High fantasy

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L'high fantasy, detto anche epic fantasy o fantasy epico, è un sottogenere della narrativa fantasy, caratterizzato dall'essere ambientato in un mondo immaginario ("secondario")[1][2] i cui elementi tipici sono medioevo romanticizzato, regni fatati, maghi e personaggi ed avventure su scala epica con il fato del mondo in bilico, il bene in lotta contro il male o eroi impegnati in una cerca.[1][3].

Il termine "high fantasy" fu coniato da Lloyd Alexander nel saggio High Fantasy and Heroic Romance (1971)[4] e sviluppato da Kenneth J. Zahorski e Robert H. Boyer nel tentativo di sviluppare una terminologia con cui trattare la narrativa di genere[5]

Il padre dell'high fantasy è John Ronald Reuel Tolkien con Il Signore degli Anelli[6], tuttavia non sono da dimenticare altri scrittori che hanno ambientato i loro romanzi in questo genere come William Morris e Lord Dunsany.

L'high fantasy è in parte ispirato alla mitologia norrena, infatti in molti racconti di questo genere ci sono nomi e personaggi riconducibili ad essa (ad esempio Loki in Il destino del regno di Herbie Brennan).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il mondo[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "mondo secondario" (secondary world) per riferirsi al mondo in cui è ambientata la storia fu coniato da J.R.R. Tolkien nel saggio Sulle fiabe (On Fairy Tales, 1939), ed indica un mondo governato da leggi diverse da quelle del mondo reale, ma comunque coerenti con sè stesse[7].

Il mondo reale può non essere del tutto esistente nell'ambientazione della storia e questa si svolge fin dall'inizio nel mondo secondario, per esempio ne Il Signore degli Anelli o nei romanzi del Mondo Disco[8] Questi mondi sono comunque generalmente basati su elementi del mondo reale e il lettore viene spesso aiutato nell'immergersi in essi da mappe geografiche e descrizioni dei luoghi e delle loro storie, come per esempi avviene nel prologo a Il Signore degli Anelli[8]

In alternativa un portale consente di passare dal nostro mondo al mondo secondario, permettendo allo scrittore di fare paragoni diretti tra i due mondi. Il portale può per esempio essere una porta, anello, dipinto, o nel caso de Il leone, la strega e l'armadio di C. S. Lewis, un armadio. Questo tipo di approccio consente all'autore di fare paragoni diretti tra il nostro mondo e il mondo secondario[9].

Il terzo caso è quello di un mondo interno al mondo, marcato da confini fisici che lo separa, come avviene per esempio in Harry Potter[9]

Gli eroi[modifica | modifica wikitesto]

L'eroe è spesso un ragazzo sprovveduto (infatti l'high fantasy si differenzia dall'Heroic Fantasy poiché il protagonista non è un possente guerriero, ma un personaggio non previsto sia dallo schieramento del Bene che quello del Male tranne forse da saggi o da veggenti particolarmente descritti), che non conosce nulla dei fatti che avvengono fuori dal suo villaggio natale, ma che improvvisamente viene a conoscenza dei conflitti che ci sono tra Bene e Male e si ritrova coinvolto nella lotta fra di essi poiché si accorge di essere l'unico in grado di sconfiggere il nemico.

Questa proiezione al di fuori del suo quotidiano avviene a causa di un elemento importante (Gandalf affida l'anello a Frodo, Eragon trova l'uovo di drago, ecc.), che condurrà ad una ricerca dalle implicazioni diverse (trovare un oggetto, distruggere un oggetto, trovare un mago potente, ecc.).

Spesso l'eroe viene aiutato dal suo maestro, per lo più un mago: Gandalf nel Il Signore degli Anelli, Brom in Eragon o Allanon in Shannara.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'high fantasy si distingue dall'Heroic Fantasy per il fatto che i protagonisti non sono mai completamente soli. Possono appartenere ad un gruppo, o avere semplicemente degli amici a loro fianco (Samvise Gamgee, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc ne Il Signore degli Anelli).

Il gruppo di cui fa parte l'eroe è spesso composto da personaggi dai grandi poteri e capacità anche di popoli diversi, infatti l'high fantasy è caratterizzato anche dalla presenza di popoli diversificati pure nell'aspetto.

L'high fantasy prevede molti protagonisti che svolgono le proprie vicende anche separati spazialmente ma che spesso l'autore segue parallelamente.

