Lenín Moreno

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Lenin Moreno
LENIN MORENO.jpg
Lenín Moreno nel febbraio 2017

Presidente dell'Ecuador
In carica
Inizio mandato 24 maggio 2017
Vice presidente Jorge Glas
Predecessore Rafael Correa

Vicepresidente dell'Ecuador
Durata mandato 15 gennaio 2007 –
24 maggio 2013
Vice di Rafael Correa
Predecessore Alejandro Serrano
Successore Jorge Glas

Presidente di Alianza País
Durata mandato 1º maggio 2017 –
31 ottobre 2017
Predecessore Rafael Correa
Successore Ricardo Patiño

Dati generali
Partito politico Alianza País
Università Università Centrale dell'Ecuador

Lenín Boltaire Moreno Garcés (Nuevo Rocafuerte, 19 marzo 1953) è un politico ecuadoriano, presidente dell'Ecuador dal 24 maggio 2017; in precedenza era stato vicepresidente del Paese dal 2007 al 2013 nel governo di Rafael Correa.

Candidato per Alianza País alle elezioni presidenziali del 2017,[1] al primo turno ottiene il 39,36% dei voti, non sufficienti per essere eletto direttamente presidente, ed evitare il ballottaggio del 2 aprile 2017 con il banchiere conservatore Guillermo Lasso, che riesce comunque a sconfiggere con il 51,16% dei consensi ed essere eletto presidente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Moreno nacque nel 1953 a Nuevo Rocafuerte, nel cantone di Aguarico, nell'Amazzonia ecuadoriana al confine con il Perù. Inizialmente intraprese l'attività dei genitori, professori di scuola secondaria, prima di aprire un'impresa che promuoveva il turismo in Ecuador, divenendo anche il primo presidente esecutivo della Federazione Nazionale della Camera di turismo. Nel 1998 perse l'uso delle gambe, quando durante una rapina l'assalitore gli sparò alla schiena. Dopo una lunga convalescenza ed aver pubblicato una decina di libri, divenne Direttore Nazionale delle invalidità dal 2001 al 2004.[2]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Vicepresidente dell'Ecuador[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 viene nominato vicepresidente da Rafael Correa, incarico che ricoprirà fino al 2013; in quegli anni avrà un occhio di attenzione alle persone disabili, promuovendo una pensione mensile (chiamato bono) a seconda del grado di invalidità. Grazie alla sua azione è stata quintuplicato il budget per l'assistenza dei disabili.[3]

Ha anche fondato la Misión Solidaria Manuela Espejo che offre riabilitazione, aiuto tecnico e supporto psicologico a migliaia di Ecuadoriani disabili. Tra il 2009 e il 2010 la Misión ha visitato oltre 1,2 milioni di case in tutto il paese intervistando quasi 300.000 persone disabili per scoprire quali esigenze siano più pressanti. Molte di quelle persone hanno ricevuto controlli medici gratuiti. Attualmente la Misión si sta diffondendo in Paraguay, Perù, Guatemala, Cile, El Salvador e Colombia.

Nel 2012 viene nominato per il Premio Nobel per la Pace.

Inviato speciale all'ONU[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la vicepresidenza, nel dicembre 2013 viene nominato inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla disabilità e l'accessibilità,[4] andando a vivere, nell'aprile del 2014, a Ginevra, in Svizzera.[5]

Presidente dell'Ecuador[modifica | modifica wikitesto]

Candidato alle elezioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2015, da quando il presidente Correa rifiutò una nuova candidatura, Moreno venne menzionato come possibile candidato alla presidenza per il partito di governo Alianza PAIS, risultando il personaggio politico maggiormente accettato nelle file del centrosinistra durante la fase pre-elettorale. Nel 2016 Moreno, nonostante continuasse a vivere a Ginevra per via del suo incarico all'ONU, iniziò ad essere maggiormente presente alle riunioni del partito di governo.

Rientrato in Ecuador il 27 settembre, il 1º ottobre, al Convegno Nazionale Alianza PAIS, viene candidato ufficialmente per le elezioni presidenziali in Ecuador del 2017, con Jorge Glas candidato alla vicepresidenza, incarico che già ricopriva come vice di Correa dal 2013. Moreno lascia quindi l'incarico di inviato speciale delle Nazioni Unite e rientra in patria accettando la candidatura.[6]

Elezioni presidenziali del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 febbraio 2017 Moreno vince al primo turno con il 39,36% dei voti, ma non riesce, per poco, ad essere eletto direttamente, in quanto secondo la legge elettorale ecuadoriana, un candidato vince al primo turno se ottiene almeno il 40% dei voti distanziando il secondo di almeno 10 punti in percentuale. Il 2 aprile 2017 va al ballottaggio contro l'ex presidente del Banco di Guayaquil, il conservatore Guillermo Lasso.

La mattina del 3 aprile, secondo i dati del Consejo Nacional Electoral (CNE), è virtualmente il nuovo presidente dell'Ecuador, avendo ottenuto il 51,15% dei voti contro il 48,85% di Lasso, con il 99% delle schede già scrutinate.[7] Lasso, come già avvenuto al primo turno, impugna il risultato chiedendo il riconteggio dei voti,[8] che tra l'altro, incrementerà i voti di Moreno a scapito di quelli di Lasso. Il 18 aprile, il CNE annuncia ufficialmente la vittoria di Moreno con il 51,16% dei voti.[9]

È entrato nel pieno delle sue funzioni, succedendo a Correa, il 24 maggio 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Ecuador Successore Flag of Ecuador.svg
Rafael Correa dal 24 maggio 2017 in carica
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