Parco nazionale del Serengeti

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Parco nazionale del Serengeti
Serengeti National Park
Serengeti-Sign.jpg
Tipo di areaParco nazionale
Codice WDPA916
Class. internaz.IUCN category II
StatoTanzania Tanzania
Superficie a terra14.763 km²
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Tanzania
Parco nazionale del Serengeti
Parco nazionale del Serengeti
Sito istituzionale

Coordinate: 2°19′58″S 34°34′00″E / 2.332777°S 34.566666°E-2.332777; 34.566666

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Parco nazionale del Serengeti
(EN) Serengeti National Park
TipoNaturali
Criterio(vii) (x)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1981
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Parco nazionale del Serengeti (in inglese Serengeti National Park) è una delle più importanti aree naturali protette dell'Africa orientale. Ha una superficie di 14.763 km², e si trova nel nord della Tanzania, nella pianura omonima, tra il lago Vittoria e il confine con il Kenya (1.30'-3.20' S, 34.00'-35.15' E). È adiacente al parco keniota di Masai Mara, alla riserva naturale di Ngorongoro e ad altre importanti riserve faunistiche. È stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1981.

Il parco rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della Tanzania, e la più importante di un sistema di quattro aree naturali protette detto "Northern Safari Circuit", che include anche il Parco nazionale del lago Manyara, il parco nazionale del Tarangire, il parco nazionale di Arusha e la riserva naturale di Ngorongoro.

Il nome del parco, nella lingua delle popolazioni masai locali, significa "pianura sconfinata".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La gola di Olduvai

La presenza umana nell'area del Serengeti fin da tempi antichissimi è testimoniata da ritrovamenti paleontologici di straordinaria importanza; nella pianura del Serengeti si trova il celebre sito di Olduvai, dove sono stati trovati i resti dell'Australopithecus boisei, un ominide risalente a circa 1,5 milioni di anni fa.

Prima dell'arrivo degli Europei, la pianura del Serengeti era abitata principalmente dai Masai, allevatori e semi-nomadi. Negli ultimi anni dell'amministrazione coloniale tedesca, la regione divenne un'area protetta, e un primo nucleo dell'odierno Serengeti, di 2286 km², fu dichiarato riserva di caccia nel 1929.

L'amministrazione inglese, subentrata con la nascita dello Stato del Tanganika, istituì il parco nazionale nel 1951, affidandone la gestione al naturalista Bernhard Grzimek, divenuto celebre come uno dei precursori dell'approccio moderno alla conservazione dell'ambiente. Parte dell'opera di Grzimek nel Serengeti è documentata dal suo saggio Il Serengeti non deve morire e dal documentario omonimo (vincitore del premio Oscar), realizzati dallo stesso Grzimek insieme al figlio Michael. Un altro testo sui primi anni del Serengeti è My Serengeti Years, scritto da Myles Turner, che fu uno dei primi guardiani del parco e a cui si attribuisce il merito di aver svolto un lavoro fondamentale nella lotta contro il bracconaggio. Il parco comprendeva inizialmente anche il cratere di Ngorongoro, che divenne area protetta indipendente nel 1956.

L'istituzione del parco fu accompagnata dalla rilocazione delle popolazioni locali. La natura coercitiva di questa operazione ha suscitato una controversia tuttora non del tutto sopita.

Dopo il raggiungimento dell'indipendenza da parte della Tanzania, l'amministrazione del parco è stata affidata al TANAPA (Tanzanian National Parks).

Nel 1981, l'UNESCO ha dichiarato il parco Patrimonio dell'umanità per la sua ricchissima biodiversità.

Geografia e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Alberi di Acacia tortilis nella savana

Il parco ha un'estensione complessiva di 14.763 km². Si trova nel nord della Tanzania; il suo confine settentrionale coincide con quello fra Tanzania e Kenya, e lo divide dalla riserva keniota del Masai Mara. Fra i due parchi non esistono recinzioni, e la fauna si sposta liberamente dall'uno all'altro; particolarmente note sono le massicce migrazioni stagionali di gnu. Oltre che col Masai Mara, il Serengeti confina a sudest con la riserva di Ngorongoro, a sudovest con la riserva faunistica di Maswa, a ovest con le riserve di Ikorongo e Grumeti, e a nord con quella di Lalianda.

Il clima tropicale della zona è caratterizzato da due periodi di piogge stagionali: le "grandi piogge" da aprile a giugno e le "piccole piogge" da ottobre a dicembre. La parte meridionale del parco è costituita da vaste praterie aride, interrotte da collinette di roccia metamorfica spesso circondate da cespugli e alberi, e note localmente come kopjes. Queste piccole formazioni rocciose sono affiorate in seguito all'erosione del terreno circostante da parte degli agenti atmosferici. Procedendo verso nord il paesaggio cambia: la maggiore piovosità, che alimenta anche qualche fiumiciattolo permanente, favoriscone la crescita di foreste a galleria e la formazione di zone di savana alberata (caratterizzata da boschetti di acacia) e di savana di boscaglia spinosa.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Leonesse nel parco

L'erba del parco appartiene soprattutto alle specie Digitaria macroblephara e Sporobolus marginatus. Gli alberi più diffusi sono quelli del genere Commiphora e diverse specie di Acacia (A. drepanolobium, A. gerrardii, A. lehay, A. seyal e A. tortilis).

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il Serengeti è celebre soprattutto per la sua eccezionale ricchezza faunistica, che ne fa una delle regioni più rappresentative dell'ecosistema della savana subsahariana e una delle maggiori attrazioni turistiche dell'Africa orientale. Vi si trovano, tra l'altro, tutti e cinque i cosiddetti "big five": elefante, leone, leopardo, rinoceronte (nero) e bufalo.

Le mandrie di ungulati (soprattutto zebre e gnu) raggiungono in questa regione numerosità eccezionali, e danno luogo a spettacolari migrazioni stagionali fra le praterie del sud e il Masai Mara. Smuovendo il terreno con gli zoccoli e con le loro feci, questi animali contribuiscono in modo sostanziale al rinnovamento annuale del manto erboso del parco.

Fauna (check list)[modifica | modifica wikitesto]

Mammiferi[modifica | modifica wikitesto]

Uccelli

Rettili

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Presenza umana e strutture ricettive[modifica | modifica wikitesto]

Nel parco sono vietati insediamenti umani, con l'unica eccezione di quelli destinati al personale del TANAPA e delle strutture ricettive turistiche e ai team scientifici della Frankfurt Zoological Society. Il quartier generale del TANAPA, e la principale pista di atterraggio nel parco, si trova a Seronera.

Fra le strutture ricettive del parco ci sono diversi campi tendati e quattro lodge: il Seronera Wildlife Lodge, il Lobo Wildlife Lodge, e i più recenti Seregenti Sopa Lodge e Serengeti Serena Lodge. Tutti e quattro sono posizionati in maniera strategica su piccole colline che dominano la pianura e progettati in modo da garantire un impatto ambientale ed estetico relativamente ridotto. Alcune strutture ricettive organizzano escursioni in mongolfiera, cosa unica per la Tanzania.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La giraffa modifica l'aspetto del Serengeti: rosicchiando regolarmente le cime delle acacie conferisce loro la caratteristica forma piatta.
  • Agli inizi del Novecento un'epidemia di peste bovina uccise così tanti erbivori che i pascoli si trasformarono in boscaglie.
  • Fra il 1969 e il 1976, con la guarigione degli erbivori dalla peste bovina, la popolazione dei leoni del Serengeti quasi raddoppiò.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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