Stefano D'Orazio

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Stefano D'Orazio
Stefano D'Orazio 2016.jpg
Stefano durante uno degli ultimi concerti dei Pooh nel 2016
NazionalitàItalia Italia
GenereBeat
Pop
Pop rock
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1965 – in attività
StrumentoBatteria, Voce, Falsetto, Flauto traverso, Armonica a bocca, Percussioni, Campane tubolari, Vibrafono
GruppiPooh 1971-2009 / 2015-2016

Stefano D'Orazio (Roma, 12 settembre 1948) è un batterista, paroliere e cantante italiano.Batterista e talvolta cantante e flautista dei Pooh dal 1971, è autore di una parte dei testi delle canzoni del gruppo, del quale in seguito è divenuto anche responsabile amministrativo[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a suonare la batteria, acquistata di seconda mano, sin dagli anni del liceo, con il proprio primo gruppo chiamato I King, di ispirazione beat. La band cambia poco dopo il nome in The Sunshines e inizia a esibirsi in un locale della periferia romana.

Terminata questa iniziale esperienza, D'Orazio entra nel gruppo de I Naufraghi. Successivamente, fa parte prima dei The Planets, poi del gruppo Pataxo and the Others e infine de Il Punto, con il quale collabora alla colonna sonora di un film, da cui viene estratto un 45 giri.

Pooh[modifica | modifica wikitesto]

L'8 settembre 1971 entra a far parte dei Pooh, in seguito alla fuoriuscita di Valerio Negrini (che d'ora in poi si occuperà solo della scrittura dei testi delle canzoni). La band già conosceva il batterista romano e nonostante le ritrosie del produttore Giancarlo Lucariello, lo fa entrare in essa; dopo una settimana di prove al Vun Vun di Roma, dal successivo 20 settembre debutta con una serie di serate di rodaggio in Sardegna. La prima canzone interpretata da solista nei concerti dal vivo è stata Tutto alle tre, ereditata dal suo predecessore Negrini.[1]

Dal 1975 si affianca a Valerio Negrini come paroliere, in quanto firma il testo di Eleonora mia madre, inclusa nell'lp Un po' del nostro tempo migliore e, nel successivo Forse ancora poesia, firma il testo di Peter jr. La prima esperienza come cantante solista su disco l'ha invece con il brano Fare, sfare, dire, indovinare del 1976, incluso nell'album Poohlover (il primo prodotto dopo la collaborazione con Lucariello), del quale canta la prima strofa; nei precedenti dischi non aveva parti soliste ma cantava nelle parti corali, utilizzando spesso il falsetto nell'armonizzazione a quattro voci dei brani. In questo album oltre a scrivere il testo della canzone appena citata, scrive anche Storia di una lacrima.

L'anno successivo scrive il testo di Che ne fai di te, inclusa nell'album Rotolando respirando, mentre l'anno seguente scrive i testi delle canzoni Pronto, buongiorno è la sveglia e La leggenda di Mautoa, entrambe incluse nell'album Boomerang; nel 1979 scrive i testi delle canzoni Rubiamo un'isola e Così ti vorrei, per l'album Viva, poi nel successivo album ...Stop scrive i testi di Numero uno e Aria di mezzanotte.

A partire dal 1981, con Buona fortuna, da lui scritta, insieme a Lascia che sia, propone agli altri membri dei Pooh di cantare in ogni disco almeno un pezzo ciascuno, oppure insieme suddividendosi le strofe a turno; in questo modo s'interrompe il consolidato uso di lasciare le parti vocali soliste al duo Facchinetti-Battaglia; di questa canzone interpreta la terza strofa, mentre l'anno successivo interpreta la strofa iniziale di Anni senza fiato, lato b del singolo omonimo.

D'Orazio cura anche parte dell'area manageriale dei Pooh, e nel 1983 fonda l'etichetta First.

