Demolizione controllata

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Demolizione controllata del grattacielo AfE Tower a Francoforte sul Meno.

Con il termine "demolizione controllata" si intendono tutte le pratiche applicate al fine di ottenere la parziale eliminazione o il completo abbattimento di strutture ed edifici gravemente danneggiati (ad esempio a seguito di terremoti), considerati obsoleti o la cui costruzione sia stata viziata da abusi edilizi [1], o per i quali i proprietari abbiano progettato una parziale o completa ristrutturazione.

Tecnologie applicate per le demolizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le demolizioni sono eseguite nella maggioranza dei casi (specie per edifici di grandi dimensioni) con una combinazione di differenti tecnologie.

Gli edifici di grandi dimensioni, oltre a venire "minati" con grandi quantitativi di dinamite o di altri esplosivi (operazione che spesso richiede tempi estremamente lunghi e viene effettuata dopo accurati studi sulla struttura da abbattere), subiscono spesso dei preventivi "tagli" operati alle colonne portanti, tesi a facilitare il collasso della struttura [2].

La demolizione di edifici di dimensioni più contenute può avvenire mediante l'esclusivo utilizzo di sistemi meccanici, tra cui pinze e martinetti oleodinamici, martelli pneumatici o apparecchiature in grado di tagliare i muri e le strutture portanti.

Nella demolizione dei ponti e dei relativi piloni risulta indicato l'uso, dove possibile, del filo diamantato e delle nuove tecnologie, le quali sono in grado di effettuare precisi tagli alle strutture limitando le vibrazioni e le sollecitazioni all'ambiente circostante [3] .

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Punta Perotti, oggi la demolizione articolo del Corriere della Sera sulla demolizione di strutture viziate da procedimenti penali riguardo alla costruzione
  2. ^ Punta Perotti: la demolizione - Video - ilGiornale.it[collegamento interrotto] video della demolizione degli edifici di Punta Perotti, tratto dal sito de Il Giornale.
  3. ^ Informazione 103 | Ordine Ingegneri della provincia di Cagliari Archiviato il 20 agosto 2008 in Internet Archive.