Ambientazioni[modifica | modifica wikitesto]

I romanzi dell'high fantasy si differenziano dagli altri per la presenza di un mondo ben preciso, compreso di mappe e di date (ovviamente non riconducibili alla vita reale: non si può dire che la storia de Il Signore degli Anelli sia avvenuta 1000 anni fa, ma solo che è accaduta dal 3001 al 3021 della Terza Era, ma ciò è ben diverso dal dire "una volta tanto tempo fa" come succede nelle fiabe e nelle favole), che è caratterizzato da un'ambientazione medievale ed è proprio da questo periodo storico che il genere prende molto per quanto riguarda l'ambientazione.[6]

Il mondo dell'high fantasy è creato in modo da sembrare realistico, senza contare però della presenza di elementi magici e di popolazioni non esistenti nella realtà.[10] Esso viene in parte descritto dettagliatamente rispetto al percorso che compiono i personaggi descritti. L'esistenza di popoli differenti è una delle maggiori particolarità del genere. I popoli sono principalmente i Nani, gli Elfi, gli Umani o un altro popolo immaginario scelto o creato dall'autore del libro.

Raramente quest'altro popolo è minuto come gnomi, folletti o spiritelli e tutti i popoli sono circa alla stessa altezza poiché in questo modo, possono combattere guerre epiche ed enormi. Spesso infatti sono razze umanoidi quelle presenti nel genere.

Non sono escluse discordie fra popoli, pur essendo di uguale schieramento, come spesso accade fra gli Elfi ed i Nani in qualsiasi libro del genere che comprenda entrambi i popoli. Inoltre non bisogna dimenticare i popoli antagonisti, spesso dominati da una sorta di dittatura da un capo onnipotente con elevate capacità magiche che sottomette chi è in potere di comandare. Questi popoli antagonisti sono spesso Goblin, Orchi e Troll oppure anche creature inventate dall'autore (come i Ra'zac nel Ciclo dell'Eredità,oppure i Trolloc ne La ruota del tempo) e sovente hanno grandi capacità fisiche ma poche intellettuali.

Le guerre[modifica | modifica wikitesto]

Elemento fondamentale dell'high fantasy è la presenza di battaglie campali, combattute da grandi eserciti e spesso non si tralasciano descrizioni cruente e sanguinose. Le guerre sono anch'esse ambientate in clima medievale ma hanno anche elementi magici che decidono le sorti di una guerra.

L'uso della magia[modifica | modifica wikitesto]

In questo genere la magia spesso è la causa del potere sia di personaggi del Male che del Bene e spesso serve al Male per ostacolare il protagonista del romanzo (Sauron e Saruman nel Signore degli Anelli ad esempio).[11] Spesso la magia ha bisogno di grandi conoscenze per poter essere messa in pratica ed anche di elevata forza fisica e mentale e può avere pure conseguenze spiacevoli se usata in modo errato, infatti bisogna utilizzarla in modo saggio per far sì che funzioni al meglio.[11]

Infine, caratteristico di questi generi è il fatto che la vittoria finale non si ottiene con le armi, esse sono un aiuto ma non si può sconfiggere il Male con esse, altrimenti, se un personaggio uccide con un colpo di spada (o di un'altra arma) il principale cattivo questo diventa heroic fantasy, invece nell'high fantasy si sconfigge il nemico con la magia.

Alcune opere rappresentative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Perry 2003, p. VI
  2. ^ Clute e Grant 1996High Fantasy p. 466
  3. ^ Hunt 1996, p. 303
  4. ^ Originariamente High Fantasy and Heroic Romance fu distribuito alla New England Round Table of Children's Librarians in October 196).
  5. ^ Template:Stableford 2005
  6. ^ a b Fantasy: storia e caratteristiche del genere
  7. ^ Clute e Grant 1996
  8. ^ a b Gambles e Yates 2002, p. 102
  9. ^ a b Gambles e Yates 2002, p. 103
  10. ^ High Fantasy
  11. ^ a b Quest/Epic High Fantasy | Best Fantasy Books

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Peter Hunt (a cura di), International Companion of Encyclopedia of Children's Literature, Londra e New York, Routledge, 1996, ISBN 0-203-16812-7.
  • (EN) Phyllis J. Perry, Teaching Fanasy Novels: From the Hobbit to Harry Potter and the Goblet of Fire, Teacher Ideas Press, 2003, ISBN 1-56308-987-4.
  • (EN) John Clute e John Grant (a cura di), Encyclopedia of Fantasy, Orbit, 1996, ISBN 1-85723-893-1.
  • (EN) Brian Stableford, The A to Z of Fantasy Literature, Plymouth, Scarecrow Press, 2005, p. 198, ISBN 0-8108-6829-6.
  • (EN) Nikki Gamble e Sally Yates, Exploring Children's Literature — Teaching the Language and Reading of Fiction, Paul Chapman, 2002, ISBN 0 7619 4045 6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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