Quello stesso anno interpreta la strofa iniziale del brano Tropico del nord, contenuta nell'album omonimo, mentre l'anno successivo interpreta la seconda strofa del brano La mia donna, e la quarta del brano Il giorno prima, entrambe inserite nell'album Aloha.

Nel 1985 scrive ed interpreta il brano Se c'è un posto nel tuo cuore, inclusa nell'album Asia non Asia, che rimarrà negli anni la canzone più significativa di questo disco e che viene puntualmente riproposta live: si tratta della prima canzone dei Pooh, tra quelli registrati in studio, interpretata interamente da Stefano. Questo brano venne utilizzato anche come sigla de Il processo del lunedì; inoltre in quello stesso album interpreta la terza strofa del brano Per noi che partiamo, la quarta parte della prima strofa e le terze delle successive tre, della canzone Per chi merita di più.

L'anno successivo, nell'album Giorni infiniti, interpreta la prima metà della terza strofa del brano Goodbye.

Nell'album Il colore dei pensieri del 1987, interpreta la quarta strofa della canzone Tu dov'eri e le strofe della canzone Non sei lei (il ritornello lo canta Roby), mentre nel 1988, nell'album Oasi, interpreta la terza strofa del brano Io da solo, e inoltre scrive e interpreta interamente e senza il supporto dei cori la canzone autobiografica La ragazza con gli occhi di sole; a partire da questo album, in ogni successivo lavoro ci sarà almeno una canzone interpretata interamente da lui.

Due anni dopo interpreta la terza strofa della canzone Uomini soli, interamente la canzone Giulia si sposa (scritta da Negrini e Facchinetti), e la seconda strofa della canzone Tu vivrai, contenute nell'album Uomini soli; due anni dopo interpreta la seconda strofa della canzone Il cielo è blu sopra le nuvole, scrive il testo e interpreta (su musica di Dodi Battaglia) 50 primavere, dedicata alle nozze d'oro dei genitori (anche questa, come La ragazza con gli occhi di sole, la interpreta senza il supporto corale degli altri tre), e la seconda strofa della canzone In Italia si può, contenute nell'album Il cielo è blu sopra le nuvole.

Nell'album successivo Musicadentro, pubblicato nel 1994, scrive ed interpreta A cent'anni non si sbaglia più, la quarta strofa e il terzo verso della quinta di E non serve che sia Natale, mentre due anni dopo, nell'album Amici per sempre, interpreta i primi due versi della frase di passaggio dalla terza strofa al secondo ritornello della canzone Amici per sempre; poi inizialmente propone, su una musica di Roby, un testo, dal titolo Chissà se c'è un prato là dove sei adesso, dedicato alla memoria di suo padre, da poco scomparso, e che ovviamente avrebbe dovuto interpretare; ma gli altri componenti preferirono non trattare il tema della morte quindi, oltre a stravolgere completamente il testo, diventato Innamorati sempre, innamorati mai, interpretò un'altra canzone, Le donne mi hanno detto (scritta da Valerio Negrini e Roby Facchinetti). Inoltre interpreta la prima strofa e il primo ritornello della canzone C'è bisogno di un piccolo aiuto.

Nel 1997 interpreta il terzo e il quarto verso della seconda strofa della canzone Brava la vita, contenuta nella raccolta The Best of Pooh.

Nel 1998 i Pooh pubblicarono un album in cui riarrangiarono e reinterpretarono le loro canzoni delle origini, dal titolo Un minuto prima dell'alba, che altro non era che il primo cd del cofanetto celebrativo Poohbook; in questo album Stefano interpretò la canzone La solita storia, originariamente interpretata da Negrini, e che era contenuta nel loro album d'esordio Per quelli come noi del 1966; l'anno successivo Stefano interpreta la terza strofa della canzone Se balla da sola, scrive e interpreta la canzone pop-dance Dimmi di si, che è tuttora la canzone di maggior successo dell'album Un posto felice, ed interpreta la quarta e la sesta strofa della canzone 20.000 leghe sopra i cieli.

