Sultanato di Aceh

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Sultanato di Aceh
Sultanato di Aceh – Bandiera Sultanato di Aceh - Stemma
Dati amministrativi
Nome completo Kingdom of Aceh Darussalam
Nome ufficiale Aceh Sultanate
Keurajeuën Acèh Darussalam
كاورجاون اچيه دارالسلام
Lingue parlate Acehnese, malese, arabo
Capitale Kutaraja
Altre capitali Bandar Aceh Darussalam (moderna Banda Aceh)
Politica
Forma di Stato Monarchia
Forma di governo
Nascita 1496
Causa Incoronazione del primo sultano
Fine 1903 con Alauddin Muhammad Da'ud Syah
Causa Guerra di Aceh
Territorio e popolazione
Bacino geografico Sud-est asiatico
Territorio originale Indonesia
Religione e società
Religione di Stato Islam
Sultanato di Aceh - Mappa
Estensione del sultanato di Aceh nel 1600.
Evoluzione storica
Preceduto da Sultanato Pasai
Succeduto da Flag of the Netherlands.svg Indie orientali olandesi
Ora parte di Flag of Indonesia.svg Indonesia

Il Sultanato di Aceh, anche detto sultanato di Atjeh, ufficialmente Regno di Aceh Darussalam (in lingua aceh: Keurajeuën Acèh Darussalam; in jawi: كاورجاون اچيه دارالسلام) fu un sultanato esistito nell'attuale provincia di Aceh in Indonesia. Fu il principale potere regionale tra il XVI e il XVII secolo, prima di cadere in declino. La sua capitale era Kutaraja, l'attuale Banda Aceh.

Al suo apice fu un formidabile nemico del sultanato di Johor e del sultanato di Malacca, poi conquistato dai portoghesi, entrambi sulla Penisola malese, e tutti e tre tentarono di ottenere il controllo sul commercio attraverso lo stretto di Malacca e le esportazioni regionali di pepe e stagno con successi altalenanti. In aggiunta alla sua considerevole forza militare, la corte di Aceh divenne un noto centro di istruzione e commercio islamico.

Fondazione e ascesa[modifica | modifica wikitesto]

La storia antica di Aceh non è chiara ma, secondo la tradizione, i suoi primi abitanti furono di etnia chăm. La lingua aceh è una delle dieci lingue del linguaggio del gruppo di Aceh-Chamic. Secondo il Sejarah Melayu (Annali Malesi), il re Champa Syah Pau Kubah aveva un figlio, Syah Pau Ling, che fuggì quando la capitale Vijaya fu saccheggiata dai vietnamiti della dinastia Lê nel 1471 e che in seguito fondò il regno di Aceh.

Il sovrano di Aceh si convertì all'Islam a metà del XV secolo.[1] Ufficialmente il sultanato venne fondato da Ali Mughayat Syah che avviò le campagne per estendere il suo controllo sulla parte nord di Sumatra nel 1520.[2] Le sue conquiste inclusero Deli, Pedir e Pasai e attaccò Aru. Suo figlio Alauddin al-Kahar estese i suoi domini più a sud a Sumatra, ma ebbe meno successo nell'ottenere un punto d'appoggio sullo stretto di Malacca, anche se attaccò il sultanato di Johor e Malacca [3] con il supporto di uomini e armi da fuoco dell'imperatore ottomano Solimano il Magnifico.[1] Egli inviò anche quindici sciabecchi comandati da Kurtoğlu Hızır Reis.

