Orycteropus afer

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Oritteropo
Porc formiguer.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Afrotheria
Ordine Tubulidentata
Famiglia Orycteropodidae
Genere Orycteropus
Specie O. afer
Nomenclatura binomiale
Orycteropus afer
(Pallas, 1776)
Sottospecie

*Vedi testo Aardvark area.png Distribuzione geografica

L'oritteropo (AFI: /oritˈtɛropo/[2]; Orycteropus afer Pallas, 1776) è un mammifero notturno di medie dimensioni, nativo dell'Africa.[3][4] È l'unica specie vivente dell'ordine Tubulidentata,[5][6] sebbene siano note altre specie e generi preistorici di quest'ordine. A differenza di altri insettivori, possiede un muso lungo e tubulare simile a quello di un maiale, che viene utilizzato per fiutare il cibo. È distribuito in due terzi del continente africano, dove si aggira nelle pianure, evitando prevalentemente le aree rocciose. Prevalentemente notturno, si ciba di formiche e termiti, che dissotterra dai loro formicai e termitai usando i suoi forti artigli affilati e le robuste zampe. Queste forti zampe vengono usate anche per scavare lunghe tane sotterrane in cui vive e alleva i cuccioli. Nella lista della IUCN viene classificato come a rischio minimo, sebbene il numero degli esemplari sembri diminuire.

Gli oritteropi sono afrotheri, un clade che include anche gli elefanti, i lamantini e gli iraci.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare di oritteropo

Il corpo dell'oritteropo, nelle proporzioni, ricorda vagamente quello di un piccolo maiale. È lungo fino a 2 metri,[7] con una coda affusolata di circa 60 cm. Può raggiungere gli 80 kg di peso. Il suo corpo è perfettamente adattato alla caccia alle termiti, che costituiscono l'elemento principale della sua dieta: dispone infatti di robusti artigli per scavare e rompere le pareti dei termitai, e può infilare la testa nelle cavità piegando indietro le lunghe orecchie tubolari; il muso è oblungo, adatto a cercare la preda negli anfratti, e le narici sono protette da peli rigidi. Anche la dentatura è in relazione con questo specialissimo sistema di alimentazione. I denti permanenti sono tutti colonnari e della stessa misura; sono privi di smalto, ma ricoperti di uno strato di cemento e formati da una moltitudine di piccoli prismi esagonali di avorio, disposti parallelamente tra loro e attraversati da una cavità tubulare (da cui il nome Tubulidentati) piena di polpa dentaria. Questi denti sono a crescita continua e cadono con relativa facilità, giacché sono privi di radici e non riposano in un alveolo ben definito. La formula dentaria è la seguente: i 0/0, pm 1-2-3-4/1-2-3-4, m 3/3 (= da 16 a 22 denti).

Apparato digerente[modifica | modifica wikitesto]

Lo stomaco dell'oritteropo ha un'area pilorica muscolare che funge da ventriglio per macinare il cibo ingerito, rendendo quindi non necessaria la masticazione.[6] Il cieco è molto grande.[8] Entrambi i sessi emettono una forte secrezione olfattiva da una ghiandola anale.[6] Le sue ghiandole salivari sono altamente sviluppate e circondano quasi completamente il collo;[8] la loro produzione è ciò che fa sì che la lingua mantenga la sua viscosità.[9] La femmina ha due paia di capezzoli nella regione inguinale.[8]

Geneticamente parlando, l'oritteropo è un fossile vivente, poiché i suoi cromosomi sono altamente conservanti, riflettendo gran parte della prima sistemazione eutheriana prima della divergenza dei principali taxa moderni.[10]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome oritteropo deriva dal suo nome scientifico Orycteropus, che significa "piede scavatore", mentre il nome specifico afar è un riferimento all'Africa.[11] Il nome dell'ordine degli oritteropi, Tubulidentata, deriva dai loro denti tubolari.[12] Il suo nome inglese, "aardvark", deriva dall'Afrikaans (pronuncia afrikaans: [ˈɑːrtfark])[13] e significa "maiale di terra" o "maiale della terra" (aarde: terra, vark: maiale), per via delle sue abitudini scavatrici.[14][15][16] In lingua inglese è talvolta erroneamente chiamato colloquialmente "orso delle formiche africano",[13] "formichiere" (da non confondere con il formichiere sudamericano) o "formichiere del Capo".[13]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Cranio di un oritteropo

