Crocodylus niloticus

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Coccodrillo del Nilo
Bazoule sacred crocodiles MS 6709cropped.JPG
Crocodylus niloticus
Stato di conservazione
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
Superordine Crocodylomorpha
Ordine Crocodylia
Famiglia Crocodylidae
Genere Crocodylus
Specie C. niloticus
Nomenclatura binomiale
Crocodylus niloticus
Laurenti, 1768
Areale

Crocodylus niloticus Distribution.png

Il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus Laurenti, 1768) è un grosso rettile acquatico, diffuso in Africa lungo il fiume Nilo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il coccodrillo del Nilo è un pericolo mortale per gli animali che vivono nel suo stesso ambiente. Possiede robuste zampe dotate di artigli con le quali si arrampica sugli argini dei fiumi con agilità. La femmina grazie agli artigli scava una fossa in cui verranno deposte le uova.

Le narici permettono al coccodrillo di respirare anche quando è sott'acqua perché sono poste nella parte alta del muso. Uno strato di pelle impedisce all'acqua di entrare nelle narici.

I suoi denti sono robusti consentendo così all'animale di strappare grandi brandelli di carne dalla preda. La forza del morso del coccodrillo del Nilo è dell'ordine di duemila chilogrammi forza[1]. I denti crescono in continuazione e vengono sostituiti da altri sempre nuovi. La curiosità è che il coccodrillo non può masticare.

Gli occhi sono situati nella parte più alta della testa per permettere al coccodrillo di individuare e sorvegliare prede quando è sommerso.
La coda ha la funzione di timone e funge anche da arma contro le prede. La coda di un coccodrillo è abbastanza forte da poter azzoppare un cervo.

La lunghezza dell'animale può arrivare a 6 metri e anche superarli in certi casi e il loro peso può in età adulta o avanzata oscillare tra gli oltre 900 e i 1000 kg. Secondo alcune testimonianze di cui non ci si è mai accertati dell'attendibilità ci sarebbero persino maschi ( generalmente più grossi delle femmine) che arrivano persino ai 7 metri. Il coccodrillo del Nilo presenta una forma della testa irregolare senza creste ben marcate e 18-19 denti sul lato della mascella, 14-15 sulla mandibola. Da 4 o 6 scudi carenati nella regione postoccipitale e 6 sulla nuca, disposti in serie trasversali e 6-8 serie longitudinali sul dorso dove tutti gli scudi presentano una forte chiglia longitudinale. La zampa anteriore ha 5 dita e quella posteriore ne ha 4 interamente palmate. Presenta un colore verdastro scuro, con notevoli variazioni individuali, che possono arrivare al bruno o al color cioccolato.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Siccome i rettili, al contrario dei mammiferi e degli uccelli, non hanno il sangue caldo, il coccodrillo per riscaldarsi deve costantemente crogiolarsi al sole. Per evitare che il suo corpo si surriscaldi troppo, il coccodrillo del Nilo si rifugia all'ombra o si tuffa nell'acqua. Il coccodrillo del Nilo morde ma non può masticare.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Attaccando una zebra delle pianure.

La fauna disponibile è il fattore che determina la taglia del coccodrillo: nelle zone più ricche può raggiungere la lunghezza di 6 metri.

I suoi lunghi denti non riescono a tagliare il cibo e a masticare, perciò si limita a staccare la carne dalla preda in grosse quantità. Quando il coccodrillo afferra una preda con le sue potenti mascelle, questa non ha più possibilità di scampo, dato che questo grosso rettile dal morso tanto potente comincerà a ruotare su sè stesso annegandola. Alle volte porta la preda sotto un tronco o una pietra sul fondo del fiume per lasciare la carne a macerare, per poi successivamente staccare grossi pezzi e ingurgitarli. L'alimentazione varia anche in base all'età: i coccodrilli appena nati si nutrono di piccoli pesci o insetti e sono a loro volta prede di molti animali come il varano del Nilo (ghiotto anche di uova di coccodrillo), diversi grossi pesci o anche diversi adulti della loro stessa specie. Alla fine, quando i pochi fortunati raggiungono l'eta adulta cominciano ad includere nel loro regime alimentare praticamente qualunque animale, compresi gli animali che erano suoi predatori durante l'infanzia. Il coccodrillo attacca spesso animali di grandi dimensioni come gnu, bufali, zebre, acefali o impala, soprattutto quando le grosse mandrie di erbivori devono guadare un fiume per raggiungere i pascoli più vicini durante le stagioni secche africane. Sono stati visti più volte attaccare leopardi, ghepardi, iene o leoni, quando questi sono stati costretti ad uccidere la loro preda nei pressi di un fiume oppure[2] quando questi carnivori si sono avvicinati per bere. Più volte si sono viste lotte fra leoni e coccodrilli per la spartizione di una preda che, sfortunatamente per i malcapitati felini, era finita troppo vicino al fiume. Ad ogni modo, non sempre la forza del morso del coccodrillo riesce ad uscirne vincitrice ma viene sopraffatta da quella del branco e della collaborazione che c'è tra questi grandi felidi sociali.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane esemplare di coccodrillo del Nilo

