Luis Alberto Orellana

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Luis Alberto Orellana
Luis Alberto Orellana - October 2016 (cropped).jpg
Luis Alberto Orellana (2016)

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Movimento 5 Stelle (Fino al 26/02/2014)
- Misto (Dal 27/02/2014 al 19/10/2015)
- Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE (Dal 20/10/2015)
Circoscrizione Lombardia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico M5S (2013-2014)
RI (dal 2016)
Titolo di studio Laurea in Scienze dell'informazione
Università Università degli Studi di Pavia
Professione Dirigente quadro nel settore privato

Luis Alberto Orellana (Caracas, 17 agosto 1961) è un politico italiano che ha militato nel Movimento 5 Stelle, senatore dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018.

Dal 2016 fa parte del partito dei Radicali Italiani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Caracas, in Venezuela, da madre italiana (originaria di Sapri[1]), è residente a Pavia, dove lavora per la società di telefonia Italtel.

Candidatura a consigliere comunale (2009 e 2011) e regionale (2010)[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la sua attività politica nel 2009 quando, in occasione delle elezioni comunali di Pavia, si candida con la lista "Cittadini in Comune" per la carica di consigliere comunale, tuttavia non viene eletto, in quanto la lista ottiene meno del 3% e non elegge alcun consigliere.

Nel 2010 quando, in occasione delle elezioni regionali in Lombardia del 2010, si candida con il Movimento 5 Stelle per la carica di consigliere regionale (sia nella lista provinciale di Milano e sia all'interno del listino bloccato del candidato presidente Vito Crimi), ottiene 73 preferenze. Non viene eletto, in quanto il partito ottiene meno del 3% a livello regionale e non elegge alcun consigliere.

Nel 2011 si candida con il Movimento 5 Stelle per la carica di consigliere di zona (zona 8) nelle elezioni comunali di Milano ma non viene eletto.

Elezione a senatore (2013)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato al Senato della Repubblica, in regione Lombardia, nelle liste del Movimento 5 Stelle (in sesta posizione), venendo eletto senatore della XVII legislatura.

Orellana, in particolare, è stato il candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza del Senato della Repubblica, ottenendo sempre, nelle 3 votazioni complessive, 52 voti, provenienti dai senatori del suo partito.[2]

Orellana viene eletto, il 16 aprile 2013, vicepresidente, insieme ad Elisa Bulgarelli, carica che mantiene fino al 31 luglio 2013. Orellana è stato anche candidato alla presidenza del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato contro l'altro candidato, il collega Nicola Morra. La votazione a scrutinio segreto ha visto una clamorosa spaccatura nel gruppo 5 Stelle al Senato: 24 voti per Morra, considerato più vicino alla linea ortodossa dettata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, contro i 22 per Orellana, considerato più dialogante, soprattutto sul tema delle alleanze (la votazione ha fatto registrare 2 schede bianche).

Il 5 aprile 2013, come primo firmatario, ha presentato al senato, assieme ai senatori Alberto Airola, Lorenzo Battista, Rosetta Enza Blundo, Barbara Lezzi e Michela Montevecchi[3] il disegno di legge n. 363 così rubricato: "Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell'accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso". Il disegno di legge riprende integralmente una proposta normativa avanzata, in periodo elettorale, dall'associazione Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBT, con lo scopo di introdurre nell'ordinamento giuridico italiano la possibilità di sposarsi per le coppie dello stesso sesso, nonché di permettere la costituzione del rapporto di filiazione tra il coniuge dello stesso sesso e il figlio biologico dell'altro coniuge fin dal momento del concepimento in costanza di matrimonio, anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata.[4]

Espulsione dal Movimento 5 stelle[modifica | modifica wikitesto]

Le opinioni da lui espresse nei mesi di agosto e settembre 2013 hanno portato all'accostamento del suo nome, con intenti denigratori, a quello di Domenico Scilipoti da parte dello stesso leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo[5][6].

Orellana viene infatti etichettato dalla stampa come "dissidente" all'interno del gruppo del Movimento 5 stelle, in quanto spesso le sue dichiarazioni non seguono la linea comune del proprio schieramento. Secondo il blog di Beppe Grillo, gli attivisti 5 stelle della provincia di Pavia, dove Orellana è stato eletto, hanno preso le distanze dal senatore[7]; sfiducia che è stata contestata da Orellana[8].

Il 26 febbraio 2014 è espulso dal Movimento 5 Stelle assieme ai senatori Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista, dopo che il giorno prima l'assemblea dei parlamentari dell'M5S aveva dato parere favorevole all'espulsione[9][10], passando quindi al gruppo misto.

