(vendite: 100 000+)

Polonia Polonia (1)[7]
(vendite: 20 000+)
Regno Unito Regno Unito (1)[8]
(vendite: 300 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (1)[9]
(vendite: 1 000 000+)

Svizzera Svizzera (1)[10]
(vendite: 50 000+)
Queen - cronologia
Album precedente
(1977)
Album successivo
(1979)
Singoli
  1. Bicycle Race/Fat Bottomed Girls
    Pubblicato: 13 ottobre 1978 (doppio lato A)
  2. Don't Stop Me Now/More of That Jazz
    Pubblicato: febbraio 1979
  3. Jealousy/Fun It
    Pubblicato: aprile 1979 (solo in USA, Canada, Brasile, Nuova Zelanda, ed Unione Sovietica)
  4. Mustapha/Dead on Time
    Pubblicato: 1979 (solo in Bolivia, Spagna, Germania, e Yugoslavia)

Jazz è il settimo album in studio del gruppo musicale britannico Queen, pubblicato per la prima volta in LP nel 1978 dall'etichetta EMI Records in Europa e dalla Elektra Records negli Stati Uniti.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'album mescola stili musicali molto differenti tra loro, come il disco-funk (Fun It) ed il vaudeville (Dreamer's Ball), oltre al consueto vecchio rock and roll (Dead on Time) e hard rock (If You Can't Beat Them). Curiosamente, nonostante il titolo dell'album stesso, non contiene nessun pezzo di rilievo in stile jazz, fatta eccezione per lo swing di Dreamer's Ball. L'eclettismo dimostrato dalla band in questo lavoro è stato allo stesso tempo motivo di plauso e di critiche, e l'album alla sua uscita fu stroncato dal critico Dave Marsh su Rolling Stone; ciò nonostante, raggiunse il sesto posto nella classifica statunitense Billboard 200 e la seconda posizione nel Regno Unito.

Fra le altre attribuzioni, nelle note dell'album, in riferimento al tuono che si sente in sottofondo alla canzone Dead on Time, si legge "Thunderbolt courtesy of God", ovvero "Tuono per gentile concessione di Dio". Jazz è l'ultimo album dei Queen dove una nota chiarisce che non è stato usato nessun tipo di sintetizzatore, e il primo dei loro LP a non essere registrato in Gran Bretagna per motivi fiscali. Con il vinile era accluso un poster che ritraeva le protagoniste del video della celebre canzone Bicycle Race, dove un gruppo di ragazze nude in sella ad una bici da corsa pedalavano nella pista dello stadio di Wimbledon.

Origine e storia[modifica | modifica wikitesto]

Freddie Mercury, durante un concerto a Hannover nel 1979.

