Donato Coco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Donato Coco (Rignano Garganico, 1956) è un designer italiano attivo nella progettazione di automobili. È considerato uno dei più importanti automotive designer del panorama internazionale.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni e gli studi[modifica | modifica wikitesto]

La Citroën C3 del 2002, una delle più apprezzate creazioni di Coco[3]

L'interesse di Coco nel campo del disegno industriale nasce nel 1970, quando consegue un primo diploma professionale in lavorazione dei metalli. Dopo un nuovo diploma tre anni dopo, stavolta in architettura di interni, ottiene nel 1977 un Diplôme national supérieur d'expression plastique a Besançon. Frequenta poi l'accademia delle belle arti della cittadina francese, iniziando al contempo il suo percorso professionale; graphic designer in campo pubblicitario, assistente del pittore e scultore Georges Oudot, e fotoreporter per il quotidiano regionale L'Est républicain.[3][4]

Dal 1980 al 1983, dapprima segue un tirocinio in ingegneria e architettura a Miami, negli Stati Uniti, ritornando poi in Francia per assumere la carica di design manager in Cébé International, azienda di abbigliamento di Morez specializzata negli sport invernali. Al termine di questo triennio, si laurea in automotive design presso il Royal College of Art di Londra; la sua tesi finale, che verte su un'ipotetica nuova 2CV, assieme alla vittoria di un concorso nazionale di design indetto dalla Citroën gli permettono di entrare nella casa automobilistica transalpina, con cui inizia una lunga collaborazione.[3][4]

Il periodo alla Citroen[modifica | modifica wikitesto]

Posteriore di una Citroen C4 Coupè, uno degli ultimi progetti di Coco per la casa francese

Per l'azienda francese, Coco firma importanti progetti di stile, dapprima occupandosi solo del design di esterni, e successivamente anche di interni e piattaforme. Nel 1998, con la concept car C3 Lumiére, anticipa la C3 di serie e la derivata C3 Pluriel che, oltre a ricevere numerosi apprezzamenti per la linea e le soluzioni stilistiche adottate, negli anni 2000 influenzano l'intero family-feeling Citroën del decennio.[3] Diventato nel frattempo chief designer per quanto riguarda le piccole e medie piattaforme, a cavallo del II e III millennio lavora alla Xsara Picasso e alla stirpe delle varie C1, C2, C4 e C6;[2] per il reparto corse della casa, si occupa inoltre di prototipi da gara destinati alle competizioni Rally raid e World Rally Car, come la ZX Grand Raid e la Xsara WRC.[1][5]

Il ritorno in Italia alla Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari F430 Scuderia, una delle vetture più rappresentative del designer italiano

Nel 2005, dopo una carriera ventennale in Francia, torna in patria richiamato dalla Ferrari, di cui diventa il nuovo responsabile dello stile subentrando a Frank Stephenson.[4] Qui, occupandosi per la prima volta di vetture sportive ad alte prestazioni, da una parte rinnova vetture già in gamma come la F430, mentre dall'altra contribuisce a inaugurare il nuovo corso stilistico della casa di Maranello, lavorando sulle nuove 599 GTB Fiorano, California e 458 Italia.[5][6]

Dal 4 gennaio 2010, a seguito del suo subentro in Ferrari da parte di Flavio Manzoni, assume la carica di direttore del design nel Gruppo Lotus (Lotus Cars e Lotus Engineering).[7][8]

Realizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Emilio Deleidi, Donato Coco: "La Lotus è una sfida", quattroruote.it, 29 luglio 2011.
  2. ^ a b Carlo Frulli, Parla Donato Coco, il designer delle supercar, repubblica.it, 10 agosto 2011.
  3. ^ a b c d Cagurati, p. 68
  4. ^ a b c (EN) Donato Coco announced as new Ferrari Design Chief, cardesignnews.com, 8 novembre 2005.
  5. ^ a b (EN) Eric Gallina, Donato Coco Appointed Director of Design for Lotus Group, cardesignnews.com, 15 dicembre 2009.
  6. ^ Antonio Ghini, California, il nome della rivoluzione, magazine.ferrari.com, 4 giugno 2008.
  7. ^ (EN) Phil Patton, Lotus Hires Former BMW and Ferrari Executives, wheels.blogs.nytimes.com, 3 dicembre 2010.
  8. ^ Mario Cianflone e Massimo Mambretti, Il ritorno dell'automobile «made in England», motori24.ilsole24ore.com, 3 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Decio Giulio Riccardo Cagurati, Industrial Design - Auto e mezzi di comunicazione, in Grandi Arti Contemporanee, supplemento allegato a Panorama, vol. 5, Milano, Mondadori Electa, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Donato Coco, lotuscars.com. (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2013).
Controllo di autorità VIAF: (EN6676195 · LCCN: (ENn97043912 · ISNI: (EN0000 0000 4531 0513