Emirato di Harar

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Emirato di Harar
Dati amministrativi
Lingue parlateArabo, harari, somalo, oromo
CapitaleHarar
Dipendente daImpero ottomano (fino al 1875)
DipendenzeOgaden
Politica
Forma di StatoMonarchia
Nascita1647 con `Ali ibn Da`ud
Fine1887 con 'Abd Allah II ibn 'Ali 'Abd ash-Shakur
CausaBattaglia di Chelenqo
Territorio e popolazione
Economia
ValutaMahlak
Evoluzione storica
Preceduto daFlag of Adal.png Sultanato di Adal
Succeduto daFlag of Ethiopia (1897-1936; 1941-1974).svg Impero d'Etiopia

L'emirato di Harar fu uno stato islamico risiedente in Etiopia nato dall'esodo del popolo Harar, ed esistette per quasi due secoli e mezzo prima di essere sottomesso dall'impero etiope. Fu retto dalla dinastia Ali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'emirato nacque a seguito di un esilio autoimposto dal popolo Harar, in segno di rifiuto di riconoscere ʿUmardīn Ādan, imam di Aussa come loro sovrano. Il regno da loro fondato, che ebbe come primo capo di stato `Ali ibn Da`ud, ebbe un'area compresa tra i fiumi Awash e Shebelle; l'Ogaden fu uno stato tributario al regno, che a sua volta era tecnicamente sotto la protezione dell'impero ottomano, come tutti gli stati musulmani nell'area.[1]

Il chedivato d'Egitto annesse l'emirato nel 1875, ma poi nel 1882, sette anni dopo, l'impero britannico sconfisse il chedivato e ne occupò i territori, compresa Harar. Tuttavia, in seguito, gli inglesi si accordarono con gli etiopi per aiutarli a combattere le forze Mahdiste in Sudan, in cambio della cessione della zona di Harar (e del suo emirato) sotto la sfera d'influenza etiope. Così, a seguito del trattato di Hewett (o trattato di Adua), gli inglesi si ritirarono da Harar due anni dopo, nel 1884, lasciando la città ad Abdullahi II, figlio del precedente emiro, alla guida di alcune centinaia di fucilieri, alcuni cannoni e un pugno di ufficiali scelti britannici. L'emirato sarebbe stato infine distrutto tre anni dopo, nel 1887, nella battaglia di Chelenqo. per mano degli eserciti di Negus Sahle Maryam di Showa (il futuro imperatore Menelik II), che avrebbe in seguito annesso l'emirato.

Lista degli emiri[modifica | modifica wikitesto]

Name Regno Note
1 ʿAli ibn Dā'ūd 1647–1662 Fondatore dell'emirato
2 Hāshim ibn ʿAli 1662–1671 Figlio di ʿAli
3 ʿAbdullah ibn ʿAli 1671–1700 Figlio di ʿAli
4 Ṭalḥa ibn ʿAbdullah 1700–1721 Figlio di ʿAbdullah
5 Abūbakar ibn ʿAbdullah 1721–1732 Figlio di ʿAbdullah
6 Khalaf ibn Abūbakar 1732–1733 Figlio di Abūbakar
7 Ḥāmid ibn Abūbakar 1733–1747 Figlio di Abūbakar
8 Yūsuf ibn Abūbakar 1747–1755 Figlio di Abūbakar
9 Aḥmed ibn Abūbakar 1755–1782 Figlio di Abūbakar
10 Maḥamed ibn Yūsuf 1782–1783 Figlio di Yūsuf
11 ʿAbdalshakūr ibn Yūsuf 1783–1794 Figlio di Yūsuf
12 Aḥmed ibn Maḥamed 1794–1821 Figlio di Maḥamed
13 ʿAbdalraḥmān ibn Maḥamed 1821–1825 Figlio di Maḥamed
14 ʿAbdulkarīm ibn Maḥamed 1825–1834 Figlio di Maḥamed
15 Abūbakar ibn ʿAbdalmanān 1834–1852 Nipote di Maḥamed
16 Aḥmed ibn Abūbakar 1852–1866 Figlio di Abūbakar
17 Maḥamed ibn ʿAbdalshakūr 1866–1875 Figlio di ʿAbdalshakūr, verrà deposto dal chedivato d'Egitto
-- Chedivato d'Egitto 1875–1882/4 L'Egitto annette Harar nel 1875, e lo mantiene sotto il suo controllo fino al 1882, con l'arrivo degli inglesi e la conquista dell'Egitto. Gli inglesi si ritireranno in seguito da Harar nel 1884.
18 ʿAbdullah ibn Maḥamed 1884–1887 Figlio di Maḥamed (17), sarà l'ultimo sovrano del regno, che verrà distrutto da quello di Shewa nel 1887.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ethiopia: land of slavery & brutality (PDF), League of Nations, 1935, p. 2.

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

  • Avishai Ben-Dror (2018): "Emirate, Egyptian, Ethiopian: Colonial Experiences in Late Nineteenth-Century Harar"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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