Jack Vance

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Jack Vance al timone della sua barca, inizio anni Ottanta

Jack Vance, pseudonimo di John Holbrook Vance (San Francisco, 28 agosto 1916Oakland, 26 maggio 2013), è stato uno scrittore statunitense di narrativa fantasy, fantascientifica e poliziesca, considerato fra le voci più alte e sofisticate entro la narrativa "di genere"[1]. Ha firmato gran parte delle sue opere come Jack Vance, ma ha anche usato il suo nome completo oltre agli pseudonimi Ellery Queen, Alan Wade, Peter Held e John van See.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce il 28 agosto 1916 in California. Dopo la separazione dei genitori si trasferisce con la madre e diversi fratelli nel ranch dei nonni materni, dove trascorre un'infanzia felice. Fin da giovane legge e scrive poesia. Inoltre si appassiona alle riviste pulp, come Weird Tales e Amazing Stories, e ad autori come Edgar Rice Burroughs, Jules Verne, Lord Dunsany e P.G. Wodehouse.

Terminati gli studi superiori e non potendo permettersi di frequentare l'università, gira per il paese svolgendo i lavori più disparati (raccolta della frutta, operaio in una fabbrica di attrezzi minerari, minatore e addetto ai pozzi petroliferi), trasformandosi da piccolo intellettuale poco pratico in un giovane uomo piuttosto impetuoso.

Si iscrive all'Università della California a Berkeley, frequentando prima fisica e poi giornalismo, ma non termina gli studi. Lavora per un certo periodo al porto di Honolulu, ritornando in America in tempo per l'inizio della seconda guerra mondiale. Studia il giapponese per poter partecipare a un programma di addestramento dei servizi segreti, ma senza successo, quindi si arruola nella Marina mercantile e si imbarca. In questo periodo inizia a scrivere narrativa, in particolare i primi racconti del Ciclo della Terra morente. La sua prima opera pubblicata è "Il pensatore di mondi" nel 1945 sulla rivista Thrilling Wonder Stories.

Nel periodo tra gli anni cinquanta e i settanta lavora per un breve periodo come sceneggiatore per la 20th Century Fox. Viaggia quindi a lungo, prima in Europa e poi per il resto del mondo, fermandosi per pochi mesi in luoghi esotici, dove scrive nuovi racconti e romanzi, partendo quindi per un'altra destinazione. Alla fine degli anni cinquanta, durante un periodo in cui si trova a New York, scrive sceneggiature per la serie TV di fantascienza Captain Video. In questo periodo scrive i romanzi L'odissea di Glystra, Il linguaggio di Pao e Uomini e draghi, con cui vince un Premio Hugo, inizia la Trilogia di Durdane e il Ciclo dei Principi demoni. Inoltre ritorna ai racconti del ciclo della Terra morente, con la nuova antologia di racconti Le avventure di Cugel l'astuto.

Fino alla morte abitò con moglie e figlio a Oakland, in California. Morì il 26 maggio 2013 nella sua casa di Oakland.[2]

Carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del numero di dicembre 1957 della rivista Satellite Science Fiction, contenente il romanzo di Jack Vance I Linguaggi di Pao.

Scrisse oltre sessanta libri, la maggior parte dei quali inseriti in un ciclo: forse i più notevoli sono i quattro libri del Ciclo della Terra morente, oggetto di molte imitazioni; i cinque romanzi del Ciclo dei Principi Demoni; i quattro romanzi del Ciclo di Tschai; la trilogia di Durdane; quella del Ammasso di Alastor; i due libri del Ciclo del Grande Pianeta e la trilogia di Lyonesse. Molti dei cicli di fantascienza di Vance appartengono ad una visione del futuro chiamata Distesa Gaeana, situata nella storia futura, tuttavia le connessioni non sono necessarie per la comprensione di ogni serie individuale sebbene permettano a Vance di utilizzare in una serie dei riferimenti a protagonisti di altre serie, come Navarth, il poeta pazzo, o di citare in altri romanzi libri immaginari, come l'enciclopedia in più volumi "Vita" del Baron Bodissey.

Lo stile di prosa di Vance raggiunge probabilmente la sua forma migliore nei romanzi singoli come L'ultimo castello e Maske: Thaery.

