Ingegneria gestionale

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L'ingegneria gestionale è la branca dell'ingegneria che studia con approccio quantitativo l'organizzazione e i processi produttivi delle imprese, di qualsiasi genere, costruendo e applicando modelli per la soluzione dei loro problemi.

La genesi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo corso di laurea in ingegneria gestionale nacque all’Università della Calabria per intuizione del Professor Beniamino Andreatta, consigliere economico di Aldo Moro e primo rettore della stessa università, che aveva fatto personali interessanti esperienze a Bologna nell’insegnamento dell’economia agli ingegneri. Il secondo Corso di Laurea venne attivato presso l’Università di Udine ma la definitiva affermazione dell’Ingegneria gestionale si ebbe nel 1983 con l’impegno in questo segmento dell’insegnamento universitario, da parte del Politecnico di Milano. Allo sviluppo di questo settore contribuirono in modo rilevante anche sedi universitarie prestigiose come Padova, Pisa e Napoli – Federico II.

Le competenze[modifica | modifica wikitesto]

Dieci anni dopo circa l'esperienza viene ripetuta in altre sedi universitarie, compreso il Politecnico di Milano. A partire dal 1990, con il riordino degli studi di ingegneria, riceve l'attuale denominazione e si diffonde in molte altre città come Genova, Bari, Torino.

Sebbene l’Ingegneria Gestionale in quanto branca relativamente nuova dell’Ingegneria non sia universalmente strutturata in modo univoco, nella maggior parte delle Università essa nasce come un indirizzo economico-organizzativo di Ingegneria Meccanica. Ingegneria Gestionale in Italia nasce molto tempo dopo della creazione della facoltà che nel resto del mondo (ed in particolare negli Stati Uniti d'America, dove la facoltà è nata degli anni '30) si chiama "Industrial Engineering".

Prima del 1982, esisteva un indirizzo gestionale per il quarto e quinto anno di Ingegneria Meccanica e Elettronica.

Ingegneria gestionale non a caso condivide esami caratteristici di questi due corsi, e prevede una distinzione delle specializzazioni, in genere, in un percorso industriale e in uno informatico.

L'ingegnere gestionale, in tutti i casi, riceve una preparazione focalizzata alla specializzazione nel campo della gestione della produzione industriale, in particolare nella pianificazione e programmazione integrata delle risorse dell'impresa (e lo studio dei sistemi ERP). Parallelamente vengono impartiti corsi di gestione dei progetti (Project management), controllo statistico della qualità, economia, finanza e gestione aziendale, controllo di gestione, logistica e ricerca operativa per la modellazione di problemi tipici delle imprese.

Nella maggior parte degli atenei il corso di Ingegneria Gestionale è afferente alla Classe delle Lauree in Ingegneria Industriale in cui vengono impartiti corsi di impiantistica, energetica, automazione e tecnologie di fabbricazione manifatturiera. Altri atenei (es. Università La Sapienza) hanno deciso di strutturare il corso come una declinazione di Ingegneria Informatica, focalizzando la preparazione nei riguardi dell'ICT. Altri ancora hanno deciso di inserire indirizzi e specializzazioni più legate allo studio dell'economia, della finanza e del marketing (es. alcuni indirizzi del Politecnico di Milano).

In tutti i casi l’allievo possiede fondamenti di base dell'ingegneria comuni alle altre specializzazioni. Il profilo degli studi contiene una solida formazione matematica, forte di insegnamenti quali: corsi di Analisi matematica, Geometria, Fisica, Chimica, Calcolo delle probabilità, Statistica, Ricerca Operativa.

La facoltà di Ingegneria Gestionale di indirizzo Industriale, quella più diffusa in Italia, prevede, nel corso dell'intero Corso di Studio (triennale più magistrale), esami (alcuni dei quali non obbligatori in tutte le facoltà) comuni con Ingegneria Meccanica ed Ingegneria Informatico-Automatica: scienza delle costruzioni, fisica tecnica, macchine, tecnologia meccanica, elettrotecnica, impianti industriali, meccanica applicata, disegno tecnico industriale in comune con la prima; teoria dei sistemi, controlli automatici, basi di dati, sistemi informativi aziendali in comune con la seconda. Non di rado questi insegnamenti sono erogati all'interno di unico corso insieme a studenti di altre ingegnerie (stesse lezioni, programma, esame, modalità di valutazione).

