Alleggerimento quantitativo

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Con alleggerimento quantitativo o facilitazione quantitativa si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.

In caso di ricorso ad alleggerimento quantitativo, la banca centrale acquista, per una predeterminata e annunciata quantità di denaro, attività finanziarie dalle banche del sistema (azioni o titoli, anche tossici), con effetti positivi sulla struttura di bilancio di queste ultime. Convenzionalmente, invece, il controllo della base monetaria avviene con la vendita o acquisto di titoli governativi, in apposite aste.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La Banca centrale può ricorrere all'alleggerimento quantitativo per il salvataggio di un istituto di credito, per eliminare dal mercato e dai bilanci delle banche "titoli tossici" con elevati gradi di rischio o con bassa remunerazione, per fornire liquidità al sistema quando le banche non si prestano denaro e famiglie e imprese subiscono una stretta creditizia. È da dire che il sistema delle banche è un sottosistema economico, e fornire liquidità alle banche non significa fornirla al sistema economico in generale (imprese, famiglie, ecc.), in quanto le banche potrebbero scegliere di non utilizzare la liquidità ma di depositarla, invece, presso la banca centrale stessa e godere di un tasso di interesse molto poco remunerativo, ma privo di rischi. L'intervento della Banca centrale può essere diretto anche all'acquisto di titoli di stato con l'obiettivo di ridurre i costi di indebitamento dello stato. L'intervento sul mercato dei titoli dovrebbe provocare un rialzo della domanda e quindi un incremento del prezzo, con conseguente riduzione del rendimento.[1] Se il rendimento dei titoli pubblici è agganciato a quello dei tassi d'interesse bancari (come negli USA per i Treasury bond a lunga scadenza), provoca un abbassamento anche di questi ultimi.)

Questa politica monetaria molto pervasiva, e caratterizzata da possibili effetti collaterali (vedasi iperinflazione), è stata utilizzata dalla Bank of Japan (la banca centrale giapponese) per contrastare la deflazione che colpì il paese nipponico a cavallo tra gli anni novanta e gli anni duemila[2]. Il 4 aprile 2013 la Banca del Giappone ha annunciato di voler incrementare il suo programma di acquisto di titoli di 1.4 trillioni di US$ in due anni. La banca spera con ciò di far passare il Paese da una situazione di deflazione ad una d'inflazione, contando di non superare il 2% d'inflazione. L'ammontare degli acquisti è così ampio che ci si attende di dover raddoppiare la fornitura di moneta. [3] Questa politica va sotto il nome di Abenomics, un neologismo composto dal termine inglese economics e dal cognome dell'attuale Primo Ministro giapponese, Shinzō Abe.

Negli anni 2000, durante la crisi finanziaria e la successiva crisi economica mondiale, hanno fatto ricorso a tale politica la Federal Reserve, la Bank of England e la Banca Centrale Europea.[2] In particolare sia la banca centrale britannica che la Riserva Federale statunitense iniziarono nel marzo 2009 le rispettive manovre di quantitative easing[2][4][5].

La BCE, invece, al fine di perseguire il suo primario obiettivo statutario (stabilità dei prezzi e tasso di inflazione non superiore al 2%), inizialmente decise di non ricorrere a operazioni di quantitative easing[6][7][8], limitandosi ad acquisti minimi di attività finanziarie (soprattutto bond), sostenuti attraverso aste di liquidità e non attraverso l'emissione di nuova moneta.[9]

Tuttavia, dal dicembre 2011, anche la BCE ha iniziato a effettuare operazioni di rifinanziamento a lungo termine, cosiddette "LTRO".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La ricetta Usa che genera posti di lavoro - micromega-online - micromega
  2. ^ a b c Fed to spend $1tn on quantitative easing | Business | guardian.co.uk
  3. ^ (EN) Heather Stewart, Japan aims to jump-start economy with $1.4tn of quantitative easing, The Guardian, 4 aprile 2013.
  4. ^ Bank of England cuts rates to 0.5% and starts quantitative easing
  5. ^ E la Bank of England inizia a stampare sterline
  6. ^ lavoce.info http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002491.html
  7. ^ Per l’Ennesima Volta, La Bce Non fa Quantitative Easing (per ora..). Ecco il meccanismo con cui compra anche i nostri BTP.
  8. ^ Il quantitative easing è l'anello mancante della Bce
  9. ^ Comincia il Quantitative Easing Europeo.(a botte di 20 miliardi alla Settimana..Massimo..per ora...)
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