La band, dalla metà degli anni settanta era diventata anno dopo anno sempre più popolare a livello internazionale. Nel 1977, i Queen avevano pubblicato News of the World che conteneva il singolo We Are the Champions/We Will Rock You rivelatosi un successo mondiale, sfondando anche in America. Il nuovo disco, Jazz, è volutamente spontaneo, orientato al rock come lo era stato il suo predecessore, poiché la band voleva un album semplice, più facilmente comprensibile per il pubblico, così da ottenere ancora maggiore successo commerciale. News of the World era stato sviluppato completamente in modo indipendente, senza un produttore di grido che potesse oscurare i meriti della band. Per il nuovo album, la band invece decise di richiamare Roy Thomas Baker, già produttore in passato dell'acclamato A Night at the Opera. Un altro cambiamento fu quello di incidere l'album tra Svizzera e Francia invece che in patria, per sfuggire all'implacabile fisco britannico. Parallelamente al crescente successo, anche gli scandali che circondano la band aumentano in maniera esponenziale. Mentre il chitarrista Brian May e il bassista John Deacon vivono una vita riservata e tranquilla, il batterista Roger Taylor e Freddie Mercury sono due veri e propri "animali notturni", protagonisti fissi degli articoli dei tabloid scandalistici. Mercury, in particolare, si distingue dagli altri membri della band; nel momento in cui è ormai abbastanza ricco da poter fare tutto ciò che vuole, rilascia frequentemente ai giornali dichiarazioni sconsideratamente edonistiche che fanno scalpore. All'epoca, Freddie ha rotto con l'ex fidanzata, Mary Austin, e si circonda di un folto gruppo di amici, molti dei quali anche "amanti" occasionali. Nel 1977, il giornalista Tony Stewart lo intervista per NME e dà di lui un ritratto fortemente sarcastico in cui vengono derisi la vacuità del cantante e i suoi atteggiamenti frivoli nel settore dello spettacolo. Stewart in seguito disse che Mercury era molto condiscendente con lui durante l'intervista, e che il cantante aveva "perso il senso della realtà".[11] Da allora in poi Mercury e i membri della band divennero molto sospettosi e sprezzanti nei confronti dei giornalisti, e di conseguenza la stampa iniziò a criticarli sempre più aspramente.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Le sessioni di registrazione cominciarono nel luglio 1978. Ai membri del gruppo sarebbe piaciuto poter lavorare ancora con l'ingegnere del suono Mike Stone, perché dopo tanti anni di lavoro comune egli veniva ormai considerato come il quinto membro della band, ma ciò non fu possibile a causa degli impegni privati del produttore. Quindi i Queen decisero di tornare a lavorare con il loro ex-produttore, Roy Thomas Baker, che nel frattempo aveva prodotto l'album di debutto dei The Cars, divenuto un grande successo commerciale e di critica. Per la prima volta all'estero in studio, nella cittadina svizzera di Montreux, la band pensava che, grazie al "cambiamento di location", la novità avrebbe limitato o eliminato del tutto i conflitti in studio tra i membri del gruppo come invece spesso era successo in passato. «Ma invece abbiamo litigato allo stesso modo di sempre» riferì Brian May, «solo i motivi per litigare erano diversi».[12] Nel 1991, il chitarrista ricordando questo periodo in un'intervista rivelò: «Da tempo ci odiavamo l'un l'altro... Un paio di volte lasciai anche la band, ma si sa come succede, solo per un giorno e poi ci ripensavo». «La fonte della maggior parte dei problemi era la paternità delle canzoni, ogni autore avrebbe voluto vedere le proprie canzoni su disco».[13] Come Mercury fece notare, i Queen in studio erano come "quattro galli da combattimento in un pollaio" all'epoca. La lavorazione dell'album iniziò ai Mountain Studios, e la band si trovò talmente bene a registrare in quel luogo, che in un secondo momento i membri del gruppo affittarono lì un monolocale e diversi altri loro album furono incisi ai Mountain.[14] La registrazione procedette a singhiozzo tra pause di ogni genere e si svolse in concomitanza con il celebre Festival Jazz annuale di Montreux, che alla fine ispirò proprio il titolo del disco.[15] Successivamente le sessioni in studio si spostarono vicino alla città di Nizza, in Francia, ai Super Bear Studios, di Berre-les-Alpes.[16] Come al solito, alcune canzoni furono portate in studio già quasi completate del tutto, e l'altra parte venne scritta durante le sedute di registrazione, traendo ispirazione da varie fonti. Il produttore Baker nel 1982, ricordandosi del periodo delle sessioni di Jazz, raccontò che "ogni sera, lui e la band si recavano in un night club vicino allo studio dove le spogliarelliste erano incredibili"; finivano di registrare alle 23 in punto, andavano a vedere lo spettacolo, e poi tornavano al lavoro in studio.

Copertina e artwork[modifica | modifica wikitesto]

Il disegno della copertina frontale dell'album venne suggerito da Roger Taylor, che aveva visto in precedenza un disegno simile dipinto sul muro di Berlino.

