The Shard
| The Shard London Bridge Tower | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione/area/distretto | Inghilterra, Città metropolitana di Londra, quartiere Southwark |
| Località | Londra |
| Indirizzo | 32 London Bridge Street London SE1 9SG |
| Coordinate | 51°30′16″N 0°05′12″W |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 2009 - 2012 |
| Inaugurazione | 5 luglio 2012[1] (aperto da febbraio 2013) |
| Stile | Neofuturismo |
| Uso | misto commerciale e residenziale |
| Altezza | |
| Piani | 87, di cui 73 abitabili |
| Area calpestabile | 111.000 m² |
| Ascensori | 36 |
| Realizzazione | |
| Costo | 435.000.000 £ |
| Architetto | Renzo Piano, RPBW Architects in collaborazione con Adamson Associates |
| Ingegnere | Turner & Townsend, Arup, WSP Cantor Seinuk, Robert Bird Group, Ischebeck Titan |
| Appaltatore | Mace |
| Proprietario | Sellar Property Group |
| Committente | Mace |
The Shard (lett. "La scheggia"), noto anche come Shard of glass, inizialmente come London Bridge Tower, è un grattacielo del quartiere Southwark di Londra.[2]
Inaugurato nel 2012, con i suoi 310 metri d'altezza[3][1] è il più alto edificio di Londra e fino al 2012 è stato anche il più alto del continente europeo. Al 2026 è il settimo grattacielo più alto d'Europa e il 175º al mondo. È stato anche il grattacielo più alto dell'Unione Europea dal suo completamento fino al 2020, anno dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE. Il primato ritornò quindi alla Commerzbank Tower, che lo perse nel 2022.[4]
L'edificio, progettato dallo studio RPBW Architects diretto dal celebre architetto italiano Renzo Piano, ha sostituito le Southwark Towers.[5][6]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Genesi del progetto
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2000 l'imprenditore londinese Irvine Sellar decise di realizzare un edificio di rilievo al posto delle Southwark Towers che risalivano agli anni Settanta e sorgevano nell'omonimo quartiere a sud del Tamigi. Da esperto immobiliarista, Irvine Sellar sosteneva che erano ormai obsoleti e comunque poco sfruttati, ma ubicati al centro di una zona che aveva da tempo un'alta concentrazione di infrastrutture e di servizi pubblici come il noto Guy's Hospital, le stazioni di due linee della metropolitana e una stazione ferroviaria dedicata alle linee per il Kent e il sud del Paese. Un intervento immobiliare di grande portata su quest'area avrebbe rappresentato un notevole impegno e sicuramente una sfida su più fronti da affrontare di concerto con le maggiori istituzioni cittadine.
Nel marzo dello stesso anno Sellar incontrò a Berlino l’architetto Renzo Piano per proporgli la progettazione di un edificio di grande altezza. Piano manifestò la propria avversione per i grattacieli convenzionali, che considerava forme eccessivamente aggressive; quindi girò il menù del ristorante in cui si trovavano e abbozzò il disegno di una guglia rastremata che sembrava emergere dal Tamigi, simile a una vela che affiora dall’acqua.[7][8]
Dopo che al nuovo edificio si erano opposti la Commission for Architecture and the Built Environment e diversi organi di tutela storica del patrimonio nazionale, tra cui la Royal Parks Foundation and English Heritage Nel luglio 2002, il vice Primo ministro John Prescott ordinò un'indagine di pianificazione, che si svolse tra aprile e maggio del 2003 e valutò l'impatto che un simile grattacielo avrebbe avuto sulla città e sui suoi abitanti, al fine di evitare di turbare eccessivamente lo stile metropolitano di Londra. A novembre l'ufficio del vice Primo ministro approvò il progetto e consentì l'avvio dei lavori, a patto che l'intervento provvedesse anche alla rivalutazione della zona e alla realizzazione di opere pubbliche, come la nuova stazione ferroviaria di London Bridge.[9]
I finanziamenti e l'avvio dei lavori
[modifica | modifica wikitesto]Nel settembre 2006 la Sellar Properties insieme ad alcuni partner finanziarono l'avvio dei lavori con 196 milioni di sterline, consentendo così di pagare le spese già sostenute e di rilevare il contratto di locazione delle Southwark Towers dall'azienda che gestiva gli edifici. Nell'autunno del 2007 cominciarono i lavori per la loro demolizione.
Data la grande concentrazione di edifici attorno, tra cui il Guy's Hospital, la presenza della metropolitana nel sottosuolo, dell'adiacente stazione ferroviaria e del vicino Tamigi, l'operazione si rivelò complessa, tanto da escludere il ricorso all'implosione controllata; gli edifici vennero smantellati con cura al ritmo di un piano al giorno, senza arrecare danni alle strutture circostanti.

