NGC 2775

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NGC 2775
Galassia a spirale
NGC2775-hst-R814GB450.jpg
La galassia “NGC 2775”
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data1783
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneCancro
Ascensione retta09h 10m 20s[1]
Declinazione+07° 02′ 16″[1]
Distanza134 milioni a.l.
(41 milioni pc)
Magnitudine apparente (V)10,3[1]
Dimensione apparente (V)4,3' x 3,3'
Velocità radiale+1354 ± 5 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia a spirale
ClasseSa(r)ab
Altre designazioni
C 48; UGC 4820; PGC 25861[1]
Mappa di localizzazione
NGC 2775
Cancer IAU.svg
Categoria di galassie a spirale

Coordinate: Carta celeste 09h 10m 20s, +07° 02′ 16″

NGC 2775 (nota anche come C 48) è una grande galassia a spirale visibile nella costellazione del Cancro, non lontano dal confine con l'Idra.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 2775.

Si tratta di una spirale gigante, di dimensioni notevolmente maggiori di quelle della Galassia di Andromeda. È ben visibile anche con piccoli telescopi 3 gradi a ENE della stella ζ Hydrae; si presenta come una macchia chiara molto concentrata e luminosa, apparentemente senza tracce di strutture a spirale. Un telescopio riflettore da 200mm può permettere di intravedere dei sottili bracci molto stretti intorno al nucleo, in particolare verso la parte meridionale; di fatto, la grande luminosità del nucleo disturba molto la loro osservazione. La sua posizione relativamente prossima all'equatore celeste fa sì che essa sia osservabile con facilità da entrambi gli emisferi terrestri.

Fino all'Ottocento NGC 2775 veniva considerata come appartenente alla costellazione dell'Idra; quando, nel 1930, l'Unione Astronomica Internazionale si riunì per definire dei confini netti per le costellazioni, questa galassia ricadde entro i confini del Cancro (sebbene in effetti sembri molto più vicina alle stelle dell'Idra, in particolare della stella ζ Hydrae).

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 2775 venne individuata per la prima volta da William Herschel nel 1783, attraverso un telescopio riflettore da 18,7 pollici; egli lo descrisse come una nebulosa piuttosto grande e luminosa in particolare nelle regioni centrali. Suo figlio John Herschel la inserì nel suo General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 1771.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La classe a cui appartiene questa galassia è Sa, molto simile dunque alla famosa Galassia Sombrero, ma con diversa inclinazione (39° dalla visione di faccia). Negli ultimi 30 anni, tra i suoi bracci sono state osservate 5 supernovae[3]. Diverse sono le stime sulla sua distanza; quella più accreditata indica un valore di 55-60 milioni di anni luce dalla Via Lattea. Se questo valore è corretto, il diametro della galassia sarebbe di 73.000 anni luce, con una luminosità pari a 17 miliardi di Soli.[4]

Studi incentrati sulle emissioni a più lunghezze d'onda indicano che nel bulge non è presente gas freddo, mentre le emissioni ai raggi X seguono una distribuzione analoga a quella stellare, indicando quindi una provenienza stellare; si ritiene così che il nucleo sia quasi del tutto privo di gas, il quale è stato probabilmente spinto via dal forte vento stellare delle stelle della regione.[5] Nel 1993 è stata osservata sul suo disco una supernova, poi denominata 1993Z.[6]

La galassia appartiene al gruppo Antlia-Hydra, un ammasso di galassie che conta oltre un centinaio di membri; NGC 2775 è la galassia più grande del sottogruppo a cui appartiene, formato da altre galassie minori come NGC 2777, osservabile a poca distanza. Queste due galassie sarebbero legate da un ponte di idrogeno atomico (HI), rivelato dal radiotelescopio di Arecibo.[4] Il profilo di NGC 2775 alla lunghezza d'onda dell'idrogeno neutro risulta essere regolare e non sono evidenti segni di interazione.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, su Results for NGC 2775. URL consultato il 21 maggio 2013.
  2. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 2775, su ngcicproject.org. URL consultato il 21 maggio 2013.
  3. ^ Best of AOP: NGC 2775
  4. ^ a b Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-55332-6.
  5. ^ a b Hogg, David E.; Roberts, Morton S.; Bregman, Joel N.; Haynes, Martha P., Hot and Cold Gas in Early-Type Spirals: NGC 3623, NGC 2775, and NGC 1291, in The Astronomical Journal, vol. 121, nº 3, marzo 2001, pp. 1336-1357, DOI:10.1086/319400. URL consultato il 4 maggio 2013.
  6. ^ Treffers, R. R.; Filippenko, A. V.; Leibundgut, B.; Paik, Y.; Lee, L. F. M.; Richmond, M. W., Supernova 1993Z in NGC 2775, in IAU Circ., 5870, 3, settembre 1993. URL consultato il 4 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 2773  •  NGC 2774  •  NGC 2775  •  NGC 2776  •  NGC 2777   
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