Savoia-Marchetti S.M.95

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Savoia-Marchetti S.M.95
SM.95 of Alitalia at Manchester 1948.jpg
Il Savoia-Marchetti SM.95 I-DALL dell'Alitalia all'aeroporto di Manchester Regno Unito Regno Unito.
Descrizione
Tipoaereo di linea
Equipaggio5
ProgettistaAlessandro Marchetti
CostruttoreItalia/Italia Savoia-Marchetti
Data primo volo8 maggio 1943
Data entrata in servizio1946
Data ritiro dal servizio1954
Utilizzatore principaleItalia Alitalia
Altri utilizzatoriEgitto SAIDE
Italia Aeronautica Militare
Esemplari23
Dimensioni e pesi
Lunghezza24,77 m
Apertura alare34,28 m
Altezza5,70 m
Superficie alare128,30
Peso a vuoto12 800 kg
Peso carico21 000 kg
Peso max al decollo21 600 kg
Passeggeri44[1]
Propulsione
Motorequattro Alfa Romeo 128 RC.18, radiali a 9 cilindri raffreddati ad aria
Potenza860 CV (641 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max400 km/h
Velocità di crociera320 km/h
Corsa di decollo460 m
Atterraggio480 m
Autonomia2 000 km
Tangenza6 500 m

Dati tratti da "www.alatricolore.it"[2], salvo dove diversamente indicato.

voci di aerei civili presenti su Wikipedia
Savoia-Marchetti SM.95 a terra

Il Savoia-Marchetti S.M.95 è un monoplano quadrimotore passeggeri prodotto dall'azienda italiana Savoia-Marchetti, volò per la prima volta l'8 maggio 1943. Ad ala bassa a sbalzo con ruotino di coda, l'apparecchio fu costruito già durante la Seconda guerra mondiale e costituì la base per la ricostruzione dell'aeronautica civile italiana dopo il conflitto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Annunciato nel 1937 dall'ing. Alessandro Marchetti e sviluppato sulla base dell'aereo da trasporto S.M.75, era un velivolo quadrimotore con motori Alfa Romeo 126 RC.34 da 750 hp, denominato inizialmente come S.M.76.

La struttura della fusoliera era in tubi di acciaio saldato, il rivestimento del frontale e del lato inferiore in lega leggera, le fiancate nella tradizionale tela verniciata e la parte posteriore in compensato. L'ala trilongherone in legno in un solo pezzo con ricopertura in legno. Motori Alfa Romeo spingenti eliche tripale metalliche SIAI-Hydrovaria S.53 a giri costanti e messa in bandiera. Cabina di pilotaggio con 2 posti affiancati e doppi comandi avente alle spalle le postazioni per il motorista (sulla sinistra) ed il marconista (sulla destra), la cabina passeggeri per il trasporto di 18 persone.

La progettazione del velivolo si prolungò fino al 1939, venne predisposto per montare motori Alfa Romeo 128 RC.18 da 860 hp e la designazione ufficiale divenne S.M.95C dove "C" stava per "Civile".

Con l'inizio della Seconda guerra mondiale l'aereo venne accantonato, ma nel dicembre 1941 una richiesta della L.A.T.I., per un quadrimotore da utilizzare sulle rotte verso il Sud America, fece rispolverare il progetto per un velivolo che pur con caratteristiche inferiori ai “concorrenti” Piaggio P.108 e CANT Z.511A, aveva però un costo inferiore ed una realizzazione più pronta.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Militare[modifica | modifica wikitesto]

I primi esemplari dovevano essere di una versione militare denominata S.M.95B, dove “B” stava per “Bombardamento”, dotata di motori più potenti degli Alfa Romeo e di armamenti idonei, ma alla fine il primo esemplare a volare fu la versione civile nel maggio 1943 sul campo di Vergiate con ai comandi il collaudatore Guglielmo Algarotti.

L'armistizio del 3 settembre 1943 e la conseguente occupazione militare tedesca fece sì che gli unici due velivoli costruiti fossero requisiti, trasferiti in Germania dove furono assegnati alla Luftwaffe e poi probabilmente distrutti dalle vicende belliche.

Il 30 luglio 1945 volò il terzo esemplare superstite che, assieme ad un altro solo parzialmente costruito, era rimasto, non ultimato, presso le officine della Savoia Marchetti dal tempo dell'armistizio. Entrambi furono utilizzati a scopi militari, uno requisito dalla Royal Air Force, l'altro, presentato ufficialmente a Guidonia nell'aprile del 1946, come corriere militare dall'Aeronautica Militare italiana.

Civile[modifica | modifica wikitesto]

L'Alitalia ne acquistò sei esemplari che iniziarono il servizio nel corso del 1947, il 6 agosto il S.M.95C battezzato Marco Polo e immatricolato I-DALM inaugurò la prima rotta internazionale tra Roma e Oslo. La L.A.T.I. utilizzò tre esemplari inaugurando nel luglio del 1949 un servizio transcontinentale con il Venezuela utilizzando gli S.M.95C battezzati Sant'Antonio, San Francesco e San Cristoforo. Altri quattro aerei andarono alla SAIDE compagnia di bandiera egiziana, che li impiegò sulle rotte tra Il Cairo e Roma o Parigi. I velivoli prodotti ebbero un utilizzo quasi interamente civile con l'eccezione di cinque velivoli utilizzati dalla nuova Aeronautica Militare italiana.

Il Savoia-Marchetti S.M.95C ebbe anche un certo sviluppo. Dai primi esemplari che vennero prodotti con i motori Alfa Romeo 128 RC.18, tranne il terzo che montava invece gli Alfa Romeo 131 RC.14/50, vennero in seguito adottati i Bristol Pegasus type 48 da 1 005 hp fino agli esemplari della L.A.T. I. che ebbero i Pratt & Whitney SIC-6 Twin Wasp R-1830 da 1 217 hp. Vi furono varie versioni che videro una fusoliera più lunga e una prua maggiormente appuntita, si progettò anche una versione interamente metallica, denominata S.M. 95S, poi mai realizzata.

Furono 20 gli S.M.95 di serie, dei quali l'ultimo esemplare uscì dalle linee di montaggio il 18 novembre 1949, l'ultimo volo di un S.M.95 fu registrato il 28 settembre 1954.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia
Egitto Egitto

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia
Italia Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Maksim Starostin, Savoia-Marchetti S.M.95, su Virtual Aircraft Museum, http://www.aviastar.org/index2.html. URL consultato il 12 marzo 2011.
  2. ^ (EN) SAVOIA-MARCHETTI SM.95, su www.alatricolore.it, http://www.alatricolore.it. URL consultato il 12 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 23 july 2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A cura di Rolf Berger, 1000 AEREI apparecchi di ogni epoca e genere, Firenze, Giunti Editore SpA - Naumann & Göbel Verlagsgesellschaft mbH, ottobre 2008, ISBN 978-88-440-3633-1.
  • SIAI Pagine di storia, Edizioni Aeronautiche Italiane Srl, 1992.
  • Achille Boroli ed Adolfo Boroli, L'Aviazione (Vol.12), Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1983.
  • Enzo Angelucci e Paolo Matricardi, Guida agli aeroplani di tutto il mondo (Vol.5), Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1979.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]