Lo stesso giorno presenta le dimissioni da senatore[11], affermando

«Per Grillo siamo solo pedine da manovrare. Uno vale uno? Grillo vale più degli altri e poi uno vale l'altro»

Successivamente rivede la sua posizione e ritira le dimissioni.[12]

Il 21 maggio 2014 si unisce alla componente del gruppo misto Italia Lavori in Corso.[13][14] costituita qualche giorno prima dai senatori con lui espulsi Lorenzo Battista, Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, dalle due senatrici dimissionarie (Alessandra Bencini e Monica Casaletto, che non aderiscono alla componente Movimento X degli altri senatori ex 5 Stelle dimissionari), dalle senatrici Paola De Pin e Adele Gambaro (anch'esse ex M5S) e dal senatore Bartolomeo Pepe (ex M5S).

Il 14 ottobre 2014 vota a favore della nota di aggiornamento al DEF contribuendo al raggiungimento del quorum di 161 voti necessari e al salvataggio del Governo Renzi in Senato. Questo voto suscita durissime critiche dei grillini ad Orellana nonché prese di distanza da parte di altri membri della sua componente. Il 30 ottobre 2014 lascia quindi la componente Italia Lavori in Corso.

Successivamente alla sua espulsione, insieme ad altri parlamentari espulsi o fuoriusciti dal Movimento, ha proseguito nel versamento di metà dello stipendio e parte della diaria ad associazioni benefiche, così come imposto dal regolamento del gruppo parlamentare del M5S.[15]

Ingresso in maggioranza[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 ottobre 2015 aderisce al gruppo parlamentare Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE (gruppo composto dai senatori di Sudtiroler Volkspartei, Union Valdotaine, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Unione per il Trentino, Partito Socialista Italiano e Movimento Associativo Italiani all'Estero, oltre che quattro senatori a vita, tra cui gli ex Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Carlo Azeglio Ciampi), entrando così ufficialmente nella maggioranza che sostiene il Governo Renzi.[16]

Candidatura a consigliere comunale di Milano (2016)[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle Elezioni amministrative del 2016 a Milano, si candida, assieme alla deputata ex M5S Mara Mucci, per la carica di consigliere comunale nelle liste dei Radicali Italiani, a sostegno del candidato sindaco Marco Cappato, ottenendo però solo 18 voti e non venendo eletto.[17]

Candidatura al Consiglio regionale della Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle regionali lombarde del 2018 Orellana decide di presentarsi come candidato consigliere in Provincia di Pavia con la lista Lombardia Progressista, ottenendo 322 preferenze e mancando di fatto l'elezione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Sapri a Palazzo Madama: il cilentano Luis Alberto Orellana eletto a Pavia - la Città di Salerno dal 2004.it » Ricerca
  2. ^ M5S: Fico alla Camera, Orellana Senato. Bersani annuncia: scheda bianca, Il Messaggero, 14 marzo 2013. URL consultato il 15 marzo 2013.
  3. ^ Il 6 giugno 2013 aggiungeranno la firma in calce al disegno di legge anche i senatori Alessandra Bencini, Laura Bottici, Francesco Campanella, Monica Casaletto, Gianluca Castaldi, Vito Claudio Crimi, Daniela Donno, Luigi Gaetti, Giovanna Mangili, Francesco Molinari, Paola Nugnes, Sara Paglini e Maurizio Buccarella.
  4. ^ Senato della Repubblica Italiana - XVII Legislatura - Disegni di legge - Atto Senato n. 393 - Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell'accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso, presentato in data 5 aprile 2013; annunciato nella seduta pomeridiana n. 10 del 9 aprile 2013.
  5. ^ I nuovi Scilipoti, su beppegrillo.it. URL consultato il 20 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2014).
  6. ^ M5S, Grillo su Orellana:"È il nuovo Scilipoti?" E lui: "Sto pensando di lasciare il Movimento"
  7. ^ Orellana sfiduciato dal territorio, su Beppegrillo.it, 21 febbraio 2014. URL consultato il 21 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  8. ^ Una sfiducia dal basso con molte zone d'ombra
  9. ^ Votazione per l'espulsione dei senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana - Risultati Archiviato il 1º marzo 2014 in Internet Archive.
  10. ^ M5S, espulsi quattro senatori dissidenti È caos, lacrime e urla durante l'assemblea
  11. ^ M5S, espulsi quattro senatori dissidenti. È caos, lacrime e urla durante l'assemblea, Corriere della Sera, 26 febbraio 2014
  12. ^ Orellana ritira le dimissioni da senatore
  13. ^ senato.it - Scheda di attività di Fabrizio BOCCHINO - XVII Legislatura
  14. ^ Copia archiviata, su italialavoriincorso.it. URL consultato il 7 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2014).
  15. ^ M5S, senatori espulsi restituiscono 106mila euro e li donano a onlus: “Rispettato patto”
  16. ^ Luis Alberto Orellana, ex M5S passa nel gruppo Per le Autonomie (con Napolitano) ed entra in maggioranza, su Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2015. URL consultato il 30 aprile 2016.
  17. ^ Elezioni Milano 2016, ex parlamentari M5s Mucci e Orellana candidati nelle liste dei Radicali, su Il Fatto Quotidiano, 27 aprile 2016. URL consultato il 30 aprile 2016.

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