Stretto di Malacca

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Lo stretto di Malacca separa Sumatra a sud-ovest dalla penisola malese a nord-est.
Map of the Strait of Malacca-de.jpg

Lo Stretto di Malacca (in malese e in indonesino Selat Melaka, in inglese Strait of Malacca, in cinese tradizionale 馬六甲海峽 Mǎliùjiǎ hǎixiá, in cinese semplificato 马六甲海峡 Mǎliùjiǎ hǎixiá) è un passaggio marino dell'Oceano Indiano che separa l'isola indonesiana di Sumatra dalla costa occidentale della penisola malese.

Lo stretto mette in comunicazione il mare delle Andamane a nord con il mar Cinese Meridionale a sud. Ha una lunghezza di circa 800 km e una ampiezza che va dai 50 ai 180 km. All'estremità meridionale dello stretto sono poste le isole Riau. Nello stretto defluiscono diversi fiumi. Dalla penisola malese vi sfocia il Perak mentre i principali fiumi di Sumatra che vi defluiscono sono: il Bila, il Barumun, il Rokan, il Siak e l' Kampar. I porti principali che vi si affacciano sono: Malacca, Georgetown e Singapore.

Via di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pirateria nello stretto di Malacca.

Lo stretto è una delle più antiche e importanti vie marittime al mondo. È la principale via di comunicazione tra l'Oceano Indiano e l'Oceano Pacifico. Nel pressi di Singapore lo stretto si restringe con una ampiezza minima di 2,8 km rendendo la navigazione più difficile vista l'intensità di traffico. Le dimensioni massime delle navi che lo possono attraversare sono definite dal Malaccamax.

Nelle acque dello stretto sono stati riportati numerosi episodi di pirateria. Un altro problema per la navigazione è rappresentato dall'intenso fumo provocato dagli incendi sull'isola di Sumatra che riduce la visibilità fino a 200 metri provocando il rallentamento del traffico marittimo.

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