Savoia-Marchetti S.71

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Savoia-Marchetti S.71
S.71 trimotore.jpg
Descrizione
Tipoaereo di linea
Equipaggio4
CostruttoreItalia Savoia-Marchetti
Data primo volo1930
Data entrata in servizio1931
Utilizzatore principaleItalia Ala Littoria
Altri utilizzatoriItalia SAM
Esemplari7
Altre variantiSavoia-Marchetti S.72
Dimensioni e pesi
Lunghezza14,0 m
Apertura alare21,20 m
Altezza4,10 m
Superficie alare60
Peso a vuoto2 900 kg
Peso carico4 600 kg
Passeggeri8
Propulsione
Motore3 radiali Walter Castor
Potenza240 CV (177 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max235 km/h
Autonomia1 600 km
Tangenza5 250 m
Notedati della versione motorizzata Walter Castor

i dati sono estratti da The Illustrated Encyclopedia of Aircraft[1]

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Il Savoia-Marchetti S.71 era un trimotore di linea ad ala alta prodotto dall'azienda italiana Savoia-Marchetti negli anni trenta.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'S.71 riproponeva l'aspetto dello statunitense Ford Trimotor, una formula di successo utilizzata anche dai francesi Bloch MB 120 e Farman F 300 e dal tedesco Roland II. La fusoliera era dotata di cabina di pilotaggio rialzata e posizionata all'altezza del bordo d'attacco alare. Lo scompartimento passeggeri, dotato di 8 posti a sedere, era caratterizzato da un'ampia vetratura laterale che consentiva loro un'ottima visibilità del paesaggio sottostante. Posteriormente terminava in una coda dall'impennaggio classico monoderiva con piani orizzontali controventati. L'ala, a profilo spesso, era posizionata alta ed integrava nella parte inferiore le gondole che contenevano i due motori laterali. Il carrello d'atterraggio era triciclo classico, fisso, integrato posteriormente da un pattino d'appoggio. La propulsione era affidata a tre motori radiali, i primi 4 esemplari dai cecoslovacchi Walter Castor a 7 cilindri da 240 CV (177 kW) ciascuno, gli ultimi tre dai più potenti Piaggio P.VII da 370 CV (276 kW) di produzione italiana, posizionati sul muso e nelle gondole sottoalari e collegati ad eliche bipala.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

L'S.71 venne gestito inizialmente dalla compagnia aerea Società Aerea Mediterranea (SAM) la quale venne assorbita, assieme alla sua flotta, dalla neofondata Ala Littoria S.A. nel 1934 che lo utilizzò sulle rotte internazionali. Con quest'ultima venne ideato anche un collegamento tra l'Italia e l'America latina inaugurato con un volo postale Roma-Buenos Aires effettuato, nel gennaio 1934, da un S.71 pilotato da Francis Lombardi. Il successivo tentativo, effettuato nel novembre dello stesso anno, di aprire una rotta via Tobruk, Massaua e Mogadiscio, conclusosi però nell'aeroporto di quest'ultima tappa con un incidente in fase d'atterraggio in cui il velivolo rimase danneggiato.[2]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orbis 1985, p. 2894.
  2. ^ Costantino Gironi, il volo postale tra l'Italia e la Somalia, in il postalista, http://www.ilpostalista.it/. URL consultato l'11 gennaio 2009.
  3. ^ a b (EN) Civil Aircraft Register - Italy, in Golden Years of Aviation, http://www.goldenyears.ukf.net/home.htm. URL consultato l'11-01-2009 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2009).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing, 1985.
  • (EN) Michael J. H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, Londra, Studio Editions, 1989, ISBN 0-517-10316-8.

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]