I romanzi di fantascienza e fantasy di Vance sono tipicamente diretti, satire lineari, che possono facilmente sedurre un lettore nel considerarli solo space opera. I racconti di Vance contengono tipicamente un forte protagonista, alle volte forte di natura e alle volte forzato dalle circostanze, inquieta e intensa opposizione a una società febbricitante che alla fine redime, spesso senza ricevere plausi o anche senza che qualcuno se ne accorga. Altri, una minoranza importante nel corpus delle sue opere, hanno come protagonista un antieroe come Cugel, ironicamente soprannominato 'Cugel l'astuto' nei suoi romanzi della Terra morente, che subisce i tiri e le beffe di quella che lui considera una sfortuna oltraggiosa.

Il lavoro di Vance nasconde in gran parte una commedia di moralità, comunque sottile. Anche un tagliagole, ladro ed occasionale stupratore come Cugel, una volta adeguatamente castigato dalle sue vicissitudini, può alla fine trionfare come avviene nel seguito a Le avventure di Cugel l'astuto.

Ma l'attrattiva principale dei romanzi di Vance non sono le trame lineari ed il linguaggio squisito e ironicamente secco, quanto le sue capacità di evocare, spesso con sole poche parole, società aliene, complesse e assurde, purtuttavia completamente umane. Vance spesso crea, in un semplice paragrafo, un mondo più completamente realizzato di quello che molti scrittori riescono ad inserire in massicci volumi.

Un altro talento speciale di Vance è il racconto di storie-nelle-storie mediante l'uso di citazioni in apertura di paragrafo, per esempio le avventure di Marmaduke nel Libro dei Sogni il quinto libro del ciclo dei Principi Demoni, e l'uso delle note a piè di pagina. La capacità di un narratore di usare efficacemente le note a piè di pagina è rara, quasi unica; un altro esempio può essere Terry Pratchett. Spesso Vance espone la natura piuttosto arbitraria delle società descritte, per mezzo di note linguistiche di termini intraducibili. Questi termini delineano concetti centrali per la società descritta, ma sono completamente alieni al lettore. In effetti la capacità di Vance di "spiegare" senza diminuire l'attenzione del lettore è parte del fascino del suo lavoro, ricco nella "Capacità Negativa" lodata da Keats ed essenziale per la fantasy e la fantascienza. Il fatto di non poter immaginare l'aspetto di un "deodand" o di non aver mai sentito parlare della "Cappa di Carne di Miscus" non intralcia in alcuna maniera la capacità di seguire la storia.

Un luogo comune nei lavori di Vance è il villaggio o il pianeta i cui gli abitanti praticano con la massima sincerità un sistema di credenze assurdo, ripugnante o entrambi. A parte il loro potenziale picaresco, Vance usa questi episodi per ironizzare sul dogmatismo in generale e su quello religioso in particolare. In effetti c'è molto del filosofo del XVIII secolo in Vance, che in particolare nella trilogia di Lyonesse si diverte a tirare frecciate al Cristianesimo. Quando, nel corso dei secoli, così tante persone hanno dato credito a così tante credenze, pare implicare Vance, chi ha il diritto di imporre il suo dogma agli altri?

Questo scetticismo è legato all'individualismo di Vance che un imperativo, sia etico sia estetico per lui e per i suoi personaggi, sembra applicare in pratica il desiderio di Thoreau che ci siano persone di tipi tanto differenti quanto possibile. I suoi valori illuminati appaiono ancora nella sua convinzione che ognuno dovrebbe essere libero di realizzare se stesso nella sua propria maniera, purché questa autorealizzazione non sia a detrimento di altri. Spesso i cattivi di Vance sono artisti che violano questo principio e distruggono le vite o le proprietà di altri per perseguire la propria visione.

Di conseguenza Vance favorisce personaggi aristocratici per la varietà che lo stato sociale e il denaro possono innegabilmente fornire, si diverte a creare società individualistiche e aristocratiche terrificanti come in Marune: Alastor 933' o come gli Ska in Lyonesse. Un suo tema favorito, esemplificato in L'ultimo castello, è la società decadente aristocratica il cui perseguimento dell'individualismo estetico l'ha resa incapace di affrontare le sfide della realtà che richiedono cooperazione e sacrificio. Una tensione ricorrente in Vance, sebbene di solito il suoi protagonisti riescono ad essere sia esteti che eroi.

