Il gigante di ferro

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Il gigante di ferro
Gigante di ferro.JPG
Titolo originale The Iron Giant
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1999
Durata 83 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione, azione, fantascienza, avventura, commedia, drammatico
Regia Brad Bird, Jeffrey Lynch
Soggetto Ted Hughes
Sceneggiatura Brad Bird, Tim McCanlies
Casa di produzione Warner Bros.
Character design Tony Fucile, Lou Romano
Fotografia Steven Wilzbach
Montaggio Darren T. Holmes
Effetti speciali Carl Canga, Ray Aragon
Musiche Michael Kamen
Scenografia Mark Whiting
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
« Le anime non muoiono. »
(Hogarth, rivolto al Gigante)

Il gigante di ferro (The Iron Giant) è un film d'animazione prodotto dalla Warner Bros nel 1999 e diretto da Brad Bird.

Il cartone animato è tratto liberamente dal libro L'uomo di ferro (The Iron Man) del 1968, scritto da Ted Hughes, e narra le avventure di un bambino che scopre un robot gigante.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia è ambientata nel 1957, durante la guerra fredda, dopo il lancio dello Sputnik 1. Una strana e gigantesca figura atterra in mare nel corso di una tempesta, distruggendo la barca di un marinaio, unico testimone dell'accaduto. L'uomo, salvadosi, prova a raccontare quanto ha visto ma non viene creduto.

In una cittadella tranquilla Hogarth Hughes, un bambino di 9 anni, vive solo con la madre, Annie, che lavora in un bar, poiché il padre è morto in guerra. Una sera è rimasto a casa senza la madre, che rincasava tardi dal lavoro. Questa ha raccomandato a Hogarth di andare a letto presto, ma lui, mentre sta vedendo un film horror, si lamenta perché l'antenna tv va in tilt. Andando di fuori, scopre che l'antenna e il cortile di casa sono in parte devastati, e una strana pista si disperde nella foresta lì vicino. Hogarth decide di andare a scoprire chi o cosa ha creato quel disastro, seguendo le tracce degli alberi, che scopre essere spezzati. Arriva alla centrale elettrica del paese, dove dietro di lui compare una grande ombra: è un mastodontico robot, il gigante di ferro del titolo.

Hogarth cerca quindi di scappare, mentre il robot si sta dirigendo alla centrale. Proprio in quel momento, Annie ritorna a casa ma non lo trova e parte per andarlo a cercare. Intanto il gigante si ciba dei pali della luce e tenta di strappare i generatori, per mangiare anche quelli. Da essi però partono delle scariche elettriche e il gigante, colpito, viene sbalzato contro i cavi d'alta tensione, dove si impiglia e rischia di rimanere fulminato. Hogart, impietosito, interrompe la fuga e, raccolto quel poco di coraggio che ha, decide di salvarlo, spegnendo l'interruttore generale della centrale, e arrestando così l'elettricità. Dopo un breve "spegnimento", il gigante si riprende. Hogarth, spaventato, si dà alla fuga e lungo la strada incontra sua madre. Racconta a questa l'accaduto, ma non viene creduto e i due ritornano a casa, mentre il ragazzo scorge in lontananza la figura del gigante.

Nel frattempo, in seguito ai vari avvistamenti, il governo Statunitense sospetta che ci sia un "mostro" nella città dove abita Hogarth. Un ispettore speciale governativo, Kent Mansley, viene inviato nella cittadella e, anche se inizialmente scettico, comincia poi a credere che nel paese accada davvero qualcosa di particolare e decide di investigare a fondo.

Il giorno dopo Hogarth decise di ritornare nella foresta per sfamare il gigante con un pezzo di ferro e fargli così una fotografia, provando in questo modo la sua esistenza. Dopo una lunga attesa, il gigante si presenta a lui prendendolo di sorpresa ma, grato per il gesto di salvataggio del giorno prima, diventa amico di Hogarth. Egli insegna al gigante, man mano, tutta la lingua degli uomini. In realtà, il robot è un'arma aliena, ma Hogarth nota il segno di una botta sulla testa del gigante di ferro, probabilmente avvenuta durante la sua caduta sulla terra facendogli così perdere la memoria rendendolo apparentemente innocuo.

