Bloch MB 120

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Bloch MB 120
Descrizione
Tipoaereo di linea
Equipaggio3
CostruttoreFrancia Bloch
Data primo volo1930
Data entrata in servizio1931
Esemplari10
Dimensioni e pesi
Lunghezza15,60 m
Apertura alare20,516 m
Altezza5,10 m
Superficie alare60
Peso a vuoto3 436 kg
Passeggeri3-4
Propulsione
Motore3 radiali Lorraine 9Na Algol
Potenza300 CV (221 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max239 km/h a 1 000 m di quota
Tangenza6 300 m

i dati sono estratti da Dassault Aviation[1]

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Il Bloch MB 120 era un trimotore di linea ad ala alta prodotto dall'azienda francese Société des Avions Marcel Bloch negli anni trenta.

Derivato dal precedente Bloch MB 71 e destinato a svolgere compiti di trasporto merci, postale e passeggeri nei territori coloniali africani francesi, 4 dei 10 esemplari costruiti vennero utilizzati dall'Armée de l'air, l'aeronautica militare francese.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'annullamento dello sviluppo dei modelli MB 70 ed MB 71, tutte evoluzioni dell'originale prototipo MB VI dell'inizio degli trenta ispirato dal fortunato statunitense Ford Trimotor e dal quale verrà sviluppato direttamente l'MB 60, Marcel Bloch volle insistere nella formula del velivolo trimotore ad ala alta finalizzata all'utilizzo nell'Africa Occidentale Francese. Benché tecnicamente oltre oceano si stessero contemporaneamente imponendo nuove soluzioni tecniche, come i bimotori Boeing 247 e Lockheed L-10 Electra, la robusta cellula completamente metallica continuava ad essere considerata ideale e necessaria per i gravosi compiti a cui sarebbe stato destinato.

Il prototipo, un MB 71 modificato, venne portato in volo per la prima volta dal pilota collaudatore Zacharie Heu alla fine d'ottobre del 1932 sull'aviosuperficie dell'azienda a Villacoublay. Dopo la presentazione alle autorità preposte, la scelta del governo francese al fine di garantire i collegamenti interregionali premiò la costanza di Bloch il quale avviò l'MB 120 ad una produzione, seppur piccola, in serie.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'MB 120 riproponeva l'aspetto del Ford Trimotor, una formula di successo utilizzata anche dal francese Farman F 300, dal tedesco Roland II e dall'italiano Savoia-Marchetti S.71. La fusoliera, completamente metallica, era a sezione rettangolare, dotata di cabina di pilotaggio rialzata rispetto allo scompartimento passeggeri e posizionata all'altezza del bordo d'attacco alare. Posteriormente terminava in una coda dall'impennaggio classico monoderiva con piani orizzontali controventati. L'ala era anch'essa metallica, posizionata alta e di grande spessore sotto la quale erano presenti le gondole che contenevano i due motori laterali. Il carrello d'atterraggio era triciclo classico, fisso, dotato anteriormente di ruote carenate ed integrate posteriormente da un ruotino d'appoggio. La propulsione era affidata a tre motori radiali a 9 cilindri Lorraine 9Na Algol da 300 CV (221 kW) ciascuno, posizionati sul muso e nelle gondole subalari.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

L'MB 120 venne gestito dalla compagnia aerea Air Afrique fondata nel 1934. Il volo inaugurale si svolse il 7 settembre dello stesso anno sulla rotta Algeri-Niamey, quest'ultima la città maggiormente abitata del Niger. Nel 1937 l'Air Afrique era dotata di una flotta di 7 esemplari MB 120 con i quali forniva servizi di collegamento sia passeggeri che merci.

Inoltre 4 dei 10 esemplari prodotti vennero utilizzati dall'Armée de l'air, l'aeronautica militare francese.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

M.B.120.01
primo prototipo.
M.B.120
versione di serie trimotore da trasporto coloniale, prodotta in 10 esemplari.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Francia Francia

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Francia Francia
Francia di Vichy Francia di Vichy
Francia libera Francia libera

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dassault, MB 120.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing, 1985.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]