Titolo tossico
In finanza con il termine titolo tossico si intende un titolo di credito derivato dalla cartolarizzazione dei mutui e prestiti subprime e venduto dalle banche ai propri clienti (spesso come fondi di investimento) come obbligazioni a basso rischio finanziario, ma rivelatisi di scarsa qualità o dal valore completamente azzerato a causa dalla sottostima del rischio a cui esponevano questi strumenti finanziari, da parte degli operatori e delle agenzie di valutazione (cosiddette agenzie di rating).
Sono i protagonisti dell'attuale crisi finanziaria mondiale, la cui data d'inizio si può generalmente far risalire al fallimento della banca d'affari Lehman Brothers.
[modifica] Descrizione
Il significato del termine tossico in finanza è in via di evoluzione, in quanto se agli albori della crisi subprime, nell'autunno del 2007, un titolo tossico era identificato come il bond di una cartolarizzazione con una struttura eccessivamente complessa, talmente complicata, opaca e carente di informazioni pubbliche da renderne la valutazione difficile e incerta, oggi a causa di una diffusa crisi di fiducia nel mercato e per paura di deprezzamenti per titolo tossico si è passati ad indicare qualsiasi cartolarizzazione, anche se garantita da asset di prima qualità. I prezzi sul mercato secondario dei prodotti strutturati e cartolarizzati sono crollati, avvalorando la tesi di una tossicità dilagante. Le vendite hanno travolto qualsiasi bond poco liquido, difficilmente rivendibile a un prezzo equo: da illiquido a tossico il passo è stato breve. [1]