L'oritteropo è l'unico rappresentante esistente dell'oscuro ordine dei mammiferi Tubulidentata,[11] in cui è generalmente considerato una specie variabile del genere Orycteropus, l'unico genere vivente della famiglia Orycteropodidae. L'oritteropo non è strettamente imparentato con i formichieri sudamericani, nonostante entrambi presentino caratteristiche superficiale simili.[17] Queste caratteristiche simili tra i due gruppi sono frutto di un'evoluzione convergente.[18] I parenti viventi più vicini dell'oritteropo sono i toporagni elefante, i tenrece e le talpe dorate.[19] Insieme ai sirenidi, agli iraci, agli elefanti[20], e ai loro parenti estinti, questi animali formano il superordine Afrotheria.[8] Studi cerebrali hanno dimostrato delle somiglianze con i Condylarthra,[18] e dato lo status di questo clade come taxon cestino dei rifiuti, ciò può significare che alcune specie tradizionalmente classificate come "condylarthri" siano in realtà una radiazione di oritteropi.[18]

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro di oritteropo, in mostra al Museum of Osteology

Basandosi sui fossili a sua disposizione, Bryan Patterson concluse che i primi antenati dell'oritteropo apparvero in Africa verso la fine del Paleocene.[18][21] I ptolemaiidi, un misterioso clade di mammiferi con affinità incerte, potrebbero in realtà rappresentare una radiazione di oritteropi, o come un sister clade di Tubulidentata, o come un grado evolutivo che porta ai veri tubulidentati.[22][23]

Il primo tubulidentato certo fu probabilmente Myorycteropus africanus proveniente dai depositi del Miocene del Kenya.[18] Il primo esempio del genere Orycteropus fu, invece, Orycteropus mauritanicus, rinvenuto in Algeria in depositi del Miocene medio, con una versione altrettanto antica ritrovata in Kenya.[18] I fossili dell'oritteropo sono stati datati a cinque milioni di anni e sono stati localizzati in tutta Europa e nel Vicino Oriente.[18]

Il misterioso genere pleistocenico, Plesiorycteropus, dal Madagascar venne originariamente identificato come un tubulidentato discendente da antenati che arrivarono sull'isola durante l'Eocene. Tuttavia, una serie di sottili differenze anatomiche e recenti prove molecolari hanno portarono i ricercatori a credere che Plesiorycteropus sia un parente delle talpe dorate e dei tenrec che possiedono un aspetto e adattamenti alla stessa nicchia ecologica per via di dell'evoluzione convergente.[24]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

L'oritteropo ha diciassette sottospecie scarsamente descritte:[5]

  • Orycteropus afer afer
  • O. a. adametzi Grote, 1921
  • O. a. aethiopicus Sundevall, 1843
  • O. a. angolensis Zukowsky & Haltenorth, 1957
  • O. a. erikssoni Lönnberg, 1906
  • O. a. faradjius Hatt, 1932
  • O. a. haussanus Matschie, 1900
  • O. a. kordofanicus Rothschild, 1927
  • O. a. lademanni Grote, 1911
  • O. a. leptodon Hirst, 1906
  • O. a. matschiei Grote, 1921
  • O. a. observandus Grote, 1921
  • O. a. ruvanensis Grote, 1921
  • O. a. senegalensis Lesson, 1840
  • O. a. somalicus Lydekker, 1908
  • O. a. wardi Lydekker, 1908
  • O. a. wertheri Matschie, 1898

L'Encyclopædia Britannica, del 1911, menziona anche O. a. capensis o oritteropo del Capo, dal Sudafrica.[25]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Una madre oritteropo con il suo cucciolo

È un animale notturno e passa il giorno in una galleria che scava da sé, chiudendo l'ingresso salvo per un foro di aerazione. Si nutre prevalentemente di termiti, ma mangia anche altri insetti e le loro larve, nonché i funghi che crescono nei termitai. L'oritteropo non mangia formiche, il suo apparato digestivo può digerire solo artropodi con un esoscheletro molto morbido, come quello delle termiti. La lingua dell'oritteropo è lunga e vischiosa, può raggiungere i 30 cm di lunghezza. L'oritteropo evita formiche rosse, la cui puntura infligge danni dolorosi.