L'anno successivo ha l'onore di aprire l'album Cento di queste vite, con la canzone Un grande amore (scritta da Valerio Negrini e Roby Facchinetti), anch'essa canzone pop-dance, che nel testo e nella melodia è l'ideale seguito della precedente Dimmi di sì; inoltre interpreta la seconda parte della seconda strofa e la quarta parte della terza della canzone I respiri del mondo.

Scrive poi la maggior parte dei testi del musical Pinocchio del gruppo, nel cui concept-album interpreta le canzoni Gatto & Volpe S.p.A. (in coppia con Red), Che tempi bui (in coppia con Dodi) e Galleggiando.

Due anni dopo, nell'album Ascolta, interpreta i secondi versi delle tre frasi di passaggio dalla prima strofa al secondo ritornello di Capita quando capita e, per l'unica volta nella discografia del gruppo, interpreta interamente due brani: Per dimenticare te e Dove sono gli altri tre, oltre ad interpretare i finali dei ritornelli di La donna di cuori (canzone cantata all'unisono).

L'anno successivo, nella raccolta La grande festa, interpreta la quarta strofa della canzone Destini, mentre nel 2006 interpreta il ritornello finale della canzone L'amore costa.

La sua ultima canzone cantata interamente da solo risale all'album di "cover" Beat ReGeneration del 2008, nel quale interpreta la canzone Un ragazzo di strada (canzone già cantata dai Brogues, col titolo I Ain't No Miracle Worker, poi cantata da I Corvi), oltre ad interpretare la seconda strofa della canzone Gioco di bimba.

Il 30 settembre 2009 D'Orazio lascia i Pooh, dopo un tour di 38 date conclusosi a Milano e dopo un'ultima canzone inedita scritta e cantata a quattro voci, Ancora una notte insieme, contenuta nella raccolta omonima, nella quale interpreta il quarto verso di ogni strofa.

Nel 2015 rientra nel gruppo in occasione del cinquantennale, in occasione del quale scrive gli ultimi suoi tre testi per il gruppo: Tante storie fa, Le cose che vorrei, Ancora una canzone, che sono anche le uniche canzoni di tutta la discografia del gruppo (se si esclude la canzone I cinque orsacchiotti, registrata nel 1966, ma esclusa all'album Per quelli come noi) interpretate a cinque voci alternate (visto che oltre a lui, è rientrato nel gruppo anche Riccardo Fogli); di questi brani interpreta: di Tante storie fa la seconda strofa e il quarto verso della frase di passaggio tra questa e il ritornello; di Le cose che vorrei i primi due versi della terza strofa; e infine di Ancora una canzone il terzo e il quarto verso della terza strofa.

Progetti solisti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 ingaggiato dal suo ex produttore Giancarlo Lucariello, è autore di tutte le 11 tracce del disco di esordio di Alice La mia poca grande età.

Nel 1977 insieme a Dodi Battaglia, Roby Facchinetti ed al suo predecessore Valerio Negrini dà vita al gruppo Mediterraneo System che incide un solo 45 giri.

Nel 1978 sempre per Alice firma tre canzoni per il suo secondo album Cosa resta... un fiore.

Con la fondazione dell'etichetta First nel 1983, inizia a occuparsi di progetti collaterali ai Pooh. Produce il primo Lp solista di Roby Facchinetti, scrivendo inoltre il testo di Din Din Din, interpretato dallo stesso Facchinetti insieme alla figlia dodicenne Alessandra.

In seguito produce i dischi di Roberta Voltolini e di Lena Biolcati, per lungo tempo sua compagna. Nel 1986 scrive il brano Grande grande amore per Lena Biolcati, con il quale vince il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte.

Dopo il musical Pinocchio dei Pooh, collabora con Lena Biolcati sia nella realizzazione dei testi dei musical di Manuel Frattini, sia nella gestione di una scuola di musica.