Seguono una serie di vicende in cui l'androide inizialmente crea qualche danno, come far deragliare un treno per sbaglio[1], diventa sempre più amico di Hogarth, che lega con il robot e gli insegna varie cose. Il rapporto con il bambino farà, poco alla volta, emergere una personalità umana e amichevole nel cuore metallico del gigante di ferro. Complice del protagonista nel nascondere l'esistenza del robot è Dean McCoppin, un rottamaio che crea opere d'arte da vecchi pezzi di metallo, conosciuto da Hogarth all'inizio del film, nel bar della madre. Esso viene a conoscenza dell'esistenza del gigante, in quanto Hogarth porta l'androide nella sua officina per sfamarlo col metallo lì presente e, quando Dean li scopre, Hogarth gli chiede se può nascondere il gigante lì, e lui malvolentieri accetta. I due, così, si divertono, cercando di badare al robot.

Intanto Mansley, sempre più convinto e preso nelle sue indagini, continua ad investigare e scopre sempre più particolari sul gigante, prendendo anche residenza proprio nella casa di Hogarth, avendo Annie messo in affitto una camera per guadagnare un po' di soldi in più. Mansley si trasferisce lì perché comincia a sospettare qualcosa sul ragazzino.

Alla fine il robot viene scoperto dall'ispettore Mansley, che riesce ad incastrare Hogarth, estorcendogli la posizione del gigante con la minaccia di allontanarlo dalla madre, e convince il generale delle forze armate a radunare parte dell'esercito, per catturare il robot. Tuttavia il suo piano fallisce, in quanto il gigante viene sì ritrovato, ma fortunatamente travestito da imponente opera cubista da Dean, grazie ad un piano ideato insieme al protagonista che era sfuggito alla sorveglianza di Mansley. L'agente viene così licenziato in tronco dal generale, e si appresta a ritirarsi dalla cittadella, insieme alle forze armate.

Più tardi, mentre Hogarth e il robot giocano, avviene uno strano incidente: Hogarth punta una pistola giocattolo contro il robot, che assume un'espressione totalmente seria e per un attimo carica le sue armi reali, sparando qualche colpo, e non colpendo il protagonista per un soffio. Dean assiste a ciò e, spaventato, caccia via il robot, che offeso, fugge verso la città. Hogarth decide di inseguirlo, per calmarlo. Dean capisce poi che il robot ha solo cercato di difendersi "dall'attacco" della pistola di Hogarth e raggiunge il ragazzino, per ritrovare il gigante.

In città, dove due ragazzi lo stanno osservando da un balcone, viene avvistato il gigante in lontananza. I due ragazzi, però, cascano e si aggrappano malamente a un appiglio, mentre stanno per cadere. Il robot sente le loro grida e interviene, salvandoli prima che tocchino terra. Hogarth e Dean raggiungono poi il gigante e il ragazzino si riunisce col suo amico.

Sfortunatamente il convoglio di militari, che si stava ritirando, sotto allarme di Mansley, si accorge del gigante, e riceve l'ordine dal generale di attaccarlo, spaventato dalla creatura. Il robot con Hogarth, allora, scappa fuori città e viene inseguito dalla varie forze armate, messe in avvertimento e schierate più che mai. Intanto anche la madre di Hogath arriva sul luogo dell'avvistamento. Il gigante e Hogarth, durante l'inseguimento, cadono da un burrone, ma il robot si rivela capace anche di volare e spicca il volo, grazie a dei reattori posti ai piedi. Viene però intercettato da tre aerei militari caccia, che riescono a colpirlo più volte. Il gigante così perde il controllo, precipitando e schiantandosi. Nella caduta sembra che Hogarth muoia.

