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I Cavalieri dello zodiaco: L'ultima battaglia

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I Cavalieri dello Zodiaco: L'ultima battaglia
Lastbattle.jpg
Scena del film
Titolo originale聖闘士星矢 最終聖戦の戦士たち (Saint Seiya: Saishûseisen no senshitachi)
Lingua originalegiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno1989
Durata45 min
Genereanimazione, azione, fantastico
RegiaMasayuki Akehi
SoggettoMasami Kurumada
SceneggiaturaYoshiyuki Suga
Casa di produzioneToei Animation
Distribuzione (Italia)Dynamic Italia
MusicheSeiji Yokoyama
Art directorMasahiro Naoi
AnimatoriMasahiro Naoi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale

Ridoppiaggio (2000)

I Cavalieri dello Zodiaco: L'ultima battaglia (聖闘士星矢 最終聖戦の戦士たち Saint Seiya: Saishûseisen no senshitachi?) è il quarto lungometraggio di animazione de I Cavalieri dello zodiaco, che vede cinque protagonisti affrontare Lucifero e i suoi quattro demoni ascesi per conquistare il mondo. È stato proiettato per la prima volta in Giappone il 18 marzo 1989, lo stesso giorno in cui fu trasmesso l'episodio 112, il terzultimo della serie animata e della saga di Nettuno.
Come i tre film precedenti, anche di questo lungometraggio è presente una versione ridoppiata dalla Dynamic Italia nel 2000, col titolo tradotto in Saint Seiya: I combattenti dell'ultima Guerra Sacra (traduzione letterale dell'originale, riutilizzato poi nell'anime comics stampato dalla Star Comics), con nomi e dialoghi più fedeli all'edizione originale. Entrambe le tracce sono disponibili nell'edizione in DVD edita da Yamato Video.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lucifero, il signore degli Inferi, è giunto sulla Terra con ostili intenzioni: un tempo egli era l'angelo più bello del Paradiso, ma a causa della sua smodata ambizione venne confinato da Dio nell'Inferno. Ora Lucifero vuole prendersi la sua vendetta e, con l'aiuto di Apollo, Nettuno e Discordia, gli dei sconfitti dai Cavalieri dello zodiaco, vuole sottomettere l'umanità e dominare il mondo intero. Atena, che in passato è stata rivale di Lucifero, vuole impedire che i piani del signore degli Inferi si realizzino, ma l'unico modo che ha per salvare la Terra è sacrificarsi al dio nemico presso il risorto tempio di Lucifero e tra atroci sofferenze.

Lady Isabel si reca al palazzo di Lucifero, pronta a sacrificarsi per salvare l'umanità. I Cavalieri dello zodiaco vogliono evitare il sacrificio di Atena e la seguono al tempio del signore degli Inferi. Nel proprio percorso, Pegasus, Sirio, Cristal e Andromeda si imbattono nei demoni seguaci di Lucifero e ingaggiano con loro una dura battaglia. Per primo Dragone deve affrontare insieme Astaroth e Belzebù: il Cavaliere del Dragone riesce a sconfiggere Astaroth, ma poi viene battuto da Belzebù. Andromeda si scontra con Eligor, ma si trova in seria difficoltà e rischia di essere sconfitto; il Cavaliere di Andromeda viene salvato solo dall'intervento di Phoenix: con il Fantasma Diabolico il Cavaliere della Fenice sconfigge Eligor, per poi lasciare il fratello svenuto a terra e recarsi direttamente da Lucifero. Cristal affronta nel frattempo Molock: il Cavaliere del Cigno riesce a prevalere al termine di una lotta molto dura.

Mentre Lady Isabel è intenta ad attraversare una scalinata coperta di spine e Phoenix viene sconfitto da Lucifero, Pegasus si scontra con Belzebù, che però si rivela essere un ostico avversario. Nonostante lo svantaggio iniziale, il giovane eroe non si dà per vinto e unisce il suo cosmo a quello degli altri Cavalieri di Atena. In aiuto del Cavaliere di Pegasus giunge l'armatura d'oro del Sagittario, che si dispone sul corpo del giovane eroe. Sconfitto con facilità Belzebù, Pegasus scocca contro Lucifero la Freccia d'Oro, nella quale converge la potenza di tutti i Cavalieri d'oro: Lucifero viene ucciso e insieme a lui cadono Apollo, Nettuno e Discordia. Il tempio del signore degli Inferi crolla, ma Lady Isabel e i suoi Cavalieri si salvano. Lucifero è condannato a rimanere nell'Inferno e la giustizia torna a regnare sulla Terra.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi introdotti nel film[modifica | modifica wikitesto]

Lucifero[modifica | modifica wikitesto]

Lucifero
Nome orig.ルシファー (Lucifer)
Lingua orig.Giapponese
Voce orig.Masane Tsukayama
Voci italiane
  • Alessandra Di Sanzo IV Film (I versione)
  • Francesco Pannofino IV Film (II versione)
SessoMaschio

Lucifero (ルシファー Lucifer?) è ispirato al diavolo della tradizione cristiana ed è intenzionato a sconfiggere Atena per dominare l'universo, accompagnato dai suoi quattro demoni.

