Ventimila leghe sotto i mari

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Ventimila leghe sotto i mari
Titolo originaleVingt mille lieues sous les mers: Tour du monde sous-marin
Altri titoliVentimila leghe sotto i mari
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La seconda di copertina di Ventimila leghe sotto i mari.
AutoreJules Verne
1ª ed. originale1869-1870
1ª ed. italiana1873
Genereromanzo
Sottogenerefantascienza (romanzo scientifico)
Lingua originalefrancese
Ambientazionemarittima, successivo alla guerra di secessione
SerieTrilogia del capitano Nemo
Preceduto daI figli del capitano Grant
Seguito daL'isola misteriosa

Ventimila leghe sotto i mari (titolo orig. francese: Vingt mille lieues sous les mers: Tour du monde sous-marin) è un classico romanzo fantascientifico e d'avventure, uno dei più celebri tra quelli scritti dallo scrittore francese Jules Verne (1828-1905). Il romanzo uscì prima serializzato, dal marzo 1869 al giugno 1870, sulla rivista quindicinale di Pierre-Jules Hetzel, il Magasin d'éducation et de récréation; poi Hetzel pubblicò, nel novembre 1871, un'edizione deluxe in ottavo, contenente 111 illustrazioni di Alphonse de Neuville e Edouard Riou. La descrizione accurata del sottomarino del capitano Nemo, il Nautilus, precorre il suo tempo, anticipando con straordinaria precisione varie caratteristiche dei sottomarini odierni, se comparate alle primitive navi degli anni Sessanta del XIX secolo. L'ispirazione gli venne dall'osservazione del sottomarino Plongeur, che figurava all'Esposizione Universale di Parigi del 1867, che Verne ebbe modo di esaminare.

L'opera costituisce il secondo capitolo di una trilogia del mare che inizia con I figli del capitano Grant e si conclude con L'isola misteriosa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«L'anno 1866 fu caratterizzato da uno strano avvenimento, un fenomeno inesplicato e inesplicabile, che nessuno ha certamente dimenticato. Senza parlare delle voci che agitavano le popolazioni delle città marittime e sovreccitavano lo spirito pubblico di tutti i continenti, tutta la gente di mare n'era particolarmente commossa. Mercanti, armatori, capitani di navigli, piloti di Europa e d'America, ufficiali delle Marine da guerra di tutti i Paesi e, finalmente, i governi di molti Stati nei due continenti, se ne preoccuparono vivamente.

Che cosa era successo? Da qualche tempo, parecchie navi avevano incontrato in alto mare una « cosa enorme », una strana cosa, lunga, fusiforme, talvolta fosforescente, infinitamente più grande e più veloce di una balena.»

(incipit del romanzo, dall'edizione Principato, 1951)
Il frontespizio con il titolo del libro

La storia è ambientata nel periodo immediatamente successivo alla guerra di secessione e segue le avventure dei protagonisti a bordo del sottomarino Nautilus, costruito in segreto dal suo enigmatico comandante, Capitano Nemo.

Un misterioso mostro marino affonda le navi che incontra lungo il suo percorso. Le testimonianze dei pochi superstiti sopravvissuti a questi incidenti raccontano di grandi riflessi fluorescenti e di una massa capace di muoversi a velocità prodigiosa e sbuffare colonne d'acqua a grandi altezze. Il Professor Pierre Aronnax, celebre naturalista del Museo di Storia Naturale di Parigi famoso per aver pubblicato un'opera sulla vita sottomarina, viene chiamato a prendere parte alla spedizione incaricata di liberare definitivamente i mari dal mostro. Assieme al suo fedele cameriere Conseil (Consiglio, in italiano) si imbarca sull'Abraham Lincoln, la fregata allestita dalla Marina degli Stati Uniti per l'impresa. A bordo faranno la conoscenza del valente fiociniere canadese Ned Land.

Dopo molti mesi di navigazione infruttuosa, durante i quali il comandante Farragut pensa addirittura di abbandonare l'impresa, l'Abraham Lincoln incrocia finalmente il famigerato mostro nelle acque del Giappone. Dopo un inseguimento, durante il quale l'animale dà prova di una velocità strabiliante, l'equipaggio della fregata tenta di arpionarlo, senza successo. I cannonieri allora aprono il fuoco, ma i proiettili rimbalzano sul suo dorso, lasciandolo illeso. Attaccato, il mostro si difende puntando la Lincoln e speronandola, spezzandole il timone e la barra. La fregata è resa di fatto ingovernabile e va alla deriva.

