Lois McMaster Bujold

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Lois McMaster Bujold

Lois McMaster Bujold (Columbus, 2 novembre 1949) è una scrittrice statunitense di romanzi di fantascienza e fantasy. vincitrice multiple volte dei premi Hugo e Nebula

Il grosso del suo lavoro comprende tre serie separate: il Ciclo dei Vor, quello di Chalion e quello di The Sharing Knife.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata il 2 novembre 1949 a Columbus nell'Ohio[1], suo padre, Robert Charles McMaster era un professore dell'Università statale dell'Ohio specializzato nelle tecniche di saldatura e nei controlli di qualità non distruttivi[2] meteorologo alla televisione[3][4]. Il padre era un appassionato lettore di fantascienza e trasmise la sua passione alla figlia, che diventò un'accanita lettrice e per il suo tredicesimo compleanno le regalò un abbonamento a Analog[1] Tra i suoi autori preferiti in gioventù ci sono stati Poul Anderson, James H. Schmitz, i romanzi per ragazzi di Robert A. Heinlein, Isaac Asimov, Fritz Leiber, L. Sprague de Camp, Mack Reynolds, Arthur C. Clarke, Eric Frank Russell e Zenna Henderson[1].

La Bujold ha scritto che l'esperienza di avere un padre famoso si riflette nei suoi personaggi, come Miles Vorkosigan che crescono sotto l'ombra di un "grande uomo". Avendo osservato questa tendenza in entrambi i generi, la Bujold si è chiesta perché è sempre la "sindrome del figlio di un grande uomo" e non "della figlia di un grande uomo".[5] Suo fratello, ingegnere come il padre, l'ha aiutata con i dettagli tecnici nella scrittura di Gravità zero (Falling Free).[6]

Ha studiato letteratura inglese all'Università statale dell'Ohio.

Ebbe le prime esperienze come scrittrice in collaborazione con la sua migliore amica Lillian Stewart quando frequentavano la scuola superiore, poi per molti anni abbandonò l'attività riprendendo negli anni ottanta, inizialmente per hobby, ma scoprendo in breve che solo un'attività come professionista poteva soddisfarla. Completò i suoi tre primi romanzi — L'onore dei Vor (Shards of Honor ), L'apprendista ammiraglio (The Warrior's Apprentice), La spia dei Dendarii (Ethan of Athos), tutti facenti parte del Ciclo dei Vor — sono stati scritti rispettivamente nel 1983, 1984 e nel 1985, ma fu solo dopo quattro rifiuti che nel 1986 la Baen Books accettò L'apprendista ammiraglio per la pubblicazione. Sulla base de L'apprendista ammiraglio la Baen Books offrì alla Bujold un contratto che comprendeva anche gli altri due libri. Secondo la Baen Book, al 2010, erano state vendute 2 milioni di copie dei romanzi del ciclo.[7]

La Bjujold è conosciuta soprattutto per la saga dei Vor, una serie di romanzi con protagonisti Miles Vorkosigan, una spia e ammiraglio mercenario interstellare con disabilità fisiche, del pianeta Barrayar[7]. La serie è ambientata circa 1000 anni nel futuro. Oltre ai romanzi dedicati a Miles la serie include anche prequel dedicati ai suoi genitori e seguiti con protagonisti altri personaggi. I primi titoli appartengono al genere della space opera, con abbondanza di battaglie, cospirazioni e svolte nella trama, mentre negli ultimi libri della serie, Miles diventa più un investigatore. In Guerra di strategie (A Civil Campaign), la Bujold esplora la commedia romantica nell'alta società, con una trama che secondo la dedica omaggia la scrittrice Georgette Heyer. È incentrata su una cena catastrofica, con malintesi e dialoghi che giustificano il sottotitolo di "Una commedia di biologia e buone maniere".