Il 21 giugno 1599 un capitano olandese, Cornelius Houtman, arrivò ad "Acheen" a bordo della Lioness nel primo dei tre viaggi previsti verso le Indie Orientali. L'equipaggio per tre mesi acquistò pepe e altre spezie. L'esportatore britannico John Davis sostiene che la spedizione venne attaccata da un signore della guerra locale e causò la perdita di 68 uomini tra morti e catturati. Dopo il loro arrivo, il sultano autorizzò i rappresentanti della Compagnia britannica delle Indie orientali, sotto il comando di James Lancaster, ad acquistare il pepe. Tornò nel 1602 con una lettera della regina Elisabetta I.[4][5]

Tra il 1589 e il 1604 regnò il sultano Alauddin Riayat Shah ibn Firman Shah. Nel 1607 ascese al trono il sultano Iskandar Muda. Egli estese il controllo del sultanato su gran parte di Sumatra. Conquistò il Pahang, importante produttore di stagno, e fu in grado di forzare i sultani di Johor a riconoscere temporaneamente la sua sovranità. Durante il suo regno creò un codice di leggi noto come Adat Meukuta Alam (Adat significa sia "dogana" che "norma consuetudinaria"). La forza della sua formidabile flotta si arenò in una disastrosa campagna contro Malacca nel 1629, quando le forze combinate dei portoghesi e del Johor riuscirono a distruggere tutte le sue navi e a uccidere 19 000 soldati, secondo le fonti portoghesi.[6][7][5] Le forze di Aceh non erano state completamente distrutte, infatti fu in grado di conquistare nello stesso anno il Kedah e di forzare molti suoi abitanti a trasferirsi ad Aceh come ostaggi.[7] Il genero del sultano, Iskandar Thani, già principe di Pahang, in seguito divenne suo successore. Focalizzò il suo regno sul consolidamento interno e sull'unità religiosa.

Dopo il regno del sultano Iskandar Thani, Aceh venne governata da una serie di sultane. Gli stati conquistati negli anni precedenti e i lori sudditi presi in ostaggio [7] erano ansiosi di ricercare l'indipendenza. A causa di questo il potere centrale si indebolì e i governanti regionali guadagnarono poteri effettivi. In seguito il ruolo del sultano divenne in gran parte simbolico.[8] Un visitatore persiano nel 1680 descrisse la Sumatra settentrionale come un luogo in cui "in ogni angolo si rifugia un re o un governatore separato e tutte le autorità locali si mantengono in modo indipendente e non rendono omaggio ad alcuna autorità superiore".[9]

Cultura ed economia[modifica | modifica wikitesto]

Un piatto di ceramica realizzato dai cinesi musulmani Hui nel XVII secolo.

Aceh si considerava erede del Pasai, il primo stato islamico del sud-est asiatico. Era chiamato il "portico di La Mecca" e divenne un centro di studio islamico, dove il Corano e gli altri testi musulmani venivano tradotti in malese.[1] Gli studiosi più famosi furono Hamzah Pansuri, Syamsuddin di Pasai, Abdurrauf di Singkil e l'indiano Nuruddin ar-Raniri.[10]

L'Aceh basò la sua ricchezza sull'esportazione di pepe, noce moscata, chiodi di garofano, noci di betel [11] e, una volta conquistato il Pahang nel 1617, stagno. I bassi tassi di interesse e l'uso della moneta d'oro rafforzarono la sua economia.[12] Rimase tuttavia un po' fragile economicamente a causa della difficoltà nel fornire i viveri alle truppe impegnate nelle avventure militari e commerciali dello Stato.[13] L'Aceh perse la sua coesione politica nel XVII secolo e la Compagnia olandese delle Indie orientali gli strappò il primato commerciale. La compagnia ottenne il dominio militare ed economico nella regione dopo il successo nell'assedio di Malacca del 1641.[9]

Anni successivi e conquista da parte degli olandesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1699 ascese al trono il sultano Badr al-Alam Syarif Hasyim Jamal ad-din, il primo maschio a governare in quasi sessant'anni. Gli succedettero alcuni sovrani che regnarono per un breve periodo di tempo fino a quando, nel 1727, un membro della dinastia bugis, Ala ad-Din Ahmad Shah prese il potere. Tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX, Koh Lay Huan - il primo kapitan Cina di Penang, instaurò buoni rapporti con il sultano Alauddin Jauhar ul-Alam Syah.[14] Il sovrano permise a Koh di coltivare il pepe ad Aceh per poi trasportare le piante a Penang. Più tardi, all'incirca nel 1819, Koh aiutò il sultano a sedare una ribellione dai capi territoriali di Aceh.[14][15]