Questo sconvolge il gigante: esso riprende la memoria di essere un'arma, si trasforma in una versione mostruosa e potentissima di se e inizia la distruzione dei carri armati, attaccando i militari. Mansley e il generale comprendono che le armi sono troppo inefficaci e l'unico modo per distruggere il gigante è un'arma nucleare; sparata da un lì vicino Nautilus, armato con missili atomici, a cui forniscono le coordinate del gigante.

Intanto Hogarth viene raggiunto dalla madre e Dean e si riprende, in quanto era solo svenuto. Questi decidono di tornare in città e di portarlo in ospedale, ma vengono bloccati dalle forze armate, non possono avvicinarsi troppo alla città evacuata, resa pericolosa dalla presenza del gigante. Hogarth riesce però a svincolare nella cittadella e, raggiunto il gigante, si frappone tra lui e le navi dell'esercito, che stava per attaccare. Il ragazzino tenta di fare ragionare l'androide. Il gigante ritorna in se' alla vista dell'amico, disattivando il proprio armamento.

Nel frattempo Annie e Dean stanno convincendo il generale a non attaccare più il gigante, in quanto esso è in realtà buono e reagisce solo se attaccato. Il generale viene convinto, non dando più ascolto alle accuse di Mansley, e non appena vede il robot tranquillo con in mano il ragazzino, decide di cessare l'attacco. In un raptus di follia, però, l'ispettore Mansley strappa di mano il telefono da guerra al generale e ordina al sottomarino di lanciare il missile, che viene quindi sparato. Puntando il missile verso la posizione attuale del gigante, che è in mezzo alla città, esso è perciò destinato a schiantarsi sulla cittadella e ad uccidere tutti i presenti. Mansley viene arrestato dal generale, ma alla tragedia imminente non si può più porre apparentemente rimedio. Il gigante, tuttavia, dimostra tutto il suo altruismo: dopo aver salutato per l'ultima volta Hogarth si lancia nel cielo stellato, colpendo il missile e facendosi esplodere nella stratosfera.

Qualche mese dopo, Annie e Dean si fidanzano e quest'ultimo realizza una statua raffigurante il Gigante per ricordare lui e il suo altruismo che salvò la città. Il generale fa recapitare un pacco al ragazzo, che contiene l'unico frammento del robot ritrovato: una sua vite. Quella notte stessa, il frammento si illumina, e comincia a muoversi da solo. Il ragazzo capisce che il robot è ancora vivo e lo lascia andare. Il film si conclude nel ghiacciaio Langjökull in Islanda: tutti i pezzi si stanno riunendo e il robot sta per ritornare intero, riparandosi da solo. Proprio alla fine apre gli occhi e sorride, contento di essere stato un eroe e non un'arma.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • 2000 - Golden Reel Award
    • Miglior montaggio sonoro in un film d'animazione
    • Nomination Miglior montaggio sonoro (Colonna sonora)
  • 2000 - Young Artist Awards
    • Miglior attore giovane in un film d'animazione cinema o televisivo a Eli Marienthal
    • Nomination Miglior film d'animazione per la famiglia

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il cognome del protagonista è un omaggio a Ted Hughes, colui che ha scritto il libro da cui il film animato è tratto.
  • Il film originalmente sarebbe dovuto essere un musical.
  • Una parodia di questo film è apparsa nella serie a cartoni animati Futurama, nell'episodio intitolato Il gioco del se fossi. In questa rivisitazione è Bender a interpretare il gigante (chiedendo alla macchina del se fossi: "Cosa sarebbe se fossi alto 80 metri?"), mentre un timido Fry impersona Hogarth.
  • Nella scena in cui Hogarth è a casa a guardare la televisione si può notare che sta guardando il film horror del 1958 del regista Arthur Crabtree "Fiend Without a Face".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Distruggendosi in parte nell'incidente, ma riuscendo a riunire i componenti e riassemblandosi da solo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]