L'autrice ha affermato che la serie è strutturata sul modello dei libri di Horatio Hornblower, che documentano la vita di una singola persona. Nei suoi temi riflette inoltre Lord Peter Wimsey, l'investigatore creato da Dorothy L. Sayers. La Bujold ha anche detto che parte della sfida di scrivere una serie è che molti lettori incontreranno i libri in maniera "completamente casuale" e che quindi deve fornire un contesto sufficiente in ognuno di essi, senza essere eccessivamente ripetitiva. Le stampe più recenti dei libri della saga dei Vor comprendono un'appendice che riassume la cronologia interna della serie. La Bujold ha esposto le su opinioni sull'ordine ottimale di lettura della saga dei Vor sul suo blog..[8]

È diventata un membro del science fiction fandom, e della Central Ohio Science Fiction Society ed ha copubblicato StarDate, una fanzine di fantascienza in cui scrive con il nome di Lois McMaster.

La Bujold voleva anche entrare nel mercato del fantasy, ma il suo primo tentativo, L'anello dell'incantesimo (The Spirit Ring, 1992), non è stato un successo. Le offerte ricevute da vari editori furono basse e infine lo vendette alla Baen Book in cambio anche della promessa di altri libri della Saga dei Vor. Il libro non incontro un successo di critica ed ebbe vendite mediocri. La Bujold definì questa esperienza come "molto istruttiva". Una decina di anni dopo ritentò con L'ombra della maledizione (The Curse of Chalion, 2001), questa volta con un buon successo, sia critico che commerciale. Il mondo fantasy di Chalion fu concepito sulla base di un corso seguito nel tempo libero all'Università del Minnesota e basato sulla Spagna medievale. Al primo libro ne seguirono altri due.

Successivamente scrisse la tetralogia fantasy romantica The Sharing Knife (2006), che prende a prestito per i suoi panorami e il dialetto dei "contadini" l'Ohio centrale dove era cresciuta.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 si sposò con John Fredric Bujold, incontrato a una convention di fantascienza due anni prima[1], ma divorziò all'inizio degli anni 1990, conservando però il cognome[1]. Dal matrimonio ha avuto due figli, Anne nata nel 1978 e Paul nato nel 1981.[9] La figlia Anne Bujold è un'artista del metallo e saldatrice,[10], vicepresidente della Northwest Blacksmith Association.[11] Correntemente Bujold vive in Medicine Lake.[12]

Ha come hobby i cavalli, la chitarra classica e la fotografia.

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Sylvia Kelso, scrisse nel New York Review of Science Fiction:

(EN)

«Narrative impulsion is actually a constant in Bujold's work, as is her easy, almost transparent style with its occasional unexpected striking turn of phrase – "Death had a temperature and it was damned cold" (Komarr 27) – or its wickedly reshaped allusions: "The cream pie of justice flies one way" (Vor 336). The apparently effortless fluidity of both style and story may actually have militated against critical notice, in comparison to notorious stylists like William Gibson, or, again, Ursula Le Guin»

(IT)

«L'impulso narrativo è realmente una costante nelle opere della Bujold, così come il suo stile facile, quasi trasparente con occasionali inaspettati e pungenti giri di frase – "La morte ha una temperatura ed era dannatamente fredda" (Komarr 27) – o le sue allusioni diabolicamente modificate: "La torta di panna della giustizia vola in una sola direzione" (Vor 336). L'apparente facile fluidità sia di stile, che di storia, possono aver in realtà averle militarizzato contro la critica, a confronto di stilisti noti come William Gibson o, ancora, Ursula Le Guin»

(.[13])

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Vinti[modifica | modifica wikitesto]

Nomine[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ciclo dei Vor (Vorkosigan saga)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ciclo dei Vor.