Vance non assume mai che l'aristocrazia conferisca automaticamente meriti, è spietato nella sua satira di notabili pomposi che pensano che una nascita nobile li dispensi dall'obbligo di essere gentili o interessanti. Essere pretenziosi è sempre un vizio per Vance, ma distingue sempre tra pretenziosità ed elevazione reale. Uno dei molti fascini delle sue opere è la maniera scespiriana con cui sia furfanti che principi trattano e si canzonano in un linguaggio forbito.

La sua enfasi sull'individualismo impedisce a Vance di diventare un relativista. In effetti i suoi valori a volte hanno la forza di pregiudizi, così come la sua disapprovazione per l'omosessualità: solo i cattivi sono omosessuali nei lavori di Vance. Questo conservatorismo sessuale si manifesta anche nelle relazioni uomo-donna. Vance può creare personaggi femminili vividi ed eroici, come Glyneth nel ciclo di Lyonesse, eppure una volta sposata esce di scena per l'ultimo libro della trilogia. In La Murthe una storia del ciclo della Terra morente, è specialmente esplicito nell'insistere sulle nature differenti degli uomini e delle donne e che ogni deviazione dal proprio genere deve essere evitata. Che questo geniale e innegabile sessismo non sia niente più che un artefatto dei pregiudizi generazionali di Vance è una questione aperta, ma non diminuisce il godimento del suo vivido stile ed immaginazione.

Vance ha parlato del suo piacere per gli scritti di P.G. Wodehouse e una certa influenza di quest'ultimo può essere ritrovata in alcuni degli scritti di Vance, specialmente nelle sue descrizioni di zie prepotenti e dei loro nipoti facilmente intimoriti. L'influenza di Wodehouse comunque può non essere pronunciata quanto quella di L. Frank Baum, ne è un esempio l'uso di Baum simile a quello di Vance del dialogo ampolloso in The Tin Woodman of Oz. Qualunque sia il peso relativo di questi e altri modelli, Vance ha provato di essere un maestro della farsa episodica in lavori come Il mondo degli Showboat e nella storia breve Il gioco della guerra.

I racconti gialli di Vance oggi mantengono essenzialmente un valore per quello che rivelano della sua evoluzione come scrittore di fantascienza, fantasy e umorismo. Smise di lavorare nel genere del mistero all'inizio degli anni settanta se si eccettuano storie del mistero di fantascienza, vedi. Bad Ronald è degno di nota per come ritrae una versione di prova di quello che è forse il più grande personaggio di Vance: Howard Alan Treesong di Il libro dei sogni, il quinto libro del ciclo dei Principi Demoni. Il modo in cui descrive la Tahiti degli anni sessanta, in The Deadly Isles rivela alcuni degli ingredienti segreti che Vance miscela da gran maestro per presentare mondi alieni senza praticamente alcuno sforzo. In aggiunta le due storie dello sceriffo Joe Bains, specialmente The Fox Valley Murders, possono ancora essere lette con piacere, sebbene più per alcuni dei deliziosi personaggi californiani come la ragazza New Age di Bains, piuttosto che per la reale procedura di investigazione del crimine.

Vance ha ambientato con successo molti gialli nei suoi universi fantascientifici. I più notevoli di questo sforzo di miscelare generi sono le storie del ciclo del "Galactic Effectuator" che presentano un protagonista simile a Sam Spade, delle storie brevi risalenti ai primi anni cinquanta con protagonista Magnus Ridolph, un avventuriero interstellare e detective amatoriale, basato parzialmente sul Simon Templar di Leslie Charteris, che incontra sfide non dissimili da quelle dei racconti dei viaggi nel sud di Jack London e La fiamma della notte che prende abilmente in prestito elementi da Un lavoro inadatto a una donna di P.D. James.

