Ramiro Pez

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Ramiro Pez
Rugby Roma - L'Aquila 2000.jpg
Pez (con la palla) nella finale di campionato 2000 contro L'Aquila
Dati biografici
Paese Argentina Argentina
Altezza 178 cm
Peso 86 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Union Italia Italia
Ruolo Mediano d'apertura
Ritirato 2016
Carriera
Attività provinciale
2010-2016Córdoba
Attività di club¹
1999La Tablada
2000-2001Rugby Roma19 (122)
2001-2003Rotherham37 (468)
2003-2004Leicester8 (65)
2004-2005Rotherham12 (130)
2005Bath1 (0)
2005Castres1 (0)
2005-2006Perpignano8 (59)
2006-2007Bayonne5 (29)
2007-2008Veneziamestre7 (46)
2008-2009Tolone7 (25)
2010-2016La Tablada
Attività da giocatore internazionale
2000-2007Italia Italia40 (260)

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito

Statistiche aggiornate al 1º gennaio 2021

Ramiro Eduardo Pez (Córdoba, 6 dicembre 1978) è un ex rugbista a 15 italo-argentino internazionale per l'Italia, in carriera attivo nel ruolo di mediano d'apertura. Al 2020 è il quinto miglior realizzatore internazionale per l’Italia con 260 punti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pez è nato a Córdoba in Argentina, e iniziò la sua carriera in patria, nel La Tablada, con cui vinse nel 1999 il torneo Nacional de Clubes[1].

Nel maggio 2000 giunse in Italia, ingaggiato dal Rugby Roma[2], in tempo per giocare le fasi finali del torneo, compresa la finale, nella quale marcò 20 punti (una meta, tre trasformazioni e tre calci piazzati) e contribuire a far vincere alla squadra romana lo scudetto dopo 52 anni[3][4]; poco dopo, grazie alle sue ascendenze italiane, esordì sotto la gestione Johnstone nella serie di test di metà anno della Nazionale italiana.

Dal 2001 al 2005 militò in Inghilterra, dapprima nel Rotherham, poi nel Leicester e infine nel Bath, prima di trasferirsi in Francia al Castres, nel quale rimase per pochissimo tempo[2].

Pur nel giro della nazionale e nonostante la partecipazione alle qualificazioni per la Coppa del Mondo di rugby 2003, il nuovo C.T. John Kirwan non lo inserì nei convocati alla rassegna mondiale; il ritorno avvenne con l'avvento sulla panchina azzurra del francese Pierre Berbizier.

Già a settembre 2005 Pez lasciò il Castres e si trasferì al Perpignano per una stagione, poi nel 2006, per un'ulteriore stagione, al Bayonne.

Berbizier inserì Pez tra i convocati alla Coppa del Mondo di rugby 2007, nel corso della quale il giocatore scese in campo in due dei quattro incontri totali disputati dall'Italia (contro Romania e Scozia, il suo ultimo incontro internazionale). Rimasto senza contratto, dopo la fine del torneo mondiale Pez fu ingaggiato, nel dicembre 2007, in Italia dal Veneziamestre per una stagione[5].

Nella stagione 2008-09 Pez tornò in Francia nel Tolone e, al termine del contratto, tornò a giocare da dilettante nel suo club originario, il La Tablada[1], escludendo qualsiasi ulteriore trasferimento al fine di avere più tempo per la famiglia e gli amici[1]; nel 2011 si aggiudicò il campionato argentino con la selezione provinciale di Córdoba[6], successo bissato l'anno successivo. Con il La Tablada giunse invece fino alla finale del Nacional de Clubes 2011, persa contro il Duendes[7].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ES) Martín Quetglas, Ramiro Pez volvió a La Tablada, in Córdoba XV, 8 ottobre 2009. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2009).
  2. ^ a b Volpe, pag. 301.
  3. ^ Volpe, pag. 97.
  4. ^ Carlo Gobbi, Roma torna capitale, in la Gazzetta dello Sport, 18 giugno 2000. URL consultato il 26 gennaio 2010.
  5. ^ Gianluca Galzerano, Colpo grosso del Casinò: preso Ramiro Pez, in L'Espresso, 5 dicembre 2007. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2007).
  6. ^ (ES) Argentino de Rugby: Córdoba campeón, in Los Andes, 23 aprile 2011. URL consultato il 7 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2011).
  7. ^ (ES) Hernán Alvarez, Nacional de Clubes: Duendes, campeón, in ESPN Scrum, 27 novembre 2011. URL consultato il 6 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Volpe e Paolo Pacitti, Rugby 2009, Roma, ZESI, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]