Elencati nell'ordine di pubblicazione originale:

Fantasy[modifica | modifica wikitesto]

Ciclo di Chalion[modifica | modifica wikitesto]

The Sharing Knife[modifica | modifica wikitesto]

  • Beguilement (2006)
  • Legacy (2007)
  • Passage (2008)
  • Horizon (2009)

Altri romanzi fantasy[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e James 2015An Introduction to Lois McMaster Bujold.
  2. ^ È stato il curatore del manuale Nondestructive Testing Handbook, generalmente chiamato McMaster on Materials
  3. ^ omaggiato indirettamente nel romanzo breve Miles Vorkosigan - L'uomo del tempo
  4. ^ (EN) Robert J. Jaffee, Robert Charles McMaster, in National Academy of Engineering, vol. 3, National Academy Press, 1989, pp. 266-27. URL consultato il 21 agosto 2018 (archiviato il 21 agosto 2018).
  5. ^ (EN) Lois Mcmaster Bujold, Young Miles, BAEN, 1997, p. 830, ISBN 9780671877828.
  6. ^ (EN) Lois McMaster Bujold, Forward to, in Miles, Mutants, Microbes, Omnibus edition, paragraphs 11 & 13.
  7. ^ a b (EN) Jeremy L. C. Jones, A Conversation With Lois McMaster Bujold, in Clarkesworld Magazine. URL consultato il 24 agosto 2018.
  8. ^ (EN) Lois McMaster Bujold, The chef recommends, su dendarii.com, 2012. URL consultato il 23 agosto 2018.
  9. ^ (EN) Locus Lois McMaster Bujold Biography, Dendarii.com. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  10. ^ (EN) Ann the Riveter and her Riveted Rabbit, CraftedInCarhartt.com. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  11. ^ Northwest Blacksmith Association Board of Directors, Northwest Blacksmith Association. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  12. ^ (EN) Lois McMaster Bujold, Biolog, Dendarii.com. URL consultato il 28 gennaio 2014.
  13. ^ (EN) Sylvia Kelso, Loud Achievements: Lois McMaster Bujold's Science Fiction, in New York Review of Science Fiction, nº 122, ottobre 1988.
  14. ^ a b c d e f g h Brennan Croft 2013, p. 195.
  15. ^ a b c d e f g Brennan Croft 2013, p. 196.
  16. ^ a b (EN) 2017 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato l'11 agosto 2017 (archiviato l'11 agosto 2017).
  17. ^ (EN) 2018 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 2 aprile 2018.
  18. ^ (EN) 1989 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 19 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2011).
  19. ^ (EN) Nebula Awards 1991, in Science Fiction Awards Database, Locus. URL consultato il 6 dicembre 2011 (archiviato il 28 settembre 2015).
  20. ^ (EN) Nebula Awards 1992, in Science Fiction Awards Database, Locus. URL consultato il 6 dicembre 2011 (archiviato il 28 settembre 2015).
  21. ^ (EN) Nebula Awards 1998, in Science Fiction Awards Database, Locus. URL consultato il 6 dicembre 2011 (archiviato il 28 settembre 2015).
  22. ^ (EN) 2000 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 19 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2011).
  23. ^ (EN) Nebula Awards 2001, in Science Fiction Awards Database, Locus. URL consultato il 6 dicembre 2011 (archiviato il 28 settembre 2015).
  24. ^ (EN) 2002 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 19 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2011).
  25. ^ (EN) Nebula Awards 2004, in Science Fiction Awards Database, Locus. URL consultato il 6 dicembre 2011 (archiviato il 28 settembre 2015).
  26. ^ (EN) 2005 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 19 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2011).
  27. ^ (EN) 2011 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 9 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2012).
  28. ^ (EN) 2013 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 3 aprile 2013 (archiviato il 6 settembre 2015).
  29. ^ (EN) 2016 Hugo Awards, World Science Fiction Society. URL consultato il 27 aprile 2016 (archiviato l'11 agosto 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Janet Brennan Croft (a cura di), Lois McMaster Bujold — Essays on a Modern Master of Science Fiction and Fantasy, Jefferson Nort Caroline e London, Mc Farland, 2013, ISBN 978-0-7864-6833-1.
  • Edward James, Lois McMaster Bujold, University of Illinois, 2015, ISBN 978-0-252-09737-9.

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