Intanto, nel novembre 2007, l'impresa edile Mace si aggiudicò l'appalto per la costruzione dell'edificio per un importo di 350 milioni di sterline, somma che poi aumentò fino a quasi 435 milioni nell'ottobre del 2008.
Nel corso dell'anno l'instabilità dei mercati finanziari mise in dubbio la costruzione del grattacielo, minacciando di rendere il progetto un perfetto esempio dello Skyscraper Index, ovvero un indice elaborato da Andrew Lawrence negli anni Novanta che dimostra che costosi grattacieli vengono eretti in poco tempo nelle aree metropolitane ogni volta che la finanza mondiale è in crisi e si rischia una recessione economica. Queste preoccupazioni si rivelarono fondate poiché agli inizi del 2008 il mercato globale subì una recessione.
Malgrado ciò, nel gennaio 2008 Irvine Sellar ottenne da un consorzio di nuovi investitori del Qatar 150 milioni di sterline in cambio della loro partecipazione al progetto per l'80%. Il consorzio includeva la Qatar National Bank, QInvest, Qatar Islamic Bank e la società promotrice dei beni culturali del Qatar Barwa Real Estate, così come la stessa Sellar Property.
A gennaio del 2009 la demolizione delle Southwark Towers fu completata e si passò alla seconda fase: la preparazione del nuovo cantiere per la costruzione del grattacielo. Il 16 marzo successivo ebbe inizio lo scavo delle fondazioni ed i lavori per l'innalzamento del nucleo interno dell'edificio.
Dopo una pausa tra marzo e aprile del 2010, il cantiere si predispose per i lavori al 33º piano, raggiungendo il livello del tetto del Guy's Hospital. Il 27 luglio i lavori si arrestarono nuovamente dopo aver raggiunto il 38º piano.
Il completamento
[modifica | modifica wikitesto]A metà novembre 2010 il nucleo raggiunse il 68º piano e alla fine di novembre l'altezza del nucleo oltrepassò i 235 metri, superando l'One Canada Square, per diciotto anni l'incontrastato grattacielo più alto della Gran Bretagna.
I lavori vennero completati alla fine del 2012, ma l'edificio venne formalmente inaugurato la sera del 5 luglio 2012, alla presenza di Sua Altezza il Duca di York Andrew e di Sheikh Hamad Bin Jassem Bin Jabor Al Thani, Primo ministro e Ministro degli esteri del Qatar, con un coreografico spettacolo di illuminazione laser.
L'edificio, rinominato ufficialmente The Shard, è stato aperto al pubblico nel febbraio 2013 ed è diventato una delle attrattive turistiche della città.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Esterno
[modifica | modifica wikitesto]Il grattacielo sorge in un'area che ha subìto grandi rimaneggiamenti dal dopoguerra ai giorni nostri, e la sua caratteristica forma piramidale lo rende immediatamente riconoscibile nel panorama cittadino.




Con un'altezza totale di 309,67 metri e 308,50 metri nel punto più alto della struttura in acciaio, The Shard è stato il grattacielo più alto dell'Unione Europea e ha quindi superato la Commerzbank Tower di Francoforte, alto 259 metri, che era stato l'edificio più alto d'Europa tra il 1997 e il 2005. The Shard è tuttavia la seconda struttura più alta nel Regno Unito dopo la torre di trasmissione di Emley Moor che misura 330,40 metri.
