NGC 2403

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NGC 2403
Galassia a spirale
NGC 2403
NGC 2403
Scoperta
Scopritore William Herschel
Anno 1788
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
Costellazione Giraffa
Ascensione retta 07h 36m 51,4s
Declinazione +65° 36′ 09″
Distanza 8 milioni di a.l.
(2,5 Mpc)
Magnitudine apparente (V) 8,9
Dimensione apparente (V) 21′.9 × 12′.3
Velocità radiale 131 ± 3 km/s
Caratteristiche fisiche
Tipo Galassia a spirale
Classe SAB(s)cd
Dimensioni 98000 a.l.
(30043 pc)
Altre designazioni
C 7; HV.44, UGC 3918, PGC 21396
Mappa di localizzazione
NGC 2403
Camelopardalis IAU.svg
Categoria di galassie a spirale

Coordinate: Carta celeste 07h 36m 51.4s, +65° 36′ 09″

Foto mappata di NGC 2403; sono evidenziate alcune strutture principali e le aree dove sono state osservate le supernovae.

NGC 2403 (nota anche come C 7) è una grande galassia spirale visibile nella costellazione della Giraffa. Creduta all'inizio una delle galassie a noi più vicine (appena 8000 anni luce)[1], si scoprì in seguito la sua distanza reale, di 8 milioni di anni luce.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Si individua in un'area povera di stelle brillanti, diversi gradi a nord-ovest del Grande Carro; si può scorgere nelle notti più limpide anche con un semplice binocolo 10x50, dove si presenta come una piccola macchia chiara. Un telescopio amatoriale consente di distinguere la regione del nucleo dalle aree esterne.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La galassia appartiene al Gruppo di galassie di M81, uno dei più vicini al nostro Gruppo Locale, i cui membri principali si trovano nell'Orsa Maggiore. Fu la prima galassia all'esterno del Gruppo Locale in cui furono identificate delle variabili Cefeidi;[1] la galassia è anche conosciuta per le supernovae apparse in essa: SN 1954J, 2002kg[2] e SN 2004dj[3]. Il suo nucleo è ricco di regioni HII[4], ossia aree di idrogeno ionizzato in cui avvengono fenomeni di formazione stellare, fenomeno abbastanza raro di norma nelle regioni centrali delle galassie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b George Robert Kepple, Glen W. Sanner, The Night Sky Observer's Guide, Volume 1, Willmann-Bell, Inc., 1998, p. 73, ISBN 0-943396-58-1.
  2. ^ (EN) IAUC 8051: 2002kg; 2002hz
  3. ^ (EN) IAUC 8377: 2004dj; 2004dk; 2004dl, 2004dm
  4. ^ Luis C. Ho, Alexei V. Filippenko e Wallace L. W. Sargent, A Search for "Dwarf" Seyfert Nuclei. III. Spectroscopic Parameters and Properties of the Host Galaxies, in Astrophysical Journal Supplement, vol. 112, ottobre 1997, pp. 315-390.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere generali[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Caldwell Objects, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-55332-6.
  • (EN) R. W. Sinnott, editor, The Complete New General Catalogue and Index Catalogue of Nebulae and Star Clusters by J. L. E. Dreyer, Sky Publishing Corporation and Cambridge University Press, 1988, ISBN 0-933346-51-4.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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