La stagione secca è il periodo in cui i coccodrilli si riproducono. La stagione delle piogge è il periodo in cui le uova si schiudono.

Ogni maschio si accoppia con più femmine possibili, quindi, a volte, si verificano combattimenti tra rivali. Il nido è una buca scavata nel terreno vicino alle rive dei fiumi. Fino alla schiusura delle uova il nido viene sorvegliato.

La femmina può deporre da 25 a 100 uova dal guscio molle. Una volta nati i piccoli vengono protetti per 4 settimane dall'attacco dei predatori. Il sesso dei coccodrilli è determinato dalla temperatura dell'ambiente. Se la temperatura è inferiore ai 29 °C (al momento della nascita), tutti gli individui saranno femmine.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il coccodrillo del Nilo si trova in Africa presso molti specchi d'acqua: fiumi, laghi, bacini idrici e pozze. Non è presente nel Nilo a nord del Lago Nasser.

Durante i periodi di siccità può vagare anche per 25 chilometri in cerca d'acqua. Può anche vivere in acque salate, infatti è stato avvistato nel canale che divide il Madagascar dall'Africa.

peso 220-550 kg lunghezza circa 4 metri (14 piedi) un maschio adulto; circa 2,5 - 3,5 (8 - 12 piedi) una femmina adulta.
maturità sessuale tra i 7 e i 15 anni (varia da esemplare a esemplare).
riproduzione varia secondo la latitudine e coincide con la stagione secca
periodo di gestazione 95-100 giorni
numero di cuccioli da 25 a 80 (uova deposte)
intervallo fra le nascite probabilmente annuale
vita media 70-100 anni

Gustave, il mostro del Tanganica[modifica | modifica wikitesto]

Nel Lago Tanganica, un grande lago dell'Africa orientale, che si trova al confine tra Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Zambia, sul versante settentrionale del fiume Ruzizi imperversa da decenni un mostruoso coccodrillo del Nilo ribattezzato dagli abitanti dei villaggi limitrofi "Gustave". L'enorme rettile di oltre 7 metri secondo Patrice Faye, un erpetologo francese che insegue il mostro dal '98, avrebbe divorato almeno 300 persone (stando alle testimonianze degli abitanti, anche di più), tanto che la sua cattura è stata tentata anche dall'esercito congolese; ma senza risultati.

Nel 2004 una spedizione scientifica organizzata da National Geographic Channel e guidata dallo stesse professor Faye ha tentato con una gabbia in acciaio di 9 metri di catturare l'animale; ma senza successo. Nel 2005 le autorità locali sostennero di aver catturato "il mostro del Tanganica", ma il rettile abbattuto è stato confermato essere un esemplare di "soli" 5 metri, ma non Gustave.

L'ultimo avvistamento risale al luglio 2008. Attualmente Gustave è ancora in circolazione[3][4][5].

Nel 2007 la storia del gigantesco e feroce Gustave ha ispirato il film Primeval-Paura primordiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brady Barr, Bite Force, National Geographic Channel.
  2. ^ Fèlix Rùrodriguez De L Fuente, Gli animali e l loro vita, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1970.
  3. ^ Tutti a caccia di Gustave, il serial killer del Tanganika, su Diritti Animali. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  4. ^ Il mostro del Tanganika ∂ HorrorMagazine, su HorrorMagazine. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  5. ^ Gustave, the Killer Crocodile - Update - National Geographic Adventure Magazine, su adventure.nationalgeographic.com. URL consultato il 22 ottobre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Crocodile Specialist Group 1996, Crocodylus niloticus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.

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