Savoia-Marchetti S.55

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Savoia-Marchetti S.55
Una foto dell'S.55
Una foto dell'S.55
Descrizione
Tipo bombardiere/aerosilurante
ricognitore/SAR
Equipaggio 6
Progettista Alessandro Marchetti
Costruttore Italia Savoia-Marchetti
Data primo volo agosto 1923[1]
Data entrata in servizio settembre 1926
Utilizzatore principale Italia Regia Aeronautica
Altri utilizzatori Italia Società Aerea Mediterranea
Romania Forţele Aeriene Regale ale României
Dimensioni e pesi
Lunghezza 16,50 m
Apertura alare 24,0 m
Altezza 5,0 m
Superficie alare 93,0
Peso a vuoto 5 750 kg
Peso max al decollo 10 000 kg
Propulsione
Motore 2 Isotta Fraschini Asso 750
Potenza 880 CV (647 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 282 km/h
Autonomia 4 500 km
Tangenza 5 000 m
Armamento
Mitragliatrici 4 Lewis calibro 7,7 mm
Bombe fino a 1 000 kg in varie combinazioni o
Missili un siluro in alternativa al carico di bombe
Note dati riferiti alla versione S.55 X

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Il Savoia-Marchetti S.55 era un idrobombardiere/aerosilurante bimotore prodotto dall'azienda italiana Savoia-Marchetti dagli anni venti e protagonista per un decennio in svariati ruoli nella Regia Aeronautica. Autore di celebri trasvolate oceaniche, divenne uno dei simboli dell'aeronautica militare e del progresso tecnologico italiano nei primi anni del regime fascista.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

L'S.55 fu progettato dall'ing. Alessandro Marchetti e dall'ingegnere Pier Luigi Torre che utilizzarono due propulsori contrapposti, con un'elica spingente ed una traente.
I motori erano alloggiati in una incastellatura sopra le ali, sul piano di simmetria del velivolo: ciò evitava i problemi giroscopici e gli imbardanti dovuti a possibili dissimmetrie di spinta o avarie di una normale disposizione bimotore.
Particolarmente coraggiosa la soluzione dei due scafi: sfruttavano una struttura cellulare che permetteva il galleggiamento anche in condizioni critiche di danneggiamento e acque mosse.

Il velivolo venne inizialmente respinto dalla commissione giudicatrice del commissariato dell'Aviazione perché ritenuto troppo ardito, nonostante rispondesse alle specifiche richieste, e gli venne preferito un modello più convenzionale. Più tardi venne riesaminato e finalmente gli vennero riconosciuti gli indubbi pregi e venne adottato.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Regia Aeronautica[modifica | modifica sorgente]

Il Savoia-Marchetti S.55 I-SLAN, ad Orbetello nel 1932.
Il Savoia-Marchetti S.55 Santa Maria a New Orleans durante la «crociera delle due Americhe».

Questo velivolo, e specificatamente la versione X di cui vengono riportate le caratteristiche, fu il protagonista delle trasvolate che resero famosa la Regia Aeronautica durante il periodo tra le due guerre mondiali. Dal volo dei due grandi piloti Francesco De Pinedo e Carlo Del Prete e del motorista Vitale Zacchetti nelle due Americhe a bordo di un S.55 della prima serie denominato "Santa Maria", in modo da rendere omaggio anche al navigatore genovese Cristoforo Colombo.

Fino ai voli in formazione voluti e condotti da Italo Balbo e che culminarono nel 1933 con il volo in formazione di 24 S.55X da Orbetello fino a Chicago, la Crociera aerea del Decennale. In quell'anno la città fu sede in di un'esposizione universale in occasione del decennale della fondazione dell'Arma Aeronautica: la lettera X utilizzata per quella specifica versione indicava proprio il decennale in numeri romani.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

L'S.55 era un idrovolante dall'aspetto non convenzionale, un monoplano bimotore di costruzione interamente metallica, dotato di configurazione a doppio scafo e a doppia trave di coda.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Adottavano motori Isotta Fraschini Motori Asso 750 da 930 CV con eliche tripala metalliche a passo variabile con un nuovo disegno dei radiatori che conferiva alla gondola un miglior profilo aerodinamico. Le stesse eliche vennero dotate di ogive e l'aerodinamica dell'intero velivolo venne rivista: nonostante l'ulteriore allargamento degli scafi, la velocità massima riusciva ad arrivare a 280 km/h[2]. Le ulteriori modifiche rispetto agli S.55A vedevano la capacità di carburante ridotta a 5 070 litri in 16 serbatoi (contro i 5.420 degli 'A')[1].
Notevoli miglioramenti anche nella strumentazione: bussola magnetica, variometro, virosbandometro e anemometro erano rinuiti nel complesso Nistri-Biseo. All'orizzonte artificiale ed al girodirezionale Sperry, si accompagnava un "tradizionale" sestante Salmoiraghi. L'apparato ricetrasmittente era completato da un radiogoniometro Telefunken[1].

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Savoia-Marchetti S.55 della Forţele Aeriene Regale ale României, forza aerea rumena, in una rara foto a colori del 1943.
Un S.55P in livrea della compagnia aerea sovietica Aeroflot.

Militari[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia
Romania Romania

Civili[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia
URSS URSS

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

L'unico esemplare di S.55 arrivato sino ai nostri giorni è la versione C esposta presso il Museu TAM, già Museu Asas de um Sonho, sito a São Carlos nello stato federale brasiliano di San Paolo (São Paulo).

L'S.55, soprannominato "Jahú" dal suo ultimo proprietario, l'aviatore João Ribeiro de Barros, lo stesso soprannominato "Alcione" dall'asso italiano della prima guerra mondiale Eugenio Casagrande, venne utilizzato per compiere la trasvolata atlantica del Sud Atlantico nel 1927.[4][5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d AA. VV., L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p. 212 - vol. VII.
  2. ^ a b c AA. VV., L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p. 207 - vol. VII.
  3. ^ AA. VV., L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, p. 208 - vol. VII.
  4. ^ Rosanna Mureddu, S.55 "Jahù", l’eroe volante dei due mondi in Rivista Aeronautica, http://rivista.aeronautica.difesa.it, 5 dic 2009. URL consultato il 5 dic 2009.
  5. ^ SAVOIA-MARCHETTI S.55 "JAHU" in Alatricolore, http://www.alatricolore.it/alatricolore/index.htm, 5 dic 2009. URL consultato il 5 dic 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benedetto Pafi (a cura di), Ali italiane. Vol. 2: 1923-1938, Rizzoli Editore, Milano 1978.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]