Francis Lombardi

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Carlo Francesco "Francis" Lombardi
Francis Lombardi.jpeg
21 gennaio 1897 – 5 marzo 1983
Soprannome Francis
Nato a Genova
Morto a Vercelli
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Corpo Corpo aeronautico militare
Specialità Caccia
Reparto 77ª Squadriglia Caccia
Guerre Prima guerra mondiale

wwiaviation.com[1]

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Carlo Francesco Lombardi, più noto come Francis Lombardi (Genova, 21 gennaio 1897Vercelli, 8 marzo 1983), è stato un militare, aviatore, designer e imprenditore aeronautico ed automobilistico italiano, pluridecorato con medaglia d'argento al valor militare. Asso dell'aviazione da caccia, è accreditato di 8 abbattimenti durante la prima guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo aeronautico[modifica | modifica wikitesto]

Ancora giovanissimo fu combattente nella prima guerra mondiale. Venne assegnato al battaglione aviatori dove svolgeva funzioni tecniche iniziando ad appassionarsi al volo. Riuscì a frequentare la scuola di pilotaggio e ottenne il brevetto di pilota nell'ottobre del 1917. Assegnato alla 77ª Squadriglia Caccia volò con gli SPAD S.VII con i quali ottenne 8 vittorie aeree riconosciute che gli valsero il conferimento di tre medaglie d'argento al valor militare entrando nel novero degli assi dell'aviazione italiana.[2]

Finita la guerra seguì Gabriele D'Annunzio nella sua avventura fiumana, tragicamente risoltasi nel "Natale di sangue" del 1920.

L'attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la delusione dell'impresa di Fiume, Lombardi si ritirò dalla vita politica, ma vide con favore l'ascesa fascista al potere, l'occupazione pacifica di Fiume da parte degli squadristi, il 3 novembre 1922, e la conclusione di quella vicenda con la firma del trattato di Roma del 1924.

Per la sua fama di asso dell'aviazione, continuamente ingrandita da nuove imprese, Lombardi fu spesso celebrato dalla propaganda del regime come esempio di coraggio e capacità. Da questo stereotipo di eroe fascista, pur mantenendosi su posizioni "critiche" di tipo dannunziano, il pilota genovese non poté e, più probabilmente, non volle prendere le distanze, fino ad impegnarsi personalmente nel partito, quando venne nominato da Achille Starace, nel 1939, membro del direttorio della Federazione provinciale dei fasci.

Con l'instaurazione della Repubblica di Salò le cose mutarono rapidamente. Nell'autunno del 1943 fu tra i fondatori del "Comitato interpartitico vercellese per la lotta contro i tedeschi e i fascisti", la cui nascita ebbe luogo proprio negli stabilimenti dell'AVIA e, successivamente, fu tra i membri del CLN vercellese, quale rappresentante degli industriali.

Francis Lombardi, ai comandi del suo Breda Ba.33, durante le prove di decollo corto durante il Challenge International de Tourisme 1932.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Deluso dagli esiti dell'impresa di Fiume, Lombardi si ritirò dall'attività politica e, nei primi anni venti, fondò a Vercelli il primo aerocentro da turismo, anche partecipando a varie gare di volo.

Il 12 febbraio 1930, a bordo del piccolo aereo da turismo Fiat-Ansaldo A.S.1 I-AAVE, partì da Roma per la Somalia, ove giunse il 18 febbraio dopo sei scali e 65 ore di volo, coprendo una distanza di 8.060 chilometri. Gli ultimi 2.700 km furono compiuti nella tratta Tobruk-Mogadiscio, senza scalo, in 22 ore e 45 minuti. Nello stesso anno, Lombardi partecipò al tour del continente africano, con i piloti Franco Mazzotti Biancinelli e Mario Rasini, oltre al motorista Marino Battaglia, che vide impegnati tre aerei Fiat-Ansaldo A.S.2 partiti da Roma il 28 ottobre e ritornati nella capitale italiana, il 9 gennaio 1931, dopo aver volato nei cieli africani per 27.600 chilometri.[3]

Il francobollo celebrativo del volo Roma-Mogadiscio del 1934, con valore facciale di 10 lire e sovrastampa per il servizio di stato aereo.
Raid Vercelli - Tokio Francis Lombardi dalla storia alla leggendaMarco Barberis - Ezio CanaliEditore: Gallo Arti grafiche, VERCELLI, 2000

Nel 1934, in occasione del 65º genetliaco del Re, compì il primo volo Roma-Mogadiscio, inaugurando i collegamenti aerei fra l'Italia e l'Africa Orientale. Per tale impresa furono emessi alcuni francobolli celebrativi.