Come per tutti gli edifici di questo genere, la progettazione delle fondamenta ha richiesto una preventiva analisi geologica del terreno che ha rilevato condizioni del suolo favorevoli ma critiche, per la presenza di due linee di metropolitana nel sottosuolo, per la vicina London Bridge Rail Station e per la prossimità del Tamigi. Pertanto prima di effettuare gli scavi è stato eretto uno spesso muro di contenimento a sud del fiume in modo da scongiurare ogni complicazione e garantire un terreno asciutto durante lo scavo e la realizzazione dei lavori. Le fondazioni sono palificate, costituite da 120 pali trivellati del diametro di 1.200 millimetri che penetrano fino a 54 metri di profondità. La platea di fondazione è di 4 metri di spessore ed è stata realizzata a circa 16 metri di profondità con la più lunga gettata di calcestruzzo mai avvenuta in Gran Bretagna, durata 36 ore consecutive con l'impiego di circa 700 camion betoniera provenienti da tre cementifici locali per un totale di 14.711 metri cubi di calcestruzzo.[10][11]
La sfida tecnicamente più innovativa è consistita nel realizzare il nucleo centrale prima della platea di fondazione con il sistema conosciuto come top-down, facendolo poggiare soltanto su 22 dei 120 pali di fondazione e completando la sua realizzazione mediante un sistema di casseformi mobili in acciaio innalzato da martinetti idraulici.[11]
L'edificio si innalza per 87 piani, di cui 3 sotterranei e 73 abitabili, per un totale di 111.000 metri quadri calpestabili.[10] L'inclinazione dei prospetti è di circa 12 gradi ciascuno e la pianta è irregolare, riconducibile a una sorta di ottagono con lati volutamente discostati tra loro di alcuni gradi che creano un variegato sistema di rientranze, scanalature e il caratteristico profilo sfaccettato che contraddistingue tutti i prospetti interamente rivestiti da circa 11.000 pannelli di vetro, per una superficie vetrata totale di 56.000 metri quadri.[10] Secondo la logica progettuale di Renzo Piano, la luminosità e la trasparenza sono caratteristiche fondamentali. D'altronde, è la sua inconfondibile cifra stilistica ricorrono spesso nelle sue opere. Quindi anche per questo suo edificio è stato impiegato uno specifico vetro chiaro prodotto dalla Pilkington contenente poco ossido di ferro ed efficace contro il riscaldamento solare. La struttura delle facciate in vetro è stata progettata come una sorta di seconda pelle, con due strati di doppi vetri che hanno un'intercapedine con all'interno un sistema di lamelle frangisole che permette di determinare livelli di luminosità; sui binari cilindrici installati sugli spigoli esterni dei prospetti possono scorrere carrelli per la manutenzione e il lavaggio delle superfici vetrate. Le scanalature delle facciate consentono la circolazione dell'aria per una ventilazione naturale che aiuta la vegetazione presente nell'edificio e diminuisce e contrasta il carico del vento a cui è costantemente sottoposta la struttura.[11]
Oltre a conferire lo slancio, la forma rastremata è consona alla vocazione polifunzionale dello stabile che ospita sia spazi commerciali e uffici che abitazioni e servizi complementari come ristoranti, bar, un hotel e una clinica privata.[12]
La sua irregolarità geometrica è accentuata specialmente nella sezione sommitale della guglia che richiama fortemente la forma di una scheggia di vetro, da cui il nome shard. Dal 72º piano in su è parzialmente aperta, con la struttura portante in acciaio a vista, e culmina con un braccio idraulico che sostiene dei tiranti in acciaio che contribuiscono all'equilibrio dell'edificio. Per evitare problemi in fase di costruzione, questa struttura in acciaio è stata prima assemblata da due squadre di metalmeccanici inglesi e italiani presso un'acciaieria, poi smontata e successivamente rimontata in loco da una squadra di esperti incastellatori.[13]
Interni
[modifica | modifica wikitesto]Come spesso accade per i grattacieli così alti, l'edificio è stato pensato come una sorta di «città verticale» in grado di ospitare oltre 7.000 persone.
Gli ingressi sono molteplici e separati a seconda dei flussi d'accesso e della destinazione all'interno della struttura. Al piano più basso sul lato sud quello destinato ai visitatori conduce al livello zero, dove si trovano la biglietteria, i varchi dotati di metaldetector e gli ascensori che conducono al 33º piano, per proseguire con altri ascensori che portano alle aree panoramiche del 68º e 74º piano. Al primo piano, allo stesso livello dell'accesso principale alla London Bridge Rail Station, c'è l'ingresso principale che introduce a un ampio atrio rivestito in marmo di Carrara.
A causa della forma rastremata, la superficie dei piani inferiori è più ampia e versatile, per diminuire gradatamente verso l'alto. Pertanto le aree commerciali e gli uffici si concentrano ai livelli inferiori, dal 4º al 28º piano, agevolati dalla vicinanza della sottostante stazione ferroviaria London Bridge e all'omonima fermata di metropolitana delle linee Jubilee e Northern.
Nella parte centrale, tra il 29º e il 31º piano, vi sono svariati ristoranti, bar, locali ricreativi; i piani dal 32º al 52º sono occupati dall'esclusivo Shangri-La Hotel da 175 camere. Il 33º piano ospita quasi interamente locali di servizio e gli spazi che i visitatori devono percorrere per cambiare ascensore in fase di salita e di discesa.