Riesce ad uscire dagli inferi grazie all'aiuto di Abel, Poseidone ed Eris, e fa un patto con Atena: in cambio della vita della dea egli avrebbe sì affidato la Terra alle tre divinità sconfitte in precedenza dai Cavalieri, ma essi (in quanto suoi generali) non avrebbero tolto la vita a gente innocente. Atena affronta quindi una scalinata di spine fino alla statua di Satana, dove si trova il trono dell'angelo decaduto, perdendo molto sangue e Cosmo che vengono trasferiti a Lucifero e ai suoi alleati. Alla fine, però viene colpito dalla freccia d'oro del Sagittario scoccata da Pegasus, che lo rimanda negli Inferi. Lucifero ha assunto forma assimilando dagli inferi i cosmi di Apollo, Nettuno e Discordia e si mostra quindi capace di sfruttare capacità legate a questi dei (come creare nubi tossiche, provocare eruzioni o scatenare maremoti). È in grado di lanciare potenti raggi energetici che possono distruggere tutto (persino la statua di Atena al Santuario della dea che viene decapitata).

Nei settei pubblicati sulla Gold Jump selection 2 vediamo che originariamente Lucifero era stato pensato con le ali da pipistrello, ed appare anche una sua versione senza mantello e senza ali[1]. In una intervista recente il direttore del doppiaggio della prima versione del film (Fabrizio Mazzotta) ha rivelato che la voce di Alessandra di Sanzo per Lucifero fu imposta dal fratello di quest'ultima, allora responsabile video della Dynamic italia[2].

Demoni di Lucifero[modifica | modifica wikitesto]

I Sacri angeli del male, o Sacri angeli malefici (聖魔天使 Seima Tenshi?), chiamati anche Demoni di Lucifero, sono quattro angeli decaduti al servizio di Lucifero, e giungono sulla Terra insieme al loro capo al fine di sconfiggere Atena e conquistarla. Riescono a penetrare e superare le Dodici Case ed a uccidere i Cavalieri d'oro rimasti, ma vengono poi battuti da Pegasus e dai suoi amici nel corso del film. Risiedono nel Palazzo degli Intrighi risorto insieme a loro grazie al cosmo del dio. Indossano armature molto aderenti che coprono quasi la totalità del corpo e di altissima resistenza, prive però di un nome e tutte macanti di un elmo/diadema.

I quattro angeli caduti sono:

  • Belzebù (熾天使のベルゼバブ Seraph no Beelzebub?), angelo Serafino della passione
  • Astaroth (智天使のアシタロテ Cherub no Astaroth?), angelo Cherubino della conoscenza
  • Molock (座天使のモア Thrones no Moah?), angelo Trono della quiete
  • Eligor (力天使のエリゴル Virtues no Eligor?), angelo virtuoso della forza

I quattro Demoni di Lucifero, nonostante abbiano una potenza molto elevata, sembrano essere entità molto fragili ed eteree, riportate sulla Terra dal cosmo del loro signore, per poi svanire nel nulla insieme alla loro armatura in una nuvola di fumo una volta sconfitti. Similmente ai Cavalieri di Atena i quattro Demoni di Lucifero hanno un animale simbolo e inoltre sono contraddistinti da una qualità (passione, conoscenza, quiete, forza), mentre i loro nomi derivano da demoni presenti nella Demonologia

Astaroth[modifica | modifica wikitesto]
Astharot
Nome orig.智天使のアシタロテ (Cherub no Astaroth)
Lingua orig.Giapponese
Voce orig.Keiichi Nanba
Voci italiane
  • Fabio Boccanera I versione
  • Neri Marcorè II versione
SessoMaschio
Abilità
  • Colpo segreto del serpente bianco bicefalo

Astharot (智天使のアシタロテ Cherub no Astaroth?) è un angelo Cherubino della conoscenza, che ha come simbolo un serpente bianco bicefalo. Il suo nome deriva dal demone omonimo, appartenente alla Prima Gerachia.

