Matteo Pratichetti

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Matteo Pratichetti
Dati biografici
Paese Italia Italia
Altezza 190 cm
Peso 100 kg
Familiari Silvano Tartaglini (prozio)
Carlo Pratichetti (zio)
Andrea Pratichetti (fratello)
Flavia Tartaglini (cugina)
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Tre quarti centro
Ritirato 2018
Carriera
Attività giovanile
2000-03 Capitolina
Attività di club¹
2003-04 Capitolina 13 (25)
2004-09 Calvisano 66 (30)
2009-10 Viadana 18 (10)
Attività in franchise
2010-12 Aironi 26 (0)
2012- Zebre 64 (15)
Attività da giocatore internazionale
2004-11 Italia Italia 24 (25)

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito

Statistiche aggiornate al 29 luglio 2018

Matteo Pratichetti (Roma, 27 luglio 1985) è un ex rugbista a 15 italiano, in carriera attivo nel ruolo di tre quarti centro e 24 volte internazionale per l'Italia con cui ha partecipato a due edizioni della Coppa del Mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nativo della zona romana di Casal Palocco, Pratichetti, proveniente da famiglia di tradizione rugbistica (suo padre, Oreste, fu giocatore e allenatore, il suo prozio Silvano Tartaglini fu internazionale italiano negli anni quaranta e cinquanta, lo zio Carlo giocò in Nazionale negli anni ottanta, suo fratello Andrea fu suo compagno di squadra nel Calvisano per la stagione 2008-09 ed è cugino della velista Flavia Tartaglini), iniziò a muovere i primi passi nelle giovanili della Capitolina, durante la militanza nelle quali fu impiegato come raccattapalle durante il primo torneo del Sei Nazioni, nel 2000[1].

Nel 2004, a 19 anni, fu ingaggiato dal Calvisano ed esordì in nazionale, sotto la guida tecnica del C.T. neozelandese John Kirwan. Anche il successore di Kirwan, il francese Pierre Berbizier, utilizzò Pratichetti nel suo progetto generale di ringiovanimento della rosa, e lo convocò nella rosa dei partecipanti alla Coppa del Mondo di rugby 2007 in Francia.

A livello di club ha vinto due campionati italiani con Calvisano; nell'estate 2009, dopo che il club del Bresciano si ritirò dal Super 10, Pratichetti firmò un contratto con il Viadana[2], che lo mise sotto contratto in ottica-Celtic League: nel 2010 la neoistituita franchise degli Aironi, destinata alla competizione celtica allargata all'Italia e il cui nucleo era prevalentemente proprio dal Viadana, infatti, schierò Pratichetti nella propria rosa.

Ancora nel 2011 il C.T. Nick Mallett convocò Pratichetti per la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda, nel corso della quale disputò, a 26 anni, la sua ultima partita internazionale, una vittoria contro la Russia nella fase a gironi.

Nel 2012, dopo la revoca della licenza federale agli Aironi, Pratichetti fu ingaggiato dalla franchise delle Zebre, istituita dalla federazione per prenderne il posto. In tale squadra è rimasto fino alla fine della carriera, annunciata a luglio 2018 a causa di un infortunio alle vertebre cervicali occorsogli durante la stagione appena terminata[3]; Pratichetti ha inoltre dichiarato di voler dedicarsi alla fisioterapia, avendo già compiuto studi in scienze motorie[3].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore atletico
«Campione italiano (brevetto 28709)[4]»
— 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Buongiovanni, Pratichetti, raccattapalle in meta, in la Gazzetta dello Sport, 16 marzo 2007. URL consultato il 30 settembre 2008.
  2. ^ Matteo Pratichetti firma con il Viadana, su sixnationsrugby.com, Sei Nazioni, 28 luglio 2009. URL consultato il 29 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2018).
  3. ^ a b Matteo Pratichetti annuncia il ritiro dal rugby giocato, su federugby.it, Federazione Italiana Rugby, 18 luglio 2018. URL consultato il 29 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2018).
  4. ^ Benemerenze sportive: Matteo Pratichetti, su coni.it, Comitato Olimpico Nazionale Italiano. URL consultato il 29 luglio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]