Per promuovere l'album e il singolo Bycicle Race/Fat Bottomed Girls il 17 settembre 1978 allo stadio di Wimbledon a Londra venne organizzata una corsa ciclistica con 65 ragazze nude, tutte modelle appositamente scritturate da un'agenzia del settore.[17] La foto del gruppo di donne venne inclusa come poster pieghevole all'interno delle prime copie dell'album Jazz.[17] Negli Stati Uniti, causa censura, il poster venne sostituito da una cartolina con la quale chi fosse stato interessato avrebbe potuto richiederlo. Nelle successive ristampe del disco, e nelle riedizioni in CD, il poster, ritenuto troppo "scabroso", non venne più incluso nella confezione. Una versione più piccola del poster venne successivamente inclusa nel box set Crown Jewels. A causa delle violente proteste da parte di svariate associazioni moraliste, negli Stati Uniti anche la copertina del singolo Bycicle Race/Fat Bottomed Girls, che mostrava in primo piano il fondoschiena di una delle ragazze in bici (la vincitrice della corsa), venne censurata con un paio di slip disegnati sulle terga della giovane.

Pubblicazione ed accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicato il 14 novembre 1978, il disco raggiunse la seconda posizione in classifica in Gran Bretagna e la numero 6 negli Stati Uniti, anche se venne fatto oggetto di un violento attacco mezzo stampa da parte del critico Dave Marsh di Rolling Stone che tacciando il disco di volgarità e banalità, terminò la recensione suggerendo come i "Queen potessero essere intesi come la prima rock band veramente fascista".[18] Parimenti negativa la recensione al disco data da New Musical Express che scrisse: "Se avete un parente sordo, regalategli Jazz per Natale".[19] Di tutt'altro parere invece la recensione retrospettiva di Paul Rees della rivista Q, che assegnò quattro stellette all'album, scrivendo: "Il loro album più sottovalutato, come A Night at the Opera esso mostra un ampio raggio di stili musicali differenti".

L'album è stato ripubblicato prima nel 1991 negli USA dall' Hollywood Records con l'aggiunta di due bonus track, in seguito nel 1994 dalla Parlophone Records (senza alcuna traccia bonus) ed infine nel 2011 rimasterizzato in formato digitale dalla Island/Universal e distribuito in due edizioni:

  • standard edition, contenente l'album originale
  • deluxe edition 2 CD, contenente l'album originale ed un EP bonus

Lo sfrenato party al Fairmont Hotel[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 ottobre 1978, giorno di Halloween, la band diede una grande festa per celebrare il completamento delle registrazioni dell'album. Il celebre e famigerato party, nel corso degli anni è diventato uno dei punti più controversi nella storia della band. La festa si tenne al Fairmont Hotel di New Orleans, con circa quattrocento invitati (oltre a numerose prostitute e ballerine reclutate nei vari club del quartiere francese). Anche le dirigenze al completo della EMI e dell'Elektra furono invitate. Dopo anni non è del tutto chiaro cosa sia veramente accaduto durante lo sfrenato festeggiamento, in ogni caso, nel corso delle successive settimane, la stampa riportò che l'intrattenimento degli ospiti aveva compreso: ballerine di striptease, cameriere in topless, lavandini incendiati, incantatori di serpenti, travestiti, spogliarellisti, ecc..., ecc... Secondo i resoconti, il divertimento costò un totale di duecentomila sterline. Nel corso degli anni, la leggenda crebbe a dismisura, e si moltiplicarono le voci che volevano la presenza anche di nani ermafroditi, ragazze in bikini che lottavano nel fango, vassoi d'argento pieni di cocaina, e che la festa si tramutò ben presto in un'orgia vera e propria. Bob Mercer della EMI negò la presenza di nani e cocaina[20][21] e Roger Taylor affermò a posteriori che molte delle affermazioni erano esagerate e non veritiere, ma che molto di ciò che si racconta è realmente accaduto nel corso della festa.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Mustapha – 3:01 (Freddie Mercury)
  2. Fat Bottomed Girls – 4:17 (Brian May)
  3. Jealousy – 3:13 (Freddie Mercury)
  4. Bicycle Race – 3:03 (Freddie Mercury)
  5. If You Can't Beat Them – 4:15 (John Deacon)
  6. Let Me Entertain You – 3:02 (Freddie Mercury)
  7. Dead on Time – 3:23 (Brian May)
  8. In Only Seven Days – 2:30 (John Deacon)
  9. Dreamer's Ball – 3:30 (Brian May)
  10. Fun It – 3:29 (Roger Taylor)
  11. Leaving Home Ain't Easy – 3:15 (Brian May)
  12. Don't Stop Me Now – 3:29 (Freddie Mercury – Queen)
  13. More of That Jazz – 4:16 (Roger Taylor)