Un tempo angelo di Dio risiedente in Paradiso, agli albori della storia Astaroth si schierò con l'angelo ribelle Lucifero insieme ad altri tre compagni per spodestare il Creatore dal suo trono, venendo perciò esiliato negl'Inferi insieme al suo signore ed ai suoi compagni. Tornato sulla Terra grazie al risveglio del suo signore, insieme ai suoi compagni sconfigge i Cavalieri d'oro rimasti nelle Dodici Case per poi fronteggiare i Cavalieri di bronzo Pegasus, Cristal e Andromeda, ferendoli gravemente. Insieme al compagno Belzebù cercherà di bloccare l'avanzata dei Cavalieri d'Atena ma verrà bloccato da Sirio il Dragone che, avendo avuto la descrizione del suo colpo segreto dai compagni, riesce a fronteggiare il nemico quasi alla pari. Riuscirà a ferire gravemente Sirio ma nonostante questo verrà sconfitto dal Dragone, tornando così nell'oblio degli Inferi.

La sua tecnica d'attacco è il "Colpo finale del bianco serpente bicefalo": Astaroth concentra il suo cosmo nelle mani e trasforma in artigli le sue unghie, in modo da simulare i denti del cobra con cui colpisce il suo avversario a grande velocità e in un punto vitale del corpo. La capacità di questo colpo è notevole, difatti viene specificato che con esso si può uccidere persino un cavaliere d'oro.

Belzebù[modifica | modifica wikitesto]
Belzebù
Nome orig.熾天使のベルゼバブ (Seraph no Beelzebub)
Lingua orig.Giapponese
Voce orig.Katsuji Mori
Voci italiane
  • Fabrizio Manfredi I versione
  • Stefano Mondini II versione
SessoMaschio
Abilità
  • Ali degl'Inferi

Belzebù (熾天使のベルゼバブ Seraph no Beelzebub?) è un angelo Serafino della Passione ed il suo simbolo è il Garuda. Il suo nome deriva dal demone omonimo, secondo in comando e braccio destro di Satana (caratteristiche che sembra mantenere all'interno del film).

Un tempo angelo di Dio risiedente in Paradiso, agli albori della storia Belzebù si schierò con l'angelo ribelle Lucifero insieme ad altri tre compagni per spodestare il Creatore dal suo trono, venendo perciò esiliato negl'Inferi insieme al suo signore ed ai suoi compagni. Tornato sulla Terra del XX secolo grazie al risveglio del suo signore, insieme ai suoi compagni sconfigge i Cavalieri d'oro rimasti nelle Dodici Case per poi fronteggiare i Cavalieri di bronzo Pegasus, Cristal e Andromeda, ferendoli gravemente. Quando i Cavalieri di Atena si recano al Palazzo degli Intrighi per evitare la vendetta del loro signore sulla dea della giustizia, Belzebù e il compagno Astaroth tentano di fermare il Cavaliere Sirio il Dragone. Dopo che il nemico riesce a sconfiggere Astaroth, Belzebù batte il Cavaliere col suo colpo segreto, per poi recarsi verso il trono del suo signore per impedire che gli altri Cavalieri riescano a salvare Atena. Qui riesce a tenere testa a tutti e cinque i Cavalieri di Bronzo, ma viene battuto da Pegasus quando questi indossa l'Armatura di Sagitter.

La sua tecnica si chiama "Ali degli inferi" (Garuda Hell Wings): Belzebù balza in aria, poi allarga le braccia come se fossero le ali di un uccello, e si lancia in picchiata contro il nemico. Contemporaneamente, Belzebù brucia il suo cosmo che, unito alla velocità di esecuzione del colpo, provoca enormi danni all'avversario. Nella doppiaggio originale del film, viene specificato che la velocità di esecuzione di questo colpo supera addirittura la velocità della luce.

Eligor[modifica | modifica wikitesto]
Eligor
Nome orig.力天使のエリゴル (Virtues no Eligor)
Lingua orig.Giapponese
Voce orig.Ken Yamaguchi
Voci italiane
  • Vittorio Guerrieri I versione
  • Nanni Baldini II versione
SessoMaschio

Eligor (力天使のエリゴル Virtues no Eligor?) è un angelo appartenente alla schiera delle Virtù (in particolare l'angelo virtuoso della forza), decaduto al servizio di Lucifero e il suo nome deriva dal demone omonimo, mentre il suo simbolo è una mantide religiosa, difatti è anche detto la mantide d'oro. Indossa un'armatura che gli copre tutto il corpo, meno la testa ed indossa una maschera che ne lascia coperto solo il volto. Quando Phoenix lo colpisce col fantasma diabolico, Eligor cade a terra e nello stesso momento gli vola via la maschera, ma si vedono solo bocca e naso, perché gli occhi sono coperti dai capelli.