Nel 1938, circa vent'anni dopo la fine del primo conflitto mondiale, fondò l'AVIA, Anonima Vercellese Industria Aeronautica, un'azienda aeronautica attiva anche durante la seconda guerra mondiale e dalla quale uscirono alcuni modelli di aeroplani, tra cui l'L.3, un aereo biposto utilizzato come mezzo per la formazione di allievi nei corsi di pilotaggio sia in ambito civile che militare, nei reparti da addestramento della Regia Aeronautica.

Alla fine del conflitto nella mente di Lombardi si stava delineando il progetto di conversione al settore automobilistico. Cedette quindi i diritti di produzione dell'FL.3 alla Meteor S.p.A, ora Iniziative Industriali Italiane Spa, che ne continuò lo sviluppo e la produzione in diverse varianti fino agli anni cinquanta.

Raid aereo Vercelli-Tokio 13 luglio 1930[modifica | modifica wikitesto]

A conclusione delle manifestazioni celebrative per il settantennio del Raid aereo Vercelli-Tokio, compiuto da pioniere del volo vercellese Francis Lombardi con il motorista Gino Capannini, nel 1930, l’Associazione che porta il nome del coraggioso trasvolatore, presieduta dalla Figlia Franca, ha in programma di ripetere l’impresa con modalità omologhe, con un piccolo aereo da turismo dei nostri giorni, di fabbricazione italiana. Una performance che toccherà gli stessi scali e le stesse tappe in Austria, Polonia, nello sterminato territorio dell’ex Urss, Mongolio, Cina, Corea del nord e del sud ed infine Giappone.

Lo storico raid del piccolo aereo da turismo Fiat ASI di 85 cv è stato illustrato in una bella pubblicazione con ricca ed inedita documentazione fotografica oltre che tecnica, scritta da due giornalisti vercellesi, Marco Barberis ed Ezio Canali. Una rievocazione che conduce per mano il lettore in una esplorazione straordinariamente avvincente.

La trasvolata nacque per caso. Una sera dei primi di maggio del 1930 il gen. Umberto Savoia, responsabile del comporto Aviazione della Fiat, telefona a Lombardi, che poche settimane prima aveva avuto l’onore della copertina della Domenica del Corriere illustrata da Achille Beltrame per il volo record Roma Mogadiscio – caratterizzato da un balzo in una sola tappa di ben 2400 km – gli propone un giro di propaganda nelle capitali europee del nuovo velivolo della casa torinese, ASI.

Il monoplano qualche settimana prima sottoposta a forti sollecitazioni da un pilota minitare, aveva perso in volo le ali.

“Caro Francis – ribadì con forza il gen. Savoia – il senatore desidera che lei dimostri invece che il prodotto è buono. Abbiamo bisogno di un effetto pubblicitario in positivo!”.

La risposta del pilota vercellese non si fece attendere. Ma fu una sorta di rilancio. “Si, sono d’accordo però amerei tentare una grande impresa battere ad esempio il record del collegamento più veloce tra Europa occidentale e Giappone, detenuto da un polacco”.

L’intesa fu presto raggiunta e Francis Lombardi con il fido Capannini partì da Vercelli il 13 luglio ed in nove giorni e sei ore raggiunse Tokio, anticipando di oltre quaranta anni la rotta transiberiana inaugurata dall’Alitalia nel 1973. In origine il piano di volo prevedeva sette giorni, ma Lombardi fu costretto a perdere due giornate, una a Vienna – vento impossibile – ed una seconda a Seul per la pista d’erba ridotta ad un acquitrino per un tifone. Tuttavia il raid centrò una serie di record come la miglior media giornaliera in voli a tappe per aerei da turismo: 1221 Km.

