Gianpiero D'Alia
| Giampiero D'Alia | |
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| Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno | |
| Durata mandato | 23 aprile 2005 – 17 maggio 2006 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Carlo Taormina |
| Successore | Ettore Rosato |
| on. Gianpiero D'Alia | |
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| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Messina |
| Data nascita | 22 settembre 1966 |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | Avvocato cassazionista |
| Partito | UDC |
| Legislatura | XIV, XV |
| Gruppo | UDC |
| Coalizione | Casa delle Libertà |
| Circoscrizione | XXV Sicilia 2 (XV) |
| Collegio | Messina Mata e Grifone (XIV) |
| sen. Gianpiero D'Alia | |
|---|---|
| Parlamento italiano Senato della Repubblica |
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| Partito | UDC |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo | UDC-SVP-Aut |
| Coalizione | Unione di Centro (2008) |
| Circoscrizione | XXV (Sicilia) |
| Incarichi parlamentari | |
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Presidente del gruppo UDC-SVP-Aut, Membro della Giunta delle elezioni e immunità parlamentari, Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia), Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere |
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Gianpiero D'Alia (Messina, 22 settembre 1966) è un politico italiano.
Indice |
[modifica] Carriera politica
Figlio di Salvatore D'Alia, deputato della Democrazia Cristiana e poi del Centro Cristiano Democratico tra il 1987 e il 2001[1], Gianpiero D'Alia è eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 2001 in virtù di una candidatura nel collegio maggioritario Messina Mata e Grifone, in collegamento con la lista civetta Abolizione dello scorporo, durante il mandato è stato segretario del Comitato per la legislazione e della Giunta per le elezioni e componente di:
- Commissione Affari costituzionali;
- Commissione Antimafia;
- Commissione Esami di disegni di legge di conversione di decreti-legge;
- Comitato per la legislazione;
- Consiglio di Giurisdizione.
Nel governo Berlusconi III è stato Sottosegretario di Stato all'Interno, espresso dall'UDC.
Riconfermato alla Camera nella legislatura successiva in virtù di una candidatura nella lista dell'UDC per la circoscrizione Sicilia 2, è stato componente di:
- Commissione Affari costituzionali;
- Commissione Personale;
- Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato.
Nelle Elezioni Politiche del 2008 viene eletto al Senato della Repubblica. Diventa qui presidente del gruppo parlamentare Gruppo UDC, SVP e Autonomie, al Senato: a questo gruppo hanno aderito anche i Senatori a vita Giulio Andreotti, Emilio Colombo e Francesco Cossiga.
È attualmente membro, all'interno del Senato, di:
- Giunta per il Regolamento;
- Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari;
- 2ª Commissione permanente (Giustizia);
- Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa;
- Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere;
È stato inoltre membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (2008-09)
[modifica] Attività parlamentare
Secondo il sito OpenParlamento, che supervisiona le attività di deputati e senatori, al 27 maggio 2011 Gianpiero D'Alia è il senatore con il tasso di produttività più alto, pari a 1179,48. Il senatore D'Alia è il più produttivo di 322 senatori, come il collega Antonio Borghesi alla Camera dei Deputati. Nonostante l'intensa attività, Gianpiero D'Alia presenta un tasso di assenteismo relativamente alto, pari cioè al 42,14%, ciò significa che D'Alia, su 5264 sedute del Senato ha preso parte solo a poco più della metà di esse.[2].
[modifica] La proposta di legge contro l'apologia di reato a mezzo internet
Il 5 febbraio 2009, durante la seduta n. 143 del Senato della Repubblica, l'On. Gianpiero D'Alia ha promosso e ottenuto l'inserimento di un emendamento (Art. 50-bis, poi art. 60) nel disegno di legge 733 (cosiddetto "Decreto Sicurezza") da presentare alla Camera, nel quale si sancisce la "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".[3]
Secondo D'Alia, in caso di apologia o istigazione a delinquere a mezzo internet,
| « in presenza di questi contenuti il ministero diffiderà il gestore, e questi avrà due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare questi contenuti oppure non ottemperare. Se non ottempera diventa complice di chi inneggia a Provenzano e Riina e quindi è giusto che venga oscurato[4]. » |
L'iniziativa ha suscitato aspre critiche dal mondo dei blogger italiani, tra cui Beppe Grillo[5], oltre che delle aziende legate alla rete, tra cui quelle di Marco Pancini, responsabile per le relazioni istituzionali di Google in Italia[6].
Pochi giorni dopo l'introduzione dell'emendamento D'Alia nel disegno di legge "decreto Sicurezza", il deputato del Pdl Roberto Cassinelli, già autore di diverse iniziative parlamentari in materia di rete, ha annunciato sul proprio blog la presentazione di un "controemendamento" che modificasse il testo del senatore D'Alia. Esso, secondo Cassinelli, "mette a rischio la libertà della rete"[7]. Il "controemendamento" di Cassinelli, come lui stesso ha annunciato sul proprio blog[8], è stato approvato dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia nella notte del 29 aprile, e l'articolo 60 introdotto dall'emendamento D'Alia è stato, quindi, abrogato[9].
Dopo la diffusione su molti siti e blog di una notizia relativa all'approvazione del pacchetto sicurezza e del "collegato" emendamento D'Alia, notizia diffusa e poi smentita dallo stesso Marco Travaglio in un errata corrige[10], D’Alia ha voluto spiegare in un videomessaggio la sua posizione in merito, dicendosi contrario alla censura.
[modifica] Note
- ^ La corsa dei figli d'arte tra nepotismo e potere
- ^ [1]
- ^ Il testo dell'Emendamento D'Alia
- ^ L'Espresso, Il governo contro Internet
- ^ http://www.beppegrillo.it/2009/02/il_merda_wall_c.html
- ^ La Repubblica, Google Italia e l’emendamento D’Alia: “Una legge ad Aziendam che colpisce la libertà”
- ^ Roberto Cassinelli. L'emendamento D'Alia mette a rischio la libertà della rete. 17 febbraio 2009. URL consultato il 28-2-2009.
- ^ Roberto Cassinelli. L'emendamento D'Alia non esiste più. 29 aprile 2009. URL consultato il 29-4-2009.
- ^ Guido Scorza. La Rete ha vinto e resta libera. Punto Informatico, 29 aprile 2009. URL consultato il 29-4-2009.
- ^ Errata corrige Marco Travaglio: http://www.antoniodipietro.com/2010/06/ore_14_passaparola_di_lunedi_7.html
[modifica] Collegamenti esterni
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| Predecessore: | Capogruppo dell'Unione di Centro al Senato della Repubblica | Successore: |
|---|---|---|
| Francesco D'Onofrio | 12 maggio 2008 | in carica |
- Politici italiani del XX secolo
- Politici italiani del XXI secolo
- Nati nel 1966
- Nati il 22 settembre
- Politici dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro
- Deputati della XIV Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della XV Legislatura della Repubblica Italiana
- Senatori della XVI Legislatura della Repubblica Italiana