Ha vissuto per la maggior parte della sua vita adulta nelle colline sopra Oakland. Iniziò la carriera di scrittore a tempo pieno alla fine degli anni quaranta, il periodo in cui il San Francisco Renaissance, un movimento di sperimentazione nella letteratura e nelle arti, dalla poesia fino all'architettura, era agli inizi. I riferimenti alla vita bohèmienne della Bay Area, direttamente nei suoi primi gialli e in forma travestita nei suoi racconti di fantascienza, suggeriscono affinità con questo movimento. Certamente la "Sailmaker Beach," il quartiere bohèmienne di Avente sul pianeta Alphanor è una versione della North Beach di San Francisco, mentre si dice che il personaggio del folle poeta Navarth sia stato basato su Kenneth Rexroth.

Riconoscimenti e premi[modifica | modifica wikitesto]

Si elencano solo le vittorie e non anche le candidature.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Per ogni testo si indica la prima edizione nell'originale inglese e la prima traduzione in lingua italiana. Le serie di romanzi interconnessi sono elencate cronologicamente, in base alla data di pubblicazione del primo episodio di ogni ciclo. Si noti che Vance ha cambiato anche più volte i titoli di alcune sue opere; le denominazioni definitive furono fissate nella ristampa integrale in quarantaquattro volumi Vance Integral Edition (2002-2005).

Magnus Ridolph[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del numero di agosto 1975 dell'edizione francese della rivista Galaxy, contenente una traduzione dell'antologia di Jack Vance The Many Worlds of Magnus Ridolph.

Ciclo composto da dieci racconti interconnessi. I primi sei furono riuniti per la prima volta nell'antologia The Many Worlds of Magnus Ridolph, parte dell'omnibus The Brains of Earth / The Many Worlds of Magnus Ridolph, Ace Books, Ace Double M-141, 1966; il settimo e ottavo furono aggiunti alla raccolta nella ristampa DAW Books, 1980; gli ultimi due confluirono in un'ulteriore ristampa re-intitolata The Complete Magnus Ridolph, Underwood-Miller, 1985; infine, l'ordine dei testi è stato modificato nell'edizione definitiva intitolata Magnus Ridolph, Vance Digital Edition 2, Spatterlight Press, 2012.

La versione Ace Books del ciclo è apparsa in italiano come Le avventure di Magnus Ridolph, trad. Gianni Montanari, Galassia 181, Casa Editrice La Tribuna, gennaio 1973; la versione Underwood-Miller è invece apparsa come Le Avventure di Magnus Ridolph (si noti la A maiuscola), trad. Gianni Montanari e Cristian Carlone, Biblioteca di Fantascienza I, Fanucci Editore, 1993. La versione DAW Books e quella Spatterlight Press non sono mai state tradotte.

I racconti sono elencati di seguito secondo l'ordine della versione Spatterlight Press.

  1. "Scavi sfortunati" ("Hard-Luck Diggins"), Startling Stories luglio 1948.
  2. "Scorciatoia per Sanatoris" ("Sanatoris Short-Cut"), Startling Stories settembre 1948.
  3. "Sardine in scatola" ("The Sub-Standard Sardines"), Startling Stories gennaio 1949.
  4. "L'inafferrabile McInch" ("The Unspeakable McInch"), Startling Stories novembre 1948.
  5. "Spettri e grisbi" ("The King of Thieves"), Startling Stories novembre 1949.
  6. "Essere in B o non essere in C o in D" ("To B or Not to C or to D"), Startling Stories settembre 1950.
  7. "Una mente elastica" ("The Howling Bounders"), Startling Stories marzo 1949.
  8. "L'odore non conta" ("The Spa of the Stars"), Startling Stories luglio 1950.
  9. "Il gioco della guerra" ("The Kokod Warriors"), Thriling Wonder Stories ottobre 1952.
  10. "Un cuore d'oro" ("Coup de grace"), Super-Science Fiction febbraio 1958.