Dal 53º al 65º piano gli spazi che via via si restringono accolgono 12 residenze private di varie metrature che godono di affacci panoramici su tutti e quattro i lati.[12]
Il 68º piano ospita il bar situato più in alto all'interno dell'edificio, da cui, oltre ad ammirare il panorama, si può raggiungere mediante le scale o un altro ascensore il 72º piano, l'ultimo accessibile al pubblico, che ha la terrazza panoramica parzialmente aperta e destinata ai turisti. Qui si trova un ulteriore bar esterno e un ampio spazio rivestito di erba artificiale che offre la vista sulla città a 360 gradi da 244 metri di altezza, caratteristica che ne fa la più alta piattaforma di osservazione del Regno Unito.[13]
Sopra, dal 73º al 85º piano, vi è soltanto la struttura metallica che costituisce la guglia sommitale e che fino all'87º piano ospita locali tecnici e di servizio non accessibili al pubblico e contenenti apparecchiature di controllo dei vari impianti dell'edificio, antenne per radiotelecomunicazioni, proiettori luminosi decorativi e per la sicurezza aerea.[13]

| Piano/i | Assegnazione degli spazi |
|---|---|
| 73–95 | Guglia - accesso di servizio agli impianti |
| 68–72 | Osservatorio panoramico The View from The Shard |
| 53–65 | Residenze private |
| 52 | Cocktail bar Gŏng |
| 35 | Ristorante Tīng |
| 34–52 | Shangri-La Hotel & Spa |
| 33 | Ristorante asiatico Hutong - Piano tecnico per il percorso turistico |
| 32 | Ristorante Oblix |
| 31 | Ristorante Aqua Shard - Bar 31 |
| 28 | South Hook Gas |
| 27 | Arma Partners - Campari Group |
| 26 | CoStar Group - Marc Hermann Wealth Management |
| 24–25 | The Office Group |
| 23 | Foresight Group |
| 22 | Khazanah - Jellyfish |
| 20–21 | Kraft Heinz |
| 19 | Medical Protection Society |
| 18 | Gallup - Foresight Group |
| 17 | Warwick Business School - Sage Group |
| 16 | Al Jazeera English |
| 15 | Mathys & Squire - Arcapita - Xio Partners - Fulcrum Chambers |
| 14 | Kroll |
| 13 | Tabcorp Holdings - Warwick Business School - Duff & Phelps - Sage Group |
| 12 | Mitie |
| 11 | Dods Group - Matches Fashion |
| 10 | Real Estate Management (UK) Limited - Robert Half - Protiviti |
| 9 | IO Oil and Gas - Sapphire Systems - Siteimprove |
| 8 | Greenberg Traurig - Matches Fashion |
| 7 | Tiffany & Co. - Matches Fashion |
| 4–6 | HCA Healthcare at the Shard[14] |
| 3 | Uffici The Shard Quarter Management |
| 2 | Portineria per le residenze private |
| 0-1 | Ingresso principale, biglietteria, negozi e accessi turistici, accessi alla London Bridge Station |

Immagini delle fasi di costruzione dal 2009 al 2012
[modifica | modifica wikitesto]- Giugno 2009
- Febbraio 2010
- Settembre 2010
- Marzo 2011
- Settembre 2011
- Marzo 2012

Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Shard, la porta della nuova Londra- LASTAMPA.it, su www3.lastampa.it. URL consultato il 5 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).
- ↑ (EN) Home, su www.the-shard.com, 30 maggio 2024. URL consultato il 16 giugno 2024.
- ↑ Londra, inaugurato lo Shard
Ma il grattacielo non è finito - Mondo - l'Unità, su unita.it (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2012). - ↑ Tallest buildings in European Union, su gulf-times.com. URL consultato il 12 novembre 2024 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2012).
- ↑ Londra, finito grattacielo Renzo Piano - Top News - ANSA.it, su ansa.it.
- ↑ AA.VV., The Shard, 2013, p. 22.
- ↑
Il meglio del web, Renzo Piano - Un grattacielo da record, su YouTube, 23 novembre 2014, a 2 min 58 s. URL consultato il 24 maggio 2018. - ↑ AA.VV., The Shard, 2013, pp. 20-21.
- ↑ AA.VV., The Shard, 2013, p. 15.
- 1 2 3 AA.VV., The Shard, 2013, p. 62.
- 1 2 3 AA.VV., The Shard, 2013, pp. 24-26.
- 1 2 AA.VV., The Shard, 2013, pp. 32-33.
- 1 2 3 AA.VV., The Shard, 2013, pp. 28-29.
- ↑ The Shard Outpatients | Diagnosis & Treatment in a Single Visit, su hcatheshard.com.
- ↑ (EN) Occupiers, su the-shard.com, 2015. URL consultato il 21 aprile 2015.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- AA.VV., The Shard, Londra, Thames&Hudson, 2013, ISBN 978-0-500-98154-2.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Shard London Bridge
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su theviewfromtheshard.com.
- The Shard, su archINFORM.
- (EN) The Shard, su Structurae.
- (EN) The Shard, su Emporis Building Directory.
- (EN) The Shard, su Skyscraper Center.
- (EN) Sito ufficiale "The Shard", su the-shard.com. URL consultato il 20 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2011).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 305441807 · LCCN (EN) sh2016000852 · GND (DE) 1045328480 · J9U (EN, HE) 987007394673605171 |
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