Sergio Scaglietti

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Sergio Scaglietti nel 2007

Sergio Scaglietti (Modena, 9 gennaio 1920Modena, 20 novembre 2011) è stato un designer e imprenditore italiano attivo nell'automotive design.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si appassionò alla creazione di auto fin da bambino, tanto che a 8 anni già si divertiva a costruire macchinine da corsa utilizzando creta e fili di ferro.[1] Nel 1933, tredicenne, dopo la morte del padre[2] trovò subito lavoro presso un carrozziere.[1] Sei anni più tardi, nel 1939, avvenne l'incontro con Enzo Ferrari, a cui il designer sarà legato da un profondo rapporto professionale e di amicizia per tutta la vita.[3]

Ferrari 250 Testa Rossa (1957), tra le realizzazioni di maggior spicco del designer italiano.

Il Drake, allora titolare della Scuderia Ferrari dell'Alfa Romeo,[4] capitò per caso nell'officina dove lavorava Scaglietti, che all'epoca era un semplice martellatore lattoniere addetto alla riparazione dei parafanghi delle auto da corsa;[5] qui Ferrari notò un'Alfa 12 cilindri da lui riparata e modificata, con vari cambiamenti a parafanghi e fanali, che avevano dato alla vettura una linea aerodinamica e futuristica. Ferrari ne restò incuriosito e affascinato, sicché iniziò a indirizzare da Scaglietti tutti i piloti e clienti che necessitavano di riparazioni per le loro auto,[1] i quali non fecero altro che confermare la bontà dei lavori.[3]

Nel 1951 Scaglietti fondò l'omonima carrozzeria, e il Drake – che nel frattempo, nel 1947, aveva dato vita alla Ferrari – incominciò a commissionargli delle carrozzerie per le sue nuove vetture; il primo lavoro riguardò la realizzazione delle scocche della 500 Mondial.[3] Da questo momento l'attività del carrozziere fu esclusivamente legata alla casa di Maranello della quale divenne, assieme a Pininfarina,[4] uno dei principali collaboratori.[3] Scaglietti disegnò alcune delle Ferrari più iconiche[6] degli anni 50, 60 e 70 del XX secolo, come la 250 Testa Rossa, la 250 GT California, la 250 GTO[5] e le 750 e 860 Monza,[7] contribuendo anche alla realizzazione della 365 Daytona.[8]

Ferrari 250 GT California Spyder SWB (1960)

Nel 1959 Scaglietti venne inoltre affiancato nel suo atelier dai figli Oscar e Claudio.[4] Continuò a collaborare da esterno per la casa del Cavallino Rampante fino al 1975, quando il pacchetto di maggioranza della sua carrozzeria venne rilevato dalla stessa azienda modenese.[9] Nel 1997 la Ferrari decise di chiamare col suo nome il programma di personalizzazione della casa,[6] mentre nel 2003 rese onore a Sergio Scaglietti con un omaggio mai fatto prima a una persona ancora in vita, intitolandogli la 612 Scaglietti[10] – a sua volta ispirata alla speciale 375 MM che il designer realizzò, a metà anni 1950, per Roberto Rossellini e Ingrid Bergman.[5]

È morto nel 2011, all'età di 91 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Mara Amorevoli, Un premio a Scaglietti carrozziere, l'uomo che plasmò la Ferrari, in la Repubblica, 26 novembre 2004, p. 17.
  2. ^ Addio a Sergio Scaglietti, papà delle Ferrari più belle, su motori.corriere.it, 21 novembre 2011.
  3. ^ a b c d Paolo Reggianini, Addio a Sergio Scaglietti, su ilrestodelcarlino.it, 20 novembre 2011.
  4. ^ a b c Alessandro Stefanini, Addio a Sergio Scaglietti, dal suo genio numerose Ferrari, su gazzetta.it, 20 novembre 2011.
  5. ^ a b c Vincenzo Borgomeo, Addio magico Scaglietti, era il carrozziere del mito, su repubblica.it, 20 novembre 2011.
  6. ^ a b Daniele Pizzo, E' morto Sergio Scaglietti, papà delle Ferrari più belle, su omniauto.it, 21 novembre 2011.
  7. ^ Scaglietti un artista delle Ferrari, su ferrari.com, 20 novembre 2011. URL consultato il 22 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2011).
  8. ^ 365 GTB4, su ferrari.com. URL consultato il 22 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2013).
  9. ^ Automobilismo in lutto, è morto Sergio Scaglietti, su gazzettadimodena.gelocal.it, 20 novembre 2011.
  10. ^ Alessandro Lago, Ferrari 612 Scaglietti, su omniauto.it, 16 ottobre 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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