Battaglia di Zanzur

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La battaglia di Zanzur
Data 8 giugno 1912
Luogo Janzour, Libia
Esito vittoria tattica italiana
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
32.494 soldati 14.000 turchi e arabi[1]
Perdite
320 morti 1.003 morti[1]
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La battaglia di Zanzur, nota anche come battaglia di Sidi Abdul Jalil (arabo: معركة سيدي عبد الجليل) è avvenuta vicino il piccolo centro di Janzour l'8 giugno 1912 tra i reparti del Regio Esercito, impegnati nell'occupazione della Libia ottomana, e le truppe regolari dell'esercito ottomano coadiuvate da numerosi guerriglieri arabi che vi si erano trincerate.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi guerra italo turca.

Nel settembre 1911 il regno d'Italia aveva dichiarato guerra al traballante Impero Ottomano per strappargli le province nordafricane della Cirenaica e della Tripolitania e risolvere così alcuni problemi interni. Gli sbarchi riuscirono senza intoppi ma le avanzate in profondità e il controllo del territorio si rivelarono obiettivi più ardui del previsto; inoltre la popolazione locale si schierò a fianco delle modeste truppe ottomane della regione, a dispetto delle previsioni italiane. Le unità turche si concentrarono attorno le postazioni italiane, arroccate attorno le principali città costiere, e lanciarono diversi contrattacchi con il supporto di irregolari arabi: tuttavia queste offensive non ottenero che marginali risultati. Gli ufficiali ottomani optarono allora per condurre una guerra di logorìo evitando scontri campali; in quest'ottica elementi turco-arabi si trincerarono nel settore di Zanzur, paese a ovest di Tripoli, organizzando azioni di disturbo contro le linee italiane.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

L'8 giugno 1912 la 1ª divisione al comando del generale Guglielmo Pecori Giraldi mossero verso ovest per eliminare questa minaccia: la 1ª brigata "Giardina" (6º Reggimento fanteria "Aosta" e dal 40º reggimento fanteria) si diresse verso il mare supportata da una compagnia della Guardia di Finanza e da due batterie da montagna; la 2ª brigata "Rainaldi" (82º Reggimento fanteria "Torino" e 84º Reggimento fanteria "Venezia" con tre batterie da campagna operò lungo la carovaniera Tripoli-Zanzur. All'azione parteciparono anche le truppe della brigata "Montuori" con alcuni battaglioni del 50º, 63º e 93º reggimenti fanteria e una batteria da montagna, mentre fu tenuta in riserva la brigata di cavalleria composta dal reggimento Lancieri di Firenze e dal reggimento misto dei Cavalleggeri Lodi e Guide, due battaglioni del 37º reggimento fanteria, il 5º battaglione eritreo, una batteria da montagna e servizi di retrovia. Le truppe, appoggiate dal mare dall'incrociatore corazzato Carlo Alberto, dall'incrociatore ausiliario Città di Siracusa e la Ardea, attaccarono le opere difensive arabo-turche intorno a Zanzur, costituite da sistemi di trinceramento profondi su più ordini forniti di ricoveri blindati.[senza fonte]

I particolari del combattimento furono forniti telegraficamente dal generale Caneva:[2]

Alle ore 3,30 la divisione Camerana usciva dalle trincee di Gargaresch su due colonne: la prima, costituita dalla brigata Giardina (6º e 40º regg. Fant.), da una compagnia di guardie di finanza e da due batterie da montagna, procedeva verso il mare; la seconda, costituita dalla brigata Rainaldi (82º e 84º reggimento fanteria) e da tre batterie da campagna, procedeva a sinistra della carovaniera Tripoli-Zanzur.

Alle ore cinque la colonna Giardina veniva a contatto con il nemico appostato lungo trincee profonde delle quali alcune ancora coperte. Mercè la cooperazione validissima dell'artiglieria, la fanteria in colonna con slancio magnifico conquistava con la baionetta le linee successive dei trinceramenti che vennero trovati pieni di cadaveri nemici, ed alle 7,30 si impadroniva con furioso assalto della posizione di Sidi-Abd-el-Gilii.

La brigata Rainaldi frattanto avanzava contro una lunga e dominante trincea avversaria battuta senza tregua dall'artiglieria, e con un fiero assalto alla baionetta, cui presero parte anche nuclei del 6º reggimento fanteria appartenenti alla brigata Giardina, si impadroniva di questa linea principale di difesa nemica. Accanito fu il combattimento, e nella trincea furono trovati moltissimi cadaveri turco-arabi.

Alle 7,30 altre forze avversarie accorrenti da sud e che andavano man mano aumentando sino a raggiungere un complessivo di varie migliaia di uomini, tentarono un violento attacco contro Gargaresch e contro l'ala sinistra della divisione Camerana. All'azione, sostenuta in principio dalla brigata di cavalleria e dal battaglione di ascari eritrei, concorsero tosto un battaglione del 37º reggimento fanteria e la batteria da montagna della riserva e, con tiro molto preciso ed efficace, la batteria da 149 e da 75 del campo di Gargaresch, mentre da Bu-Meliana veniva lanciata sul fianco e sul rovescio dell'avversario la brigata Montuori.

Alle ore 12 il nemico ripiegava su tutta la linea, meno che sul margine est dell'oasi di Zanzur dove si teneva fermo con numerose forze costituite in prevalenza da reparti di regolari turchi. La brigata Rainaldi allora con le batterie riprendeva decisamente l'offensiva e scacciava il nemico dalle sue posizioni e lo inseguiva per più chilometri. Alle 12,45 l'avversario era dappertutto in piena e completa rotta.

Verso le 16 però cominciarono ad apparire altri grossi nuclei provenienti forse da Fonduk- Ben-Cascir: ma furono fermati, attaccati e dispersi dalla brigata Montuori con il valido concorso della brigata di cavalleria. Alle ore 17 l'azione terminava definitivamente su tutti i punti.

La brigata Giardina, rafforzatasi rapidamente nella posizione valorosamente conquistata, vi rimase di presidio per mantenere l'assoluto dominio dell'oasi di Zanzur. La brigata Rainaldi invece e le altre truppe sono rientrate nei rispettivi alloggiamenti.

Le perdite nemiche sono state calcolate, in base ai cadaveri ritrovati dalle nostre truppe, ad oltre mille morti. Il numero dei feriti non è conosciuto, ma, tenuto conto della grande quantità di cadaveri abbandonati sul terreno, si deve certamente ritenere ingente. Le perdite nostre sono morti: un ufficiale, 19 uomini di truppa e 10 ascari; feriti: otto ufficiali, 182 uomini di truppa e 70 ascari.

Operato il rastrellamento del territorio a cura della brigata di cavalleria l'oasi fu occupata stabilmente. A seguito dell’azione dell'8 giugno furono concesse alcune decorazioni al Valore Militare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b 30 Sep 1912 - TURCO-ITALIAN WAR. THE BATTLE OF ZANZUR. OVER 1
  2. ^ L’Italia a Tripoli – Storia degli Avvenimenti della Guerra Italo-Turca pag. 498 - Società Editoriale Milanese – Milano

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]