Nel 1820 l'Aceh produceva oltre metà della quantità mondiale di pepe e un nuovo leader, Tuanku Ibrahim, fu in grado di ripristinare una certa autorità del sultanato e a ottenere il controllo dei "raja del pepe", vassalli spesso in lotta tra loro. Egli salì al potere durante il regno di suo fratello, Muhammad Syah, e fu in grado di dominare il regno del suo successore Sulaiman Syah, prima di conquistare egli stesso la corona, con il titolo di Alauddin Ibrahim Mansur Syah. Estese il controllo effettivo di Aceh a sud proprio nel momento in cui gli olandesi stavano consolidando le loro posizioni a nord.[16]

Il Regno Unito, fino a questo momento a guardia degli interessi olandesi, rivalutò la sua politica e siglò il trattato anglo-olandese di Sumatra, che concesse agli olandesi il controllo su tutta Sumatra in cambio della Costa d'Oro e del diritto di negoziazione pari nel nord della provincia di Aceh. Aceh interpretò il trattato come una dichiarazione di guerra. Il conflitto scoppiò subito dopo, nel 1873, con gli olandesi che attaccarono con la scusa infondata che Aceh sponsorizzasse la pirateria e si preparasse a concludere un trattato con gli Stati Uniti d'America. Essendo gli olandesi già preparati per la guerra, Mahmud Syah lanciò un appello in cui chiedeva aiuto internazionale ma nessuno era disposto o in grado di assisterlo.[17]

Nei primi mesi del 1874 il sultano abbandonò la capitale dopo che il palazzo venne catturato il 31 gennaio e si ritirò nelle colline, mentre gli olandesi annunciarono l'annessione del sultanato. Il sovrano in seguito morì di colera, come molti combattenti di entrambe le parti. Gli acehnesi proclamarono un nipote di Tuanku Ibrahim, nuovo sovrano. I governanti locali apparentemente accettarono l'autorità olandese per evitare un blocco dei commerci ma usarono il loro reddito per sostenere la resistenza.[18]

Durante questo periodo, molti politici cercarono l'aiuto dell'Impero ottomano. I loro sforzi furono però inutili ma servirono ad ispirare movimenti di resistenza in tutta l'Asia sud-orientale. La resistenza locale nel nord di Sumatra passò prima ai signori e ai potenti locali, e poi ai capi religiosi. Un consigliere del sultano, Abd al-Rahman al-Zahir, tornò presto a prendere il comando del movimento indipendentista ma, una volta sconfitti gli altri leader rivoluzionari, prontamente accettò di arrendersi agli olandesi in cambio di una pensione a vita a La Mecca.

Gli olandesi, braccati ugualmente dalla gente del posto e dal colera, fortificarono le loro posizioni costiere e iniziarono un lento assedio a tutto il paese guidato dal generale Van Pel. La capitale, in particolare, venne circondata da fortini collegati con la ferrovia. Gli olandesi fecero un altro serio tentativo di pacificare il paese nel 1884, ma questo si arenò rapidamente a causa delle critiche del popolo. Gli eserciti olandesi fecero notevoli progressi tra il 1898 e il 1903 e ogni potentato locale nei territori occupati fu costretto a firmare la "dichiarazione breve", un pegno di fedeltà ai signori coloniali olandesi. Con la loro cooperazione, gli olandesi furono in grado di istituire un governo abbastanza stabile ad Aceh e a ottenere la resa del sultano nel 1903. Inizialmente gli fu permesso di rimanere nel paese ma nel 1907 fu esiliato. Anche se non nominò un successore, la resistenza continuò a combattere per qualche tempo, fino al 1912.[19][15]

Sultani[modifica | modifica wikitesto]

