Nicola Ugo Stame

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Nicola Ugo Stame (Foggia, 8 gennaio 1908Roma, 24 marzo 1944) è stato un partigiano e tenore italiano, insignito della Medaglia d'argento al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sin da giovane, invogliato da amici e parenti, che riconoscono le sue qualità canore, inizia la sua carriera artistica di tenore lirico, trasferendosi a Roma ed esibendosi al Teatro dell'Opera in brani tratti da "il Trovatore" di Giuseppe Verdi; dal terzo atto di tale opera è tratta l'unica testimonianza della carriera artistica di Nicola Stame, una rara registrazione in cui il tenore partigiano interpreta "Ah sì, ben mio, coll'essere". In Via dei Volsci, nella zona di San Lorenzo, una targa posta dai suoi compagni ricorda la casa in cui abitò prima di entrare in clandestinità.

Memoria del tenore Nicola Ugo Stame sul fianco del Teatro dell'Opera dove subì il primo arresto nel 1939.

Ed è da giovane che comincia a manifestare il suo antifascismo non aderendo al PNF (Partito Nazionale Fascista) e già per questo viene arrestato dalla Polizia nel 1939 proprio al "Teatro dell'Opera" mentre sta provando la "Turandot" di Giacomo Puccini e, in seguito, dopo 4 mesi di prigione, viene segnalato come Sorvegliato Speciale.

Durante la seconda guerra mondiale diviene Sergente Maggiore della Regia Aeronautica e, dopo l'armistizio dell'8 settembre, anziché continuare la carriera di tenore e fuggire negli USA (dove era già in programma una tournée), decide di rimanere nella Capitale, arruolandosi nel gruppo clandestino di Resistenza "Movimento Comunista d'Italia-Bandiera Rossa".

Il 24 gennaio 1944 viene arrestato, condotto in via Tasso, torturato e condannato dal Tribunale Speciale Tedesco al carcere duro in Germania (condanna respinta dal feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring), quindi viene trasferito al carcere di Regina Coeli. Qui viene prelevato per essere ucciso alle Fosse Ardeatine assieme ad altri 334 uomini (all'indomani dell'attentato di via Rasella) il 24 marzo 1944. Assieme a quello di altre 37 vittime dell'eccidio, il suo corpo rimase orrendamente decapitato a seguito del massacro, come verificato al momento del recupero dei resti, dopo la liberazione di Roma[1].

Negli anni sessanta gli viene dedicata una via nel quartiere Spinaceto, a Roma[2]. Nel 1997 l'amministrazione Comunale di Foggia gli intitola una via nel Rione Martucci, Vico Ugo Stame[3].

Dal marzo 2007 la figlia del caduto, Rosetta Stame, rimasta orfana del padre all'età di sei anni, è stata acclamata quale presidente dell'ANFIM (Associazione Nazionale tra le Famiglie Italiane dei Martiri Caduti per la Libertà della Patria), subentrando allo scomparso Giovanni Gigliozzi, rimasto alla guida dell'associazione per trent'anni[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lello Saracino, Il tenore partigiano - Nicola Stame: il canto, la Resistenza, la morte alle Fosse Ardeatine, Alegre. Roma, 2015. ISBN 9788898841004

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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