Durata totale: 44:43

Bonus tracks (ri-edizione CD 1991 della Hollywood Records)
  1. Fat Bottomed Girls (1991 remix) - 4:22 (Brian May - Queen)
  2. Bicycle Race (1991 remix) - 4:59 (Freddie Mercury - Queen)
Bonus EP (ri-edizione CD 2011 della Island/Universal)
  1. Fat Bottomed Girls (Single Version) – 3:23 (May)
  2. Bicycle Race (Instrumental) – 3:09 (Mercury)
  3. Don't Stop Me Now (With long-lost guitars) – 3:34 (Mercury)
  4. Let Me Entertain You (Live in Montreal, November 1981) – 2:48 (Mercury)
  5. Dreamers Ball (Early acoustic take, August 1978) – 3:40 (May)

Durata totale: 16:34

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h (EN) Jazz in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ (DE) IFPI Austria, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 16 settembre 2011.
  3. ^ (FR) French albums certifications, InfoDisc. URL consultato il 17 ottobre 2011.
  4. ^ http://www.infodisc.fr/CDCertif_O.php?debut=2214
  5. ^ http://www.musikindustrie.de/gold_platin_datenbank/?action=suche&strTitel=Jazz&strInterpret=Queen&strTtArt=alben&strAwards=checked
  6. ^ (NL) NVPI de branchevereniging van de entertainmentindustrie. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  7. ^ http://bestsellery.zpav.pl/wyroznienia/platynoweplyty/cd/archiwum.php?year=2009
  8. ^ http://www.bpi.co.uk/certified-awards.aspx
  9. ^ http://www.riaa.com/goldandplatinumdata.php?artist=%22Jazz%22
  10. ^ (DE) The Official Swiss Charts and Music Community in Hung Medien. URL consultato il 17 settembre 2011.
  11. ^ Tony Stewart, Freddie Mercury: Is This Man a Prat? in NME, 29 luglio 1977, pp. 12–13.
  12. ^ Blake, Mark. Is This the Real Life? – The Untold Story of Queen. Londra, Aurum, 2010, pag. 221, ISBN 978-1-84513-597-3
  13. ^ Sutcliffe, Phil. 1993, Happy and Glorious?, Q magazine.
  14. ^ Gunn, Jacky – Jenkins, Jim. Queen: As It Began. New York, Hyperion, 1992, pag. 122, ISBN 0-7868-8003-1
  15. ^ Blake, Mark. Is This the Real Life? – The Untold Story of Queen. Londra, Aurum, 2010, pag. 225, ISBN 978-1-84513-597-3
  16. ^ Purvis, Georg. Queen: Complete Works. Londra, Reynolds & Hearn, 2007, pag. 207, ISBN 978-1-905287-33-8
  17. ^ a b Sixty-five naked women were perched atop bicycles rented from Halford's Cycles and sent racing around Wimbledon Stadium
  18. ^ Dave Marsh, Queen: Jazz in Rolling Stone, 8 febbraio 1979. URL consultato il 10 ottobre 2011.
  19. ^ Power, Martin. Queen - la musica e lo stile, Arcana, Collana Picture Disc, 2013, pag. 56, ISBN 978-88-6231-306-3
  20. ^ Gunn, Jacky – Jenkins, Jim. Queen: As It Began. New York: Hyperion, 1992, pag. 119-120, ISBN 0-7868-8003-1
  21. ^ Blake, Mark. Is This the Real Life? – The Untold Story of Queen. Londra, Aurum, 2010, pag. 219-220, ISBN 978-1-84513-597-3