Durante l'urto, Aronnax e Conseil finiscono in mare, restando parecchie ore in balia delle onde, immersi nella nebbia. Quando ormai la morte sembra sopraggiungere, sentono la voce di Ned Land: anche lui è stato scaraventato in mare e chiede aiuto; seguendo l'eco delle sue urla, Aronnax e Conseil lo raggiungono. Il fiociniere è in piedi sopra quella che sembra un'isola galleggiante. Una volta diradata la nebbia, i tre naufraghi capiscono che l'"isola" altro non è che il "mostro", e che questo è in realtà una nave sottomarina. Aronnax, Conseil e Ned Land vengono scoperti dall'equipaggio del mezzo, portati al suo interno ed imprigionati.

Una volta a bordo si troveranno al cospetto del comandante del "Nautilus" (questo il nome del sottomarino), ovvero il misterioso Capitano Nemo.

Ha inizio quindi un lungo viaggio pieno di imprevisti e avventure che permette a Jules Verne di realizzare descrizioni epiche e ricche di fascino. I tre protagonisti partecipano ad una battuta di caccia, o meglio, ad un'escursione nelle foreste sottomarine di Crespo, nel Pacifico, indossando speciali scafandri, abbattendo durante l'escursione una foca con un colpo di uno speciale fucile elettrico, inventato dal Capitano Nemo. Arrivati nell'arcipelago asiatico-oceanico, sfuggono ad una tribù di selvaggi antropofagi. Proseguendo fino ai mari indiani, compiono un'altra escursione sottomarina durante la quale fanno visita ad una perla gigante, custodita in un'ostrica altrettanto grande dal Capitano Nemo; quest'ultimo, aiutato da Ned Land, salva un giovane pescatore di perle da uno squalo, usando un coltello. Il Nautilus supera il Canale di Suez prima della sua apertura ufficiale, attraversando in immersione un tunnel scoperto dal Capitano Nemo, per poi giungere nel Mediterraneo.

A differenza di Aronnax e Conseil, Ned Land non è interessato alle scoperte scientifiche, ma pianifica una fuga notturna durante il tragitto nell'Atlantico. Tuttavia, al momento stabilito, il Capitano Nemo incrocia Aronnax, impedendo l'attuazione della fuga. Insieme escono con gli scafandri per un'escursione. Il Capitano Nemo mostra così al professore i resti sprofondati del continente di Atlantide.

Il Nautilus prosegue il suo viaggio fino ad arrivare al Polo Sud, dove per poco non rimane incagliato nel ghiaccio. Mentre fa ritorno a Nord, il sottomarino viene assediato da Calamari giganti dove morirà un membro dell'equipaggio e poi salva delle Balene da un attacco di Capodogli, usando lo stesso Nautilus come arma.

Il Capitano Nemo è un uomo geniale, ma allo stesso tempo oscuro e misterioso. Afferma di aver rinunciato alla società degli uomini e di aver tagliato qualsiasi legame con la terraferma. Lo si vede però aiutare gli autonomisti greci donando loro i tesori da lui trovati sul fondo del mare. Mostra inoltre un odio implacabile nei confronti di una particolare nave, di cui riconosce la "nazione" senza vederne la bandiera, affondandola con violenza per vendicare la sua famiglia, definendosi un oppresso e lasciando tutto il resto al mistero.[1]

Più volte Land tenta invano di organizzare un piano di fuga, anche contro la volontà dello stesso professor Aronnax, restìo a lasciare il Nautilus tante sono le bellezze e le scoperte per i suoi studi sul mondo marino. Dopo qualche mese però la vita dentro al sottomarino diventa monotona: il Capitano Nemo si chiude sempre più in se stesso e i protagonisti, compreso il professore, non provano più lo stesso entusiasmo iniziale. Ned Land ne approfitta per organizzare un nuovo tentativo di fuga, utilizzando il "canotto" del Nautilus, quando il sottomarino viene improvvisamente risucchiato dal terribile gorgo del Maelström, vicino alle coste della Norvegia. Scaraventati fuori dalla nave, i tre fuggitivi, a causa della furia del mare, perdono conoscenza e si risvegliano, sani e salvi, nella capanna di un pescatore in una delle isole Lofoten, in attesa di poter fare ritorno in Francia.