Nel libro “Francis Lombardi dalla storia alla leggenda”, gli autori rivelano aspetti e particolari del volo avvincenti e curiosi: lo stupore degli abitanti di alcune località siberiane dove il velivolo era atterrato per i rifornimenti, l’avventuroso superamento del deserto Gobi tra Chita e Harbin di 1200 km con il rischio di rimanere senza una goccia di benzina, il fortunoso atterraggio ad Hiroscima in un campo di calcio.

A Tokio i festeggiamenti durarono a lungo: Lombardi e Capannini per l’intero soggiorno furono trattati come autentiche celebrità: interviste, conferenze, premiazioni, riconoscimenti ufficiali. Fu un evento che fece epoca.

L’impresa del pioniere vercellese ebbe vasta eco sui giornali italiani che dedicarono le prime pagine e su quelli giapponesi.

La carrozzeria Francis Lombardi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 a Vercelli fu così fondata la Francis Lombardi, una carrozzeria automobilistica che ben presto sarebbe divenuta famosa per le sue realizzazioni. Inizialmente fu proseguita una certa attività anche nel settore aeronautico, ma per poco tempo.

La special familiare Lancia Aprilia del 1948

A partire dal 1950, l'attività venne concentrata esclusivamente nel settore automobilistico. Le prime realizzazioni di Francis Lombardi consistevano nella realizzazione di giardinette con carrozzerie finite in legno, su base Lancia Aprilia.

Tra le altre specialità della Francis Lombardi, era la conversione in limousine di alcune berline Fiat dell'epoca, tra cui la Fiat 1400 e la Fiat 1800, realizzate mediante l'allungamento del passo e la dotazione di interni lussuosi e ricercati. Di particolare pregio la limousine approntata nel 1966 su telaio Fiat 2300 114B, dotata di tetto in cristallo asportabile, commissionata dal Vaticano per gli spostamenti di Papa Paolo VI. Ma non si occupò solo di vetture di fascia alta: notevoli e degni di essere ricordati furono anche i lavori su base 600, 850 e 127, vetture che vennero dotate di quattro porte (cinque nel caso del modello più recente). Un ottimo successo commerciale fu conseguito con la versione speciale della "Nuova 500" denominata "My Car"
Per la sua prolifica attività, Francis Lombardi ottenne diversi riconoscimenti. Durante gli anni sessanta la sua attività si estese anche a furgoni e mezzi per servizi particolari, come per esempio le autoscale. Non venne però trascurata la tradizionale attività in campo automobilistico, che vide la creazione di alcune coupé su basi Fiat ed NSU.
Negli ultimi anni di attività vennero realizzate delle fuoriserie su base Fiat 128 e Lancia 2000.

La carrozzeria Francis Lombardi chiuse i battenti nel 1976. Nello stesso anno, Francis Lombardi ricevette una medaglia d'oro per il suo contributo in campo aeronautico, non solo relativamente alle sue imprese belliche, ma anche dal punto di vista costruttivo durante l'attività della AVIA.

Francis Lombardi morì all'età di 86 anni a Vercelli l'8 marzo 1983. In sua memoria gli è stato dedicato un Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato (IPSIA) nella città di Vercelli.[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Ira Boucher, Italian Aces of WW1 - Carlo Francesco Lombardi, su wwiaviation.com. URL consultato il 13 agosto 2014.
  2. ^ Italian Aces of WW1 - Carlo Lombardi, wwiaviation.com. URL consultato il 18-6-2010.
  3. ^ Vital Ferry, Ciels impériaux africains, 1911-1940, Edition du Gerfaut, Aix-en-Provence, 2005, ISBN 2-914622-58-9, pag. 110.
  4. ^ I.P.S.I.A. Lombardi - pagina principale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN31230785 · LCCN: (ENn94085762 · SBN: IT\ICCU\RAVV\051773 · BNF: (FRcb144921121 (data)