Dopo una gestazione di sette mesi la femmina dà alla luce un solo piccolo (raramente due) nudo e rosa, che a due settimane di età accompagna la madre a cercare il cibo e a sei mesi incomincia a scavare da solo.

La spessa pelle lo protegge dai morsi delle termiti e di altri insetti, ma non da altri nemici, specialmente da giovane: è infatti preda di leopardi, leoni, iene, licaoni e pitoni. Quando è attaccato tenta in genere di scappare o di interrarsi, ma è anche capace di difendersi con le zampe anteriori. A causa soprattutto delle sue predilezioni alimentari, non facili da soddisfare, l'oritteropo è relativamente raro negli zoo, tuttavia si contano diversi casi di riproduzione in cattività anche per più generazioni. In cattività può vivere fino a 23 anni.

Le tane abbandonate degli oritteropi forniscono abitazione e rifugio a molti altri animali selvatici, fra i quali pipistrelli, citelli, porcospini, pitoni, sciacalli, iene, facoceri e gufi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'oritteropo si trova in quasi tutta l'Africa subsahariana, dove possono trovare facilmente habitat (savane, praterie, boschi e boscaglie) e cibo (soprattutto formiche e termiti) in quantità.[17] Questi animali trascorrono le ore di luce solare nelle loro tane buie per evitare il forte caldo del giorno.[26] Le uniche zone che evitano sono le zone paludose, dove le falde acquifere impediscono loro di scavare a una profondità sufficiente.[1] Anche i terreni rocciosi non forniscono un habitat ideale in quanto rendono difficoltoso scavare.[27] Sono state documentate tane profonde fino a 3 200 metri (10 500 piedi) in Etiopia. Questi animali sono presenti in quasi tutta l'Africa sub-sahariana, fino al Sudafrica con poche eccezioni. Queste eccezioni includono le aree costiere della Namibia, della Costa d'Avorio e del Ghana. Non sono presenti sull'isola di Madagascar.[1]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo si pensava che il numero degli oritteropi fosse in calo,[13] tuttavia è possibile che ciò fosse dovuto al fatto che questi animali non sono facili da individuare.[1] Non esistono conteggi definitivi sul numero degli esemplari a causa delle loro abitudini notturne e riservate; tuttavia, il loro numero sembra essere complessivamente stabile. Non sono considerati comuni in nessuna parte dell'Africa, ma a causa della loro vasta distribuzione geografica, mantengono un numero sufficiente. Potrebbe esserci una leggera diminuzione del loro numero nell'Africa orientale, settentrionale e occidentale. I numeri dell'Africa meridionale non sono in diminuzione. La IUCN ha fornito una designazione ufficiale, classificando questa specie come a rischio minimo.[1] Tuttavia, gli oritteropi sono una specie piuttosto precaria, in quanto sono estremamente dipendenti dalla presenza di formiche e termiti; quindi se tale fonte di cibo dovesse venire a mancare o diminuisse, la specie nel suo insieme verrebbe influenzata drasticamente.[6]

Gli oritteropi gestiscono bene la cattività. Il primo zoo ad averne uno fu quello di Londra, nel 1869.[28]

Mitologia e cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione grafica di un oritteropo

Nel folclore africano l'oritteropo è molto ammirato per la sua diligente ricerca del cibo e per la sua reazione impavida agli attacchi delle formiche-soldato. Gli stregoni Haus fabbricano amuleti dal suo cuore, dalla sua pelle, dalla fronte e dalle unghie, che polverizzano insieme alle radici di certi alberi. Avvolto in un lembo di pelle e portato sul torace, l'amuleto conferirebbe al portatore la capacità di passare di notte fra tetti e muri. Si dice anche che esso sia utilizzato dagli svaligiatori e da coloro che vogliono, nottetempo, far visita a giovani donne senza averne il permesso dai genitori.[29]

Inoltre alcune tribù, quali i Mangbetu, gli Ayanda e i Logo[6] ne utilizzano i denti per fare braccialetti che ritengono portino fortuna a chi li indossa.[30] La loro carne, simile nel gusto a quella di maiale, è apprezzata da molti.[6]

Alcuni sostengono che il dio egizio Seth avesse testa di oritteropo o fosse parte di un tale animale.[31]

Il personaggio principale della serie TV Arthur, una serie animata per bambini basata su una serie di libri, prodotta da WGBH-TV e trasmessa in 180 paesi, è un oritteropo.[32]

Nella serie animata The Ant and the Aardvark è presente un oritteropo blu che dà una caccia ostinata a una formica rossa. Stessa cosa avviene nel cartone La Pantera Rosa & Co.