Nell'ambito delle conoscenze economico-finanziarie, il futuro ingegnere riceve una formazione aggiuntiva rispetto agli altri ingegneri riguardante anche le aree della microeconomia, della macroeconomia e della gestione dei flussi finanziari delle imprese. Molto sviluppato è l'interesse verso le principali operazioni finanziarie di tipo Merger & Acquisition ed altre.

Per quanto attiene ai sistemi produttivi e logistici vengono approfondite le teorie sulla gestione della produzione (ad esempio la teoria giapponese del "Just in Time (JIT)"), sulla progettazione e l'esercizio degli impianti industriali, sulla progettazione e l'esercizio dei sistemi logistici, ovvero stoccaggio e trasporti.

Inoltre particolare attenzione è rivolta alla gestione delle informazioni aziendali mediante l'utilizzo dei sistemi informatici e le tecnologie di Business Intelligence.

Infine, nell'ambito della gestione di impresa vengono studiate materie riguardanti la gestione dell'innovazione, delle risorse umane, il ridisegno dei processi aziendali nonché solide basi riguardanti il posizionamento strategico e tattico dell'impresa.

In definitiva, l'ingegnere gestionale è una figura di raccordo tra il tecnico e il manager e, pertanto, riceve una formazione afferente a:

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema universitario italiano dedica alle tematiche dell'ingegneria gestionale un corso di laurea di primo livello, della durata di tre anni, conseguito il quale si può accedere a un corso di laurea magistrale di altri due anni.

Sbocchi professionali[modifica | modifica wikitesto]

Gli ambiti professionali tipici dell'ingegnere gestionale sono prevalentemente la progettazione e la gestione dei processi produttivi e dei sistemi logistici integrati; l'approvvigionamento dei materiali e le scelte di outsourcing; l'automazione dei sistemi di produzione; la scelta delle tecnologie e la loro integrazione; l'innovazione di prodotto e di servizio; la progettazione e la gestione dei flussi di informazioni e dei sistemi informativi integrati; la reingegnerizzazione dei processi intra e inter-organizzativi; la pianificazione; il controllo di gestione e l’analisi degli investimenti; la valutazione delle prestazioni individuali e collettive.

Gli sbocchi lavorativi afferiscono sia all'industria, che alle società di servizi, come il mondo della consulenza (strategica, organizzativa, informatica). Principalmente si riferiscono ad aziende private, ma non mancano occasioni nella pubblica amministrazione, ad esempio nella sanità.

L'ingegnere gestionale è una figura apprezzata anche per la sua flessibilità, perché è una professionalità spendibile in molte funzioni che si trovano in qualsiasi realtà industriale: marketing, logistica, produzione, acquisti, servizi informatici, risorse umane (per la mappatura di processi e procedure, la valutazione del personale, la riprogettazione del sistema soprattutto dal lato informatico).

Iscrizione all'albo degli ingegneri[modifica | modifica wikitesto]

In base al DPR 328/2001, la laurea in ingegneria gestionale consente l'iscrizione all'Ordine degli Ingegneri. I settori in cui possono iscriversi gli ingegneri gestionali sono quello "b" (industriale) e quello "c" (dell'informazione); tuttavia vi sono corsi di laurea triennale[1] che consentono l'iscrizione al settore "a" (civile) della sezione B dell'albo (quella riservata ai laureati triennali). Coloro invece che hanno superato l'esame di stato prima dell'entrata in vigore del DPR possono optare anche per l'iscrizione contemporanea a tutti e tre settori dell'albo.

Ingegneria gestionale e informatica[modifica | modifica wikitesto]

Volendo distinguere l'ingegnere gestionale dall'ingegnere informatico è possibile differenziarli a seconda delle fasi del ciclo di vita del software, in cui queste figure sono chiamate a intervenire, e della profondità di conoscenza dei linguaggi: l'ingegnere informatico è specializzato nella progettazione del software, mentre il gestionale di solito ne cura l'implementazione in ambito operativo.

È molto apprezzata la figura dell'ingegnere gestionale nella fase di customizzazione degli ERP.

Per quanto riguarda la capacità di programmazione, il corso prevede lo studio del linguaggio C o C++, SQL negli esami relativi ai database e di Java negli esami relativi a Fondamenti di Informatica, BPEL e AMPL relativo a Ricerca Operativa.

Il gestionale, assieme all'Ingegnere Informatico, può coprire la figura di analista funzionale, segue la specifica dei requisiti e la modellazione dei processi, ad esempio in linguaggio UML, e si interfaccia con gli sviluppatori di software.

Ingegneria gestionale ed economia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi di ingegneria gestionale e di economia presentano conoscenze e finalità solo in parte comuni.