Titolo[modifica | modifica wikitesto]

Le 20 000 leghe del titolo sono riferite (come tra l'altro è riportato nel testo nelle dirette parole dei personaggi) alla distanza percorsa dal Nautilus durante la permanenza a bordo di Aronnax, Conseil e Ned. Poiché si fa riferimento alle lieue (leghe francesi, pari a 3,898 chilometri) 20 000 leghe equivalgono a poco meno di 80000 km.

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

Il Capitano Nemo, travolto dal Maelström con il Nautilus, verrà poi ritrovato dai naufraghi del romanzo L'isola misteriosa, scritto da Verne nel 1874.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

(elenco parziale)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • 20.000 Leghe sotto i mari (2016): Sceneggiatura di Mauro Uzzeo disegni di Francesco Francini, Valerio Befani e Fernando Proietti

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • L'anime giapponese Nadia - Il mistero della pietra azzurra riprende molto liberamente i temi di Ventimila leghe sotto i mari e di altre opere di Verne.
  • Alberto Cavanna, nel suo romanzo “...nessuno” (Editore Mursia, 2020), racconta la vita di uno stanco e disilluso ufficiale della Royal Navy che, nel corso della sua ultima missione, prende il comando del Nautilus dal suo costruttore morente, diventando così, dopo il varo, il capitano Nemo del romanzo di Verne.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Verne intendeva fare di Nemo un nobile polacco in lotta contro l'Impero russo, ma gli fu impedfito dall'editore che non voleva offendere un potente alleato della Francia; così tagliò i riferimenti al passato di Nemo, ma per svelarli ne L'isola misteriosa, in cui però Nemo è rivelato come il principe Dakkar, un nobile indiano in lotta contro l'Impero britannico; è assai probabile quindi che la bandiera ammainata, sulla nave della "nazione maledetta" odiata dal Capitano, sia appunto la bandiera inglese.

Illustrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni integrali[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Vingt Mille Lieues Sous Les Mers, Paris, Pierre-Jules Hetzel, 1870.
  • Ventimila leghe sotto ai Mari, illustrato con 111 incisioni e 2 carte geografiche, Milano, Tipografia Editrice Lombarda, 1873.
  • Ventimila leghe sotto i mari, Milano, Muggiani, 1876.
  • Ventimila leghe sotto ai Mari, Milano, Sonzogno, 1889.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Umberto Cei, dall'ultima edizione francese, Firenze, Nerbini, 1900.
  • Ventimila leghe sotto ai Mari..., traduzione di V. Almanzi, Sesto San Giovanni, Società Editoriale Milanese, 1916.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di con note a cura di Tito Roberto Blanche, Milano, A. Barion, 1929.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Bona Alterocca, San Casciano Val di Pesa-Firenze, Chiantore-Loescher, 1948. - Newton Compton, Roma, 1995-2021.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Gino Cornali, Milano-Messina, Principato, 1951.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Renata Sidoti, 2 voll., Illustrazioni a colori di Giovanni Reschofsky, Milano, Vallardi, 1955.
  • 20.000 leghe sotto i mari, traduzione di Oliviero Sandrini, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1955.
  • 20.000 leghe sotto i mari, traduzione di Maria Banti, Firenze, Salani, 1955.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di C. Siniscalchi, Milano, Lucchi, 1956.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Maria Grazia Schiuzzi, revisione di Piero Nicola, Collana Hetzel n., Milano, Mursia, 1964.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Vera Giuliani, 2 voll., Milano, Longanesi, 1974.
  • 20.000 leghe sotto i mari, traduzione di Anna Gerola, 2 voll., Ginevra, Edizioni Ferni, 1976-1977.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Enrico Lupinacci, Milano, Mondadori, 1983. - con uno scritto di Bruce Sterling, Oscar, Mondadori, 2002-2021.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Graziella Ricci Calcagno, Torino, SEI, 1991.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di e cura di Luciano Tamburini, Collana i millenni, Torino, Einaudi, 1995, ISBN 978-88-06-13925-4. - contributi di Daniele Del Giudice, ET Classici, Einaudi, 2005.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di M.P. De Benedetti, Milano, BUR, 2004.
  • Ventimila leghe sotto i mari, traduzione di Stefano Valenti, Postfazione di Emanuele Trevi, Collana UEF. I Classici, Milano, Feltrinelli, 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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