Ciclo della Terra Morente[modifica | modifica wikitesto]

  1. La Terra morente o Il crepuscolo della Terra (The Dying Earth, poi Mazirian the Magician), Hillman Periodicals, Inc., 1950; raccolta di sei racconti inediti. Trad. Laura Virgili, I Romanzi del Cosmo 127, Ponzoni Editore, luglio 1963.
  2. Le avventure di Cugel l'Astuto (The Eyes of the Overworld, poi Cugel the Clever), Ace Books, 1966; fix-up di sette racconti (di cui uno inedito). Trad. Maria Teresa Aquilano e Roberta Rambelli nell'omnibus Crepuscolo di un mondo, Orizzonti IV, Fanucci Editore, 1974.
  3. La saga di Cugel (Cugel's Saga, poi Cugel: The Skybreak Spatterlight), Timescape Books, 1983; tre capitoli del romanzo sono anche apparsi come racconti autonomi. Trad. Maria Agnese Grimaldi, Il Libro d'Oro 30, Fanucci Editore, 1989.
  4. Rhialto il meraviglioso (Rhialto the Marvellous), Brandywyne Books, 1984; raccolta di due racconti e due romanzi brevi già editi singolarmente. Trad. Gianluigi Zuddas, Il Libro d'Oro 9, Fanucci Editore, 1986.

La tetralogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Tales of the Dying Earth, Fantasy Masterworks 4, Gollancz, 2000.

Il Satellite dei Cospiratori[modifica | modifica wikitesto]

Due romanzi brevi combinati nel fix-up Il satellite dei cospiratori (Monsters in Orbit) entro il volume doppio Monsters in Orbit / The World Between and Other Stories, Ace Books, Ace Double M-125, 1965. Trad. anonima, Gemini. Fantascienza 14, Solaris Editrice, 1978.

  1. Abercrombie Station, Thrilling Wonder Stories febbraio 1952. Anche edito singolarmente come Stazione Abercrombie, trad. Franco Giambalvo, nell'antologia Il meglio di Jack Vance, Robot Speciale 5, Armenia Editore, 1977.
  2. Cholwell's Chickens, Thrilling Wonder Stories agosto 1952.

Il Grande Pianeta[modifica | modifica wikitesto]

  1. L'odissea di Glystra (Big Planet), Startling Stories settembre 1952. Trad. Hilja Brinis, Urania 177, Arnoldo Mondadori Editore, 1958.
  2. Il mondo degli Showboat (Showboat World, poi The Magnificent Showboats of the Lower Vissel River, Lune XXIII South, Big Planet), Pyramid Books, 1975. Trad. Franco Giambalvo, I Libri di Robot n. 10, Armenia Editore, 1978.

La dilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Big Planet Omnibus, Vance Digital Edition 74, Spatterlight Press, 2013.

Universo del Gaean Reach[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti opere sono fra loro autonome ma mi svolgono tutte nel Gaean Reach (a volte tradotto come "Distesa gaeana" o "Dominazione Gaenica"), una regione fittizia dello spazio esterno dove sono state erette imponenti colonie terrestri.

Copertina del numero di dicembre 1963 di Galaxy Science Fiction, contenente la prima puntata del romanzo di Jack Vance Il re stellare (The Star King).

Ciclo dei Principi demoni[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il re stellare o Volere di re (The Star King), serializzato in due puntate in Galaxy Magazine dicembre 1963 e febbraio 1964. Trad. Lella Pollini, serializzato in nove puntate su Galaxy 72, anno VII-N. 5, maggio 1964, e in appendice ai numeri da 42 a 49 di Galassia, Casa Editrice La Tribuna, da giugno 1964 a gennaio 1965.[3]
  2. La macchina per uccidere (The Killing Machine), Berkley Medallion, 1964. Trad. Roberta Rambelli nell'omnibus I principi demoni, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 45, Editrice Nord, 1980.
  3. Il palazzo dell'amore (The Palace of Love), serializzato in tre puntate in Galaxy Magazine ottobre e dicembre 1966 e febbraio 1967. Trad. Roberta Rambelli nell'omnibus I principi demoni, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 45, Editrice Nord, 1980.
  4. La faccia (The Face), DAW Books, 1979. Trad. Roberta Rambelli nell'omnibus Gli ultimi principi, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 56, Editrice Nord, 1982.
  5. Il libro dei sogni (The Book of Dreams), DAW Books, 1981. Trad. Roberta Rambelli nell'omnibus Gli ultimi principi, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 56, Editrice Nord, 1982.