Tomba del sultano Ali Mughayat Syah a Banda Aceh.
Complesso delle tombe reali risalente a prima del regno di Iskandar Muda a Banda Aceh.
Tomba del sultano Iskandar Muda a Banda Aceh.
Complesso delle tombe dei sultani di origini bugis a Banda Aceh.
Sultani Regno
Ali Mughayat Syah 1514 circa - 1530
Salahuddin 1530 circa - 1537 o 1539
Alauddin al-Kahar 1537 o 15391571
Ali Ri'ayat Syah I 15711579
Sultan Muda 1579
Sri Alam 1579
Zainul Abidin 1579
Alauddin Mansur Syah 15791585 o 1586
Ali Ri'ayat Syah II 1585 o 1586 - 1589
Alauddin Ri'ayat Syah Sayyid al-Mukammal 1589 - 1604
Ali Ri'ayat Syah III 1604 - 1607
Iskandar Muda 1607 - 1636
Iskandar Thani 1636 - 1641
Ratu Safiatuddin Tajul Alam 1641 - 1675
Ratu Nurul Alam Naqiatuddin Syah 1675 - 1678
Ratu Inayat Zaqiatuddin Syah 1678 - 1688
Ratu Kamalat Syah 1688 - 1699
Badr ul-Alam Syarif Hasyim Jamaluddin 1699 - 1702
Perkasa Alam Syarif Lamtui Syah Johan Berdaulat 1702 - 1703
Jamal ul-Alam Badr ul-Munir 1703 - 1726
Jauhar ul-Alam 1726
Syamsul Alam 1726 - 1727
Alauddin Ahmad Syah 1727 - 1735
Alauddin Johan Syah 1735 - 1760
Alauddin Mahmud Syah I 1760 - 1781
Badr ul-Alam Syah 1764 - 1765
Sulaiman Syah 1773
Alauddin Muhammad Syah 1781 - 1795
Alauddin Jauhar ul-Alam Syah (primo regno) 1795 - 1815
Syarif Saiful Alam Syah 1815 - 1819
Alauddin Jauhar ul-Alam Syah (secondo regno) 1819 - 1823
Alauddin Muhammad Da'ud Syah I 1823 - 1838
Alauddin Sulaiman Ali Iskandar Syah 1838 - 1857
Alauddin Ibrahim Mansur Syah 1857 - 1870
Alauddin Mahmud Syah II 1870 - 1874
Alauddin Muhammad Da'ud Syah II Johan Berdaulat 1874 - 1903

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Barwise and White, 114
  2. ^ Ricklefs, 32
  3. ^ Ricklefs, 33
  4. ^ Michael Hicks, ‘Davis , John (c.1550–1605)’, Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004; online edn, Jan 2008
  5. ^ a b Ooi Keat Gin (a cura di), Southeast Asia, Santa Barbara, Calif. [u.a.], ABC Clio, 2004, p. 120, ISBN 1-57607-770-5.
  6. ^ Ricklefs, 34
  7. ^ a b c *D. G. E. Hall, A History of South-east Asia. London: Macmillan, 1955.
  8. ^ Ricklefs, 36
  9. ^ a b Barwise and White, 117
  10. ^ Ricklefs, 51
  11. ^ Barwise and White, 115–116
  12. ^ Barwise and White, 116
  13. ^ Ricklefs, 35
  14. ^ a b Journal of the Malayan Branch of the Royal Asiatic Society By Malaysian Branch, Royal Asiatic Society of Great Britain and Ireland Malaysian Branch, Singapore Published by , 1996; p. 119
  15. ^ a b The Cambridge History of Southeast Asia By Nicholas Tarling Published by Cambridge University Press, 1999 ISBN 978-0-521-66370-0; pg. 260
  16. ^ Ricklefs, 143
  17. ^ Ricklefs, 144
  18. ^ Ricklefs, 145
  19. ^ Ricklefs, 146

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.M. Barwise and N.J. White. A Traveller’s History of Southeast Asia. New York: Interlink Books, 2002.
  • M.C. Ricklefs. A History of Modern Indonesia Since c. 1300, 2nd ed. Stanford: Stanford University Press, 1994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN144401164