Angelo ribelle seguace di Lucifero, un tempo risiedente in Paradiso, Eligor attacca i Cavalieri d'Oro con i suoi compagni Astaroth, Belzebù e Molock sconfiggendoli con molta facilità. Quando Atena decide di sacrificarsi per fermare la scia di distruzione causata da Nettuno, Discordia e Apollo attraverso il Cosmo di Lucifero e i suoi Cavalieri decidono di seguirla per salvarla e sconfiggere il demonio, Eligor si scontra contro Andromeda, riuscendo facilmente a batterlo con la sua tecnica, ma viene successivamente sconfitto dal Fantasma Diabolico di Phoenix.

La sua tecnica d'attacco è il "Colpo della mantide": Eligor tramite il suo cosmo rende le sue mani taglienti come delle lame ricurve. Le sue mani sono così estremamente affilate, è nei fatti possono tagliare senza alcuna difficoltà l'armatura e persino la catena di Andromeda, oltre ovviamente al corpo del cavaliere.

Molock[modifica | modifica wikitesto]
Molock
Nome orig.座天使のモア (Thrones no Moah)
Lingua orig.Giapponese
Voce orig.Toshio Furukawa
Voci italiane
  • Giorgio Borghetti I versione
  • Stefano Onofri II Versione
SessoMaschio
Abilità
  • Fantasmi infernali

Molock (座天使のモア Thrones no Moah?) è un angelo caduto appartenente alla schiera dei Troni e che rappresentava la quiete. Il suo simbolo è la Farfalla. Il suo nome italiano deriva dal demone omonimo nominato nella Bibbia (anche se è scritto in modo diverso: Molock anziché Moloch).

Molock (detto anche il "Cacciatore di Anime") è uno dei quattro angeli caduti che attacca il Santuario, riuscendo a battere in poco tempo i rimanenti Cavalieri d'Oro insieme ai suoi tre compagni (Astaroth, Eligor e Belzebù) e che mette facilmente fuori combattimento Pegasus e i suoi compagni, quando Atena decide di sacrificarsi per fermare i disastri causati da Apollo, Nettuno e Discordia. Durante la corsa dei Cavalieri di Bronzo per fermare il sacrificio della loro dea, lungo le scalinate del Palazzo degli Intrighi, si scontra con Cristal, che, vista la sua aria angelica, lo definisce un diavolo con la maschera da angelo; lo mette in difficoltà attaccandolo nascondendosi dietro l'illusione di sua madre Natasha e facendogli credere che se lo attaccherà perderà per sempre i ricordi di sua madre. Il Cavaliere del Cigno, tuttavia, sceglie di sconfiggere il nemico a qualsiasi costo e lo travolge con l'Aurora del Nord. Stupito dalla reazione del nemico, Molock torna negl'Inferi, dopo essersi chiesto quanta voglia di combattere possiedano i Cavalieri di Atena.

La sua tecnica d'attacco è "Venite, fantasmi infernali" (Demon Fantasia): Molock con il suo cosmo legge nella mente del suo avversario e poi crea un'illusione che lo manda in confusione sfruttando le sue debolezze psicologiche; grazie a questa illusione può colpire l'avversario liberamente sino ad ucciderlo. È una tecnica micidiale sia "fisica" che "psicologica", che sfrutta le debolezze dell'avversario.

Nota sul doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

In una intervista recente il direttore del doppiaggio della prima versione del film (Fabrizio Mazzotta) ha rivelato che la voce di Alessandra di Sanzo per Lucifero le fu imposta dal fratello di quest'ultima, allora responsabile video della Dynamic Italia[2]. Da notare che nel secondo doppiaggio quando la statua di Atena parla a Lucifero lo fa con la voce di Cinzia De Carolis e non con quella di Barbara De Bortoli, doppiatrice di Lady Isabel come a differenziare Atena dalla sua reincarnazione.

Rapporto con le altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Come tutti i primi quattro film dei Cavalieri dello zodiaco, anche questo non è collocato nella continuity della saga principale. Tuttavia il riferimento a Nettuno, indicato come già sconfitto, fa pensare a una collocazione di questo film successivamente alla fine della serie TV (da notare che nel film viene detto che il dio dei mari è stato ucciso, e non sigillato come nella storia principale). Ciononostante Sirio in questo film non è privo della vista e l'occhio destro di Crystal non è ferito, bisogna tuttavia aggiungere nell'ultima scena della serie animata i due Cavalieri sembrano aver recuperato l'uso degli occhi (a differenza del manga).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]