Nel febbraio 2010 annuncia l'uscita di Aladin, musical da lui scritto nel quale i suoi tre ex colleghi (Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian) compongono le musiche. Dal 27 marzo al 29 maggio 2010 è giudice nella terza edizione del programma Ti lascio una canzone, presentato da Antonella Clerici.

Sempre nel 2010 scrive i testi italiani del musical Mamma Mia su richiesta degli ABBA; lo spettacolo debutta al Teatro Nazionale di Milano.

Nell'ottobre 2010, il musical Pinocchio di Saverio Marconi, di cui D'Orazio scrive i testi con Valerio Negrini, viene messo in scena a Broadway e poi al Danny Kaye Theatre, dopo 460 repliche in sette anni di programmazione. Per il suo impegno artistico e i suoi 40 anni di carriera, nel 2011 gli viene dedicata una statua al Museo delle cere di Roma.

Nel dicembre 2011 lavora su W Zorro, con le musiche di Roby Facchinetti, che debutta al Teatro Sistina di Roma ed è portato in tournée nella stagione teatrale 2012/2013. A novembre 2012 pubblica il libro autobiografico Confesso che ho stonato - Una vita da Pooh (Feltrinelli/Kowalsky).

Nell'estate 2013 affianca nuovamente Saverio Marconi, in questo caso nella scrittura del musical Cercasi Cenerentola, rivisitazione in chiave moderna della nota favola scritta dai Fratelli Grimm; lo spettacolo ha come protagonisti Paolo Ruffini e Manuel Frattini.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 settembre 2017, giorno del suo sessantanovesimo compleanno, sposa con rito civile la compagna Tiziana Giardoni, con la quale conviveva dal 2007. [2]

Risultati e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito i risultati discografici e riconoscimenti conseguiti durante la permanenza nei Pooh:

  • 29 album inediti
  • 8 album live
  • 15 Telegatti
  • 10 dischi d'oro
  • 39 dischi di platino
  • 350 canzoni incise
  • 23 milioni di album venduti e 20 milioni di singoli
  • 3.500 concerti, pari a oltre 7.000 ore di musica
  • Primo film "special televisivo" – Un po' del nostro tempo migliore (1975)
  • Primo italiano ad usare la tecnologia laser nei concerti live (1978)
  • Primo videoclip in Italia per Io sono vivo (1979)
  • Primi ad usare il supporto CD per i loro album Tropico del nord (1983)
  • Primo laser disk con Aloha (1984)
  • Cavaliere della Repubblica conferito dal Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga (1986)
  • Statua di cera nel Museo delle Cere di Roma (1986)
  • Ambasciatore del WWF dal 1987
  • Primo video in alta definizione in Italia con Uomini soli (1990)
  • Tre concerti presso la Sala Nervi del Vaticano per il Papa (1994 – 2000 – 2002)
  • Rangers onorario d'Europa (1998)
  • Co-Autore del primo Musical tutto italiano, Pinocchio, in un teatro appositamente costruito per l'evento (2003)
  • Riconoscimento ufficiale del centro Studi e Ricerche dell'Accademia di Scienze e Tecnologia della Protezione Civile

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973, a Trieste, prima del concerto al Castello di San Giusto, venne arrestato e portato a sirene spiegate al carcere Coroneo. D'Orazio aveva difeso una ragazza-madre slovena affrontando l'uomo che la stava strattonando, senza sapere che si trattasse di un capitano dei Carabinieri. Quella sera i Pooh suonarono in tre.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Confesso che ho stonato - Una vita da Pooh, di Stefano D'Orazio. Ed. Feltrinelli/Kowalsky
  2. ^ http://www.oggi.it/gossip/amori/2017/09/13/stefano-dorazio-sposa-tiziana-giardoni-matrimonio-in-casa-pooh-con-testimone-di-nozze-barbara-durso/
  3. ^ Pooh - La grande storia 1966-2006, di Sandro Neri. Ed. Giunti

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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