Nel romanzo di Patrick O'Brian "Verso Mauritius" Maturin disegna un oritteropo.

Cerebus, il protagonista di una lunga saga a fumetti dell'autore canadese Dave Sim, è un oritteropo.

Una coppia di aardvark è presente nel libro "The Animals Watched - an alphabet book" (di John Warren Stewig, pubblicato nel 2007) che rivisita in chiave moderna il mito dell'Arca di Noè.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Taylor, A. & Lehmann, T., Orycteropus afer, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 10 agosto 2015.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "oritteropo", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ Hoiberg,  pp. 3–4
  4. ^ "Aardvark, n." Dictionary of South African English. Dictionary Unit for South African English, 2018. 26 February 2019.
  5. ^ a b Schlitter,  p. 86
  6. ^ a b c d e f (EN) Rudi J. van Aarde, Aardvark, a cura di Facts on File Publications, The Encyclopedia of Mammals, New York, NY, Macdonald, 1984, pp. 466–467, ISBN 0-87196-871-1.
  7. ^ Grande enciclopedia universale delle lettere, delle scienze, delle arti, Armando Curcio, Milano-Roma
  8. ^ a b c d Rahm,  pp. 450–451
  9. ^ Rahm,  p. 452
  10. ^ Anon
  11. ^ a b Shoshani,  p. 618
  12. ^ Shoshani,  p. 619
  13. ^ a b c d Goodwin,  pp. 2–3
  14. ^ Merriam-Webster Online Dictionary
  15. ^ "aardvark, n." OED Online, Oxford University Press, March 2018, http://www.oed.com/view/Entry/22. Accessed 24 May 2018.
  16. ^ "Aardvark, n." Dictionary of South African English. Dictionary Unit for South African English, 2018. 25 February 2019.
  17. ^ a b African Wildlife Foundation
  18. ^ a b c d e f g Rahm,  pp. 453–454
  19. ^ Asher, Bennett e Lehmann,  p. 854
  20. ^ Rodriguez,  p. 6
  21. ^ Shoshani,  p. 620
  22. ^ Cote S, Werdelin L, Seiffert ER, Barry JC, Additional material of the enigmatic Early Miocene mammal Kelba and its relationship to the order Ptolemaiida, in Proc Natl Acad Sci USA, vol. 104, n. 13, March 2007, pp. 5510–5, Bibcode:2007PNAS..104.5510C, DOI:10.1073/pnas.0700441104, PMC 1838468, PMID 17372202.
  23. ^ Erik R Seiffert, A new estimate of afrotherian phylogeny based on simultaneous analysis of genomic, morphological, and fossil evidence, in BMC Evolutionary Biology, vol. 7, n. 1, 2007, pp. 224, DOI:10.1186/1471-2148-7-224, PMC 2248600, PMID 17999766.
  24. ^ Michael Buckley, A Molecular Phylogeny of Plesiorycteropus Reassigns the Extinct Mammalian Order 'Bibymalagasia', in PLOS One, vol. 8, n. 3, 2013, pp. e59614, Bibcode:2013PLoSO...859614B, DOI:10.1371/journal.pone.0059614, PMC 3608660, PMID 23555726.
  25. ^ Template:Cite EB1911
  26. ^ Anon
  27. ^ Rahm,  p. 455
  28. ^ Rahm,  p. 458
  29. ^ (EN) Rebecca, Cute as a Button but a Pain in my Butt: The Aardvark, su themagicalbuffet.com, 2007. URL consultato il 18 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2008).
  30. ^ George G. Goodwin, Aardvark, a cura di Bernard Johnston, Collier's Encyclopedia, I: A to Ameland, 1ª ed., New York, NY, P.F. Collier, 1997, pp. 2–3, ISBN 978-1-57161-093-5.
  31. ^ (EN) Henk Te Velde, Seth, God of Confusion: A Study of His Role in Egyptian Mythology and Religion (Ancient Near East), Brill Academic Pub, 1997, p. 13, ISBN 978-90-04-05402-8.
  32. ^ (EN) WGBH, About the Program: "Arthur", Public Broadcasting System, 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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