Bloch MB 157

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Bloch MB 157
Descrizione
Tipoaereo da caccia
Equipaggio1
ProgettistaLucien Servanty
CostruttoreFrancia SNCASO
Data primo volomarzo 1942
Utilizzatore principaleGermania Luftwaffe
Esemplari1
Sviluppato dalBloch MB 155
Dimensioni e pesi
Lunghezza9,70 m
Apertura alare10,70 m
Altezza3,20 m
Superficie alare19,40
Peso a vuoto2 390 kg
Peso max al decollo3 250 kg
Propulsione
Motoreun radiale Gnome-Rhône 14R-4
Potenza1 580 CV (1 186 kW)
Prestazioni
Velocità max710 km/h a 7 850 m
Velocità di crociera400 km/h
Velocità di salitaa 8 000 m in 11 min
Autonomia1 095 km
Tangenza10 000 m
Armamento
Mitragliatrici4 MAC 1934 calibro 7,5 mm
Cannoni2 Hispano-Suiza HS.404 calibro 20 mm

dati tratti da Dimensione Cielo n.23, Caccia Francia[1]

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Il Bloch MB 157 fu un prototipo di aereo da caccia monomotore ad ala bassa sviluppato dall'azienda francese Société des Avions Marcel Bloch di Courbevoie, e realizzato dalla Société nationale des constructions aéronautiques du sud-ouest (SNCASO), nei primi anni quaranta del XX secolo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1939, a partire dal modello MB 152, allora in piena fase di produzione, l’ufficio tecnico della Avions Marcel Bloch di Courbevoie progettò un derivato del caccia montando sulla sua cellula un potente motore radiale[2] Gnome-Rhône 14R-4[3] da 1 580 CV[4] (1 186 kW),[5] a 14 cilindri, raffreddato ad aria, dotato di un compressore a due stadi,[N 1] in grado di sviluppare una potenza massima di 1 700 CV[4] (1 268 kW) a 8 000 m.[5] Questo propulsore suggeriva brillanti possibilità di sviluppo in un intercettore da alta quota, ma l’ufficio tecnico della ditta si rese conto dell’impossibilità[6] di installare il motore Gnome-Rhône 14R-4 sulla cellula[N 2] dell'MB 152 a causa del peso del motore, e fu quindi deciso di progettare[5] un nuovo caccia che mantenesse, però, alcune delle tecniche costruttive di base.[5] Inoltre l'aereo disponeva anche di un potente armamento composto da due cannoni Hispano-Suiza HS.404[2] da 20 mm e 4 mitragliatrici MAC 1934[2] da 7,5 mm.[6]

Il nuovo progetto, designato MB 157, progredì molto rapidamente e la costruzione del prototipo iniziò a Villacoublay[6] nel dicembre del 1939, sotto la supervisione[3] dell’ingegnere Lucien Servanty.[2] Sei mesi dopo i componenti del prototipo erano già pronti a Villacoublay per l'assemblaggio finale, quando lo stabilimento fu bombardato dalla Luftwaffe il 3 giugno. Le autorità francesi disposero quindi l’invio delle parti dell’aereo verso un luogo ritenuto sicuro,[3] ed un apposito mezzo partì il 9 giugno per raggiungere Poitiers, ma fu intercettato dai tedeschi e dirottato verso uno stabilimento della SNCASO sito a Bordeaux-Mérignac,[7] nella zona occupata.

Nei primi mesi del 1942 il prototipo dell'MB 157 fu completato con l’autorizzazione della autorità di occupazione[2] (MBF) e collaudato in volo nel marzo dello stesso anno,[2] senza alcun armamento,[2] sotto la diretta supervisione dei tecnici tedeschi, con matricola PG+IC. In volo l’aereo dimostrò superbe doti,[N 3] raggiungendo una velocità massima di 710 km/h a 8 100 m di quota, e raggiungendo la tangenza di 7 900 m in 11 minuti.[3] All’inizio del 1943[2] fu trasportato ad Orly[N 4] dove gli fu rimosso il propulsore che venne provato nella galleria del vento[4] della Hispano-Suiza di Bois-Colombes.[2] La cellula dell’MB 157 fu immagazzinata in uno dei due hangar dell'aeroporto di Orly, e finì distrutta[2] durante un bombardamento aereo alleato sul finire della guerra.[5]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il propulsore era stato progettato dall'ingegnere Lucien Servanty, che sovraintese poi anche alla progettazione della cellula dell'MB 157.
  2. ^ Tale velivolo avrebbe ricevuto la denominazione di MB 156.
  3. ^ Il prototipo dell’MB 157 non era affatto inferiore come prestazioni al contemporaneo caccia tedesco Focke-Wulf Fw 190A Würger.
  4. ^ Il prototipo arrivò ad Orly, tra la sorpresa del personale della Luftwaffe presente, con quaranta minuti di anticipo sull’orario previsto dai controllori di volo di Mérignac.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Green, Dimensione Cielo n.23, Caccia Francia, Roma, Edizioni Bizzarri, 1974.
  • (EN) Alain Pelletier, French Fighters of World War II, Carrolton, Texas, Squadron/Signal Publications, 2002.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Patrick Marchand e Junko Takamori, Bloch, 150, 151, 152, 155, 157 & 700C1, in Les Ailes de Gloire, nº 3, Le Muy, Editeur D'Along, 2000, ISBN 2-914403-10-0.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]