Un ingegnere gestionale è forse più adatto a svolgere ruoli di management tecnico e di marketing industriale, ma è più impreparato rispetto ad un economista ad occuparsi in generale di management, in particolare a livello commerciale, contabile e amministrativo in generale. Anche nella pianificazione e controllo (budgeting, reporting) e nell'organizzazione aziendale generalmente è meno preparato di un economista, che affronta le tematiche con un maggior rigore sia nel corso triennale sia magistrale di laurea.

Ingegnere gestionale e laureato in economia inoltre sono considerati professionalmente non equipollenti. Infatti gli ingegneri gestionali possono iscriversi all'Albo degli ingegneri, mentre un laureato in economia può svolgere le libere professioni di dottore commercialista, revisore contabile, revisore dei costi, consulente finanziario e consulente del lavoro.

Sostanzialmente diversi sono i contenuti di matematica e statistica nelle due facoltà. Ad economia si frequentano tre annualità di statistica ed un esame di matematica generale e di matematica finanziaria, che comprende lo studio dell'analisi I e analisi II, ricerca operativa e ottimizzazione e calcolo computazionale di base. A questo seguono esami di matematica applicata all'economia e modelli matematico-statistici per l'economia, la finanza e la gestione e metodi quantitativi (anche se in genere si approfondiscono maggiormente nei corsi magistrali). Per questo motivo, oltre al fatto che non vengono studiati diversi esami di analisi economico-finanziaria, un ingegnere gestionale non ha la preparazione di un laureato in economia in ambiti relativi a mercati finanziari, mercati commerciali e più in generale nella finanza. Le conoscenze di statistica di un ingegnere gestionale sono teoricamente meno approfondite rispetto ai laureati in economia di settori molto tecnici (specialmente nell'ambito della probabilità, teoria dei giochi e econometria), in primo luogo di Economia finanziaria (sia da un punto di vista tecnico che giuridico-operativo), anche se l'ingegnere gestionale approfondisce questi argomenti in corsi come Gestione della qualità e Progettazione degli Esperimenti (DOE). Per quanto riguarda i contenuti matematici, ad ingegneria gestionale si studia in maniera complessa analisi matematica, geometria e algebra, ricerca operativa e ottimizzazione e fisica matematica.

L'ingegnere gestionale è "attento ai costi". Più di un economista è in grado di causalizzarne l'origine, possiede le conoscenze dei processi industriali e della gestione informatica della produzione per capire dove sorge l'inefficienza. Un ingegnere gestionale è teoricamente più idoneo ad occuparsi di problemi relativi all'aspetto logistico di un'azienda.

L'ingegnere gestionale ha una forte capacità di modellazione, che lo aiuta sia in questa fase di analisi, che nel proporre soluzioni migliorative. D'altro canto un laureato in economia è più abile nella pianificazione e controllo della gestione operativa all'interno dell'Azienda e nella collocazione di prodotti finanziari, servizi e immobilizzazioni sul mercato. Molto spesso queste due figure effettuano compiti di supporto reciproco per realizzare un progetto.

È bene precisare che un laureato in ingegneria gestionale ed un laureato in economia rappresentano due figure sostanzialmente diverse, con competenze talvolta anche simili, ma una forma mentis diversa.

Ambito industriale[modifica | modifica wikitesto]

La conoscenza di materiali metallici (acciai principalmente ma anche ghise, allumini e varie leghe) permette agli ingegneri gestionali di trovare impiego per tutti quei settori ove previste conoscenze tecnologiche, costruttive (proprie del pezzo finito), meccaniche ed economiche (proprie dei processi di tornitura, fresatura etc.) inerenti alla progettazione e la realizzazione di prodotti metallici.

Non minore importanza rivestono la componente logistica, le conoscenze di software gestionali, che unitamente svelano problematiche di quotidiana importanza in ambiti aziendali ad ampio raggio e le competenze in ambito strategico e manageriale che consentono alla figura dell'ingegnere gestionale di essere particolarmente apprezzata nel settore della consulenza manageriale (consulenza direzionale).

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Da alcuni anni Ingegneria Gestionale risulta, in base alle statistiche ISTAT, il corso di laurea che permette l'inserimento in assoluto più rapido nel mondo del lavoro. In base al rapporto ISTAT Università e Lavoro 2006, a tre anni dalla laurea l'88,6% dei laureati in Ingegneria Gestionale lavora in modo continuativo (il dato medio per Ingegneria è 81.6 %, mentre per Economia Aziendale è il 76.7 %).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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