La pentalogia è stata riunita inizialmente nei due omnibus The Demon Princes: Volume One (Orb, 1997; volumi 1-2-3) e The Demon Princes: Volume Two (Orb, 1997; volumi 4-5), e successivamente nel volume unico The Demon Princes (Science Fiction Book Club, 1998). La traduzione italiana pubblicata da Editrice Nord aveva già anticipato queste soluzioni prima con i due omnibus I principi demoni (Cosmo Oro 45, Editrice Nord, 1980; volumi 1-2-3) e Gli ultimi principi (Cosmo Oro 56, Editrice Nord, 1982; volumi 4-5), poi con il volume unico I cinque re stellari (Grandi Opere Nord 19, Editrice Nord, 1991).

Trilogia dell'Ammasso di Alastor[modifica | modifica wikitesto]

  1. Trullion: Alastor 2262 (Trullion: Alastor 2262), Amazing Science Fiction marzo 1973. Trad. Roberta Rambelli, Fantacollana 14, Editrice Nord, 1976.
  2. Marune: Alastor 933 (Marune: Alastor 933), Amazing Science Fiction luglio 1975. Trad. Roberta Rambelli, Cosmo. Collana di Fantascienza 92, Editrice Nord, 1979.
  3. Wyst: Alastor 1716 (Wyst: Alastor 1716), DAW Books, 1981. Trad. Rita Botter Pierangeli, Cosmo. Collana di Fantascienza 109, Editrice Nord, 1981.

La trilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Alastor, Tor, 1990. Una raccolta analoga era già apparsa in italiano come I mondi di Alastor, Tascabili Omnibus 4, Editrice Nord, 1992.

Le Cronache di Cadwal[modifica | modifica wikitesto]

  1. Stazione Araminta (Araminta Station), Underwood-Miller, 1987. Trad. Gianluigi Zuddas, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 96, Editrice Nord, 1988.
  2. I segreti di Cadwal o Ecce e la Vecchia Terra (Ecce and Old Earth), Underwood-Miller, 1991. Trad. Gianluigi Zuddas, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 128, Editrice Nord, 1992.
  3. Throy: Il terzo continente o Throy (Throy), Underwood-Miller, 1992. Trad. Gianluigi Zuddas, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 147, Editrice Nord, 1995.

La trilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus The Cadwal Chronicles, Vance Digital Edition 72, Spatterlight Press, 2012.

Myron Tany[modifica | modifica wikitesto]

  1. Fuga nei mondi perduti (Ports of Call), Underwood Books, 1998. Trad. Maura Arduini, Urania 1352, Arnoldo Mondadori Editore, 1999.
  2. Lurulu (Lurulu), Tor, 2004. Trad. Ferruccio Alessandri nell'antologia Myron Tany & I vandali dello spazio, Urania Millemondi 45 (2ª serie), Arnoldo Mondadori Editore, autunno 2007.

La dilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Ports of Call and Lurulu, Vance Integral Edition 43, 2005. Una raccolta analoga era già apparsa in italiano come Myron Tany & I vandali dello spazio (Urania Millemondi 45 (2ª serie), Arnoldo Mondadori Editore, autunno 2007), un'antologia in cui la serie di Myron Tany era affiancata al romanzo autoconclusivo I vandali dello spazio.

Romanzi singoli[modifica | modifica wikitesto]

Ciclo dello sceriffo Joe Bain[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Fox Valley Murders, Bobbs-Merrill Company, 1966.
  2. The Pleasant Grove Murders, Bobbs-Merrill Company, 1967.

La dilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus The Fox Valley Murders / The Pleasant Grove Murders, Vance Integral Edition 13, Spatterlight Press, 2005.

Ciclo di Tschai[modifica | modifica wikitesto]

  1. Naufragio su Tschai (City of the Chasch, poi The Chasch), Ace Books, 1968. Trad. Beata Della Frattina, Urania 562, Arnoldo Mondadori Editore, 21 marzo 1971.
  2. Le insidie di Tschai (Servants of the Wankh, poi The Wankh), Ace Books, 1969. Trad. Beata Della Frattina, Urania 565, Arnoldo Mondadori Editore, 2 maggio 1971.
  3. I tesori di Tschai (The Dirdir), Ace Books, 1969. Trad. Beata Della Frattina, Urania 567, Arnoldo Mondadori Editore, 30 maggio 1971.
  4. Fuga da Tschai (The Pnume), Ace Books, 1970. Trad. Beata Della Frattina, Urania 571, Arnoldo Mondadori Editore, 25 luglio 1971.

La tetralogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Planet of Adventure, Grafton, 1985. Una raccolta analoga era già apparsa in italiano come Pianeta Tschai, Biblioteca di Urania 1, Arnoldo Mondadori Editore, marzo 1978.

Trilogia di Durdane[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il mondo di Durdane (The Anome), serializzato in due puntate in The Magazine of Fantasy and Science Fiction febbraio e marzo 1971. Trad. Gaetano Luigi Staffilano, Cosmo. Collana di Fantascienza 48, Editrice Nord, 1976.
  2. Il popolo di Durdane (The Brave Free Men), serializzato in due puntate in The Magazine of Fantasy and Science Fiction luglio e agosto 1972. Trad. Roberta Rambelli, Cosmo. Collana di Fantascienza 52, Editrice Nord, 1976.
  3. Asutra (The Asutra), serializzato in due puntate in The Magazine of Fantasy and Science Fiction maggio e giugno 1973. Trad. Roberta Rambelli, Cosmo. Collana di Fantascienza 56, Editrice Nord, 1976.

La trilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Durdane, Gollancz, 1989. Una raccolta analoga era già apparsa in italiano come Il mondo di Durdane, Grandi Scrittori di Fantascienza a. I n. 1, Euroclub, 1980.

Miro Hetzel[modifica | modifica wikitesto]

  1. L'agenzia turistica di Dogtown (The Dogtown Tourist Agency), nell'antologia Epoch, a cura di Roger Elwood e Robert Silverberg, Berkey/Putnam, 1975.
  2. Il turno di Freitzke (Freitzke's Turn), nell'antologia Triax, a cura di Robert Silverberg, Pinnacle Books, 1977.

La dilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus Miro Hetzel l'investigatore (Galactic Effectuator, poi Miro Hetzel), Underwood-Miller, 1980. Trad. Roberta Rambelli, Cosmo. Collana di Fantascienza 131, Editrice Nord, 1983.

Trilogia di Lyonesse[modifica | modifica wikitesto]

Il primo romanzo della serie era inizialmente intitolato Lyonesse e sottotitolato Book I: Suldrun's Garden; a partire dalla ristampa nella Vance Integral Edition (2002) le due nomenclature sono state chiaramente separate come titolo del ciclo e titolo del singolo volume.

  1. Lyonesse o Lyonesse: Il giardino di Suldrun (Lyonesse, poi Suldrun's Garden), Berkley Books, 1983. Trad. Annarita Guarnieri, Fantacollana 59, Editrice Nord, 1985.
  2. La perla verde (The Green Pearl), Underwood-Miller, 1985. Trad. Annarita Guarnieri, Fantacollana 68, Editrice Nord, 1986.
  3. Madouc (Madouc), Underwood-Miller, 1989. Trad. Annarita Guarnieri, Fantacollana 103, Editrice Nord, 1991.

La trilogia è stata riunita per la prima volta nel volume omnibus The Complete Lyonesse, Gollancz, 2010.

Romanzi auto-conclusivi[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del numero di agosto 1962 di Galaxy Science Fiction, contenente il romanzo completo di Jack Vance Uomini e draghi (The Dragon Masters).

Si elencano sia i romanzi veri e propri (novel) sia i romanzi brevi (novella).

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte allestite dall'autore[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte create per il mercato italiano[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Cosmopolis Volume 1, Numero 3 Archiviato il 18 aprile 2005 in Internet Archive. Is Vance a Science Fiction Author?
  2. ^ Foreverness to Jack Vance, su foreverness.jackvance.com, 26 maggio 2013. URL consultato il 26 maggio 2013.
  3. ^ La rivista di racconti e romanzi a puntate Galaxy (traduzione italiana dell'omonima testata statunitense) venne chiusa improvvisamente proprio con il numero 72, pertanto la casa editrice proseguì la serializzazione già avviata sul progetto parallelo Galassia: una collana mensile di romanzi completi, corredati da piccole appendici di narrativa breve.
  4. ^ a b c d e Andrea Vaccaro, Bibliografia di Jack Vance, in Jack Vance - Pianeta Tschai, Prima parte, Urania Collezione n. 165, Mondadori, 2016, pp. 295-314.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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